Segnalazioni nella sezione “Normativa internazionale”

Migrazioni

Patto su migrazione e asilo: le raccomandazioni delle associazioni

Patto su migrazione e asilo: per dare un nuovo inizio e porre fine agli errori del passato, è necessario modificare gli aspetti problematici e ampliare quelli positivi. È quanto sostenuto da una rete di oltre 70 associazioni europee, che ha presentato una serie di raccomandazioni indirizzata a Rappresentanti Permanenti in Europa, membri della Commissione Libe al Parlamento europeo e leader di gruppi politici. Leggi le dichiarazioni delle associazioni sul sito dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.

Migrazioni

Il nuovo ‘vecchio’ Patto su immigrazione e asilo

Il 23 settembre la Commissione europea ha presentato il nuovo Patto su immigrazione e asilo, volto a superare il Regolamento di Dublino. Il documento prevede il rafforzamento delle frontiere esterne, la stipula di accordi con i paesi di partenza e un meccanismo di solidarietà obbligatorio. Si tratta di un Patto che, secondo l’analisi dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), sembra già vecchio e lascia irrisolti i soliti nodi, stabilendo solo quello su cui tutti sono d’accordo: rafforzare i controlli e limitare gli ingressi.

Sul tema leggi anche l’intervista di Anna Brambilla pubblicata sul sito di Asgi e il commento di Enrico Di Pasquale e Chiara Tronchin su La Voce.

Migrazioni

Asgi: proposte per il nuovo Patto UE su immigrazione e asilo

È prevista per il 23 settembre la pubblicazione del nuovo patto europeo su migrazione e asilo, che presenta l’obiettivo di definire linee guida ed approcci che orienteranno le politiche europee sul tema per i prossimi cinque anni. L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) ha avanzato, in dieci punti, una proposta di politica basata su diritti, trasparenza, sicurezza e solidarietà tra paesi, in grado di invertire la rotta rispetto all’attuale lotta contro la migrazione irregolare e all’esternalizzazione delle frontiere.

Politiche e governo del welfare

Per chi avesse ancora dubbi sul MES

Gli strumenti messi in campo dall’Unione Europea in risposta alla pandemia Covid-19 rappresentano il frutto di un impegno determinato e autorevole, anche del nostro governo, sui tavoli negoziali di Bruxelles. Per quanto riguarda la nuova linea di credito del MES, all’Italia potrebbero essere destinati circa 36-37 miliardi di euro, ad una sola condizione: che lo Stato si impegni a usare il credito per sostenere il finanziamento dei costi diretti e indiretti sostenuti per la sanità, la cura e la prevenzione in conseguenza della crisi Covid-19. Su Huffpost le riflessioni di Piero De Luca.

Persone con disabilità

Rapporto ONU “A Disability-Inclusive Response to Covid-19”

Il rapporto prodotto dalle Nazioni Unite sulla risposta ai bisogni delle persone con disabilità durante l’emergenza pandemica sottolinea che “l’inclusione delle persone con disabilità nella risposta e nella ripresa dopo la crisi prodotta dal virus Covid-19 è una parte fondamentale per assolvere al compito di non lasciare indietro nessuno”. Propone un cosiddetto “test critico” degli impegni globali stabiliti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, nonché dall’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’attenzione è rivolta a “comprendere la reale volontà delle Nazioni Unite di realizzare cambiamenti duraturi rispetto all’inclusione delle persone con disabilità”.

Persone con disabilità

Per la nuova strategia UE sulla disabilità

L’attuale strategia europea sulla disabilità volge al termine. La risoluzione del Parlamento Europeo richiede alla Commissione di cooperare con le persone con disabilità e le relative organizzazioni per sviluppare una strategia post 2020 che includa obiettivi chiari e misurabili, e un monitoraggio regolare. I diritti delle persone con disabilità devono essere integrati in tutte le politiche, prevedendo fondi sufficienti per l’attuazione degli obblighi in materia di accessibilità. Viene sottolineata la necessità di garantire uguale accesso a sanità, occupazione, trasporto pubblico e alloggio. Si richiede inoltre di proporre una definizione europea comune di ‘disabilità’ e di sviluppare il progetto pilota di tessera europea di riconoscimento.

Persone con disabilità

Genere e disabilità nell’emergenza Coronavirus

Women Enabled International, un’organizzazione di donne con disabilità statunitense, ha pubblicato una Dichiarazione sui diritti relativi a genere e disabilità durante l’emergenza Covid-19 che considera il genere nella sua accezione estesa. La Dichiarazione si sofferma su sei aree di intervento: la violenza di genere, l’accesso al reddito e all’istruzione, l’assistenza sanitaria, i servizi per la salute sessuale e riproduttiva, i servizi di supporto per le persone con disabilità, il coinvolgimento delle donne e delle ragazze con disabilità nella progettazione, attuazione e monitoraggio delle misure di contrasto alla pandemia. Qui l’articolo di Simona Lancioni del 21 aprile 2020.

Altre politiche

Portogallo e Germania approvano l’eutanasia

Nei giorni scorsi il parlamento portoghese ha dato il via libera all’eutanasia per le persone che si trovano in stato terminale. La stessa scelta è stata intrapresa anche dalla Germania, dove la Corte costituzionale di Karlsruhe, ha riconosciuto il diritto all’eutanasia, che non sarà quindi più reato. Per approfondire leggi l’articolo sul sito di Fortebraccio.

Altre politiche

Se il lavoro non è un posto sicuro

Alcuni dati diffusi negli ultimi anni da enti nazionali ed internazionali mostrano come l’emancipazione delle donne e le molestie sul lavoro sembrino andare di pari passo. Su InGenere Claudia Bruno mette in evidenza come i luoghi di lavoro possano fare molto per sostenere le donne nella fuoriuscita dalla violenza domestica, senza però essere di per sé luoghi sicuri. Infatti, se maggiori livelli di istruzione ed emancipazione economica corrispondono a una più alta probabilità per le donne di uscire da situazioni di violenza domestica, questi coincidono anche con una loro maggiore esposizione a molestie e ricatti sul posto di lavoro. A tal proposito, il 21 giugno 2019 la Conferenza Internazionale del Lavoro ha adottato i primi strumenti internazionali sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro: la Convenzione n. 190 e la Raccomandazione n. 206 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Persone con disabilità

Risoluzione sulla disabilità del Consiglio di Sicurezza ONU

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, esprimendosi per la prima volta in argomento, ha chiesto agli Stati Membri e alle parti direttamente coinvolte di tutelare le persone con disabilità in situazioni di guerra, in particolare da violenze e abusi, garantendo tra l’altro che abbiano accesso alla giustizia, ai servizi di base e all’assistenza umanitaria. L’articolo su Superando e il testo della Risoluzione 2475 (2019).

Persone con disabilità

La nuova strategia ONU per l’inclusione della disabilità

Le Nazioni Unite saranno impegnate a diventare “employer of choice” (datore di lavoro di prima scelta) per tutte le persone con disabilità. Così si è espresso il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres in occasione della Conferenza annuale sulla Convenzione dei diritti delle persone con disabilità (CRPD). L’articolo di Tommaso Tautonico sul sito ASVIS.