Autore: Alceste Santuari

Terzo settore

Gli ETS e le procedure amministrative di affidamento dei servizi

Il diritto dell’Unione europea permea il diritto nazionale, in specie, per quanto attiene al principio di concorrenza, che costituisce un “obiettivo” specifico dell’azione comunitaria.
L’Unione europea ha perseguito l’obiettivo sopra richiamato attraverso tre strumenti: la libertà di circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi e dei capitali; la disciplina della concorrenza; la limitazione degli aiuti statali alle imprese.
Gli Stati membri non possono creare barriere ovvero cercare di impedire la creazione di un mercato comune. Tuttavia, le regole della concorrenza sono state temperate a seguito dell’approvazione del Trattato di Lisbona, che ha introdotto nell’art. 3.3 del Trattato UE la previsione di “un’economia sociale di mercato”, che mira sì all’affermazione della competizione, ma allo stesso tempo è finalizzata a realizzare un obiettivo di piena occupazione e di progresso e coesione sociale. Da ciò consegue che il principio di concorrenza è chiamato a recedere di fronte alla necessità di assicurare il perseguimento di scopi di interesse generale, che possono essere realizzati sia da enti pubblici ovvero da soggetti privati cui gli ordinamenti nazionali affidano una particolare “mission” pubblica. Leggi >

Terzo settore

I confini dei concetti di “gratuità” e “non onerosità” nei rapporti di collaborazione tra PA ed ETS

Il Punto di Welforum È noto come alla luce degli artt. 55-57 del Codice del Terzo settore, i rapporti giuridici che si instaurano tra le PA e gli ETS si considerino alternativi rispetto alle tradizionali procedure ad evidenza pubblica ad impronta competitiva. Quando è effettivamente possibile ritenere indiscutibile l’utilizzo di strumenti di amministrazione condivisa? Leggi >

Terzo settore

L’assegnazione dei beni pubblici agli ETS (III parte)

Il Punto di Welforum Nei due precedenti contributi pubblicati su welforum.it, si è analizzato il quadro normativo delineato dall’art. 71, commi 1 e 2 del Codice del Terzo settore, che ha permesso di evidenziare lo “spazio di manovra” degli enti pubblici nell’individuazione dei beni pubblici che gli Enti del Terzo settore possono gestire. Alla luce delle previsioni normative contenute nell’art. 71 del d. lgs. n. 117/2017, di seguito, si intende esaminare una possibile situazione che le pubbliche amministrazioni potrebbero trovarsi ad affrontare. Situazione che potrebbe anche non prevedere l’applicazione dell’art. 71, ma una combinazione di procedure. Leggi >

Terzo settore

I rapporti di collaborazione tra enti pubblici ed ETS (II parte)

Il Punto di Welforum In un precedente contributo pubblicato su questo sito, si è analizzata la portata applicativa dell’art. 71, comma 1 del Codice del Terzo settore. Il comma in parola prevede una specifica tutela degli spazi utilizzati dagli ETS contro possibili scelte urbanistiche degli enti locali che potrebbero incidere negativamente sull’attività svolta dai medesimi ETS. Il secondo comma dell’art. 71 è finalizzato a regolare il rapporto giuridico che si può instaurare tra enti pubblici ed enti del terzo settore, quando i primi intendono sostenere i secondi nello svolgimento delle loro attività istituzionali. Leggi >

Terzo settore

I rapporti di collaborazione tra enti pubblici ed ETS (I parte)

Il Punto di Welforum Quando si pensa ai rapporti di collaborazione tra enti pubblici ed enti del terzo settore è immediato riferirsi agli istituti giuridici contemplati negli artt. 55 e seguenti del d. lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore – CTS), al cui approfondimento e analisi welforum.it ha dedicato e dedicherà ampio spazio. È invece meno immediato immaginare che detti rapporti cooperativi possano realizzarsi anche attraverso l’utilizzo e la valorizzazione delle proprietà e dei beni pubblici, che per vero possono trovare proprio negli enti non profit “alleati strategici”. Essi possono essere in grado infatti di formulare proposte progettuali per un uso più efficace, efficiente, sostenibile e, soprattutto, finalizzato a promuovere inclusione e coesione sociale, che ricomprendono, in taluni casi, anche l’inserimento socio-lavorativo di persone fragili. È noto che nel nostro Paese una larga parte del patrimonio pubblico si trovi in uno stato di precarietà e di abbandono, per fronteggiare il quale si richiedono non soltanto ingenti sforzi economici e finanziari, ma spesso progetti credibili e di pubblica utilità. Progetti, proposte e interventi che possono essere elaborati e gestiti dagli enti del terzo settore, anche in forma aggregata. In questo contesto, può essere collocato l’art. 71 del CTS, che dedica specifiche disposizioni orientate a supportare il coinvolgimento degli enti non profit nell’utilizzo, gestione e valorizzazione dei beni pubblici. Leggi >

