Autore: Sergio Pasquinelli

Anziani

Cambiare le RSA? Proposte diverse per un nuovo futuro

Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come? Mentre risale la curva dei contagi e dei decessi anche nelle RSA, proviamo a tirare le fila delle diverse idee, proposte, auspici circolati negli ultimi mesi per far fronte alla strage avvenuta nelle residenze, per far sì che non si ripeta. E forse anche per cambiare un modello di cura e di presa in carico della disabilità e non autosufficienza. Welforum.it e Redattore Sociale hanno dedicato un’attenzione particolare a quello che è successo quest’anno nelle residenze. Qui proponiamo una sintesi di alcune delle proposte emerse. Non è una rassegna esaustiva e le proposte considerate certamente riguardano condizioni diverse di non autosufficienza, che per loro stessa natura esprimono esigenze, bisogni di cura e assistenza diversificati, per cui i cambiamenti auspicabili possono posizionarsi a diversi livelli di complessità. Leggi >

Mese sociale. Ma il futuro non ci aspetta

Ritornare alle chiusure ci farà male. Prolunghiamo misure tampone che non dureranno all’infinito: cassa integrazione, blocco dei licenziamenti, moratoria sui mutui. Iniziamo a lavorare sul dopo: chi avrà più risorse, competenze, relazioni su cui giocarsi il futuro e chi ne avrà molte meno, o nessuna. Per gli uni e per gli altri dobbiamo pensare a percorsi e interventi diversi. Leggi >

Politiche e governo del welfare

La strada per una nuova assistenza a domicilio

Il Punto di Welforum Una rete di cure territoriali robusta, diffusa, competente. Questi mesi ne hanno dimostrato l’importanza, ma siamo ancora lontani dal raggiungerla. Ora forse si sta aprendo la strada per costruirla. I servizi di assistenza a domicilio sono una parte importante di questa territorialità e il Decreto Rilancio prevede un rafforzamento di quelli forniti dalle Asl (l’Adi) con 734 milioni di euro, l’investimento più rilevante del provvedimento a favore dell’assistenza sul territorio. Si tratta di un’opportunità per superare i limiti attuali. Prima di arrivarci, facciamo però un passo indietro. Leggi >

Mese sociale. Meno poveri o più ricchi?

A un anno e mezzo dall’introduzione del Reddito di cittadinanza già si parla di revisione. Una sua introduzione meno affrettata forse ce l’avrebbe risparmiata: fatti di cronaca e inchieste hanno messo in evidenza cose in realtà già ben conosciute. Come accelerare l’attivazione dei beneficiari? Qui si gioca il futuro controverso di una misura criticata come un dispositivo assistenziale. Leggi >

Mese sociale. Cambiare, ma per davvero

Niente sarà più come prima? Qualche dubbio affiora. Per il welfare dei servizi il rischio c’è e si sta delineando in tutta la sua concretezza: un’aggiunta di risorse, qua e là, senza un vero cambio di rotta, cioè senza cogliere la cosiddetta finestra di opportunità. Un welfare un po’ meno povero insomma, ma con tutti i limiti pre-Covid-19. Leggi >

Mese sociale. Più realtà dietro le parole

Nella girandola dei buoni propositi – che dovranno tradursi presto in proposte concrete con tempi, costi e risultati attesi – manca una cosa: la realtà. A livello nazionale, talvolta anche regionale, ci si muove con grande autoreferenzialità, seguendo uno schema centralista top-down. Partire, apprendere dall’esperienza (propria, altrui) fatica ad essere contemplato nel pilastro della ripresa che riguarda l’inclusione sociale. Qualche esempio. Leggi >

Mese sociale. Idee senza risorse, risorse senza idee

Da un lato gli annunci, prima sulla fase 2, ora sulla fase 3. Dall’altro gli appelli, mai così numerosi come in queste settimane: lettere aperte, dichiarazioni, manifesti. In questa rincorsa tra promesse più o meno mantenute e richieste più o meno circostanziate non guasterebbe qualche collegamento in più. Così come un allineamento tra le risorse che si stanno rendendo disponibili e i contenuti, i progetti. Qualche esempio. Leggi >

