Cura Italia: i provvedimenti che riguardano il Terzo settore

Sono numerose in questi giorni le disposizioni dei provvedimenti di contrasto alla diffusione del Covid-19 che toccano aspetti relativi al Terzo settore, in particolare contenute nel DL 18/2020 del 17 marzo 2020, “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”. Si prova di seguito a offrire una panoramica ragionata a partire dalle criticità evidenziate nei giorni scorsi.

I servizi chiusi per evitare la diffusione del contagio

Il tema è stato sollevato da più parti: le misure per evitare la diffusione del contagio hanno determinato la chiusura di numerosi servizi, soprattutto a carattere diurno; ciò ha determinato due problemi: una difficile situazione per gli utenti e le famiglie, private di un supporto spesso fondamentale (se ne tratterà dopo) e una altrettanto difficile situazione per lavoratori ed imprese. Il DL 18/2020 ha affrontato la questione all’art. 48, comma 2: “Durante  la  sospensione  dei  servizi  educativi e scolastici  e  dei  servizi  sociosanitari  e  socioassistenziali  … le pubbliche amministrazioni sono autorizzate al pagamento dei gestori privati  dei  suddetti  servizi  per  il  periodo  della  sospensione”; in sostanza si dà atto che l’interruzione del servizio deriva da cause di forza maggiore e le sue conseguenze non possono dunque ricadere sul gestore e i suoi lavoratori. Al tempo stesso si prevedono possibili impieghi alternativi dei lavoratori come meglio spiegato al punto successivo. Le strutture sospese dovranno comunque essere mantenute operative e adeguate ai requisiti richiesti ai fini della prevenzione del contagio, così da poter essere immediatamente riaperte non appena se ne presentino le condizioni. Ovviamente in questi casi hanno termine eventuali misure di cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali (vedi dopo) relativi ai lavoratori impegnati nei servizi sospesi.

Utilizzare al meglio le risorse del Terzo settore

Quanto evidenziato al punto precedente risolve una parte del problema, quello delle conseguenze economiche occupazionali sul gestore dei servizi e sui suoi lavoratori; rispetto alle esigenze di utenti e famiglie privi di servizi a seguito delle chiusure, il DL 18/2020 prevede all’art. 48 comma 1 e 2 che durante la sospensione “le pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi  del  personale  disponibile,  già  impiegato  in  tali  servizi,  dipendente  da  soggetti  privati  che  operano  in  convenzione,  concessione  o  appalto,  prestazioni  in  forme  individuali  domiciliari  o  a  distanza  o  resi  nel  rispetto  delle  direttive  sanitarie  negli  stessi  luoghi  ove  si  svolgono  normalmente  i  servizi  senza  ricreare  aggregazione”. In sostanza cooperative o associazioni o altri enti incaricati di gestire un servizio sospeso in seguito alle misure di contenimento del Covid-19 potranno essere coinvolte, attraverso processi di coprogettazione, per realizzare, sulla base di priorità individuate dall’amministrazione, prestazioni alternative presso il domicilio degli utenti o presso le sedi di servizio, in modalità diverse che non comportino la vicinanza tra utenti. Ciò viene fatto nell’ambito delle risorse già poste a bilancio per ciascun ente, in sostanza riconvertendo in tutto o in parte il budget utilizzato per i servizi chiusi in altri servizi, fatto salvo che comunque, in accordo a quanto specificato al punto precedente, l’eventuale quota rimanente è comunque corrisposta all’ente gestore.

Ammortizzatori sociali

Per i lavoratori che non rientrano nei casi di cui sopra, il DL 18/2020 rende applicabile in tutti i casi (tranne il lavoro domestico) e senza limiti rispetto alla dimensione degli enti, la cassa integrazione in deroga. Non si tratta di una misura specifica per il Terzo settore, ma la formulazione dell’articolo consente anche agli enti di Terzo settore che spesso risultavano esclusi di fruirne.

Congedi e permessi per i lavoratori

Il tema della possibilità per i lavoratori che abbiano all’interno del proprio nucleo familiare bambini o persone con disabilità e che a seguito delle misure restrittive non frequentano più la scuola o centri diurni è trattato da Welforum in altri articoli. Qui si segnala questo parere dello Studio legale Degani rispetto ai casi in cui tali lavoratori siano impegnate in attività di offerta di servizi sociosanitari, dove quindi si potrebbe porre il problema di conciliare esigenze contrastanti come la possibilità del lavoratore di prendersi cura dei propri familiari e le esigenze di servizio nei confronti di persone non autosufficienti.

Sospensione dei versamenti delle ritenute in specifici settori

Il DL 18/2020 prevede all’art. 61 la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per un insieme di enti particolarmente colpiti dall’interruzione delle attività; sono compresi anche settori di attività (sport, attività artistiche e teatrali, soggetti che gestiscono servizi per l’infanzia, formazione professionale, soggetti che gestiscono servizi non residenziali per minori e disabili, ecc.; per la lista completa si rimanda all’art. 61 del DL 18/2020) ove opera una quota significativa di Enti di Terzo settore.

