Autore: Maurizio Ambrosini

Famiglia, infanzia e adolescenza

La violenza giovanile: crescono le violenze di gruppo, ma non parliamo di baby gang

Le cronache degli ultimi mesi sono tornate a parlare con insistenza di gang giovanili e delle loro poco commendevoli gesta. Si direbbe che, con l’allentamento delle misure anti-Covid, pulsioni represse e aggressività mal gestita stiano debordando dai margini più inquieti del mondo giovanile. Di qui una serie di allarmi sulla sicurezza delle nostre città, delle periferie, dei luoghi del divertimento e della vita notturna. Un rapporto recentemente pubblicato del centro Transcrime dell’Università Cattolica offre qualche elemento di maggiore chiarezza su un fenomeno molto discusso, ma poco compreso e ancor meno approfondito. Leggi >

Migrazioni

L’immigrazione secondo i dati

Mentre il nuovo governo sta cominciando una prevedibile offensiva sui temi dell’immigrazione, a partire dal rilancio della guerra alle ONG che salvano le persone in mare, è più che mai opportuno rifarsi ai dati effettivi per inquadrare il fenomeno e impostare una discussione basata su conoscenze obiettive. Fonte principale per questo esercizio di ragionevolezza è il Dossier immigrazione, redatto e pubblicato ogni anno dal Centro studi e ricerche IDOS di Roma. È uscita nei giorni scorsi l’edizione 2022, che disegna una mappa articolata dell’immigrazione nel nostro paese. Ne riprendiamo qui alcuni elementi salienti. Leggi >

Migrazioni

Immigrati e pluralismo religioso. Una novità per il nostro paese

L’immigrazione è un vettore di cambiamento sociale e culturale delle società che, volenti o nolenti, si trovano ad accoglierla. Non cambiano aspetti fondamentali, come la lingua, il calendario, l’architettura istituzionale, le norme costituzionali, ma soprattutto in ambito urbano si sviluppano fenomeni inediti, talvolta inattesi. Uno di questi è il pluralismo religioso. Leggi >

Migrazioni

Il mondo ineguale dell’accoglienza dei rifugiati

La guerra in Ucraina ha riportato in primo piano la questione dei rifugiati, dopo un periodo di declino mediatico, dovuto al Covid e alla diminuzione degli sbarchi sulle nostre coste. Ma si trattava di un’illusione ottica, come spesso avviene quando si parla d’immigrati e di rifugiati. Le crisi umanitarie non si erano affievolite, soltanto non raggiungevano la soglia della nostra attenzione. Il dato che sintetizza un dramma globale è stato pubblicato da UNHCR qualche settimana fa: nel 2022 nel mondo le persone che cercano asilo hanno superato la cifra di 100 milioni, per la prima volta da quando vengono raccolte sistematicamente le cifre del fenomeno.

Il 20 giugno, giornata mondiale dei rifugiati, l’UNHCR pubblica il suo rapporto annuale, riferito ai dati dell’anno precedente, in questo caso il 2021. Leggi >

Migrazioni

In discussione alla Camera il disegno di legge sullo ius scholae

È in discussione in questi giorni alla Camera il disegno di legge sul cosiddetto ius scholae: la concessione della cittadinanza italiana a minori stranieri che frequentano le scuole del nostro paese. Il ddl, proposto dall’on. Giuseppe Brescia (M5S), presidente della Commissione Affari Costituzionali, unifica in un breve testo varie proposte presentate nel corso della legislatura intorno al tema assai tormentato della riforma del codice della cittadinanza, risalente al 1992. Della questione e del dibattito sull’accesso alla cittadinanza ci siamo già occupati su Welforum. Ora approfondiamo la nuova proposta. Leggi >

Migrazioni

I rifugiati abbandonati

Lo straordinario slancio di solidarietà espresso dalle società europee -istituzioni politiche, associazioni, mass-media, semplici cittadini- nei confronti dei profughi ucraini rappresenta una svolta importante nella controversa vicenda dell’accoglienza delle persone in cerca di asilo. Oltre quattro milioni di persone accolte finora, senza proteste, polemiche, mugugni. Porte aperte, diritto alla mobilità e alla scelta del luogo d’insediamento, accesso al mercato del lavoro e ai servizi sociali. Proprio per questo stride ancora di più il trattamento riservato ai profughi di altre guerre. Leggi >

Migrazioni

La legge sulla cittadinanza ha trent’anni. E li dimostra tutti

Si è celebrato nel mese di febbraio un anniversario paradossale: quello della legge 91 del ’92 che disciplina l’accesso alla cittadinanza italiana. In questi trent’anni altri paesi hanno modificato il proprio codice della cittadinanza, con oscillazioni derivanti dalle alternanze dei partiti al governo e mescolando liberalismo e cautele, ma in senso complessivamente più favorevole agli immigrati e soprattutto ai loro figli. Complessivamente, dopo che Spagna, Germania e Grecia hanno adottato norme più liberali, l’Italia è il paese che si trincera dietro le regole più restrittive dell’Europa Occidentale in materia di cittadinanza. Leggi >

