Autore: Angelo Buonomo

Professioni sociali

In Campania, nuove frontiere del lavoro sociale

Il lavoro sociale e di comunità è in continuo mutamento, in particolare in questo tempo nel quale le incertezze e le fragilità si moltiplicano. Per questa ragione diventa sempre più urgente accompagnare percorsi evolutivi delle professioni sociali, promuovere nuove collaborazioni, riconoscere le connessioni, diffondere un approccio multidimensionale. La progettazione assume un valore decisivo sia nell’ottica generativa dei contenuti e dei processi da innescare, sia nelle possibilità di innovare l’intervento e il ruolo delle professioni sociali, nella creazione di spazi di contaminazioni attraverso l’approccio multidisciplinare e la formazione a un lavoro orientato nella comunità, fuori dalla logica assistenziale. E’ necessario inoltre ripensare i percorsi formativi non formali in una prospettiva di condivisione, scambio e cooperazione, intensificando il lavoro di gruppo. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Scuole di comunità in Campania

“Scuole di comunità” è un progetto promosso da Legambiente Campania e Libera, in collaborazione con quattro scuole, finanziato dalla Regione Campania attraverso il Fondo Sociale Europeo. Si articola su tre ambiti di intervento: supporto scolastico, sostegno alla genitorialità e animazione sociale per promuovere percorsi sostenibili, la cultura della legalità e dell’ecologia, per attivare nuovi servizi territoriali. A seguito della diffusione della pandemia del virus Sars Cov-2, le due organizzazioni, hanno elaborato un piano di sviluppo progettuale che ha portato alla nascita di alcune sperimentazioni volte a dare una spinta innovativa in termini di organizzazione dei servizi territoriali e di integrazione dell’intervento sociale. Leggi >

Terzo settore

Lo psicologo di base in Campania

Il 27 luglio scorso il Consiglio regionale della Campania ha approvato, all’unanimità, la Legge Regionale n.° 35 che istituisce la figura dello “Psicologo di base”. La norma rappresenta un vero e proprio atto di civiltà, un’importante innovazione legislativa con l’auspicio di avere un significativo impatto in termini sociali e culturali. Lo strumento apre la strada a diverse sfide per i professionisti e per gli Enti del Terzo Settore. Leggi >

Terzo settore

Afragola: “Uscire dal silenzio”

Creare opportunità di lavoro e stimolare la nascita di nuovi servizi di comunità attraverso il riutilizzo sociale del bene confiscato.

Ad Afragola, una delle principali città dell’area nord di Napoli, si inserisce il progetto della Masseria Antonio Esposito Ferraioli, dedicata al cuoco e sindacalista della Cgil ucciso dalla camorra quarant’anni fa. Un bene confiscato alla criminalità organizzata, rimasto inutilizzato per circa vent’anni prima che ne fosse avviato il riuso. Si tratta del progetto di riutilizzo sociale del bene confiscato alla criminalità organizzata più grande dell’area metropolitana di Napoli, con i suoi mille metri quadrati di masseria e i dodici ettari di terreno. Leggi >

Terzo settore

Beni confiscati alle mafie e welfare, il caso campano

Sono molti i casi in cui un bene confiscato è riutilizzato per realizzare un servizio di welfare. Questo legame non è casuale, perché un territorio ricco di servizi erode la base su cui prospera la criminalità; ma al tempo stesso determina un’evoluzione delle organizzazioni che si impegnano in questa sfida, che sono portate ad aprirsi al territorio, a innovare il welfare e a promuovere l’autonomia. Questo è quanto emerge anche dagli esiti della ricerca “I beni confiscati come opportunità di sviluppo”, promossa da Libera Campania e Fondazione Pol.I.S. Leggi >