Segnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Povertà e disuguaglianze

BES – Indicatori di Benessere Equo e Sostenibile

Siamo giunti alla terza edizione dell’Allegato sugli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) al Documento di Economia e Finanza (DEF), da quando essi sono stati introdotti nel ciclo di programmazione economico-finanziaria. Il documento monitora, in particolare, l’andamento di dodici indicatori di benessere quali, tra gli altri, il reddito medio disponibile pro-capite, l’indice di disuguaglianza, il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro, la speranza di vita in buona salute. Nella presente edizione viene inoltre fornita una specifica valutazione di impatto del Reddito di Cittadinanza (RdC) sull’indice di povertà assoluta.

Persone con disabilità

Diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità: il rapporto AGIA

Presentato a Roma il Documento di studio e proposta frutto del lavoro della Consulta di associazioni e organizzazioni, presieduta dalla Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA), con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti. Nel Documento sono contenute raccomandazioni nell’ottica di implementare dei livelli essenziali delle prestazioni.

Persone con disabilità

Le persone con disabilità al voto europeo: ancora molte barriere

Numerose e varie barriere, di natura legale e tecnica, impediranno a centinaia di migliaia di cittadini europei di esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento. Qui la Relazione informativa La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle elezioni del Parlamento europeo edita dal Comitato economico e sociale europeo (CESE).

Famiglia, infanzia e adolescenza

Servizi per l’infanzia e occupazione femminile

L’Italia è uno dei paesi con il più basso tasso di disoccupazione femminile ed è il secondo paese con il più ampio divario occupazionale uomo-donna. L’articolo di Openpolis, tramite la lettura di alcuni dati, mostra la relazione tra servizi per la prima infanzia e occupazione femminile, soffermandosi su alcune differenze regionali e sottolineando in particolare come i territori con un maggior numero di nidi sono anche quelli che registrano i più alti tassi di occupazione femminile. Si conferma dunque l’associazione positiva tra estensione dei servizi per l’infanzia e aumento dell’occupazione delle donne, come previsto dagli obiettivi europei di Barcellona.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il valore aggiunto della scuola

Se le condizioni socio-economiche di partenza rappresentano sicuramente il fattore più importante per il successo scolastico, anche la scuola gioca un ruolo fondamentale. Monitorare il valore aggiunto della scuola, soprattutto a livello territoriale, permette di cogliere il ruolo di tale istituzione nel contrastare le disuguaglianze. Invalsi ha pubblicato un rapporto sul cosiddetto “valore aggiunto” della scuola. Openpolis fornisce un’interessante sintesi dei risultati, mettendo in evidenza le differenze territoriali e le diversità tra indirizzi scolastici.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Più figli per le donne con alti livelli di istruzione nei paesi nordici

Uno studio del 2018 di Jalovaraa et al. mostra come nei paesi nordici la fertilità tra le donne maggiormente istruite sia in crescita. Al contrario, tra le donne meno istruite aumentano quelle senza figli. Se la tendenza delle donne istruite ad avere meno figli era motivata da un bilancio tra costi e opportunità legati all’alto potenziale in termini di guadagni e di avanzamento professionale derivato dal livello di educazione, a cosa è dovuta questa inversione di tendenza? Secondo lo studio questo cambiamento potrebbe essere l’indicatore del successo di politiche di conciliazione sia in termini di offerta di servizi di cura che di un sistema di permessi più bilanciato rispetto al genere.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La povertà educativa nelle periferie: come leggere i dati

I fattori che contribuiscono alla fragilità del tessuto sociale che caratterizza le periferie sono molteplici. Per coglierli è necessario aumentare la qualità e la quantità dei dati. Nonostante i passi avanti degli ultimi anni, le carenze nei dati sono ancora notevoli. Openpolis, utilizzando il caso di Roma come esempio, mette in luce come la profondità territoriale dei dati faccia la differenza in termini di analisi. Evidenzia inoltre l’associazione tra povertà materiale e povertà educativa. Leggi l’approfondimento.