Mese sociale. Se il welfare ritorna all’assistenza

Abbiamo fame di futuro. Attraversiamo questo lento guado sforzandoci di capire cosa ci aspetta domani. Il pensiero prevalente, mainstream, auspica una discontinuità che riporti al centro i territori, la prossimità delle relazioni e delle comunità. Bene, ma se guardiamo il decreto Rilancio c’è il rischio che a sostenere le comunità locali prevalgano azioni difensive a corto raggio anziché investimenti che guardino al futuro. Leggi >

Politiche e governo del welfare

L’Italia che aiuta chiede servizi

Il Punto di Welforum Come stanno vivendo questa emergenza i caregiver, ossia coloro che si prendono cura di una persona, solitamente un familiare, che ha bisogno di aiuto in modo continuativo? In quali condizioni si trovano? Quali esigenze esprimono? E quali indicazioni possiamo trarne per la “fase 2” appena iniziata? Abbiamo provato a dare voce ai tanti caregiver familiari che si prendono cura di una persona anziana o con disabilità. In Italia sono oltre 7,3 milioni (Istat) e di loro sappiamo ancora poco.

Per farlo, abbiamo messo insieme le forze dei diversi enti che hanno promosso l’indagine: l’Associazione per la Ricerca Sociale (ARS) assieme ad Acli Lombardia, VillageCare e le sezioni lombarde di: Legacoop, Spi Cgil, Fnp Cisl, Ordine degli Assistenti Sociali, Auser, Anteas. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto “Time to Care” finanziato da Fondazione Cariplo. Leggi >

Anziani

Dopo la strage. Come ricostruire il futuro delle Rsa

Il Punto di Welforum L’International Long term care policy network sta monitorando il fenomeno dei decessi riferibili a Covid-19 nella case di riposo a livello internazionale. Mentre per Portogallo e Spagna ci sono solo informazioni riportate dai media (finora rispettivamente 33% e 53% dei decessi totali), dati ufficiali sono invece disponibili per il Belgio, il Canada, la Francia, l’Irlanda e la Norvegia: in questi paesi i decessi riferibili a Covid oscillano tra il 49% e il 64%, grandezze vicine a quelle del nostro paese. Veniamo all’Italia. L’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un’indagine sulle Rsa e i dati che riporta sono laceranti: sono quasi settemila i deceduti per Covid-19 o con sintomi simil-influenzali dall’inizio della pandemia fino alla metà di aprile, il 40% del totale. E ci si riferisce solo a un terzo delle strutture presenti in Italia, quindi la cifra va moltiplicata per tre. Un’ecatombe, lungi dall’essersi conclusa. Leggi >

Mese sociale. Un disperato bisogno di relazione

Un anno. Il distanziamento, le mascherine, una vita diversa usciti di casa dureranno per molti mesi, forse un anno. Ma l’aiuto sociale a distanza è un ossimoro. E allora organizziamoci, organizziamo i nostri servizi di welfare in modo che tengano insieme le nostre parole ma anche i nostri corpi. Se la prospettiva è quella di un sociale a interazione moderata, rendiamo questa moderazione semplice, accessibile, efficace. Ne possiamo beneficiare tutti. Leggi >

Anziani

Covid nelle Rsa: la strage silenziosa

Il Punto di Welforum Rischia di essere un’ecatombe, quella che sta avvenendo nelle RSA e nelle case di riposo, di cui non si conoscono i numeri esatti, solo informazioni frammentarie e aneddotiche su situazioni particolarmente e tristemente colpite. Ma se mettiamo in fila i molti segnali il contagio sembra essersi diffuso in modo rilevante. Cerchiamo di fare il punto sulla situazione assieme a Luca Degani, responsabile di Uneba Lombardia, organizzazione del settore che riunisce centinaia di Rsa in tutta Italia. Leggi >