Segnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Altre politiche

Giovani: il miraggio della buona occupazione

Per cogliere l’entità e le caratteristiche dei mutamenti delle condizioni di lavoro dei giovani e del loro percorso di partecipazione al lavoro sono necessari dati dettagliati tali da poter seguire nel tempo differenti gruppi. Ugo Trivellato presenta su Neodemos alcuni risultati derivanti da uno studio pilota realizzato nella Provincia autonoma di Trento che evidenziano l’evoluzione verso una maggiore instabilità e frammentazione del lavoro.

Povertà e disuguaglianze

Servizi per senza dimora in Europa

Feantsa ha pubblicato il report Homelessness Services in Europe, esito di un’analisi comparativa dedicata allo studio dei servizi per le persone senza dimora in 16 paesi europei. Tra le tipologie di servizi, il documento analizza: le sistemazioni temporanee ed emergenziali, i centri diurni e i servizi non abitativi, i servizi focalizzati sulla dimensione abitativa e quelli dedicati alla prevenzione del fenomeno. In Italia è stato effettuato un approfondimento in tre realtà locali (Torino, Pisa e Biella) rispettivamente rappresentative di città grandi, medie e piccole.

Migrazioni

Asilo: calano le domande nel 2018

L’Ufficio Europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ha pubblicato, in lingua inglese, il Report 2018 sull’andamento delle richieste di asilo nell’Unione Europea. Per il terzo anno consecutivo, il 2018 ha visto un decremento nelle richieste di protezione internazionale nei paesi europei a seguito della crisi migratoria del 2015. Nell’ultimo anno sono state presentate quasi 635 mila domande, il 10% in meno rispetto al 2017.

Leggi la presentazione del report sul sito IntegrazioneMigranti.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Aumentano le donne childfree in Italia

In Italia il 45,4% delle donne di età compresa tra 18 e 49 anni è senza figli. Di queste, il 17,4% non intende e non desidera averne. Sono le cosiddette childfree, donne per le quali la maternità non rientra nel loro progetto di vita. Sono soprattutto le laureate, occupate e residenti al Nord a rientrare in questa categoria. Tra le motivazioni si annoverano l’investimento nella carriera lavorativa, la libertà dal lavoro di cura, le maggiori possibilità di realizzazione personale e minori preoccupazioni economiche. Anche il contesto culturale sembra giocare un ruolo fondamentale nello spingere sempre più donne in questa direzione: in Italia, infatti, è soprattutto la donna a svolgere il lavoro di cura dei figli. Leggi l’articolo di Alessandra Minello, Eleonora Meli e Valentina Tocchioli su Neodemos.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La disuguaglianza di genere nelle politiche previdenziali

La sperimentazione “Quota100” prevista dal decreto legge del 28 Gennaio 2019 permette a una ristretta platea di beneficiari di andare in pensione sino a 5 anni prima rispetto alla legge Fornero. Si rivolge a coloro che hanno compiuto 62 anni e come unico requisito chiede l’anzianità retributiva. Di conseguenza i beneficiari sono soprattutto coloro che hanno avuto una lunga carriera, vale a dire soprattutto uomini, della generazione dei baby boomers, e residenti al Nord. I dati Inps confermano questo sbilanciamento verso il versante maschile dei lavoratori: le stime vedono la platea dei beneficiari composta per il 62,6% da uomini. L’“Opzione donna”, che dovrebbe rimediare a questo squilibrio, in realtà non riesce nel suo intento. L’analisi di Tiziana Canal e Valeria Cirillo per InGenere sottolinea come questo sia dovuto alla strutturale disuguaglianza di genere del mercato del lavoro italiano, che le riforme del sistema previdenziale non dovrebbero però ignorare del tutto, riproducendo le medesime disuguaglianze anche nell’erogazione dei trattamenti pensionistici.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La povertà educativa e il silenzio delle politiche

Da circa vent’anni l’Italia soffre di una mancanza strutturale di politiche per l’infanzia e per l’adolescenza. La povertà assoluta in crescita tra i bambini va spesso di pari passo con la povertà educativa. Non ci sono politiche che diano spazio al riscatto sociale, che rimedino o colmino le mancanze e la scarsità di risorse dell’ambiente familiare. Così nascere in una famiglia svantaggiata significa spesso avere già il destino segnato in termini di opportunità. In questo articolo, Vita raccoglie le testimonianze degli esperti sul tema.

