Segnalazioni nella sezione “Esperienze”

Persone con disabilità

Contro le discriminazioni basata sulla disabilità: il progetto di Anffas nazionale

AAA – Antenne Antidiscriminazione Attive è il titolo del progetto promosso da Anffas Nazionale, realizzato con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’annualità 2020 a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore (ex art. 72 del dlgs. 117/2017). Il progetto ha una durata di 18 mesi e prevede di avviare un’Agenzia che porterà avanti diverse linee di azioni: i) studio, approfondimento, ricerca e monitoraggio relativamente alle previsioni della Legge 67/2006 e ai cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”; ii) messa in rete di soggetti attivi o attivabili; iii) formazione per riconoscere e contrastare la discriminazione, sviluppando una rete attiva di volontari che divengano “Antenne antidiscriminazione”; iv) supporto concreto nei confronti delle persone con disabilità e dei loro familiari; v) impulso, sensibilizzazione e informazione della comunità tutta.

Povertà e disuguaglianze

Contrasto al sovraindebitamento, l’esperienza della Caritas di Lodi

La pandemia ha portato con sé forti impatti a livello economico, colpendo tutte le categorie di popolazione. Le difficoltà sono cresciute in particolare per i consumatori, che in alcuni casi hanno contratto un elevato indebitamento finanziario. Per far fronte a tale problema – che può talvolta portare ad intraprendere percorsi inadeguati o pericolosi – Caritas lodigiana ha stipulato una convenzione con lo studio di consulenza FG&A di Lodi con l’obiettivo di valutare specifiche situazioni di bisogno. La convenzione, oltre a prevedere l’apertura di uno sportello dedicato, si propone di organizzare incontri informativi sul tema in un’ottica di prevenzione, conoscenza dei rischi ed approfondimento delle possibilità esistenti per affrontare il problema.

Altre politiche

Roma Capitale firma il protocollo d’intesa per il reinserimento sociale dei detenuti

Il 22 settembre Roma Capitale e il Ministero della Giustizia hanno firmato il protocollo d’intesa per favorire il reinserimento sociale delle persone private della libertà personale. Gli interventi mirano a facilitare il reinserimento sociale delle persone detenute, promuovendo attività di accoglienza, informazione, orientamento e accompagnamento mirate al benessere in termini di qualità della vita e delle relazioni, aumento delle opportunità e accesso ai servizi in ambito socio-assistenziale, culturale, di orientamento e inserimento lavorativo (es. il servizio di segretariato sociale per detenuti, la rete di case di accoglienza per persone che fruiscono di misure alternative alla detenzione prive di alloggio e di risorse economiche e familiari, la casa di accoglienza per genitori con figli agli arresti domiciliari, i centri di orientamento al lavoro).

Altre politiche

Firenze: abitare solidale per l’empowerment di comunità

Annunciato un anno fa, ha preso recentemente il via il progetto FASE – Firenze: abitare solidale per l’empowerment di comunità, la nuova Agenzia sociale per la casa pensata per connettere i proprietari di immobili e coloro che faticano a pagare un affitto pieno e cercano soluzioni a prezzi calmierati. Lo strumento si rivolge a quella fascia di popolazione (con ISEE compreso tra i 12 e i 40 mila euro) che non accede agli alloggi popolari ma non riesce a permettersi un affitto in autonomia. Al fine di analizzare i bisogni abitativi della popolazione cittadina, l’Amministrazione di Firenze intende coinvolgere nella gestione la società in house Casa Spa, già ente gestore degli alloggi di ERP, e la direzione Servizi sociali del Comune.

Politiche e governo del welfare

Istituito a Roma il Tavolo permanente Dipartimento Politiche Sociali e INAPP

Potenziare lo studio e le attività per l’inclusione sociale e per la prevenzione di marginalità e fragilità estrema: questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione firmato il 10 settembre tra Roma Capitale e INAPP. Attraverso l’istituzione di un Tavolo permanente Dipartimento Politiche Sociali e INAPP, l’accordo mira a potenziare la realizzazione nella capitale di attività di studio e ricerca in materia di inclusione sociale, nonché di monitoraggio dei servizi erogati a livello centrale e territoriale, con attenzione particolare alle tematiche connesse alle disuguaglianze sociali e territoriali, ai servizi realizzati dai Centri famiglia e più in generale dai Servizi sociali in favore di minori e famiglie.

Professioni sociali

Un nuovo investimento sulla figura dell’assistente sociale in sanità

Il contributo di Saverio Proia su QuotidianoSanità dà rilievo al ruolo dell’assistente sociale nella sanità, ripercorrendone alcune fasi storiche: le origini, caratterizzate da un forte investimento su tale figura professionale; una lunga fase di ridimensionamento, dovuta ai tagli di spesa nel SSN; il nuovo investimento sul servizio sociale, contestuale alla crisi pandemica. L’autore si sofferma, in particolare, su un recente documento della Regione Emilia-Romagna, in cui si delinea il ruolo dell’assistente sociale nella sanità regionale, che viene di fatto “riscoperto” e considerato strategico per le connessioni tra le diverse componenti del sistema di welfare regionale. Il documento, che ha trovato ampio consenso, assume particolare rilievo per la programmazione sociosanitaria e potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per altre Regioni.

