Autore: Gianfranco Marocchi

Terzo settore

Il più grande crowdfunding d’Italia

Vi è una “finanza ad impatto” in senso lato: fondi che investono in imprese attive nei settori dell’ambiente, della sanità o delle infrastrutture, ecc.; non si tratta di un fenomeno del tutto nuovo, ma è comunque un fatto apprezzabile, coerente con la crescente attenzione di imprese, investitori e cittadini a temi quali la sostenibilità, la non discriminazione, la salute, l’assenza di sfruttamento, ecc. In ogni caso si può convenire sul fatto che questa tendenza dell’impresa e della finanza ad essere “più sociali”, quando non costituisca un mero social washing, sia un dato assolutamente positivo. Leggi >

Terzo settore

Il Terzo settore e il PNRR

Leggere il PNRR dal punto di vista del Terzo settore è un’operazione che può essere realizzata da almeno due punti di vista: ci si può interrogare su quanto gli interventi auspicati dal Piano colgano priorità e strategie che il Terzo settore ha in questi anni sostenuto e praticato e su quanto cui il ruolo del Terzo settore sia o meno riconosciuto in tali azioni. Le due questioni non necessariamente coincidono: ad esempio, nelle sue prime versioni, anche se comparivano proposte di intervento coerenti con le visioni più volte espresse dal Terzo settore, la scelta era stata quella di limitare il più possibile i riferimenti a specifici soggetti. Rispetto al primo punto di vista, quello relativo ai temi trattati, va in primo luogo riconosciuta al PNRR un’impostazione generale che corrisponde ad alcune sensibilità di fondo del terzo settore e in generale di chi opera nel sociale, per almeno due fattori. Il primo è il riconoscere alla coesione sociale un valore trasversale nel consentire e orientare lo sviluppo; il secondo fattore è la scelta di uno sviluppo “buono”, come si evince ad esempio dall’attenzione ai temi ambientali, culturali e alla salute. Leggi >

Terzo settore

I numeri dell’impresa sociale in Italia

L’impresa sociale in Italia. Identità, ruoli e resilienza, il IV Rapporto sull’Impresa sociale pubblicato da Iris Network è strutturato in due sezioni: nella prima, si fa il punto sull’impresa sociale come sino ad ora sviluppatasi; nella seconda, si ragiona sull’impatto della pandemia sull’impresa sociale e su come essa abbia reagito – per quanto è possibile oggi conoscere – a questa inedita situazione. In questo contributo si approfondiranno alcuni degli elementi presenti nella prima di queste due parti, iniziando da un’operazione solo apparentemente banale: capire quante siano le imprese sociali in Italia, di cosa si occupino, quante persone vi lavorino, quali siano i principali dati economici che le caratterizzano. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Due buone idee

Nell’ultimo anno della sua vigenza, il Governo Conte ha dovuto confrontarsi con una situazione grave e inedita di emergenza sanitaria, diventata al tempo stesso economica e sociale; e, in questo sforzo a cui, in verità, nessun governo è giunto preparato, ha assunto una pluralità di provvedimenti, ora per limitare i contagi, ora per rilanciare l’economia, ora per cercare le difficili compatibilità tra istanze diverse e ugualmente fondamentali. Nelle sperimentazioni, talvolta inevitabilmente disordinate, di provvedimenti adottati spesso con logiche e sotto pressioni emergenziali, vi sono delle idee, magari solo parzialmente espresse, forse pensate come risposta a circostanze contingenti, di cui oggi, a mente fredda e al di fuori dell’agone politico (dal momento che tale governo non c’è più), possiamo fare tesoro? Leggi >

Terzo settore

Collaborare stanca?

È un paradosso, ma è proprio il successo delle iniziative di coprogrammazione e coprogettazione e delle altre iniziative amministrative ispirate al principio di collaborazione, diffusesi in proporzioni inattese negli ultimi due o tre anni nel nostro Paese, a portare con sé una potenziale fatica che vale la pena di esaminare. Non ci si riferisce alle esperienze collaborative che deludono perché sono “fatte male”, ma ai casi in cui le fatiche emergono in occasioni di collaborazione di buona qualità; anzi, forse proprio perché di buona qualità e quindi prevedono accurati processi di decisione collettiva. Leggi >

Terzo settore

Legge 328/2000 e Terzo settore: fu vera svolta?