Altre politiche

Rapporto sul mercato del lavoro 2018

È stato presentato il secondo Rapporto sulla situazione occupazionale nel nostro Paese, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal. Il rapporto, dopo aver ricostruito un bilancio degli ultimi dieci anni del mercato del lavoro in Italia, si concentra sul sottoutilizzo della forza lavoro, sull’occupazione giovanile e sul tema degli infortuni e delle malattie professionali. Il documento (qui una sintesi) rileva, tra l’altro, una ripresa a “bassa intensità lavorativa”, caratterizzata quindi da un maggior numero di occupati ma da un minor numero di ore.

Povertà e disuguaglianze

Povera Europa: dove dilaga il disagio sociale

Su LaVoce Massimo Baldini e Francesco Daveri riflettono sul fatto che per combattere la povertà sia necessario che le politiche di sostegno non discriminino chi ha più bisogno, come ad esempio i cittadini stranieri. Al contrario, i dati Eurostat mostrano come il rischio di povertà, cresciuto nel tempo e da sempre maggiormente marcato nei paesi del Sud Europa, sia molto più elevato proprio per le persone extracomunitarie. Anche nei paesi più ricchi o meno disuguali, il rischio di povertà è massimo per gli stranieri extra UE, si riduce per i cittadini di altri paesi UE e ancora di più per i nazionali.

Altre politiche

XI Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa

Il 25 febbraio scorso è stato presentato il XI Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa, progetto realizzato da Fondazione Unipolis e Demos&Pi con la direzione scientifica del sociologo Ilvo Diamanti. La ricerca rileva come il 75% delle persone intervistate viva una situazione di “inquietudine globale”, il 62% percepisca un’insicurezza economica e il 38% un’insicurezza legata alla criminalità. Si tratta di dati in lieve diminuzione rispetto all’anno scorso, che indicano come nessuna di queste paure sia attualmente in aumento. Tuttavia, queste evidenze non prefigurano una netta inversione di tendenza, ma anzi una maggiore interiorizzazione dell’insicurezza.

Leggi il commento di Redattore Sociale.

Migrazioni

L’importanza dell’accoglienza nelle aree interne

Ad oggi buona parte dei progetti del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) insiste su territori classificabili come aree interne, ossia aree marginali rispetto ai centri produttivi e di servizi del territorio italiano. Secondo alcuni responsabili di Cittalia di Anci, la presenza di tali interventi rappresenterebbe un’opportunità di crescita e sviluppo sia per il territorio che per la popolazione residente, favorendo lo sviluppo locale mediante la messa in rete degli attori.

Leggi su Percorsi di SecondoWelfare il contributo di Nicolò Marchesini, Monia Giovannetti e Luca Pacini.

Povertà e disuguaglianze

Nuovo rapporto Oxfam: bene pubblico o ricchezza privata?

Aumenta senza sosta il divario tra ricchi e poveri nel mondo. Nel 2018, 26 ultramiliardari da soli possedevano la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta. È quanto sostiene il nuovo rapporto Oxfam, pubblicato alla vigilia del meeting annuale del Forum Economico mondiale di Davos. Anche l’Italia sembra essere in linea con i dati globali: il 20% più ricco dei nostri connazionali possedeva, nello stesso periodo, circa il 72% dell’intera ricchezza nazionale. Il rapporto evidenzia, inoltre, una forte correlazione tra disuguaglianza economica e disuguaglianza di genere.

Migrazioni

L’integrazione dei migranti in Europa

L’Osservatorio sulle migrazioni, realizzato dal Centro studi Luca D’Agliano e dal Collegio Carlo Alberto dell’Università di Torino, ha pubblicato, in lingua inglese, il terzo rapporto annuale Immigrant Integration Europe. Il documento, che si basa su un’analisi di macrodati della European Labour Force Survey, dimostra come il fenomeno migratorio sia sempre più strutturale all’interno dell’economia europea. Anche se questo non si traduce in uguali diritti e opportunità: persistono infatti gap salariali ed occupazionali, soprattutto per i migranti extracomunitari.

Leggi il commento su Redattore Sociale.