Segnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Famiglia, infanzia e adolescenza

Come si coltivano le differenze di genere in famiglia

La letteratura sul capitale umano mette in luce gli effetti degli investimenti precoci su diverse dimensioni della vita sociale sia sul breve che sul lungo termine. In particolare, la frequenza del nido sembra avere un impatto particolarmente positivo sullo sviluppo cognitivo e socio-emozionale dei bambini provenienti dalle classi più svantaggiate. Meno studi affrontano invece il tema del genere, vale a dire se l’effetto positivo del nido sia effettivamente il medesimo per bambini e bambine. L’articolo per LaVoce di Del Boca et al., approfondisce questo punto, mettendo in luce come le differenze di genere nascano nei primissimi anni di vita dei bambini, e come la frequenza del nido aiuti a contrastarle.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Italia va a scuola online: un primo sguardo ai dati

Andrea Gavosto e Stefano Molina, commentano, nell’articolo per LaVoce, alcuni dati sulla didattica online con cui le scuole del nostro Paese si stanno confrontando a causa dell’emergenza sanitaria in corso. I dati mostrano un Paese diviso, dove le disuguaglianze territoriali e socio-economiche tendono ad escludere la popolazione più bisognosa, e dove non solo la preparazione dei docenti alla didattica online è frammentata ed eterogenea, ma anche le competenze degli studenti, sebbene nativi digitali, non risultano adeguate ad affrontare questa sfida.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La stima della child penalty in Italia

Alessandra Casarico e Salvatore Lattanzio, in questo articolo per LaVoce, stimano la cosiddetta child penalty in Italia, vale a dire gli effetti della nascita di un figlio sulla vita lavorativa delle donne che, secondo un’ampia letteratura, sarebbe la prima causa della disparità di genere sul mercato del lavoro. I risultati dell’analisi mostrano che gli effetti negativi della nascita di un figlio sulla dimensione professionale delle donne perdurano anche nel lungo periodo e sono arginabili e risolvibili solo attraverso un forte cambiamento culturale.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Donne e bambini. Un’Italia divisa

Per quanto riguarda le condizioni di donne, bambini e bambine l’Italia non è solo divisa tra Nord e Sud, ma vede anche una spaccatura che separa l’Italia orientale da quella occidentale. L’Onlus WeWorld ha creato un indice che misura la marginalità di questi due gruppi di popolazione e l’ha applicato alle regioni italiane. Oltre a sottolineare le differenze regionali, il rapporto Mai più invisibili 2020 sottolinea anche come l’esclusione delle donne dal mercato del lavoro sia direttamente correlata al rischio di cadere nella povertà educativa per i figli. Dopo aver mappato l’indice sulla condizione delle donne, dei bambini e delle bambine in Italia, il rapporto prende in considerazione alcuni fattori di contesto e le dimensioni della salute, dell’educazione, del capitale umano e sociale.

Migrazioni

Culle piene: la ricetta tedesca

Germania e Italia condividono il primato di paesi più anziani d’Europa. A incidere in maniera significativa su questo trend è soprattutto la natalità: il tasso di fecondità in Germania ha registrato negli ultimi anni un aumento progressivo, dovuto per buona parte al massiccio flusso migratorio, che ha visto arrivare sul territorio tedesco molti giovani stranieri. Se dal 2014 al 2018 la popolazione straniera in Italia è aumentata di 200 mila unità, in Germania è cresciuta di 2,6 milioni ed è caratterizzata, da un lato, dall’accoglienza di profughi (in particolare siriani) e, dall’altro lato, dall’ingresso di cittadini dell’Est Europa. Su LaVoce le riflessioni di Enrico Di Pasquale e Chiara Tronchin.

Persone con disabilità

Disability Studies: ricerca e dibattito

Il sito web è promosso dal Laboratorio di Ricerca per lo sviluppo dell’Inclusione Scolastica e Sociale del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Uno specifico Gruppo di Ricerca è impegnato nella divulgazione dei Disability Studies nel contesto italiano, con l’obiettivo di ampliare il dibattito teorico. L’autismo è una delle tematiche trattate. Qui la home page del sito.

Migrazioni

I minori stranieri nelle scuole italiane, tra disuguaglianze e diritto all’inclusione

Oggi in Italia i minori stranieri sono particolarmente esposti al rischio di povertà educativa. Migliorare i processi di integrazione è necessario affinché tutti i bambini e i ragazzi, indipendentemente dalla nazionalità e dal contesto socio-economico di origine, abbiano accesso a un’educazione di qualità e alle stesse opportunità formative. Openpolis riflette sui fenomeni del ritardo nel percorso di studi e dell’abbandono scolastico, che colpiscono in misura maggiore gli alunni stranieri rispetto a quelli italiani.

Altre politiche

Supportare le vittime e “trattare” gli autori della violenza di genere

Nel corso del 2019, grazie ad un accordo tra IRPPS-CNR e Dipartimento per le Pari Opportunità, è stata realizzata una rilevazione sulla presenza, al dicembre 2017, di centri antiviolenza (in totale 336) e programmi di trattamento per autori di violenza (in totale 54) sul territorio italiano. Su Neodemos Pietro Demurtas e Maura Misiti forniscono i numeri della rilevazione e descrivono alcuni aspetti emersi dal progetto VIVA, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Politiche europee

Regolamentazione e qualità dei servizi per senza dimora in Europa

Feantsa ha recentemente pubblicato un report che esamina, in modo comparativo, il funzionamento e la qualità dei servizi per i senza dimora nell’Unione Europea. La ricerca si concentra in particolare su 16 paesi (Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Regno Unito) ed effettua un’analisi dei riferimenti normativi utilizzati per stabilire e monitorare gli standard di qualità nei servizi per i senza dimora, realizzando per ogni paese una scheda riassuntiva.

Migrazioni

Ismu: nel 2019 calano le richieste di asilo e aumentano i dinieghi

Secondo Fondazione Ismu, nel 2019 i migranti che hanno presentato domanda di asilo sono stati 39 mila, il 27% in meno rispetto al 2018. A fronte di una riduzione del numero assoluto di richiedenti asilo, si registrano alcuni cambiamenti rispetto alle caratteristiche demografiche: aumenta il numero delle donne, cresce la concentrazione nella fascia di età 35-64 anni e diminuiscono i richiedenti dall’Africa, a favore di un aumento delle richieste provenienti dall’Asia. Al contempo, crescono i dinieghi: nel 2019 il 65% delle domande di protezione internazionale ha avuto esito negativo. Leggi l’articolo pubblicato su Vita.

Migrazioni

Idos: Anticipazioni del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019

Il Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) e con il contributo dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), ha pubblicato le anticipazioni del nuovo Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019. Il rapporto conferma la crescita ormai costante delle imprese degli immigrati, che all’inizio del 2019 hanno superato la soglia delle 600 mila e rappresentano ormai un decimo di tutte le imprese del Paese. Essenzialmente concentrate nel commercio e nell’edilizia, sono però sempre più orientate al mondo dei servizi.

Politiche e governo del welfare

ASviS: la Legge di bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile

Il 26 febbraio l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha presentato il rapporto La Legge di bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. Il rapporto esamina dettagliatamente la Legge di bilancio e valuta la coerenza rispetto alle azioni contenute nei 169 target fissati per raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. In generale, la Legge di bilancio 2020 mostra una maggiore attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile, ma per alcuni specifici settori i provvedimenti risultano ancora insufficienti.