Povertà e disuguaglianze

I dati aggiornati dell’Osservatorio sul Reddito di Inclusione

È recentemente stato pubblicato l’Osservatorio sul Reddito di Inclusione di Inps con i dati relativi al periodo gennaio 2018-marzo 2019, con evidenza separata alle domande decorrenti dal mese di gennaio 2019. Il REI è stato erogato complessivamente a 506 mila nuclei familiari coinvolgendo un totale di 1,4 milioni di persone, per la maggior parte (71%) residenti nelle regioni del Sud. A partire da febbraio 2019, il numero dei nuclei beneficiari registra inoltre una diminuzione dovuta, da un lato, all’effetto della presentazione delle domande tardive delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) per il 2019 e, dall’altro, all’effetto di scoraggiamento dovuto all’entrata in vigore del Reddito di Cittadinanza, le cui domande potevano essere presentate a partire dal mese di marzo.

Povertà e disuguaglianze

RdC: presentate un milione di domande

Il 3 maggio 2019 Inps ha pubblicato i dati relativi alle domande di Reddito di Cittadinanza disaggregate per provincia. Sono 1.016.977 le domande presentate al 30 aprile: la Campania è la regione che registra il maggior numero di richieste (172.175), seguita dalla Sicilia (161.383). Più di 90 mila richieste anche in Lazio, Puglia e Lombardia. Per quanto riguarda i canali a disposizione per la presentazione delle domande, i CAF risultano quelli più utilizzati (748.742 richieste), seguiti dalle Poste (209.605) e dai patronati (35.593).

Migrazioni

La dimensione dei diritti umani nelle politiche di integrazione di migranti e rifugiati

Il Rapporto del Consiglio d’Europa Human rights aspects of immigrant and refugee integration policies esamina le politiche di integrazione, e in particolare il ruolo svolto dal godimento del diritto al rispetto della vita privata e famigliare e della sicurezza di residenza, di 11 Stati membri tra cui l’Italia. L’obiettivo è quello di supportare, attraverso un’analisi comparata delle politiche di integrazione, gli Stati membri del Consiglio d’Europa nel progettare e implementare politiche di integrazione che siano in grado di garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di migranti e rifugiati.

Leggi il commento al Rapporto sul sito IntegrazioneMigranti.

Migrazioni

Oxfam: storie di accoglienza diffusa

Il modello italiano di accoglienza diffusa – che ha permesso fino a oggi di assistere e integrare decine di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e miseria, contenendo allo stesso tempo l’impatto sulle comunità locali – rischia oggi di venire completamente smantellato. A farne le spese non saranno solo migranti e richiedenti asilo […], ma anche migliaia di giovani operatori […] che si ritroveranno senza lavoro”. Nei primi 4 mesi dell’anno infatti oltre 4 mila operatori hanno perso il lavoro, numero che potrebbe arrivare a 15 mila nel corso del 2019. È quanto emerge dal rapporto Oxfam e In Migrazione Invece si può! attraverso le voci di chi sta lavorando in progetti di integrazione e accoglienza. Chi sono gli operatori dei centri di accoglienza? Quali le conseguenze sull’accoglienza generate dalla nuova normativa sulla protezione internazionale?

Migrazioni

I migranti nelle aree metropolitane: online i nuovi rapporti

Sono online i nuovi Rapporti annuali sulla presenza dei migranti nelle Città Metropolitane, curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la collaborazione di ANPAL Servizi. Con dati riferiti al 1° gennaio 2018, la terza edizione della ricerca presenta nove approfondimenti (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia) e una sintesi comparativa dedicata alle 14 Città Metropolitane d’Italia. I cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale sono più di 3,7 milioni: le prime Città Metropolitane per numero di presenze sono Milano (12% del totale) e Roma (9,3%). Milano risulta prima anche per incidenza, tra i residenti, dei cittadini non comunitari: su 100 persone iscritte in anagrafe, poco meno di 12 provengono da un Paese non UE. A Bologna e Venezia soggiorna per motivi familiari oltre la metà dei titolari di un permesso soggetto a scadenza; il lavoro risulta invece la motivazione di soggiorno prevalente a Napoli, Milano e Firenze.