Mese sociale

Se la sanità di territorio diventa la sanità dei privati

La corsa del privato ad occupare i nuovi spazi che il PNRR aprirà è già iniziata, velocemente. E se il pubblico non governa i processi di attuazione e tende alla delega, ritornano tutti i rischi che il privato porta con sé, in un settore come la sanità. Questo mese sociale tratta poi altri temi, tra cui il quello dell’e-book “L’assegno unico e universale per i figli: una novità italiana e il contesto europeo” curato da Alessandro Rosina, che fa il punto su questa misura. L’attenzione verso le famiglie più in difficoltà orienta molto questo strumento su di esse: questo rischia di renderne debole la funzione di sostegno della natalità tutta intera. Leggi >

Ma i servizi domiciliari non sono alternativi alle residenze

Gli avvenimenti di quest’estate trattati nel nuovo Mese sociale: approvati nuovi criteri di accreditamento per le cure domiciliari nell’ambito del SSN. Il documento impone requisiti che le Regioni dovranno garantire adeguando strutture e processi. Un documento ambizioso, che tuttavia identifica le cure domiciliari con l’ADI, servizi oggi sostanzialmente infermieristici e che invece dovrebbero coprire uno spettro di attività. È stato varato il nuovo Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali, che colma un vuoto durato numerosi anni e contiene al suo interno il Piano sociale nazionale 2021-2023 e il Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2021-2023. Infine, i nuovi numeri del Reddito di cittadinanza. Leggi >

Se lo Stato premia il fai da te familiare

Nonostante la pandemia, il distanziamento sociale durato mesi, che per diverse lavoratrici domestiche ha significato anche distanziamento lavorativo e perdita del posto, la domanda di lavoro di assistenza non si è fermata, anzi. Molte famiglie hanno trovato sbocco ai propri bisogni proprio in questo settore, non certo nella rete ferma dei servizi domiciliari pubblici. E poi, richiesto un cambio di rotta per il Reddito di Cittadinanza e si registra un aumento delle urgenze psichiatriche tra gli adolescenti, per il quale il sistema sanitario e quello sociosanitario risultano inadeguati. Sono i temi trattati nel nuovo Mese Sociale. Leggi >

Ai giovani, forse, serve altro

Le recenti proposte di tassazione sui grandi patrimoni per creare una “Dote giovani” non convincono: l’assenza di ogni vincolo all’uso e di collegamenti ad una rete di interventi complementari lasciano entrambe le proposte in un limbo di “solitudine monetaria”. C’è bisogno di altro per favorire la transizione alla vita adulta nel nostro paese: agevolando assunzioni a tempo indeterminato, raccordi tra formazione e mondo lavorativo più stretti, aiuti sostanziali nell’accesso a nuove abitazioni, potenziamento dei servizi all’infanzia e sostegni alla conciliazione dei tempi dei neo-genitori. In questo nuovo Mese Sociale trattiamo anche il tema del nuovo Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza e degli sportelli multifunzionali per anziani. Leggi >

Disabilità e non autosufficienza: si volta pagina?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) apre finalmente la stagione delle riforme sulla non autosufficienza e per le persone con disabilità. Le attese e le pressioni di molti, la campagna fatta da una coalizione di attori guidata dal Network per la Non Autosufficienza, hanno trovato un esito positivo, ma soprattutto l’hanno trovato più di vent’anni di aspettative non soddisfatte. Leggi >

Ma la transizione ecologica sarà anche sociale?

Il nuovo governo investe sulla transizione ecologica: promette convergenza tra innovazione e sostenibilità, investimenti per una grande riconversione dei consumi. Ma con un rischio. Il rischio è che tutto si riduca a una transizione puramente energetica. E invece parliamo di ecologia, che riguarda esattamente il legame tra gli organismi e il loro ambiente. E qui entra in gioco una dimensione sociale in senso proprio. Leggi >

Sarà sociale? Reminder per il nuovo governo

Quanta attenzione dedicherà il governo Draghi ai temi del welfare sociale? Presto per dirlo. Il tema dei giovani sembra caro al neo primo ministro, altri, come il Reddito di cittadinanza, un po’ meno. Il nuovo dicastero per la disabilità, che ha suscitato forti perplessità, è ancora tutto da decifrare in termini di agenda dei lavori, mentre sul resto siamo ancora ai blocchi di partenza. Leggi >

Parole per il 2021

Ci ha invaso di parole nuove l’anno appena concluso. Le abbiamo usate con disinvoltura, altre volte con sofferenza, ansia, dolore. Ripartiamo da qui, dalle parole più utili e augurabili per l’anno appena iniziato, ci piace pensarlo l’anno del riscatto. Quali saranno queste parole, quali quelle più necessarie per il futuro che ci attende? Queste le parole scelte dai redattori di Welforum per il 2021. Leggi >

Altri codici

Le diagnosi le abbiamo fatte, quello che non ha funzionato lo abbiamo capito. Ora è tempo di proposte serie, concrete, sostenibili. Riguardo al welfare sociale, le sue funzioni, i soggetti, le professioni. Perché se iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel, questo è il momento per rendere i tanti “manifesti” sottoscritti in questi mesi azioni possibili. Leggi >

Ma il futuro non ci aspetta

Ritornare alle chiusure ci farà male. Prolunghiamo misure tampone che non dureranno all’infinito: cassa integrazione, blocco dei licenziamenti, moratoria sui mutui. Iniziamo a lavorare sul dopo: chi avrà più risorse, competenze, relazioni su cui giocarsi il futuro e chi ne avrà molte meno, o nessuna. Per gli uni e per gli altri dobbiamo pensare a percorsi e interventi diversi. Leggi >

Meno poveri o più ricchi?

A un anno e mezzo dall’introduzione del Reddito di cittadinanza già si parla di revisione. Una sua introduzione meno affrettata forse ce l’avrebbe risparmiata: fatti di cronaca e inchieste hanno messo in evidenza cose in realtà già ben conosciute. Come accelerare l’attivazione dei beneficiari? Qui si gioca il futuro controverso di una misura criticata come un dispositivo assistenziale. Leggi >

Cambiare, ma per davvero

Niente sarà più come prima? Qualche dubbio affiora. Per il welfare dei servizi il rischio c’è e si sta delineando in tutta la sua concretezza: un’aggiunta di risorse, qua e là, senza un vero cambio di rotta, cioè senza cogliere la cosiddetta finestra di opportunità. Un welfare un po’ meno povero insomma, ma con tutti i limiti pre-Covid-19. Leggi >