Segnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Terzo settore

Le associazioni di promozione sociale in Toscana

Cesvot ha pubblicato un’indagine sulle associazioni di promozione sociale in Toscana, scaricabile previa registrazione. La maggioranza delle associazioni opera nei settori cultura, sport e ricreazione e sono maggiormente presenti nelle province di Firenze e Pisa; si rivolgono principalmente ad anziani, giovani e persone con disabilità, e coinvolgono con le proprie attività oltre 1 milione e 300 mila persone. Il 26% delle associazioni coinvolge anche volontari stranieri, circa un terzo del totale delle Aps. In particolare, il 15,8% conta tra 1 e 10 volontari stranieri, aumentato negli ultimi anni. Il 45,7% delle Aps toscane fa parte di associazioni regionali, il 51,4% di associazioni nazionali, il 10,9% di associazioni internazionali. I due terzi delle associazioni hanno come fonte principale l’autofinanziamento, diversamente dalle organizzazioni di volontariato che si sostengono prevalentemente con contributi pubblici.

Migrazioni

Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione

ActionAid e Openpolis hanno realizzato il Rapporto “Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione” che rivela gli effetti dei cambiamenti prodotti dal Decreto sicurezza del primo Governo Conte sul sistema di accoglienza dei migranti gestito dalle Prefetture. La ricerca è suddivisa in due capitoli: il primo, pubblicato ad ottobre, e il secondo, pubblicato a dicembre. Nell’analisi complessiva si evidenzia come la riduzione degli importi messi a disposizione per la gestione dei centri, abbia provocato il rifiuto da parte del terzo settore di partecipare ai nuovi bandi del sistema di accoglienza, causando per molte Prefetture un’effettiva difficoltà ad assegnare tutti i posti ritenuti necessari.

Migrazioni

Salute degli immigrati e disuguaglianze socioeconomiche

È stata pubblicata la monografia Salute degli immigrati e disuguaglianze socioeconomiche nella popolazione residente in Italia valutate attraverso la rete degli Studi Longitudinali Metropolitani, supplemento di Epidemiologia&Prevenzione, rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. Il volume, realizzato nell’ambito di due progetti coordinati e finanziati dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto nelle malattie della Povertà (INMP), analizza le disuguaglianze di salute nel nostro Paese e sulla popolazione immigrata in sei città italiane (Roma, Torino, Venezia, Bologna, Modena, Reggio-Emilia) mediante un’osservazione longitudinale della popolazione residente.

Politiche e governo del welfare

Annuario statistico italiano 2019

Istat ha recentemente pubblicato l’Annuario statistico italiano 2019, che offre un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Il volume, composto da 24 capitoli (tra cui popolazione e famiglie, sanità e salute, istruzione e formazione, istituzioni pubbliche e non profit), può essere consultato per singoli capitoli, di cui è possibile scaricare il testo con i relativi approfondimenti, le tavole, i grafici e le note metodologiche.

Migrazioni

VII Rapporto Carta di Roma 2019

Il 17 dicembre è stato presentato il VII Rapporto Carta di Roma 2019: Notizie senza approdo. La ricerca analizza il racconto mediatico delle migrazioni focalizzandosi in particolare sui flussi. L’elemento più interessante riguarda il confronto fra i trend relativi alla percezione degli italiani nei confronti dei migranti come minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico, la rappresentazione mediatica del fenomeno e i dati relativi alla presenza degli stranieri. Nel 2019 si registra un’assenza di correlazione tra quantità di esposizione mediatica del fenomeno e incremento della percezione di insicurezza delle persone: ad una continua attenzione al tema si accompagna un calo dell’insicurezza percepita nei confronti degli stranieri, come se nel tempo “la spettacolarizzazione della paura avesse prodotto una sua normalizzazione”.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Italia all’ultimo posto in Europa per investimento in istruzione

L’Italia, con il 7,9% sul totale della spesa pubblica, è il paese europeo che investe meno in educazione. La spesa in educazione è calata drasticamente durante la recessione seguita alla crisi economica, ed è ritornata a crescere in minima parte solo nel 2017. Nel contributo di Openpolis un’analisi più dettagliata delle risorse pubbliche destinare all’istruzione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Rilevazione Istat sui servizi socio-educativi per la prima infanzia

