Segnalazioni

Persone con disabilità

Codice in materia di disabilità, il disegno di legge delega

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 28 febbraio 2019 un disegno di legge che delega il Governo ad adottare, nell’arco di un biennio, “uno o più decreti legislativi volti ad armonizzare, riordinare e semplificare, anche innovandole, le disposizioni vigenti in materia di disabilità”. La delega prevista è ampia e spazia dalla definizione e certificazione della condizione di disabilità, alla disciplina dei benefici erogati, all’accessibilità e alla mobilità.

Altre politiche

Giovani: il miraggio della buona occupazione

Per cogliere l’entità e le caratteristiche dei mutamenti delle condizioni di lavoro dei giovani e del loro percorso di partecipazione al lavoro sono necessari dati dettagliati tali da poter seguire nel tempo differenti gruppi. Ugo Trivellato presenta su Neodemos alcuni risultati derivanti da uno studio pilota realizzato nella Provincia autonoma di Trento che evidenziano l’evoluzione verso una maggiore instabilità e frammentazione del lavoro.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Regione Piemonte: DGR 8235/2018, Avvio dei centri per la cura dei disturbi derivanti dal bullismo

La Regione Piemonte ha stanziato € 100.000 per l’avvio delle attività dei centri regionali specializzati nella cura dei disturbi derivanti dal bullismo e dal cyberbullismo, in accordo con la Legge regionale 5 febbraio 2018, n. 2, “Disposizioni in materia di formazione specialistica, prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo”.

 

DGR 20 dicembre 2018, n. 83-8235

Povertà e disuguaglianze

Servizi per senza dimora in Europa

Feantsa ha pubblicato il report Homelessness Services in Europe, esito di un’analisi comparativa dedicata allo studio dei servizi per le persone senza dimora in 16 paesi europei. Tra le tipologie di servizi, il documento analizza: le sistemazioni temporanee ed emergenziali, i centri diurni e i servizi non abitativi, i servizi focalizzati sulla dimensione abitativa e quelli dedicati alla prevenzione del fenomeno. In Italia è stato effettuato un approfondimento in tre realtà locali (Torino, Pisa e Biella) rispettivamente rappresentative di città grandi, medie e piccole.

Migrazioni

Asilo: calano le domande nel 2018

L’Ufficio Europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ha pubblicato, in lingua inglese, il Report 2018 sull’andamento delle richieste di asilo nell’Unione Europea. Per il terzo anno consecutivo, il 2018 ha visto un decremento nelle richieste di protezione internazionale nei paesi europei a seguito della crisi migratoria del 2015. Nell’ultimo anno sono state presentate quasi 635 mila domande, il 10% in meno rispetto al 2017.

Leggi la presentazione del report sul sito IntegrazioneMigranti.

Istituzioni e governance

Che cos’è la cittadinanza attiva?

Il concetto di cittadinanza attiva, ormai fatto proprio da istituzioni, organizzazioni della società civile, comunità scientifiche e sistema dei media, può essere considerato una delle espressioni-chiave del discorso sulla partecipazione dei cittadini alla vita civile. Ma cosa si intende con questa precisa espressione? Su La rivista de Il Mulino Giovanni Moro offre interessanti spunti di riflessione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Abbassare l’età imputabile, una proposta infondata e pericolosa

Un disegno di legge prevede di abbassare l’età imputabile dai 14 ai 12 anni, sulla base di una supposta emergenza criminale tra i minori. Liviana Marelli, responsabile Infanzia e adolescenza del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, nel suo intervento per RedattoreSociale sottolinea come si tratti di un provvedimento nato da alcuni episodi che hanno avuto grande risalto sui media, e non da una reale emergenza, smentita dai dati. Aggiunge, inoltre, che tali avvenimenti denunciano piuttosto una grave assenza o insufficienza di politiche sociali a sostegno delle famiglie, delle comunità locali, delle scuole e degli enti di formazione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Aumentano le donne childfree in Italia

In Italia il 45,4% delle donne di età compresa tra 18 e 49 anni è senza figli. Di queste, il 17,4% non intende e non desidera averne. Sono le cosiddette childfree, donne per le quali la maternità non rientra nel loro progetto di vita. Sono soprattutto le laureate, occupate e residenti al Nord a rientrare in questa categoria. Tra le motivazioni si annoverano l’investimento nella carriera lavorativa, la libertà dal lavoro di cura, le maggiori possibilità di realizzazione personale e minori preoccupazioni economiche. Anche il contesto culturale sembra giocare un ruolo fondamentale nello spingere sempre più donne in questa direzione: in Italia, infatti, è soprattutto la donna a svolgere il lavoro di cura dei figli. Leggi l’articolo di Alessandra Minello, Eleonora Meli e Valentina Tocchioli su Neodemos.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La disuguaglianza di genere nelle politiche previdenziali

La sperimentazione “Quota100” prevista dal decreto legge del 28 Gennaio 2019 permette a una ristretta platea di beneficiari di andare in pensione sino a 5 anni prima rispetto alla legge Fornero. Si rivolge a coloro che hanno compiuto 62 anni e come unico requisito chiede l’anzianità retributiva. Di conseguenza i beneficiari sono soprattutto coloro che hanno avuto una lunga carriera, vale a dire soprattutto uomini, della generazione dei baby boomers, e residenti al Nord. I dati Inps confermano questo sbilanciamento verso il versante maschile dei lavoratori: le stime vedono la platea dei beneficiari composta per il 62,6% da uomini. L’“Opzione donna”, che dovrebbe rimediare a questo squilibrio, in realtà non riesce nel suo intento. L’analisi di Tiziana Canal e Valeria Cirillo per InGenere sottolinea come questo sia dovuto alla strutturale disuguaglianza di genere del mercato del lavoro italiano, che le riforme del sistema previdenziale non dovrebbero però ignorare del tutto, riproducendo le medesime disuguaglianze anche nell’erogazione dei trattamenti pensionistici.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La povertà educativa e il silenzio delle politiche

Da circa vent’anni l’Italia soffre di una mancanza strutturale di politiche per l’infanzia e per l’adolescenza. La povertà assoluta in crescita tra i bambini va spesso di pari passo con la povertà educativa. Non ci sono politiche che diano spazio al riscatto sociale, che rimedino o colmino le mancanze e la scarsità di risorse dell’ambiente familiare. Così nascere in una famiglia svantaggiata significa spesso avere già il destino segnato in termini di opportunità. In questo articolo, Vita raccoglie le testimonianze degli esperti sul tema.