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Cari amici e lettori di welforum

Per il Natale e per l’inizio del nuovo anno vi propongo un pensiero augurale di tono e contenuto diverso dai nostri usuali articoli. Lo spunto è: c’è un evento diffusamente vissuto: può offrirci l’opportunità oltre che di comportamenti –  regali, luminarie, pranzi familiari – anche di qualche sentimento e riflessione che possiamo condividere?

Come redattori e lettori di welforum abbiamo, ciascuno a suo modo, sensibilità e attenzioni che sottostanno ai contenuti che trattiamo e ai linguaggi che usiamo. A queste nostre sensibilità vorrei rapportarmi, per raccontare una lettura del Natale e del passaggio dal vecchio al nuovo anno che mi pare possa essere accettata e condivisa anche da posizioni di pensiero e da esperienze esistenziali fra loro diverse.

L’origine, il messaggio, il senso del Natale è il nascere, e l’albero, le luci, i presepi dovrebbero essere segno di festa per tale evento. Celebriamo il nascere quando la stagione cambia verso, lascia l’autunno che spoglia le piante per avviare una nuova gravidanza e dopo tre mesi sbocciare nei fiori della primavera e, più oltre, nei frutti dell’estate.

Celebrare un giorno all’anno il nascere può avere un senso condiviso da credenti di varie fedi, e da non credenti. Ciascuno di noi festeggia il suo compleanno, ma nel Natale e nell’avvio del nuovo anno possiamo festeggiare tutti il nascere, il nascere di ciascuno e di tutti. Uomini e donne, europei africani o asiatici, benestanti e poveri, anziani e bambini siamo tutti nati. E’ un punto per riconoscerci gli uni con gli altri, reciprocamente, e quindi ascoltarci, parlare, aiutarci, non farci reciprocamente del male, non distruggerci. Riconoscerci come persone, con i diritti di benessere, di pace, di libertà, di sviluppo che ci sono propri.

Nasciamo e la vita subito scorre, con impegnative transizioni da una ad altra età, paese, condizione, dove può soccorrerci il senso del nascere e del rinascere, del Natale che ogni anno ritorna, dell’anno nuovo che subentra a quelli ormai vissuti. Rinascere non per un impossibile tornare ad essere come prima, ma per rinnovare il nostro modo di pensare, di sentire, di vivere, di lavorare e divertirci, di stare e comunicare con gli altri. Su questa traccia possiamo anche concorrere a rinnovare la nostra società perchè offra sempre più a ciascuno opportunità di crescita e sviluppo, di nascita e rinascita.

Buon natale, allora, e buon anno

Commenti

Grazie per questi auguri davvero molto “speciali” e del tutto in sintonia con la tua splendida personalità
buoni giorni e buoni anni a tutti noi

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Caro Paolo, il tuo commento su un augurio che avevo esitato a pubblicare è per me … un regalo! C’è un con-sentire che permane negli anni perchè ha solidi collaudati riferimenti. Non ci si vede per anni, ma ci si legge, si pensa l’uno all’altro e non ci si perde.
Mi fa anche grande piacere che tu segua questa nuova non facile impresa che, più anziano di te, mi sono messo in testa di avviare, con bravi e affidabili collaboratori. Se hai qualche suggerimento, mandamelo. Alla prossima…

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