Terzo settorePost con tag “Riforma del Terzo settore”

Le Linee guida ministeriali sugli istituti giuridici di cooperazione tra PA e ETS

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021, recante “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017”, giunge a completare un iter normativo che, attraversando momenti di difficoltà interpretative, peraltro non ancora del tutto risolte, può considerarsi un approdo positivo nella definizione dei rapporti giuridici intercorrenti tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore che intendono collaborare per realizzare finalità di interesse generale. Leggi >

La co-progettazione nel Comune di Bologna

Lo Statuto del Comune di Bologna fissa tra gli obiettivi programmatici dell’amministrazione quello di garantire e valorizzare il diritto dei cittadini, delle formazioni sociali, degli interessati, degli utenti e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, come espressioni della comunità locale, di concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione locale, ispirando la propria azione al principio di sussidiarietà orizzontale e di collaborazione con le istanze sociali ed economiche, favorendo la crescita sostenibile e la diffusione dell’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni e valorizzando e sostenendo le attività e le iniziative del volontariato e delle libere associazioni. Leggi >

I confini del terzo settore: un perimetro ragionevole?

La  pubblica amministrazione è investita di una responsabilità particolarmente rilevante, in specie, in questo momento storico in cui l’intervento pubblico è invocato al fine di organizzare e sostenere le risposte alle fasce di popolazione maggiormente colpite dalla pandemia. In questo contesto, si può ben comprendere come la pubblica amministrazione, in forza dei principi costituzionali di non discriminazione, di parità di trattamento e di buon andamento dell’attività amministrativa, solo per citarne alcuni, è chiamata in modo sempre più pressante ad individuare i percorsi e i metodi più adeguati a realizzare finalità di interesse generale attraverso il coinvolgimento di una ampia gamma di soggetti giuridici non profit. Leggi >

Il Consiglio di Stato valorizza la funzione di advocacy dell’associazionismo di promozione sociale

La disciplina sulle associazioni contenuta nel Libro Primo del Codice civile, in ragione della preferenza che quest’ultimo ha espresso nei confronti della produzione della ricchezza e, quindi, delle società di cui al Libro Quinto del Codice del 1942, escludeva le associazioni dalla possibilità di svolgere attività economico-imprenditoriale. Ne conseguiva che le associazioni potevano conseguire finalità di natura ideale e realizzare attività coerenti con il perseguimento di quelle finalità, segnatamente, attività che non avessero contenuti economici o comunque di natura commerciale. Come è noto, la prassi, la dottrina, il diritto europeo, un certo filone di interpretazione giurisprudenziale, nonché la riforma del Terzo settore, dopo decenni di dubbi, di accertamenti fiscali e, in ultima analisi, di mancanza di certezza tra i volontari e gli operatori, hanno legittimato le associazioni a condurre anche attività economico-imprenditoriali, anche in forma prevalente ovvero potendo assumere la qualificazione giuridica di impresa sociale. Leggi >

Al via il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Nella riunione della Conferenza Stato-Regioni tenutasi in data 10 settembre 2020 si è sancita l’intesa sull’avvio del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), che interessa una platea di 336.000 enti non profit e che, verosimilmente (così come dichiarato dalla società telematica delle Camere di commercio incaricata della sua gestione) dovrebbe essere effettivamente operativo nel primo semestre del 2021. La bozza di decreto ministeriale disponibile, che attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dà attuazione alle disposizioni normative contenute nel d. lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore), in primis ribadendo che il Runts si sostituisce ai diversi registri previsti dalle discipline normative antecedenti alla Riforma del Terzo settore. In questa sede, forse non è superfluo ricordare, infatti, che ad oggi le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni non governative e altre formule giuridiche sono registrate negli albi regionali ovvero in altri elenchi tenuti a livello nazionale, con una conseguente difficoltà ad operare una efficace reductio ad unum del vasto universo non profit. Leggi >

Terzo settore, il punto sulla Riforma

Come è noto, la Riforma del Terzo settore ha la forma di un “cantiere aperto”: dall’approvazione della Legge 106/2016 sono discesi i successivi decreti applicativi del 2017 (d.lgs. 40/2017, sul Servizio Civile Universale; d.lgs. 102/2017, sull’impresa sociale; d.lgs. 111/2017, sul 5 per mille; d.lgs. 117/2017, il Codice del Terzo settore) che a loro volta prevedono però successivi atti applicativi affinché la Riforma sia completamente operativa. Gli ultimi atti significativi sono state le Linee guida per la redazione del bilancio sociale, le Linee guida sull’impatto sociale e, il 30 gennaio scorso, il Decreto del Ministro del lavoro sulle “Erogazioni liberali in natura a favore degli Enti di Terzo settore”, temi trattati sulle pagine di Welforum. Leggi >

Terzo settore tra Anac e Consiglio di Stato. Ma ora è il momento della politica

Il 27 dicembre 2019 è stato diffuso il parere del Consiglio di Stato indirizzato all’ANAC e riguardante le “Linee guida in materia di affidamenti di servizi sociali”, oggetto di consultazione nell’estate scorsa e di cui era attesa la pubblicazione definitiva. Che forse, a questo punto, non ci sarà mai. Leggi >

Valutazione di impatto per dare valore alla trasformazione

L’impatto è un concetto che indica un cambiamento di lungo periodo che avviene sulle persone e nelle comunità. Valutare l’impatto significa rilevare, analizzare e “dare valore” alla trasformazione agita da un’organizzazione del Terzo Settore attraverso le attività realizzate, i servizi erogati o i progetti implementati, rispetto alle diverse categorie di portatori di interesse e ai portatori di risorse. Leggi >

Se si valutassero le valutazioni di impatto…

Oggi, che l’idea di valutazione di impatto sociale sta prendendo piede al punto di essere diventata quasi un obbligo per progetti ed organizzazioni del Terzo settore, se si valutassero, in una sorta di meta valutazione, le esperienze di valutazione di impatto confrontando metodologie, risultati ottenuti e indicazioni di sviluppo e cambiamento che queste producono, credo che ci troveremmo spesso a constatare che “il re è nudo”, ovvero che nonostante la denominazione roboante, di valutazione di impatto se ne faccia ben poca. Da circa 25 anni sono impegnato a realizzare ricerche valutative nel campo degli interventi e delle politiche sociali e ho la netta sensazione che in molti casi chi è impegnato a fare (per obblighi contrattuali) valutazioni di impatto di progetti complessi, quantitativamente e qualitativamente articolati, spesso chiami “valutazioni di impatto” ciò che anni fa chiamavamo semplicemente “valutazione”… Leggi >

Impatto sociale, ecco le linee guida

E così, con la pubblicazione delle “Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del terzo settore ai sensi dell’articolo 7, comma 3 della legge 6 giugno 2016, n.106”, si chiude un altro capitolo della complessa architettura applicativa della Riforma del Terzo settore. Si tratta di un atto solo a prima vista secondario. Leggi >

Approvate le linee guida per la redazione del bilancio sociale

La riforma del Terzo settore compie un ulteriore passo avanti con l’approvazione del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali “Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore”. Il documento è stato, come prevede il Codice del Terzo settore, esaminato nel Consiglio Nazionale del Terzo settore, approvato il 4 luglio 2019 e ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 9 agosto 2019. Di seguito sono riassunti i principali punti del provvedimento. Leggi >