Migrazioni

Gara di generosità verso i profughi dall’Ucraina

La gara di generosità di queste settimane nell’accoglienza dei profughi ucraini è impressionante. Forse l’unica buona notizia di una tragedia che riporta indietro l’orologio della storia europea alla seconda guerra mondiale, scavalcando per gravità e numero di persone coinvolte i conflitti che hanno frantumato l’ex Jugoslavia. In Italia sono ormai 53.669 i profughi arrivati alla data del 18 marzo, ma le cifre aumentano di circa 3.500 unità al giorno e probabilmente non pochi arrivi spontanei devono ancora essere registrati. Oltre agli interventi del Governo, è attivissima in parallelo la società civile, con una miriade di iniziative in tutto il paese. L’Italia sta dando il meglio di sé ma questo fiume di generosità spontanea va incanalato entro logiche che ne valorizzino le virtù e ne contengano le possibili derive. Leggi >

Migrazioni

La crisi ucraina ha impresso una svolta alle politiche dell’asilo. Ma non per tutti.

Il 3 marzo l’Unione europea, di fronte alle drammatiche conseguenze della guerra in Ucraina, ha assunto una decisione che segna una svolta nelle politiche dell’asilo: ha per la prima volta attivato la direttiva 55 del 20 luglio 2001, relativa alla “concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati” e alla “promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati”. L’innovazione delle politiche europee sembra procedere per strappi, sotto l’urgenza di crisi impreviste e sconvolgenti. Le innovazioni vanno confrontate con i limiti posti dalle convenzioni di Dublino, che per anni hanno bloccato ogni sforzo di revisione delle norme sull’asilo, sulle quali l’attivazione della direttiva del 2001 ha spazzato almeno temporaneamente i vincoli. Leggi >

Migrazioni

Immigrati che intraprendono

La pandemia ha intaccato seriamente le condizioni di lavoro e di vita di molti immigrati in Italia. I lavoratori precari, stagionali, assunti a chiamata o privi di contratto hanno pagato un alto prezzo al blocco delle attività causato dalla pandemia. Ma anche gli occupati regolari ne hanno risentito, come anche i lavoratori autonomi. In più, il mancato accesso alle misure di sostegno e la lontananza da una rete familiare è causa di una condizione strutturale di fragilità economica e sociale. Nonostante queste circostanze avverse, continua a crescere il numero d’immigrati che avviano attività indipendenti. Leggi >

Migrazioni

Terrorismo, sicurezza e immigrazione

Due eventi delle ultime settimane hanno rilanciato il dibattito sui nessi tra terrorismo, sicurezza interna e immigrazione: il ventesimo anniversario degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 e l’apertura a Parigi del processo agli accusati degli attentati del novembre 2015, ricordati da noi italiani soprattutto per la tragica morte della ricercatrice Valeria Solesin. I timori derivanti dall’impatto dei fenomeni migratori sulla sicurezza interna hanno una lunga storia, in cui rientrano il contrasto delle infiltrazioni anarchiche nell’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti a cavallo tra ‘800 e ‘900, o le diffidenze ricorrenti nei confronti dell’attivismo politico delle diaspore attraverso i confini. Leggi >

Migrazioni

L’accesso alla cittadinanza. Un panorama delle norme vigenti nei principali paesi dell’UE

Accordare la cittadinanza, e definire le regole con cui accordarla, rimangono privilegi degli Stati sovrani, gelosamente custoditi fino al giorno d’oggi. Nemmeno nell’ambito dell’Unione Europea è avvenuto un processo di armonizzazione delle regole, sicché permangono notevoli squilibri. Dieci milioni di apolidi nel mondo testimoniano la distanza tra la condizione di persona umana e quella di cittadino riconosciuto. Gli Stati non da oggi si sono dunque dotati di regole per l’accesso alla cittadinanza. Il clima politico contemporaneo produce al riguardo una paradossale conseguenza, la crescita delle acquisizioni di cittadinanza: molti residenti stranieri, per evitare discriminazioni o nuovi irrigidimenti delle norme, o anche per stornare i pregiudizi, accedono più che in passato e in tempi più rapidi alla cittadinanza del paese in cui si sono trasferiti. Si può passare dalla condizione di stranieri a quella di cittadini in vari modi, alcuni dei quali hanno radici molto antiche. Vediamo come si combinano i criteri in alcune legislazioni. Leggi >