Emergenza Coronavirus

In questo periodo di emergenza pubblichiamo quotidianamente articoli e segnalazioni sul tema Covid-19. Gli articoli sono raccolti nel Punto di Welforum. Le segnalazioni, che quotidianamente aggiorniamo, sono distribuite su quattro percorsi di lettura:
Rassegna normativa | Dati nazionali e internazionali | Punti di vista | Prese di posizione

Sezione “I seminari di Welforum”

Povertà e disuguaglianze

Reddito di cittadinanza e oltre: per contrastare la povertà combinare più politiche

Il Punto di Welforum Quando parliamo di povertà tendiamo istintivamente a vederla in termini di carenza di reddito e talora di beni patrimoniali, come povertà economica quindi. Spesso però a tale componente, certamente fondamentale, se ne associano altre, relative ad altri fattori di povertà, già di per sé rilevanti, che tendono a interagire e a cumularsi con la povertà economica, e anche fra loro, configurando situazioni composite, complesse, multifattoriali. Oltre che di povertà economica è quindi opportuno considerare nelle situazioni concrete altri fattori di povertà: fattori personali; familiari; carenze relazionali e marginalità sociale; impossibilità di lavorare, lavoro povero, disoccupazione; disagio abitativo. Contro la povertà intesa e trattata prioritariamente come povertà economica, i sistemi di welfare attivano misure di integrazione di redditi insufficienti, individuati assumendo come selettore un indicatore della situazione economica non esaustivo rispetto alle varie forme e ai diversi fattori di povertà che abbiamo richiamato. Ma una comparazione evidenzia e la debole efficacia delle misure specifiche contro la povertà e l’emarginazione sociale, e il peso invece di altre politiche mirate su componenti specifiche della povertà.  Per contrastare efficacemente la povertà si propone quindi un problema di coordinamento tra le politiche esplicitamente mirate a contrastare la povertà e le politiche generali su famiglia, casa e lavoro, per fermarsi alle voci principali.

 

Abbiamo raccolto i contributi di questo Punto di Welforum in una  pubblicazione in pdf scaricabile qui

La raccolta è ora disponibile anche in cartaceo, acquistabile attraverso il sito di Prospettive Sociali e Sanitarie Leggi >

Povertà e disuguaglianze

RdC, redistribuzione dei redditi, lavoro

Il Punto di Welforum La prima parte di questo intervento è dedicata ad una sintesi dei principali punti critici della spesa sociale  contro la povertà in Italia; la seconda si concentrerà su alcune caratteristiche del Reddito di cittadinanza, in particolare sulla sua relazione con le condizioni lavorative dei beneficiari. È possibile rendere il Rdc più compatibile con il lavoro, soprattutto nei confronti di occupazioni poco qualificate o con basso numero di ore? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Politiche per le famiglie e per i minori come strumento di contrasto alla povertà

Il Punto di Welforum Per comprendere l’importanza che possono avere politiche a sostegno delle responsabilità familiari e del benessere dei bambini e ragazzi occorre richiamare le caratteristiche specifiche della povertà in Italia. Come è noto, la povertà in Italia è molto concentrata a livello territoriale, con forti divari tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno che sono tornati ad aumentare negli anni della crisi. Anche l’intensità della povertà è maggiore nel Mezzogiorno, ovvero chi è povero nel Mezzogiorno è in generale più povero di chi lo è nel Centro-Nord. La povertà riguarda anche più le famiglie che non le persone che vivono da sole. Di conseguenza, sono sovra-rappresentati tra i poveri i bambini e ragazzi. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il lavoro povero: radici strutturali e rimedi

Il Punto di Welforum Le tendenze e le criticità del lavoro sono oggetto di molte indagini, fra cui quelle contenute nel rapporto sul mercato del lavoro elaborati di recente dal CNEL. Un punto comune di queste analisi, peraltro condiviso dagli osservatori più attenti e imparziali, è che tutte le criticità rilevate non sono una conseguenza contingente della crisi degli anni passati. Questa le ha solo aggravate. Esse riflettono caratteri strutturali dell’economia italiana che ormai da parecchi anni non vede crescere quei settori e quelle attività ad elevata produttività e alto valore aggiunto che soli sarebbero in grado di offrire posti di lavoro molo qualificati e a tempo pieno. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’esperienza del REI nell’azione della Caritas sui territori

In che termini le Caritas diocesane sono state coinvolte nella partita REI, con che intensità, quali le principali attività svolte e quali collaborazioni sono state avviate e rafforzate? Ce ne parla Andrea Gollini, Vicedirettore della Caritas Diocesana di Reggio Emilia e Guastalla, anticipandoci le principali risultanze di un monitoraggio che verrà presentato nei prossimi mesi. Utili spunti e riflessioni anche in vista dell’implementazione del Reddito di Cittadinanza nei territori, oltre che per interrogarsi sul ruolo che Caritas potrà svolgere nell’ambito della nuova misura. L’articolo, preparato per il convegno di Welforum dello scorso 14 maggio, anticipa una sintesi dei principali risultati del monitoraggio che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Dal REI al Reddito di Cittadinanza: questioni di metodo e di merito

