Segnalazioni nella sezione “Normativa nazionale”

Istituzioni e governance

È online il sito FondiWelfare di Anci e Cittalia

È online il sito FondiWelfare – Le risorse per il sociale, un progetto sperimentale realizzato da Anci e Cittalia. Si tratta di un sito di approfondimento delle principali risorse dedicate alle politiche sociali, stanziate a livello nazionale e destinate a progetti ministeriali, enti territoriali e cittadini. Una ricognizione ragionata per macroaree di intervento (infanzia e famiglia, contrasto alla povertà, non autosufficienza, politiche abitative, immigrazione ed integrazione, FNPS e altri fondi) e per destinatari delle risorse, con un focus sulla spesa sociale sostenuta direttamente dai Comuni.

Istituzioni e governance

UE boccia il documento programmatico di bilancio 2019

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del Ministro dell’Economia e delle finanze, Giovanni Tria, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019, e un decreto che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale. I due provvedimenti compongono la cosiddetta “manovra” di bilancio. Il documento è stato successivamente bocciato in Commissione UE; l’Italia ha ora tempo fino al 13 novembre per inviare il nuovo documento.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il ddl Pillon ignora disuguaglianze di genere e complessità delle relazioni

Larenza e Struffolino su Ingenere intervengono sui limiti del “ddl Pillon” su affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi-genitorialità, evidenziando la necessità di considerare le disuguaglianze di genere, all’interno delle coppie e nel mercato del lavoro, e di riconoscere che la gestione di compiti, responsabilità e di tempi da parte dei genitori separati non possa essere interpretata come mera esecuzione di schemi predefiniti per la ripartizione di costi e tempi di cura. Le criticità del ddl erano state sottolineate anche da Chiara Saraceno su welforum.it.

Istituzioni e governance

723 milioni per il welfare per il 2018 e Piano Nazionale Sociale 2018/2020

Il periodico telematico Regioni.it n. 3485 del 31/10/2018 informa sulla ratifica in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del riparto tra i territori di 4 importanti fondi per il welfare, ed espone i dettagli degli importi e dei riparti. Le risorse sono quelle del fondo nazionale per le politiche sociali, del fondo per le non autosufficienze, delle politiche per la famiglia, e degli interventi per coloro che (a causa di un provvedimento giudiziario) al compimento della maggiore età vivano fuori dalla famiglia.

Al contempo, si segnala l’emanazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale del Piano Nazionale Sociale del triennio 2018-2020 che individua lo sviluppo degli interventi e dei servizi necessari anche per la progressiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali.

Altre politiche

Sanità e legge di bilancio 2019

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha pubblicato un documento relativo alle principali priorità della sanità pubblica, in vista dell’approvazione della legge di bilancio 2019. Tra le questioni evidenziate come prioritarie vi sono le risorse finanziarie necessarie per sostenere il rinnovo dei contratti, le risorse umane e professionali del Servizio Sanitario Nazionale, la governance delle politiche e della spesa per il farmaco, il rilancio della medicina generale e delle cure primarie, la riforma delle Agenzie Nazionali e dell’Istituto Superiore di Sanità, le autonomie differenziate in materia di tutela della salute.

Leggi il comunicato su Regioni.ite il commento della Fondazione Gimbe su Il Sole 24 Ore Sanità.

Povertà e disuguaglianze

REI: pubblicati i nuovi dati di monitoraggio a cura di INPS

Il 19 ottobre scorso INPS ha pubblicato l’Osservatorio sul Reddito di Inclusione con i dati relativi al periodo gennaio-settembre 2018. Nel periodo di osservazione considerato sono stati erogati benefici economici a 379 mila nuclei famigliari, coinvolgendo più di un milione di persone. Ancora una volta si evidenzia la maggior concentrazione dei benefici nelle regioni del Mezzogiorno (69%), dove sono residenti la maggior parte dei nuclei in carico alla misura. Campania e Sicilia in particolare la fanno da padrone con un’incidenza del 47% dei nuclei beneficiari complessivi. Al contrario le regioni con un minor numero di domande si confermano il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige con un tasso di inclusione di 23 persone coinvolte ogni 10mila abitanti contro una media nazionale di 184 ogni 10mila.

