Autore: Michele Raitano

Povertà e disuguaglianze

La disuguaglianza è per sempre. L’immobilità in Italia

Se gli indicatori con cui si misura la disuguaglianza economica registrano un aumento vuol dire – ed è banale – che le distanze economiche tra le persone sono aumentate. Questo è quanto è avvenuto in Italia, e non solo, negli scorsi decenni per quello che riguarda i redditi delle famiglie e delle persone e, in modo marcato, per quella importante componente dei redditi complessivi rappresentata dai redditi da lavoro. Ma per comprendere a fondo le disuguaglianze, i meccanismi che le generano, la loro accettabilità e anche il modo in cui si potrebbero correggere non ci si può limitare, come troppo spesso avviene, a sottolineare che le disuguaglianze sono aumentate. Lumi per acquisire essenziali conoscenze a questo riguardo può darli la risposta alla domanda: anno dopo anno, i ricchi e i poveri sono sempre gli stessi o le posizioni in alto e in basso nella scala dei redditi sono occupate da individui diversi? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Salario minimo e basse retribuzioni in Italia

Il Punto di Welforum L’Italia è fra i pochi paesi della UE in cui non esiste un salario minimo legale definito a livello nazionale. La definizione di un pavimento al di sotto del quale la retribuzione non può scendere è nel nostro paese demandata ai contratti collettivi nazionali (CCNL). Dato che il CCNL in Italia copre virtualmente la totalità dei dipendenti del settore privato, si può affermare che una forma di salario minimo, sebbene settoriale/contrattuale, esista in Italia e non sia necessaria una sua introduzione a livello nazionale, soprattutto se non si intenda procedere verso lo smantellamento della contrattazione centralizzata. Leggi >