Politiche europee

Inclusione sociale e fondi strutturali

Bandi e opportunità di finanziamento: una analisi dei dati di Open Coesione

Nel numero di agosto di Accade in Europa abbiamo segnalato l’apertura sul sito OpenCoesione del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio di un nuovo servizio che rende disponibile l’elenco delle singole opportunità di finanziamento offerte dai Piani e dai Programmi Operativi cofinanziati dai Fondi SIE.

Abbiamo quindi provato ad accedere al sito per analizzarne i contenuti, al fine di evidenziare quali sono i bandi e le opportunità finanziate dai fondi strutturali dal 2015 ad oggi sui temi dell’inclusione sociale.

L’elenco viene aggiornato quotidianamente ed è articolato per tipo di fondo, data di pubblicazione e di scadenza, oggetto, importo, tema, tipologia beneficiari, il tutto corredato da un link che rimanda alla pagina del sito della Regione o del Ministero che lo ha emesso.

L’analisi che abbiamo realizzato si è basata sul database pubblicato in data 5 settembre 2017: abbiamo innanzitutto provveduto a selezionare i bandi e le opportunità di finanziamento sulla base del tema, includendo quelli relative ai temi ‘inclusionè, ‘inclusione socialè, ‘infanzia e anziani’, ‘occupazione ed inclusionè, oltre ad una più ampia voce ‘socialè.

Attraverso tale selezione sono stati individuati 48 bandi ed opportunità di finanziamento per un totale di oltre 1 miliardo di euro. A tali bandi ne vanno aggiunti altri 10 privi di etichetta relativa al tema inclusione sociale ma che una analisi più approfondita ha consentito di attribuire a tale ambito.

Il bando più consistente è ovviamente quello relativo all’Attuazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva del Ministero per un importo pari a € 487.000.000, seguito da due progetti a valere sui POR FSE e Fesr Calabria (entrambi tuttavia senza data di pubblicazione e scadenza), che mettono a disposizione il primo 66 milioni di euro per il Bando dote lavoro e inclusione attiva e il secondo 65 milioni sul bando Social Housing.

Si tratta di bandi di dimensioni addirittura maggiori del quarto in lista, che pure è un bando nazionale, il bando Fead (Proposte di intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora) finanziato con 50 milioni di euro.

Una analisi per ambito territoriale consente di identificare le regioni che hanno emesso il maggior numero di bandi e hanno rese disponibili il maggior numero di risorse: la Calabria è in testa per quanto riguarda le risorse (sebbene tutti e 4 i bandi non abbiamo date di pubblicazione né di scadenza) mentre la Regione che ha aperto il maggior numero di bandi è la Regione Lombardia con 12, tutti già emanati e scaduti con l’eccezione di uno aperto fino a dicembre 2017 volto ad implementare e modellizzare percorsi di inclusione sociale a favore di giovani e adulti a grave rischio di marginalità, anche con problemi di abuso. Il Lazio ne ha ad oggi pubblicati 11, 7 dei quali tuttavia senza data di pubblicazione né di scadenza.

 

 

Tabella 1

ImportoN. bandi
Ministero537.000.0002
Calabria152.416.9964
Lazio142.893.00011
Sicilia78.617.6522
Toscana50.124.1557
Lombardia39.621.77912
Campania28.873.0004
Marche26.000.0005
Basilicata7.000.0003
Liguria3.300.0001
Umbria1.160.0001
Friuli525.0005
Trento110.0001
Totale complessivo1.067.641.58258

 

Scendendo nel dettaglio i dati di Open Coesione permettono di identificare le priorità di azione che ogni regione si è data. Le tematiche sono state sintetizzate per renderne agevole la lettura

 

 

Tabella 2

Importo
Basilicata
infanzia1.000.000
povertàn.d.
servizi sociali6.000.000
Calabria
casa64.936.893
conciliazione12.050.000
povertà66.051.103
servizi socioassistenziali9.379.000
Campania
giovani6.373.000
infanzia20.000.000
vittime usura2.500.000
Friuli
detenutin.d.
disabilin.d.
infanzia525.000
persone svantaggiaten.d.
povertàn.d.
Lazio
detenuti9.000.000
giovani37.600.000
infanzia7.093.000
lavoro28.700.000
povertà60.000.000
vittime tratta500.000
Liguria
povertà3.300.000
Lombardia
anziani4.454.400
anziani e disabili1.336.479
detenuti2.000.000
disabili22.990.900
giovani6.340.000
infanzia2.500.000
Marche
anziani500.000
generico14.000.000
infanzia1.500.000
servizi sociali10.000.000
Ministero
povertà487.000.000
povertà esclusione sociale50.000.000
Sicilia
casa41.957.652
servizi sociali36.660.000
Toscana
anziani9.000.000
detenuti500.000
disabili14.700.000
infanzia25.924.155
Trento
generico110.000
Umbria
detenuti1.160.000
Totale complessivo1.067.641.582

 