Incentivi alle donazioni

L’art. 66 prevede incentivi fiscali alle donazioni finalizzate a finanziare interventi per la gestione dell’emergenza messi in atto da soggetti pubblici, ma anche da soggetti di Terzo settore quali fondazioni o associazioni riconosciute senza scopo di lucro.

Altri interventi

Il DL 18/2020 prevede una pluralità di interventi, per i quali si rimanda al testo del Decreto (Titoli III e IV), indirizzati in generale alle imprese e quindi anche agli enti di terzo settore che svolgono attività in forma di impresa e che vanno nel senso di favorire la liquidità o facilitando l’accesso al credito o rimandando obblighi relativi ad adempimenti fiscali e contributivi e al pagamento di rate di mutui o prestiti. Sono inoltre previsti crediti di imposta per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Interventi di contrasto alla povertà

Con l’ordinanza della Protezione Civile n. 658 del 29/3/2020 sono stati destinati ai comuni 400 milioni di euro per buoni spesa del valore di 300 euro ciascuno, destinati ai nuclei più bisognosi per acquistare generi alimentari e altri prodotti di prima necessità; ai beni disponibili tramite le risorse stanziate, potranno aggiungersene altri provenienti da donazioni. L’ordinanza prevede che i comuni coinvolgano il Terzo settore (art. 2, comma 5 dell’ordinanza) e in particolare i soggetti che offrono aiuti alimentari agli indigenti nel reperimento e nella distribuzione dei beni (vedi anche l’intervento in merito della Portavoce del Forum del Terzo settore Claudia Fiaschi).

In vista del rilancio: l’azione delle fondazioni

Accanto alle misure pubbliche, va segnalato come le maggiori fondazioni abbiano intrapreso programmi specifici straordinari sia per sostenere le attività del Terzo settore, sia per in vista del successivo rilancio. Ad esempio la Compagnia di San Paolo ha promosso il bando “Insieme andrà tutto bene”, Cariplo un insieme di misure sia a sostegno del Terzo settore che di specifiche attività. Nell’ambito di ACRI (l’associazione che aggrega le fondazioni di origine bancaria) sono state individuate risorse per circa 40 milioni, 35 dei quali provenienti dalle varie fondazioni e 5 messi a disposizione della stessa ACRI sotto forma di fondo rotativo, principalmente con l’obiettivo di portare liquidità agli Enti di terzo settore. Sul comunicato di ACRI sono richiamate anche tutte le iniziative intraprese dalle singole fondazioni.

Sul fronte delle fondazioni private Assifero ha lanciato insieme ad Italia Non Profit la piattaforma “Coronavirus: filantropia a sistema”. Il portale raccoglie le iniziative di fondazioni, enti filantropici, aziende e privati (donazioni superiori al valore economico di 100.000 euro) per contrastare l’emergenza Coronavirus e punta a mappare i bisogni di breve e medio termine delle organizzazioni non profit, a causa dell’emergenza, tramite un’apposita survey.

I volontari

Tra le misure di contrasto al Coronavirus, il DL 14/2020 del 9 marzo scorso ha previsto all’art. 6 la possibilità che per il periodo di emergenza non si applichi l’incompatibilità tra qualità di volontario e incarichi lavorativi da parte di una stessa organizzazione. In sostanza, si vuole permettere a organizzazioni di volontariato di intensificare i rapporti con i propri membri anche prevedendo il loro impegno in forma retribuita per fare fronte all’emergenza. Ciò detto, si pone ovviamente il problema per le organizzazioni di volontariato di svolgere la propria attività di aiuto in sicurezza, individuando in primo luogo quali attività debbano essere sospese e quali proseguite e, per le seconde, quali cautele debbano essere adottate; si tratta di un tema complesso e in divenire; ad oggi su può fare riferimento a questo articolo su Redattore sociale e al parere redatto per CSVNet dallo Studio legale Degani ivi citato.

Gli obblighi di legge cui allo stato attuale non è possibile adempiere: adeguamento statuti e approvazione bilanci

Nel 18/2020 sono state introdotte all’articolo 35 alcune disposizioni riguardanti obblighi di legge cui sono sottoposti gli Enti di Terzo settore ai quali diventa impossibile adempiere per effetto delle limitazioni imposte dalla necessità di limitare il contagio. In primo luogo, il limite per l’adeguamento degli statuti alle norme previste dal codice del Terzo settore con le modalità previste per le assemblee ordinarie è stato spostato per tutti gli Enti di Terzo settore (comprese le imprese sociali) al 31 ottobre 2020. In secondo luogo, anche in deroga a statuti e regolamenti degli enti, è stata spostata allo stesso termine del 31 ottobre 2020 la data ultima per l’approvazione del bilancio di Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale e Onlus per le quali i termini di approvazione del bilancio siano ricompresi entro il periodo emergenziale.

 

Risorse per approfondimenti:

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