Sezione “Dati e ricerche”

Migrazioni

Primo arrivo, accoglienza e città

I più recenti flussi migratori continuano a mettere alla prova molti territori europei, ma costringono anche a riflettere sulla capacità della città di supportare la presenza di “nuove” popolazioni. A partire da un’analisi qualitativa dei centri milanesi della prima accoglienza fra il 2015 e il 2016, il contributo riflette sulla possibilità di guardare al momento del primo arrivo dei migranti come rappresentativo di ulteriori dinamiche urbane e quindi come occasione per mettere alla prova il vocabolario dell’accoglienza, ma anche quello di certi spazi, servizi e politiche urbane. Leggi >

Politiche europee

Le politiche dell’Unione Europea sull’immigrazione

Il Punto di Welforum L’immigrazione è oggi una delle questioni più intricate del dibattito europeo, anche perché i rituali rimandi a Bruxelles sono contraddetti dalla volontà dei governi nazionali di mantenere il controllo del dossier. La categoria degli “immigrati” raccoglie inoltre soggetti molto eterogenei, e con una dotazione assai differenziata di status legali e di diritti. Molta confusione e difficoltà di gestione del fenomeno derivano dalla sovrapposizione e commistione di popolazioni diverse. Leggi >

Anziani

Invecchiamento attivo: sviluppi internazionali e nuove strategie in Italia

Nel contesto Europeo e internazionale si evidenzia un trend demografico caratterizzato da un sostanziale invecchiamento della popolazione. Tale mutamento ha un impatto tanto sulla struttura demografica della società quanto sui sistemi di welfare, si pensi ad esempio al sistema di previdenza. Al fine di affrontare questo tema, da qualche decennio è stato introdotto il concetto di invecchiamento attivo (IA) come strumento d’intervento utile per armonizzare la società e l’economia con i mutamenti demografici e garantire uno sviluppo sociale e sanitario sostenibile. Inoltre, l’IA vuole sviluppare una visione dell’invecchiare come processo sociale positivo e quindi promuovere la qualità di vita in tutte le fasi d’età. L’articolo è diviso in tre parti, ovvero una parte introduttiva sul tema dell’IA nel contesto internazionale, una breve rassegna su alcune strategie nazionali per l’IA in Europa e nel Mondo, il contesto italiano ovvero i recenti sviluppi nazionali tra cui il Progetto di Coordinamento Nazionale delle Politiche e degli Interventi di Invecchiamento Attivo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welfare e lavoro povero

Dopo la crisi economica la povertà è aumentata e, con questa, anche il lavoro povero. La crisi ha però messo in evidenza come la crescita del lavoro povero non sia semplicemente legata a fattori ciclici, ma anche a fenomeni di natura strutturale legati alla globalizzazione dei mercati e alla delocalizzazione dei processi manifatturieri, alla diffusione di tecnologie digitali, alla crescente terziarizzazione dei sistemi economici e, non ultimo, alla progressiva erosione del potere del sindacato nella contrattazione collettiva. Sebbene la povertà e l’esclusione sociale siano state tradizionalmente associate alla disoccupazione di lunga durata e alla diffusa inattività di alcune fasce della popolazione, oggi anche alcune forme di lavoro sono spesso associate a situazioni di povertà, a testimoniare come il lavoro non sia più sufficiente a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori e ai nuclei familiari a cui appartengono. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Verso un sistema di profilazione nazionale?

Con Garanzia Giovani viene usato per la prima volta in Italia un sistema nazionale di profilazione basato su una strumentazione statistica. Ma i rischi che si corrono nell’usare un dispositivo del genere per regolare l’accesso a interventi sociali sono numerosi, tra cui soprattutto quello di appiattire le situazioni dei giovani e di non riuscire a costruire progetti effettivamente personalizzati, col risultato di non essere in grado di incidere sulla situazione dei giovani Neet destinatari della misura. Leggi >

Politiche europee

Perché votare il 26 maggio

Il Punto di Welforum Come si vota? Quali sono i programmi dei partiti italiani e a quale Gruppo parlamentare europeo appartengono? Quali sono le misure di welfare dal punto di vista economico e politico proposte?

Brunello de Vita, Pasquale Esposito, Gianluca Pischedda e Jacopo Scipione, giovani studenti del Master in Alti Studi Europei del Collegio Europeo di Parma hanno realizzato una infografica per rispondere a queste e altre domande.