Povertà e disuguaglianze

Da Pistoia un fondo di solidarietà per i nuovi poveri

Pistoia nessuno si salva da solo è un’azione di solidarietà lanciata da un gruppo di cittadini e aperta a chi manifesti disponibilità: devolvere una piccola percentuale del proprio reddito (o rendita) a un fondo Caritas a beneficio di chi è in difficoltà, destinato dunque la lenire le nuove povertà provocate dalla pandemia. La proposta indica il valore ideale nel 5% mensile per un periodo minimo di 6 mesi (o anche in una percentuale minore, in base alle possibilità di ognuno, purché sia continuativa). L’iniziativa vuole inoltre essere un segnale educativo e politico, suggerendo che contribuire a costruire una comunità più solidale farà bene non solo ai più fragili ma renderà più salda, oltre che più giusta, l’intera società.

Politiche e governo del welfare

PrendiaMOci cura – Le nuove linee di indirizzo per il welfare del Comune di Modena

Il 19 luglio il Comune di Modena ha presentato PrendiaMOci cura, le nuove linee di indirizzo per il welfare che delineeranno le principali strategie del settore Politiche sociali per i prossimi quattro anni. Il documento si concentra su anziani e non autosufficienza, povertà e Reddito di Cittadinanza, famiglie e minori, casa e problemi abitativi, immigrazione e ruolo del Terzo settore. L’obiettivo è quello di rafforzare i servizi di welfare secondo una logica di rete e di sussidiarietà: al centro le persone e le comunità, attraverso un’organizzazione basata su prossimità e domiciliarità, creando sinergie con il Terzo settore, qualificando il lavoro sociale e valorizzandone le progettualità.

Povertà e disuguaglianze

Home for good: la casa per donne fragili e senza dimora a Bari

È stata recentemente inaugurata Home for good: un luogo protetto, finanziato dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari e gestito dall’Associazione Ifa Italia, in cui potranno trovare accoglienza donne sole, senza dimora, vittime di discriminazione, con problemi sociosanitari e in emergenza abitativa. L’immobile attualmente ospita 4 donne (per una capienza massima di 6 posti) ed è suddiviso in mini-appartamenti. Il modello organizzativo del servizio prevede il coinvolgimento delle utenti nella gestione quotidiana della struttura, anche attraverso turnazioni delle attività comuni in base a quanto previsto dal patto di convivenza e dal regolamento interno.

Povertà e disuguaglianze

Nessuno Escluso di Emergency: pacchi alimentari e beni di prima necessità a 5 mila famiglie

A distanza di un anno dalla sua partenza non si ferma Nessuno Escluso, il progetto di Emergency che prevede la distribuzione gratuita di pacchi alimentari e beni di prima necessità per far fronte alle nuove povertà causate dalla pandemia. Presente in sette città italiane (Roma, Milano, Piacenza, Napoli, Catanzaro, Varese e Catania), da maggio 2020 a oggi il programma ha aiutato oltre 5 mila famiglie – nuclei numerosi, anziani soli, giovani precari, lavoratori di settori gravemente penalizzati dalla crisi – in difficoltà economica, pari a oltre 20 mila persone raggiunte, che hanno ricevuto gratuitamente 130 mila pacchi alimentari e per l’igiene personale.

Povertà e disuguaglianze

A Lecco sottoscritto nuovo Patto territoriale per il lavoro

Presso la Fondazione Comunitaria del Lecchese è stato istituto un Fondo di carattere temporaneo, denominato “Aiutiamoci nel Lavoro”, nell’ambito della Campagna AIUTIAMOCI, già avviata nel 2020, su impulso e sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Peppino Vismara, per fronteggiare le diverse fasi dell’emergenza sanitaria e sociale. Il Fondo intende rappresentare un’azione di vicinanza e solidarietà del territorio lecchese nei confronti dei lavoratori/concittadini che vivono una particolare situazione di difficoltà economica accentuata dalla pandemia. La sua gestione è a cura del Comitato di Indirizzo composto da rappresentanti di tutti gli Enti sottoscrittori di un apposito Patto Territoriale, presieduto dalla Prefettura di Lecco e composto, tra gli altri, dai Comuni della provincia, dalle organizzazioni sindacali, dalle organizzazioni non profit e della grande distribuzione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

A Viterbo un aiuto per la conciliazione vita-lavoro

In provincia di Viterbo il progetto europeo RAFFAEL offre servizi sperimentali di conciliazione vita-lavoro, accessibili gratuitamente a tutti i cittadini. La pandemia ha reso tali servizi ancor più essenziali vista la necessità di tanti lavoratori di dover coniugare l’attività lavorativa con il supporto dei figli nella didattica a distanza e/o con la cura dei familiari malati o disabili. Il progetto, caratterizzato da una fattiva collaborazione tra pubblico e privato e dalla coprogettazione dei servizi nei territori più periferici, ha raggiunto oltre 100 famiglie del territorio e ha avviato una serie di attività di sensibilizzazione per contribuire al cambiamento culturale nella visione dei ruoli familiari e nel lavoro.