La tabella rende chiaramente evidente l’assenza di alcune grandi regioni, tra le quali in particolare Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, tutte regioni che nei propri POR hanno scelto di dare priorità al tema dell’inclusione lavorativa quale strumento per muovere nella direzione della riduzione dell’esclusione sociale, invece che puntare sul finanziamento di politiche di inclusione sociale e vera e propria. Per quanto emerge dal sito l’Emilia Romagna ad esempio ha ad oggi emanato moltissimi bandi (31) ma tutti relativi ai temi della competitività delle imprese, ricerca e innovazione, agenda digitale, istruzione e formazione. Lo stesso può dirsi per il Piemonte, che di bandi ad oggi ne ha emanati ben 51, e per il Veneto, che ad oggi, secondo OpenCoesione ne ha pubblicati 15. Ciò era prevedibile vista l’impostazione data ai POR, come avevo sottolineato in un articolo comparso sul n. 3/2015 di PSS“Nell’analisi condotta sui POR di Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Province autonome di Trento e Bolzano abbiamo visto che non tutte le regioni hanno colto queste potenzialità tanto che alcuni dei POR hanno concentrato la maggior parte delle risorse dell’Obiettivo 9 sulla sola prospettiva dell’inserimento lavorativo dei soggetti vulnerabili, senza attribuire un valore specifico al possibile ruolo del sociale in tale contesto. Mentre nei POR di Puglia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia è particolarmente evidente che il percorso di inclusione sociale è possibile solo attraverso l’integrazione tra politiche; al contrario nei POR di Emilia-Romagna, Piemonte, Trento, Bolzano, Toscana, Sardegna, Marche è espresso in modo chiaro che è l’inclusione lavorativa la chiave per promuovere l’inclusione sociale”..

Anche la Puglia non compare, pur avendo dato ampio spazio nel proprio POR FSE-Fesr ai temi dell’inclusione sociale, perché, per quanto emerge dal sito Open Coesione, nel complesso i 7 bandi emanati fino ad oggi sono relativi ai soli temi della competitività delle imprese, cultura, turismo e istruzione.

Abbiamo poi analizzato i target beneficiari degli interventi intesi sia come categoria di vulnerabilità che come macro interventi (es. casa, conciliazione): come è possibile osservare nella tabella sottostante la maggior parte delle risorse sono destinate al tema povertà ed esclusione sociale, grazie in particolare ai due bandi ministeriali e al tema casa, con i due grandi bandi delle regioni Calabria e Sicilia.

 

 

Tabella 3

Importo
Povertà656.351.103
Basilicatan.d.
Calabria66.051.103
Friulin.d.
Lazio60.000.000
Liguria3.300.000
Ministero (SIA)487.000.000
Ministero (FEAD)50.000.000
Casa106.894.545
Calabria64.936.893
Sicilia41.957.652
Servizi sociali62.039.000
Basilicata6.000.000
Calabria9.379.000
Marche10.000.000
Sicilia36.660.000
Infanzia58.542.155
Basilicata1.000.000
Campania20.000.000
Friuli525.000
Lazio7.093.000
Lombardia2.500.000
Marche1.500.000
Toscana25.924.155
Giovani50.313.000
Campania6.373.000
Lazio37.600.000
Lombardia6.340.000
Disabili37.690.900
Friulin.d.
Lombardia22.990.900
Toscana14.700.000
Lavoro28.700.000
Lazio28.700.000
generico14.110.000
Marche14.000.000
Trento110.000
anziani13.954.400
Lombardia4.454.400
Marche500.000
Toscana9.000.000
Detenuti12.660.000
Friulin.d.
Lazio9.000.000
Lombardia2.000.000
Toscana500.000
Umbria1.160.000
Conciliazione12.050.000
Calabria12.050.000
Vittime usura2.500.000
Campania2.500.000
Anziani e disabili1.336.479
Lombardia1.336.479
Vittime tratta500.000
Lazio500.000
Persone svantaggiate
Friulin.d.
Totale complessivo1.067.641.582

 

Da dove arrivano le risorse? In gran parte arrivano dal FSE,  e dal Fesr, o da entrambi i fondi insieme. Oltre 27 milioni di euro arrivano anche dal fondo agricolo per lo sviluppo rurale (20 milioni in Campania e 6 in Basilicata per Investimenti per l’introduzione, il miglioramento, l’espansione di servizi di base per la popolazione rurale, 1 milione nelle Marche per lo sviluppo di Agrinidi e per Servizi Sociali e assistenziali e Laboratorio di Longevità Attiva.

Col Fesr, il fondo che finanzia l’infrastrutturazione dei territori, vengono finanziate iniziative a favore dell’Housing sociale e del recupero di alloggi, oltre ad iniziative a favore del benessere giovanile e per aiutare i territori ad affrontare le sfide delle comunità locali nell’ambito della salute e benessere. Il FSE finanzia tutto il resto.

 

 

Tabella 4

Somma di Importo
Feasr27.110.000
Fesr159.927.545
Fers FSE75.430.103
FSE805.173.934
Totale complessivo1.067.641.582

 

Sarà interessante nei prossimi mesi andare a vedere quanto delle iniziative finanziate nei territori attraverso questi canali è stato effettivamente realizzato, ma soprattutto sarebbe di grande rilevanza riuscire a valutare l’impatto che un così ingente apporto di risorse ha avuto sullo sviluppo delle politiche di inclusione sociale sull’intero territorio nazionale e nelle singole realtà regionali.

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