Terzo settorePost con tag “seminario 4”

Cosa ho imparato nel convegno “La coprogettazione in azione”

Il 17 dicembre 2018 si è svolto a Torino il Seminario “La coprogettazione in azione”. Gianfranco Marocchi, che ha tenuto la relazione introduttiva, condivide alcuni prime impressioni sulla giornata di lavoro.

Ecco alcune delle cose che ho imparato nel convegno “La coprogettazione in azione”. O, per essere più precisi: nel Convegno, ascoltando i relatori, ma anche nell’incontro che ne è seguito finalizzato a dare vita ad una comunità di pratica sui temi dell’amministrazione collaborativa, nonché dalle discussioni a margine del convegno fatte con operatori pubblici e di terzo settore che stanno sperimentando pratiche collaborative. Leggi >

La coprogettazione è in azione

Negli ultimi due anni il numero di territori che hanno avviato pratiche di coprogettazione è aumentato come non mai. Grandi metropoli come Torino, Milano e Bologna e piccoli centri in diverse regioni italiane; esperienze storiche come Lecco e Bergamo ed enti locali che sino a quel momento non avevano mai utilizzato strumenti collaborativi. Perché sta avvenendo? Senza sminuire la portata di provvedimenti normativi come l’art. 55 del d.lgs. 117/2017, il Codice del Terzo settore, le ragioni di ciò vanno trovate in evoluzioni di cui senz’altro l’elemento normativo è parte, ma che vanno lette in primo luogo comprendendone la valenza culturale e sociale. Inoltre, va sottolineato che, fermo restando che a collaborare si è necessariamente in due (o più), questa stagione di collaborazione nasce spesso come frutto di un’iniziativa assunta o comunque fortemente voluta dalla pubblica amministrazione. Leggi >

La coprogettazione in azione. Riflessioni dell’Assessore al Welfare, Regione Piemonte

La coprogrammazione e la coprogettazione costituiscono un processo, che coinvolge una pluralità di attori attorno al perseguimento di obiettivi condivisi. È una operazione inevitabilmente faticosa e con tempi non immediati. Per questo la tentazione, che alligna spesso dentro di noi, è quella di percorrere la strada tecnocratica e neo-centralista. Una tentazione accentuata, soprattutto in questi ultimi anni, dalla necessità di esercitare un controllo più rigoroso sulla spesa e coltivata con la motivazione di dare più efficienza al sistema. Ma è una scorciatoia, che genera illusione e rischia di confinare il ruolo delle istituzioni pubbliche dentro un ambito autoreferenziale, che crea distanza rispetto alle diverse forme, sempre in evoluzione, di rischio e di vulnerabilità sociale. Leggi >