Segnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Anziani

Tutto quello che avreste voluto sapere sulle pensioni

A fine ottobre Inps ha pubblicato un breve rapporto con informazioni relative alla dimensione e alla composizione della spesa per le pensioni in Italia al dicembre 2017. Nel corso del 2017 la spesa totale per le prestazioni erogate dal sistema pensionistico italiano è stata pari a 286 miliardi di euro, ovvero il 16,4% del PIL. Nel 2017 un italiano su quattro ha percepito almeno una pensione e l’invecchiamento della popolazione lascia presagire che nei prossimi decenni la quota sia destinata a crescere. Ne parla su LaVoce Carlo Mazzaferro.

Istituzioni e governance

È online il sito FondiWelfare di Anci e Cittalia

È online il sito FondiWelfare – Le risorse per il sociale, un progetto sperimentale realizzato da Anci e Cittalia. Si tratta di un sito di approfondimento delle principali risorse dedicate alle politiche sociali, stanziate a livello nazionale e destinate a progetti ministeriali, enti territoriali e cittadini. Una ricognizione ragionata per macroaree di intervento (infanzia e famiglia, contrasto alla povertà, non autosufficienza, politiche abitative, immigrazione ed integrazione, FNPS e altri fondi) e per destinatari delle risorse, con un focus sulla spesa sociale sostenuta direttamente dai Comuni.

Altre politiche

La legge 194 sull’aborto volontario ha raggiunto i suoi obiettivi?

Su Neodemos Gianpiero Dalla Zuanna fa un bilancio sui quarant’anni della legge 194 sull’aborto volontario. I due obiettivi principali della norma erano diminuire gli aborti, creando le condizioni affinché le donne fossero sostenute in caso di prosecuzione della gravidanza, e azzerare i rischi per la salute della donna connessi al ricorso all’aborto clandestino. Dopo quarant’anni questi obiettivi sono stati raggiunti? Secondo l’autore il primo va perseguito con altri interventi di sostegno, mentre si registra una drastica diminuzione degli aborti clandestini.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’abbandono scolastico si riduce, ma molto resta da fare

La quota di giovani che lasciano prematuramente gli studi in Italia è tra le più elevate nell’Unione Europea. Nonostante una positiva riduzione, il fenomeno dell’abbandono scolastico è ancora molto presente nelle Regioni del Sud, ma anche in alcune province del centro-nord. Il fallimento educativo non riguarda solo i singoli ragazzi che lasciano la scuola, ma la società del suo complesso. Leggi l’analisi su Openpolis.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Unicef: le disuguaglianze educative nei paesi ricchi

Il rapporto Unicef Partire svantaggiati, la disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi mostra come anche nei paesi ‘benestanti’ dell’Unione Europea e dell’OCSE i bambini hanno diseguali opportunità prescolastiche e scolastiche. Per l’età prescolare è considerata la quota di bambini che frequentano strutture tipo nido un anno prima dell’ingresso nella scuola primaria, per la scuola primaria e secondaria i rendimenti migliori e peggiori degli allievi, in particolare a quindici anni.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il costo di nidi e mense per le famiglie

Presentato da CittadinanzAttiva il II Dossier Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense. Una famiglia media italiana con due figli, uno al nido e uno alla scuola dell’infanzia o primaria, spende ogni mese 382€: in media 300€ per la retta del nido e 82€ per la mensa. La media nazionale delle tariffe per i nidi resta sostanzialmente invariata; si osserva un leggero aumento per quelle relative alle mense scolastiche (+0,7% nella scuola dell’infanzia, +1,4% nella primaria). Si confermano differenze territoriali molto significative, sia tra Regioni, sia tra capoluoghi di provincia. Nelle regioni meridionali i costi per le famiglie sono più contenuti, ma molto più limitata è la diffusione e copertura dei servizi.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La condizione di bambine e ragazze nel mondo 2018

La Settima Edizione del “Dossier Indifesa” di Terre des Hommes La condizione delle bambine e le ragazze nel mondo 2018 mostra segnali di miglioramento, come la diminuzione nel mondo delle mutilazioni femminili, del numero di femmine escluse dalla scuola, delle ragazze sposate precocemente. Rimangono però amplissimi i fronti di discriminazione e violenza su cui lavorare.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Mensa per tutti per investire nei bambini

Le mense scolastiche hanno un forte potenziale in termini di socializzazione, pari opportunità, educazione alimentare e prevenzione di problematiche correlate, contrasto della povertà alimentare, e anche di conciliazione famiglia-lavoro. Il rapporto di Save the Children (Non) tutti a mensa monitora il servizio di refezione nelle scuole primarie, con un focus sui 45comuni capoluoghi di provincia con più di 100.000 abitanti, evidenziando forti disparità territoriali. In Sicilia e Molise, oltre l’80% degli alunni non usufruisce del servizio mensa. Un dato ovviamente associato alla assenza di classi a tempo pieno (oltre il 90% in Sicilia e Molise), come anche al fenomeno del precoce abbandono scolastico.

