Autore: Licio Palazzini

Terzo settore

La resilienza del servizio civile universale alla prova della pandemia

Al 15 dicembre 2020 si contavano oltre 31.000 operatori volontari. In questo anno difficile per tutti, il Servizio civile universale ha reagito rimodulando progetti e attivando le modalità da remoto per continuare ad essere utile al Paese. E a fine anno, la legge di Stabilità 2021-2023 stanzia 300 milioni annui a fronte dei 100 ordinariamente previsti. Leggi >

Terzo settore

La terza stagione del Servizio civile in Italia

Con l’approvazione della Legge 106/2016 e del Decreto Legislativo 40/2017 si è aperta la fase della costruzione concreta di una terza stagione del servizio civile in Italia. Dal 1972 al 2004 abbiamo avuto il servizio civile alternativo per gli obiettori di coscienza al servizio militare obbligatorio, dal 2001 ad oggi Servizio Civile Nazionale (SCN) su base volontaria per uomini e donne, da oggi Servizio Civile Universale (SCU), aperto a tutti coloro, uomini e donne regolarmente residenti in Italia, che chiedono di farlo. Da più parti, negli ultimi anni, si era accentuata la spinta a riformare l’istituto del SCN, sia per correggerne i difetti, in parte legislativi e in parte attuativi, sia per meglio valorizzare il contributo di questo istituto pubblico alla vita del Paese. Decisivo è stato l’impulso dato dal Governo Renzi e riconfermato da quello Gentiloni, dopo la salvaguardia della sopravvivenza del servizio civile con il Governo precedente. Sarebbe riduttivo però inquadrare il testo della riforma come mera correzione di difetti connessi alla previgente normativa, dal momento che esso presenta anche alcune innovazioni sostanziali circa la natura e l’inquadramento del servizio civile.

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