Il ruolo dell’Alleanza contro la povertà è stato fondamentale nel lungo e tortuoso processo che ha portato all’introduzione di una misura di reddito minimo nel nostro paese. Si ripercorrono qui le tappe principali, focalizzandosi poi sulle novità e criticità del Reddito di Cittadinanza, che necessiterebbe di opportuni correttivi nella sua configurazione. La difficoltà di tenere insieme in un’unica misura due obiettivi distinti, la penalizzazione di alcuni target di popolazione, l’eccessiva prescrittività della condizionalità, sono solo alcuni dei temi proposti e sapientemente sviluppati da Lorenzo Lusignoli nel presente contributo. L’articolo è un estratto dell’intervento effettuato in occasione del convegno organizzato da Welforum.it in collaborazione con INAPP lo scorso 14 maggio. Leggi >

Terzo settore

Coprogettazione, al via una comunità di pratiche

IRS, in collaborazione con Welforum.it, promuove la costituzione di una comunità di pratiche sui temi della coprogettazione e dei rapporti collaborativi tra enti pubblici, del terzo settore e della società civile nell’ambito delle politiche di welfare. Un network nazionale composto da chi si sta confrontando con queste tematiche e ne e sta sperimentando l’attuazione, volto a consentire scambi, approfondimenti e vicendevoli approfondimenti. Primo appuntamento il 15 luglio per l’avvio. (Per saperne di più) Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.

Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita. Leggi >

Terzo settore

Coprogrammazione e coprogettazione, in equilibrio tra autorità e libertà

Alessandro Lombardi, alla guida della Direzione Generale Terzo settore e della Responsabilità sociale delle imprese del Ministero del Welfare, interviene al Convegno Welforum.it del 17 dicembre scorso, facendo il punto sull’art. 55 del Codice del Terzo settore che rilancia coprogrammazione e coprogettazione. Leggi >

Terzo settore

Cosa ho imparato nel convegno “La coprogettazione in azione”

Il 17 dicembre 2018 si è svolto a Torino il Seminario “La coprogettazione in azione”. Gianfranco Marocchi, che ha tenuto la relazione introduttiva, condivide alcuni prime impressioni sulla giornata di lavoro.

Ecco alcune delle cose che ho imparato nel convegno “La coprogettazione in azione”. O, per essere più precisi: nel Convegno, ascoltando i relatori, ma anche nell’incontro che ne è seguito finalizzato a dare vita ad una comunità di pratica sui temi dell’amministrazione collaborativa, nonché dalle discussioni a margine del convegno fatte con operatori pubblici e di terzo settore che stanno sperimentando pratiche collaborative. Leggi >

Terzo settore

La coprogettazione è in azione

Negli ultimi due anni il numero di territori che hanno avviato pratiche di coprogettazione è aumentato come non mai. Grandi metropoli come Torino, Milano e Bologna e piccoli centri in diverse regioni italiane; esperienze storiche come Lecco e Bergamo ed enti locali che sino a quel momento non avevano mai utilizzato strumenti collaborativi. Perché sta avvenendo? Senza sminuire la portata di provvedimenti normativi come l’art. 55 del d.lgs. 117/2017, il Codice del Terzo settore, le ragioni di ciò vanno trovate in evoluzioni di cui senz’altro l’elemento normativo è parte, ma che vanno lette in primo luogo comprendendone la valenza culturale e sociale. Inoltre, va sottolineato che, fermo restando che a collaborare si è necessariamente in due (o più), questa stagione di collaborazione nasce spesso come frutto di un’iniziativa assunta o comunque fortemente voluta dalla pubblica amministrazione. Leggi >

Terzo settore

La coprogettazione in azione. Riflessioni dell’Assessore al Welfare, Regione Piemonte

La coprogrammazione e la coprogettazione costituiscono un processo, che coinvolge una pluralità di attori attorno al perseguimento di obiettivi condivisi. È una operazione inevitabilmente faticosa e con tempi non immediati. Per questo la tentazione, che alligna spesso dentro di noi, è quella di percorrere la strada tecnocratica e neo-centralista. Una tentazione accentuata, soprattutto in questi ultimi anni, dalla necessità di esercitare un controllo più rigoroso sulla spesa e coltivata con la motivazione di dare più efficienza al sistema. Ma è una scorciatoia, che genera illusione e rischia di confinare il ruolo delle istituzioni pubbliche dentro un ambito autoreferenziale, che crea distanza rispetto alle diverse forme, sempre in evoluzione, di rischio e di vulnerabilità sociale. Leggi >