Il venir meno dei requisiti famigliari a partire dal 1° luglio ha fatto registrare un incremento notevole di nuovi accessi, infatti il 43% delle nuove famiglie in carico nel terzo trimestre è proprio imputabile all’allargamento delle maglie della misura. Tale modifica normativa si riflette anche sulla distribuzione dei nuclei percettori per numero di componenti: nel periodo luglio-settembre, il 41% di questi è infatti costituito da una sola persona. Sempre rispetto alle caratteristiche dei nuclei, per il 55% si tratta di famiglie con minori e per il 18% di nuclei con componenti disabili. Il 10% dei nuclei percettori del REI risulta poi extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione. L’incidenza più alta di stranieri si regista delle regioni del Nord (30%) rispetto a quelle del Sud (3%).

L’importo medio mensile erogato nel periodo di osservazione, pari a 305 euro, varia sensibilmente, sia a livello territoriale sia, come ovvio, per numero di componenti il nucleo. Il contributo mediamente erogato alle famiglie varia dai 239 euro per i beneficiari della Valle d’Aosta ai 336 euro per i cittadini della Campania. Complessivamente le regioni del Mezzogiorno registrano un valore medio mensile maggiore di 53 euro (+20%) rispetto a quelle del Nord e di 37 euro (+13%) rispetto a quelle del Centro.

Istituzioni e governance

Manifesto degli Educatori professionali

La legge n. 2443, la legge Iori, approvata dalla Camera dei Deputati il 20 dicembre 2017, riconosce le professioni di Educatore professionale socio-pedagogico, sociosanitario e pedagogista. Andrea Canevaro, professore emerito di pedagogia presso l’Università di Bologna, ha elaborato il Manifesto degli Educatori professionali. Il documento, oltre a descrivere chi sono tali figure professionali, ne ricorda i principali ostacoli incontrati, l’esigenza di formazione continua e le possibilità di progressione di carriera.

Povertà e disuguaglianze

Approvate le Linee guida per la progettazione REI

Nel corso della seduta di Conferenza unificata del 6 settembre 2018 è stata sancita l’intesa sullo schema di decreto per l’approvazione delle Linee guida per la definizione degli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale e per la definizione dei progetti personalizzati rivolti ai beneficiari del REI. Le Linee guida, finalizzate ad assicurare omogeneità nei criteri di valutazione dei bisogni dei nuclei familiari e nell’individuazione di obiettivi e impegni della presa in carico, sono il risultato di un ampio lavoro di concertazione tra Ministero, Regioni, Province autonome e Anci, con il supporto dell’Università di Padova, a cui è seguita l’approvazione da parte del Comitato per la lotta alla povertà. Gli strumenti operativi previsti saranno oggetto di sperimentazione e monitoraggio da parte del Ministero e del Comitato per un periodo di 12 mesi.

Sul tema leggi anche le riflessioni del Distretto Sociale Sud Est Milano pubblicate su questo stesso sito.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La gestione del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza 2014-16

La Corte dei Conti ha riferito al Parlamento sulla gestione del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (legge 285/1997). La maggior parte delle risorse ad esso originariamente destinate è negli anni confluita nel Fondo nazionale per le politiche sociali. Solo il 30%, destinato ai quindici comuni individuati nella legge istitutiva, ha conservato la propria autonoma destinazione ed è ripartito annualmente previa intesa della Conferenza Unificata. La banca-dati dei progetti finanziati, gestita dal Ministero ha consentito la realizzazione del monitoraggio e l’identificazione di alcune criticità.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Una firma per il congedo di paternità obbligatorio

Alla fine del 2018 scade la sperimentazione del congedo obbligatorio di paternità. Si tratta di una delle misure più efficaci per promuovere la condivisione delle responsabilità familiari tra madri e padri, su cui il nostro paese è in netto ritardo. Un gruppo di esperti chiede che la misura sia resa strutturale e aumentata a 10 giorni nei primi 5 mesi di vita dei neonati. Chi lo desidera, può firmare qui la petizione online. Per un approfondimento, è disponibile qui l’articolo su Percorsi di SecondoWelfare.