Autore: Gianfranco Marocchi

Terzo settore

La VIS serve per valutare le politiche, non le azioni delle organizzazioni di Terzo settore

Certamente l’enfasi sul tema della valutazione ha valenze ampiamente condivisibili, perché opportunamente contrasta una non infrequente deriva di chi opera nel sociale, portato a credere che la dimensione etica – il fatto di essere “i buoni”, per rifarsi all’impietoso romanzo di Luca Rastello – sia di per sé assorbente di ogni considerazione relativa al proprio operato, che ciò che viene fatto per una buona causa, sia secondo questa visione, lodevole a prescindere da ogni ulteriore considerazione. Ma vi sono, a parere di chi scrive, numerose buone ragioni (se ne elencheranno sette) per ritenere che una specifica strategia di valutazione, conosciuta come “valutazione di impatto sociale” (VIS) – la valutazione qualitativa e quantitativa (e possibilmente monetizzata), sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento – fortemente sostenuta da numerosi opinion leader, sia l’opzione spesso meno indicata per valutare l’operato delle organizzazioni di Terzo settore (mentre, come si vedrà, essa rappresenta spesso uno strumento utile per valutare le politiche). Leggi >

Terzo settore

Istat: continua la crescita del non profit

L’Istat ha rilasciato l’11 ottobre scorso un aggiornamento della rilevazione “Struttura e profili del settore non profit” con dati aggiornati al 31/12/2017. Anche questa ultima rilevazione, come le precedenti, evidenzia una crescita del non profit. Il settore non profit continua a espandersi con tassi di crescita medi annui superiori a quelli che si rilevano per le imprese orientate al mercato, in termini sia di numero di imprese sia di numero di dipendenti. Leggi >

Terzo settore

Impatto sociale, ecco le linee guida

E così, con la pubblicazione delle “Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del terzo settore ai sensi dell’articolo 7, comma 3 della legge 6 giugno 2016, n.106”, si chiude un altro capitolo della complessa architettura applicativa della Riforma del Terzo settore. Si tratta di un atto solo a prima vista secondario. Leggi >

Terzo settore

Approvate le linee guida per la redazione del bilancio sociale

La riforma del Terzo settore compie un ulteriore passo avanti con l’approvazione del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali “Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore”. Il documento è stato, come prevede il Codice del Terzo settore, esaminato nel Consiglio Nazionale del Terzo settore, approvato il 4 luglio 2019 e ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 9 agosto 2019. Di seguito sono riassunti i principali punti del provvedimento. Leggi >

Terzo settore

ANAC e Terzo settore. Il buon senso affiora (ma non emerge)

Fino al 13 giugno prossimo è aperta la consultazione pubblica relativa al documento predisposto dall’ANAC “Linee guida recanti «Indicazioni in materia di affidamenti di servizi sociali»”, presumibilmente destinata, nella mente degli estensori, ad aggiornare, dopo i cambiamenti normativi intercorsi (Codice degli appalti e Codice del Terzo settore) la determinazione 32/2016 “Linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali”. Prima dell’esame di merito, può essere utile soffermarsi sulla mutata titolazione del documento, che fa riferimento a contesti culturali diversi. Leggi >

Terzo settore

Modifiche statutarie per gli ETS. Indicazioni di alcune recenti circolari

Nell’approssimarsi della scadenza del 2 agosto – quando scadranno i 24 mesi accordati dal Codice del Terzo settore per procedere attraverso procedure semplificate (cioè con maggioranza semplice degli associati, anziché con le maggioranze rafforzate che generalmente gli statuti richiedono per essere modificati) agli adeguamenti statutari in adempimento alle prescrizioni della riforma – si succedono note e circolari che chiariscono alcuni dubbi applicativi. Leggi >

Terzo settore

La legge “SpazzaTerzosettore”: si profila una soluzione?

Secondo la legge 3/2019, conosciuta come “Spazzacorrotti”, anche una piccola associazione di volontariato in cui nel direttivo opera una persona con una passato nella politica, è sottoposta ad un insieme di obblighi di pubblicità e trasparenza analoghi a quelli dei maggiori partiti politici italiani. L’idea sottostante è che in fondo gli enti di Terzo settore tendano a essere dei collettori di voti e che quindi, quando sia presente il minimo indizio di collegamento con la politica, ad essi vadano assimilati. Leggi >

Terzo settore

Parte la Cabina di regia del Terzo settore

Prevista dal Codice del Terzo settore, ma sino ad oggi non ancora attivata, la prima Cabina di regia del Terzo settore è stata convocata per il 7 marzo prossimo. All’ordine del giorno il decreto sui limiti e criteri per lo svolgimento, da parte del Terzo settore di attività diverse da quelle di interesse generale e il decreto di approvazione delle linee guida per il bilancio sociale. Leggi >

Terzo settore

Contributi pubblici, gli obblighi di trasparenza del Terzo settore

Con circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dell’11 gennaio 2019 “Legge 4 agosto 2017, n.124 – articolo 1, commi 125-129. Adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicità” sono state fornite importanti indicazioni su quanto un ente di Terzo settore deve fare in caso di conseguimento di risorse da parte della pubblica amministrazione. Leggi >

Terzo settore

Terzo settore. A che punto siamo

Il Punto di Welforum L’implementazione della Riforma ha visto, come passaggio di maggior rilievo, l’approvazione dei decreti correttivi della Riforma del Terzo settore, testi peraltro predisposti dal precedente Governo; gli altri atti applicativi della Riforma restano tutti da applicare, con una situazione analoga a quella antecedente al giugno 2018. Leggi >

Terzo settore

Cosa ho imparato nel convegno “La coprogettazione in azione”

Il 17 dicembre 2018 si è svolto a Torino il Seminario “La coprogettazione in azione”. Gianfranco Marocchi, che ha tenuto la relazione introduttiva, condivide alcuni prime impressioni sulla giornata di lavoro.

Ecco alcune delle cose che ho imparato nel convegno “La coprogettazione in azione”. O, per essere più precisi: nel Convegno, ascoltando i relatori, ma anche nell’incontro che ne è seguito finalizzato a dare vita ad una comunità di pratica sui temi dell’amministrazione collaborativa, nonché dalle discussioni a margine del convegno fatte con operatori pubblici e di terzo settore che stanno sperimentando pratiche collaborative. Leggi >

Terzo settore

La coprogettazione è in azione

Negli ultimi due anni il numero di territori che hanno avviato pratiche di coprogettazione è aumentato come non mai. Grandi metropoli come Torino, Milano e Bologna e piccoli centri in diverse regioni italiane; esperienze storiche come Lecco e Bergamo ed enti locali che sino a quel momento non avevano mai utilizzato strumenti collaborativi. Perché sta avvenendo? Senza sminuire la portata di provvedimenti normativi come l’art. 55 del d.lgs. 117/2017, il Codice del Terzo settore, le ragioni di ciò vanno trovate in evoluzioni di cui senz’altro l’elemento normativo è parte, ma che vanno lette in primo luogo comprendendone la valenza culturale e sociale. Inoltre, va sottolineato che, fermo restando che a collaborare si è necessariamente in due (o più), questa stagione di collaborazione nasce spesso come frutto di un’iniziativa assunta o comunque fortemente voluta dalla pubblica amministrazione. Leggi >