Francesco Billari su LaVoce sostiene l’opportunità di garantire un servizio mensa di qualità e universalistico, pur a fronte di maggiori costi, proprio in virtù della sua valenza quale momento educativo e di investimento nelle giovani generazioni, come altri paesi europei già fanno.

Povertà e disuguaglianze

Povertà in attesa, il nuovo rapporto Caritas

Il 17 ottobre 2018, nella Giornata mondiale di lotta contro la povertà, Caritas Italiana ha presentato a Roma il suo Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto dal titolo “Povertà in attesa”. Questa edizione integra per la prima volta in un unico testo il 17° “Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia” e il 5° “Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia”, con l’intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, nonché per stimolare l’azione delle istituzioni civili, e per questo analizza in particolare l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI).

Qui una sintesi del Rapporto e un’infografica.

Povertà e disuguaglianze

REI: pubblicati i nuovi dati di monitoraggio a cura di INPS

Il 19 ottobre scorso INPS ha pubblicato l’Osservatorio sul Reddito di Inclusione con i dati relativi al periodo gennaio-settembre 2018. Nel periodo di osservazione considerato sono stati erogati benefici economici a 379 mila nuclei famigliari, coinvolgendo più di un milione di persone. Ancora una volta si evidenzia la maggior concentrazione dei benefici nelle regioni del Mezzogiorno (69%), dove sono residenti la maggior parte dei nuclei in carico alla misura. Campania e Sicilia in particolare la fanno da padrone con un’incidenza del 47% dei nuclei beneficiari complessivi. Al contrario le regioni con un minor numero di domande si confermano il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige con un tasso di inclusione di 23 persone coinvolte ogni 10mila abitanti contro una media nazionale di 184 ogni 10mila.

Il venir meno dei requisiti famigliari a partire dal 1° luglio ha fatto registrare un incremento notevole di nuovi accessi, infatti il 43% delle nuove famiglie in carico nel terzo trimestre è proprio imputabile all’allargamento delle maglie della misura. Tale modifica normativa si riflette anche sulla distribuzione dei nuclei percettori per numero di componenti: nel periodo luglio-settembre, il 41% di questi è infatti costituito da una sola persona. Sempre rispetto alle caratteristiche dei nuclei, per il 55% si tratta di famiglie con minori e per il 18% di nuclei con componenti disabili. Il 10% dei nuclei percettori del REI risulta poi extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione. L’incidenza più alta di stranieri si regista delle regioni del Nord (30%) rispetto a quelle del Sud (3%).

L’importo medio mensile erogato nel periodo di osservazione, pari a 305 euro, varia sensibilmente, sia a livello territoriale sia, come ovvio, per numero di componenti il nucleo. Il contributo mediamente erogato alle famiglie varia dai 239 euro per i beneficiari della Valle d’Aosta ai 336 euro per i cittadini della Campania. Complessivamente le regioni del Mezzogiorno registrano un valore medio mensile maggiore di 53 euro (+20%) rispetto a quelle del Nord e di 37 euro (+13%) rispetto a quelle del Centro.

Altre politiche

VI Osservatorio civico sul federalismo in sanità

Il 18 ottobre scorso è stato presentato il Rapporto 2017 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità, che auspica l’apertura del confronto sulla proposta di autonomia differenziata in modo da non ledere i principi fondanti del Servizio Sanitario Nazionale. Dal documento emerge inoltre la presenza di disuguaglianze sempre più nette tra le varie aree del Paese. Un esempio è rappresentato dalle Regioni che il Ministero della Salute valuta inadempienti rispetto all’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza: Calabria e Campania registrano le performance peggiori, mentre è il Veneto ad avere il punteggio LEA più elevato.

Leggi il commento su CittadinanzAttiva.

Altre politiche

I sistemi sanitari più efficienti al mondo? La classifica di Bloomberg

Bloomberg Health Care Efficiency 2018, basandosi sui dati 2015 di Banca Mondiale, Organizzazione mondiale della sanità, Nazioni Unite e Fondo monetario internazionale, illustra quali sono i sistemi sanitari più efficienti al mondo in relazione al rapporto tra costi e aspettativa di vita. L’Italia risulta al quarto posto, in crescita rispetto all’anno precedente e superata in Europa solo dalla Spagna. Primo in classifica, su 56 nazioni, Hong Kong.