La rilevazione Istat sui servizi socio-educativi per la prima infanzia evidenzia come nell’anno scolastico 2017/18 la copertura sia ancora al di sotto del 33%, parametro fissato dall’Unione Europea all’inizio degli anni Duemila. La differenza territoriale, inoltre, è drastica: se al Nord-Est ci si avvicina infatti al parametro europeo, il Sud si attesta su valori decisamente ancora lontani, basti pensare alla Calabria che accoglie nei servizi pubblici il 2,1% dei bambini al di sotto dei tre anni di età.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’indagine PISA mostra un’Italia in difficoltà e divisa

I risultati dell’indagine PISA offrono un’immagine sconfortante dell’Italia. Non solo i quindicenni italiani sono al di sotto della media OCSE per diverse competenze, tra cui la lettura e la capacità di reperire informazioni, ma all’interno della popolazione giovanile italiana si amplia anche il divario tra chi frequenta i licei e chi frequenta gli istituti tecnici, indicando un crescente problema quindi di disuguaglianza sociale e della loro riproduzione. Rimangono inoltre allarmanti sia il divario di genere che quello territoriale. Stefano Molina e Barbara Romano nel loro articolo per LaVoce evidenziano come possibile soluzione puntare sulla qualità degli insegnanti.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il lavoro prezioso dei consultori familiari

I consultori familiari svolgono un’insostituibile funzione di informazione e di prevenzione e hanno contribuito a diminuire le interruzioni volontarie di gravidanza del 65% dal 1982 al 2017. Nonostante questo ruolo prezioso, in Italia vi è un solo consultorio ogni 35.000 abitanti. Il Ministero della Salute ha promosso e finanziato l’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, che approfondisce le funzioni dei consultori, i ruoli dei professionisti che vi lavorano e la loro distribuzione sul territorio.

Famiglia, infanzia e adolescenza

È uscito il rapporto di valutazione del programma PIPPI

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con l’Università di Padova ha redatto il rapporto di valutazione del Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione. Tale programma ha come obiettivo primario il sostegno alla genitorialità vulnerabile. Più nello specifico, PIPPI mira a innovare le pratiche di intervento rivolte alle famiglie cosiddette negligenti, al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e di allontanamento dei minori dalla famiglia di origine, tenendo al centro il ventaglio di ambiti di azione possibili per il soddisfacimento dei bisogni dei bambini.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Ci si sposa di meno e più tardi

Gli Italiani si sposano di meno e quando si sposano lo fanno in età più avanzata. Tali cambiamenti sono dovuti alla diminuzione della popolazione giovanile, che interessa il nostro paese dagli anni Settanta del secolo scorso, dall’aumento delle unioni civili, dalle prolungate convivenze e dall’uscita posticipata dalla famiglia di origine. Oltre a dati dettagliati su tali fenomeni, il rapporto Istat su Matrimoni e Unioni Civili 2018, evidenzia anche lo stabilizzarsi delle unioni tra persone dello stesso sesso e un incremento dei matrimoni con almeno uno degli sposi di origini straniere.

Povertà e disuguaglianze

Istat: Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie

Il 5 dicembre scorso l’Istat ha pubblicato il Report sulle condizioni di vita e di reddito delle famiglie italiane. Il quadro che emerge evidenzia che nel 2017 le famiglie hanno percepito un reddito netto medio pari a 31.393 euro, 2.616 euro al mese, corrispondente ad una crescita in termini nominali dall’anno precedente (+2,6% da +2,0%). Ma la disuguaglianza non si riduce: il reddito totale delle famiglie più abbienti continua ad essere più di sei volte quello delle famiglie più povere. Nel 2018, il 20,3% (valore stabile rispetto al 2017) delle persone residenti in Italia (circa 12 milioni e 230 mila individui), risulta a rischio di povertà; si conferma una maggiore concentrazione nel Mezzogiorno (45%), tra le famiglie con tre o più figli (36%) e monogenitore (38,8%). Infine l’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare rimane pressoché stabile al 19,5%, non discostandosi in modo significativo dai due anni precedenti.