Scarica qui l’infografica completa Leggi >

Politiche europee

L’impatto sociale della Brexit

Il Punto di Welforum Dopo ben due anni dal voto non si riesce ancora a capire quali saranno le effettive conseguenze sociali ed economiche della Brexit e soprattutto quale sarà la sorte dei 4 milioni di persone tra cittadini europei che vivono nel Regno Unito e dei 1,2 milioni di cittadini britannici che vivono in altri paesi Ue. Il Parlamento britannico ha aperto una sezione del suo sito istituzionale per dare spazio ai diversi studi commissionati dalle diverse istituzioni governative relativamente agli impatti attesi in tutti i settori dell’economica e della vita sociale del paese. Leggi >

Migrazioni

Italia 2018: stranieri stabili ma aumentano gli irregolari

Nel 2018, la popolazione straniera presente a vario titolo nel territorio italiano è aumentata dell’1% rispetto al 2017. A fronte di una riduzione radicale del numero degli sbarchi che è passato dai 119.369 del 2017 ai 23.370 del 2018 è aumentato in modo molto significativo il numero degli stranieri residenti. L’altro elemento caratterizzante il 2018 è l’aumento degli stranieri irregolari che supera la cifra del mezzo milione con un aumento dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Leggi >

Istituzioni e governance

Alcune informazioni sul welfare state italiano in un quadro comparato

Oggi in Italia paghiamo circa 25 anni di sviluppo inferiore a quello dei maggiori Paesi europei, anche come conseguenza di politiche economiche non particolarmente avvedute. Il fatto stesso che la spesa sociale in termini di PIL si collochi a un livello simile agli altri Paesi europei, nonostante che, ad esempio, il reddito medio pro capite italiano negli ultimi decenni sia caduto di un quarto rispetto a quello tedesco, lascia intendere che gli interventi di sicurezza sociale sono stati fortemente compressi. Da un lato, questi interventi non hanno svolto in maniera adeguata la funzione di stabilizzazione della domanda aggregata (com’è testimoniato dal tasso di sviluppo sistematicamente inferiore a quello degli altri Paesi europei); dall’altro, la crescita inadeguata nei suoi riflessi sulla funzionalità del sistema di sicurezza sociale, con i connessi fenomeni di polarizzazione del reddito, ha innescato non pochi problemi di difficile soluzione per il futuro. Leggi >

Altre politiche

A cosa servono le piattaforme sociali?

Le piattaforme digitali possono aiutare a far crescere il welfare sociale? E come? Due ricerche recenti offrono delle prime risposte. La prima è quella curata da Ivana Pais e Flaviano Zandonai presso TRAILab intitolata “Welfare in piattaforma” e promossa da Fondazione Cariplo. La seconda è quella coordinata da chi scrive nell’ambito del progetto “#WelCo-Puglia” e promossa da Regione Puglia nell’ambito di PugliaSocialeIN. La ricerca di Pais e Zandonai ha considerato cinque piattaforme di welfare, che per alcuni tratti continuano ad adottare il modello di servizio tradizionale, ma per altri possono essere considerate nuove interpretazioni del modello online prevalente. Gli autori introducono il termine “quasi-piattaforma”, non per indicare il mancato raggiungimento di un modello ideale, ma per marcare le differenze del sociale rispetto alle grandi piattaforme del mercato. La ricerca in Puglia ha considerato nove piattaforme, di quella regione e di altre realtà, anche a livello nazionale. Dai risultati dei due progetti emergono un insieme di elementi in parte convergenti che è utile richiamare, anche in vista della crescita digitale che attraverserà, senza ombra di dubbio, anche il welfare sociale. Cosa che già sta succedendo oggi, pur lentamente. Leggi >

Istituzioni e governance

La presa in carico della cronicità in alcune Regioni

Dopo la pubblicazione del Piano Nazionale della Cronicità (PNC) le singole regioni sono state chiamate a coniugare concretamente i principi del PNC nella propria realtà organizzativa e socioeconomica. L’articolo offre una rassegna, senza alcuna pretesa di completezza, di alcuni modelli regionali già implementati, ed altri ancora sulla carta o in via di concreta applicazione. Leggi >

Istituzioni e governance

Le traiettorie evolutive della spesa per il welfare locale

L’Indagine Istat costituisce la fotografia più accurata e sistemica degli interventi del welfare locale. A gennaio sono stati diffusi i risultati preliminari dell’Indagine 2016, da cui emergono cambiamenti di particolare rilievo. In questo articolo si propone una lettura di questi fenomeni cercando, per quanto possibile, di ricondurre i motivi dei cambiamenti alle novità delle politiche sociali e nelle politiche di finanziamento degli enti locali di quegli anni: la spesa sociale dei Comuni dopo il crollo degli anni di crisi sta sperimentando un recupero che interessa tuttavia in maniera disomogenea i vari servizi e i vari target di utenza. Si illustrano quindi i principali cambiamenti a livello di Paese con accenni agli impatti locali. Si tratta della fotografia più aggiornata sulla quale si andranno a inserire le novità del Piano Sociale Nazionale. Leggi >