Politiche e governo del welfare

I LEP tra Corte costituzionale e legge di Bilancio 2022

Su questo sito abbiamo già affrontato le questioni giuridiche e istituzionali relative ai LEP. A distanza di mesi da quel contributo, i LEP si ritrovano oggetto di una pronuncia della Corte costituzionale e dell’art. 43 del disegno di legge di Bilancio 2022. Prima di analizzare i contenuti della sentenza in parola e dell’art. 43, si ritiene opportuno richiamare alcuni profili dei LEP. Leggi >

Terzo settore

Riforma dei servizi pubblici locali e istituti giuridici cooperativi tra PA ed enti del Terzo settore

Il 4 novembre u.s., il Governo ha approvato il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, così come previsto dall’art. 47 della legge 23 luglio 2009, n. 99, che prescrive che il Parlamento approvi ogni anno un’apposita normativa finalizzata a “rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo o amministrativo, all’apertura dei mercati” e a “promuovere lo sviluppo della concorrenza” e a “garantire la tutela dei consumatori”. Leggi >

Terzo settore

Autorizzazione e accreditamento dei servizi sociosanitari

Il sistema di welfare sociosanitario è caratterizzato – inter alia – da un lato, da elementi di garanzia del cittadino quali l’accesso universalistico alle prestazioni e il rilievo del soggetto pubblico cui l’ordinamento ha affidato la funzione di programmazione, di pianificazione e regolazione dell’erogazione delle prestazioni in una dimensione di supervisione generale della spesa sanitaria, nonché di acquirente, in molti casi, delle prestazioni stesse. Dall’altro, il sistema di welfare si caratterizza come “spazio” in cui gli operatori economici possono operare, anche in concorrenza tra loro, in coerenza con gli elementi di garanzia sopra richiamati. In questo senso, l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali costituiscono strumenti giuridici funzionali a contemperare le esigenze sopra richiamate e finalizzati ad assolvere le funzioni di regolazione della presenza di soggetti privati in ambito sanitario e sociosanitario, in specie in un momento storico caratterizzato, tra gli altri, dalla contrazione delle risorse pubbliche e dalla necessità di razionalizzare la spesa pubblica. Leggi >

Terzo settore

Un altro tassello della Riforma del Terzo settore (finalmente): l’avvio del Runts

Il 26 ottobre 2021 è stato adottato il decreto dirigenziale di cui all’art. 30 del d.m. 106/2020, il quale sancisce il termine di inizio di operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) al 23 novembre 2021. A partire da quella data inizierà il processo di trasferimento presso il medesimo Registro di organizzazioni di volontariato (Odv) e associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte nei rispettivi registri regionali, provinciali o nazionali. Per queste due tipologie speciali di Enti del Terzo settore, dunque, l’iscrizione al Runts deve considerarsi automatica, fatti salvi i poteri di verifica attribuiti agli uffici del Runts, i quali sono chiamati a svolgere un controllo di adeguatezza degli statuti iscrivibili nel Registro. Leggi >

Terzo settore

Il lungo (e tortuoso) cammino della coprogettazione

Se è possibile acclarare che la coprogettazione non costituisca per sé un istituto nuovo nell’ordinamento giuridico italiano, nondimeno è evidente che, soprattutto a seguito dell’approvazione del Codice del Terzo settore, questo istituto giuridico collaborativo tra P.A. ed enti non profit ha registrato una significativa evoluzione. Come spesso accade nei percorsi evolutivi, non sono mancate le difficoltà, interpretative e applicative. Leggi >

Terzo settore

Le imprese sociali di comunità

Il disegno di legge n. 1650 recante “Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità” è stato incardinato, in prima Commissione al Senato, lo scorso 26 maggio. Il disegno di legge viene presentato in un momento di confusione in ordine al “destino” giuridico e tributario delle organizzazioni non profit: è noto, infatti, che al momento in cui si scrive non è ancora stata comunicata la data di avvio del Runts e non sono certi i tempi del completamento della riforma del terzo settore sotto il profilo fiscale. A ciò si aggiunge appunto il disegno di legge sulle cooperative di comunità, fattispecie giuridiche che in molte Regioni hanno già ottenuto una loro disciplina. Leggi >

Terzo settore

Le Linee guida ministeriali sugli istituti giuridici di cooperazione tra PA e ETS

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021, recante “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017”, giunge a completare un iter normativo che, attraversando momenti di difficoltà interpretative, peraltro non ancora del tutto risolte, può considerarsi un approdo positivo nella definizione dei rapporti giuridici intercorrenti tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore che intendono collaborare per realizzare finalità di interesse generale. Leggi >