Sezione “Normativa nazionale”

Povertà e disuguaglianze

Il welfare dei servizi nel Reddito di cittadinanza

Cosa cambia per i servizi del welfare locale con il passaggio dal Rei al Reddito di Cittadinanza? In queste settimane coloro i quali sono impegnati nei territori stanno cercando di comprenderlo, e non è sempre facile. L’articolo prova a mettere a fuoco le novità principali, affrontando esclusivamente gli aspetti del Reddito concernenti i servizi e rimandando ad altro articolo per uno sguardo d’insieme sulla misura. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.

Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita. Leggi >

Persone con disabilità

Disabilità e sport, anche agonistico

Esiste ormai una piena consapevolezza dell’importantissimo ruolo che svolge la pratica sportiva per i disabili. A livello mediatico si è creata una consistente attenzione verso le competizioni e gli atleti paralimpici. Tanto resta ancora da fare sul fronte normativo per una regolamentazione del settore che possa essere pienamente inclusiva. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

La governance di sistema dopo il Reddito di Cittadinanza

Durante i confronti che hanno accompagnato l’iter di approvazione del Reddito di Cittadinanza è stato sollevato più volte il tema della governance. Con questo termine si intende un ampio sistema di relazioni e interazioni entro cui diversi soggetti decisionali individuano obiettivi comuni e pongono in essere azioni improntate alla cooperazione al fine di perseguire il quadro condiviso. In alcune riflessioni scaturite attorno al Reddito di Cittadinanza il tema della governance è stato applicato sia a dinamiche operative sia a dinamiche di governo, ma senza distinguerle a sufficienza tra loro. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di cittadinanza e servizio sociale

L’articolo propone una serie di riflessioni sul Reddito di Cittadinanza (RdC) da poco avviato. Le considerazioni toccano i temi della collocazione degli interventi in tema di povertà nel quadro delle politiche sociali, l’equità della misura, l’utilizzo dell’ISEE, il personale dedicato, l’integrazione con le politiche del lavoro, la sicurezza e la tutela degli operatori, il ruolo dei navigator, la valutazione di impatto, i diversi volti della persona in condizione di povertà. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di cittadinanza è legge. E adesso?

E’ finalmente stata pubblicata la versione definitiva del Reddito di Cittadinanza (d.l. n. 4 del 28 gennaio 2019, coordinato con la legge di conversione n. 26 del 28 marzo 2019).  In questo articolo l’autore presenta una breve rassegna dei provvedimenti che la legge di conversione annuncia, e che ancora devono essere approvati. È fisiologico che una riforma complessa come questa preveda successive norme ed atti che completano la messa in opera. Occorre però chiedersi se e quanto i provvedimenti che vengono annunciati siano indispensabili per un corretto ed efficace funzionamento del sistema, pena con la loro mancanza, creare incertezze, dubbi interpretativi, possibili contenziosi. Leggi >

Persone con disabilità

Il “Durante e Dopo di noi” in Emilia-Romagna

Il Dopo di Noi e la Vita Indipendente sono temi presenti nell’agenda politica, nella programmazione e legislazione sociosanitaria già alla fine degli anni ’90. La legge 112/2016 ha il merito di rilanciare a livello nazionale l’attenzione, con un fondo e una programmazione dedicati. In Regione Emilia-Romagna è stato dato impulso a un percorso collaborativo tra Comuni e Aziende USL per definire e avviare 38 programmi distrettuali. Leggi >

Terzo settore

La legge “SpazzaTerzosettore”: si profila una soluzione?

Secondo la legge 3/2019, conosciuta come “Spazzacorrotti”, anche una piccola associazione di volontariato in cui nel direttivo opera una persona con una passato nella politica, è sottoposta ad un insieme di obblighi di pubblicità e trasparenza analoghi a quelli dei maggiori partiti politici italiani. L’idea sottostante è che in fondo gli enti di Terzo settore tendano a essere dei collettori di voti e che quindi, quando sia presente il minimo indizio di collegamento con la politica, ad essi vadano assimilati. Leggi >

Migrazioni

Lavoro migrante e sfruttamento

In questo articolo viene affrontato il tema delle possibili conseguenze dell’approccio Salvini –  espresso nelle disposizioni della legge 132/2018 su “immigrazione e sicurezza” e nel nuovo Capitolato uscito a fine dicembre 2018 a firma del Ministero dell’Interno – sulle condizioni lavorative dei richiedenti asilo accolti nelle strutture di accoglienza. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Tutte le risorse per il Reddito di cittadinanza

La Legge di bilancio 2019 e la legge sul Reddito di cittadinanza (D.L. 4/2019 convertito in L. 26/2019), per il 2019,  hanno stanziato, nel complesso, 6.969 milioni per il Reddito di cittadinanza (Rdc). In realtà, per il Rdc  lo stanziamento è di 6.312 milioni di euro, circa 4 miliardi in più dello stanziamento annuo   destinato l’anno precedente al Reddito di inclusione. Lo stanziamento per il Rdc è destinato a salire nei prossimi  anni fino a 8 miliardi di euro previsti nel 2021 (cfr. tab.1). Leggi >

Povertà e disuguaglianze

E ora la parola ai fatti

Con la conversione in legge del decreto n. 4/2019 si conclude un percorso avviato quasi sei anni fa con il d.l. n. 1148/2013, il disegno di legge con cui nella precedente legislatura il M5S proponeva l’istituzione di una misura denominata reddito di cittadinanza (RdC), ciò che si sarebbe rivelato il cavallo di Troia con cui il Movimento ha scardinato gli equilibri politici del nostro paese.

Può quindi essere utile dare uno sguardo retrospettivo ai punti di forza e di debolezza di questa misura, per poi concludere con qualche suggerimento per il futuro. Se, infatti, con il RdC siamo di fronte al più ampio trasferimento di risorse pubbliche a favore dei poveri mai effettuato in Italia, non mancano punti di debolezza e vere e proprie incoerenze di progettazione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di cittadinanza e l’assegno di ricollocazione

In base al D.L. 4/2019, i beneficiari del RdC, fino al 31 dicembre 2021, riceveranno in automatico l’Assegno di ricollocazione (AdR).

Istituito dall’art. 23 del D.Lgs. 150/2015 (Jobs Act), si tratta di uno strumento riconosciuto ai soggetti disoccupati percettori della NASpI (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego), la cui durata di disoccupazione eccede i quattro mesi, e, in base a quanto disposto dalla legge di bilancio per il 2018 (art. 1, c. 136, L. 205/2017), anche ai lavoratori coinvolti negli Accordi di ricollocazione rientranti negli ambiti e profili a rischio di esubero previsti dall’Accordo stesso. L’AdR consiste in una somma graduata in funzione del profilo personale di occupabilità. L’importo non viene percepito dal beneficiario ma è spendibile presso i centri per l’impiego o i servizi accreditati scelti dal disoccupato titolare dell’assegno di ricollocazione per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro. Il servizio ha una durata di sei mesi (prorogabile per altri sei nel caso non sia stato consumato l’intero suo ammontare) e deve essere richiesto dal disoccupato, a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno. Il servizio di assistenza alla ricollocazione deve prevedere una serie di attività indicate nella tabella 1. Con delibera 14/2018, il CdA dell’Anpal ha definito l’ammontare dell’assegno, compreso tra 250 e 5.000 euro. Leggi >