La legge 328/2000, di indiscutibile rilievo per l’evoluzione del welfare del nostro Paese, è una legge importante anche rispetto al ruolo e alla concezione del Terzo settore, che ne rappresenta uno dei principali attori? La domanda è più complessa di quanto sembra; richiede un esame sia del dato giuridico, sia delle effettive prassi che sono seguite all’approvazione della legge e richiede di interrogarsi sulla misura in cui la legge 328/2000 abbia marcato, relativamente al Terzo settore, la differenza tra un “prima” e un “dopo”, se quindi sia cambiata, grazie alla legge, la considerazione del Terzo settore e in che modo. Richiede inoltre di guardare ad un complesso di atti che insieme definiscono l’effettiva declinazione della 328/2000 su questi temi. Leggi >

Terzo settore

Istat, continua la crescita del non profit

Dal 2015 l’Istat rilascia annualmente aggiornamenti ai dati sulle Istituzioni non profit italiane; ciò avviene integrando diverse fonti di origine amministrativa con una rilevazione campionaria e consente di disporre da 4 anni a questa parte di una serie storica sulle principali informazioni – il numero di enti, la forma giuridica, il numero di lavoratori, il settore di attività, la collocazione territoriale – che descrivono queste organizzazioni. Leggi >

Terzo settore

Il Codice degli appalti ora legittima l’art. 55

In sede di conversione in legge del “DL semplificazioni” (DL 76/2000) sono stati inseriti nel Codice degli appalti (d.lgs. 50/2016) alcuni importanti riferimenti alla coprogrammazione e coprogettazione previste dal Codice del Terzo settore. Si tratta di modifiche solo in apparenza secondarie, che potrebbero contribuire in modo significativo a rasserenare gli amministratori pubblici circa la praticabilità giuridica della coprogrammazione e della coprogettazione e quindi a diffondere questi strumenti. L’articolo presenta e commenta le modifiche apportate. Leggi >

Terzo settore

Regione Toscana: “Norme di sostegno e promozione degli enti del terzo settore”

La Regione Toscana ha approvato il 14 luglio la legge “Norme di sostegno e promozione degli enti del terzo settore toscano”.  Si tratta di un testo di grande rilievo per diversi motivi, che vengono illustrati in questo breve articolo. L’approvazione di questa legge apre, in un quadro reso più sereno dalle conferme della Corte costituzionale, un nuovo capitolo per le relazioni di partenariato tra Enti pubblici e Terzo settore, costituito dalle implementazioni regionali su cui la Toscana fa oggi da apripista. Leggi >

Terzo settore

Piena legittimazione dell’art. 55 da parte della Corte costituzionale

La coprogettazione e la coprogrammazione, e in generale le strategie di amministrazione della cosa pubblica basate sul principio di collaborazione, sono da tempo al centro di crescenti attenzioni da parte di enti locali e Terzo settore e sono sempre più numerosi i casi in cui si ricorre a questo tipo di strumenti per realizzare in ottica collaborativa interventi nei settori di interesse generale.

Questo orientamento, che ben traduce nei fatti il principio costituzionale di sussidiarietà, ha avuto un punto di snodo nell’art. 55 del Codice del Terzo settore, che considera l’approccio collaborativo in qualche modo “ordinario”, nel senso di non legato a fattori specifici quali la particolare sperimentalità dell’intervento come avveniva nella legge 328/2000, ma al reciproco riconoscimento di istituzioni e Terzo settore delle comuni finalità perseguite. Leggi >

Terzo settore

DL Rilancio: il Terzo settore non è più dimenticato

Il Punto di Welforum Il DL Rilancio è probabilmente uno dei provvedimenti di maggior peso di questa stagione; raccoglie un insieme di misure per la gestione dell’emergenza Covid-19 e di prima definizione di prospettive di futuro sviluppo; lo è per l’entità delle cifre stanziate, per la sua lunghezza imponente – nel Consiglio dei Ministri del 13 maggio è stato esaminato un provvedimento di 464 pagine – e anche, rispetto al tema qui trattato, per la quantità di riferimenti al Terzo settore. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Cosa c’è di buono (e cosa no) nel Piano Colao

L’8 giugno è stato diffuso l’esito del lavoro della commissione guidata da Vittorio Colao e incaricata dal Governo di tracciare le linee di intervento per il rilancio del Paese. L’esito è un documento di 121 pagine articolato in slide e diffuso in sei macrocapitoli, coerenti con il disegno complessivo di costruire “un’Italia più forte, resiliente ed equa” passando per tre aspetti trasversali, la digitalizzazione e l’innovazione, la rivoluzione verde, la parità di genere e l’inclusione. Leggi >