Sezione “Punti di vista”

Terzo settore

Le Linee guida ministeriali sugli istituti giuridici di cooperazione tra P.A. e ETS.

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021, recante “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017”, giunge a completare un iter normativo che, attraversando momenti di difficoltà interpretative, peraltro non ancora del tutto risolte, può considerarsi un approdo positivo nella definizione dei rapporti giuridici intercorrenti tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore che intendono collaborare per realizzare finalità di interesse generale. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Introduzione di un salario minimo in Italia

L’articolo si propone di analizzare l’incidenza e le caratteristiche della platea di lavoratori coinvolti da una eventuale introduzione di un salario minimo di legge, al variare dell’importo e della possibile definizione del salario minimo, e le questioni inerente la relativa implementazione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Uno a Cinquemila

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha previsto un apposito finanziamento, a valere sul Fondo Povertà, finalizzato ad incentivare l’assunzione di assistenti sociali da parte degli Ambiti Territoriali che garantiscono un livello minino di servizio di almeno 1 assistente sociale ogni 6.500 abitanti, fino a raggiungere il livello essenziale delle prestazioni assistenziali di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Ulteriori finanziamenti sono inoltre riconosciuti per le assunzioni eccedenti il rapporto di 1 a 5.000 e fino al raggiungimento del rapporto di 1 a 4.000. Il finanziamento avrà natura strutturale e non riguarderà solo le nuove assunzioni. Si tratta di un’iniziativa epocale in termini di stabilizzazione del personale del sociale, ma con alcuni elementi di complessità attuativa e di impossibilità di accesso al contributo da parte di quei territori ancora molto distanti dagli standard previsti. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Si annunciano due tempi per la politica economica del nostro paese. Il primo è scandito dall’emergenza covid: gli interventi sono finalizzati all’attenuazione dei gravi danni sociali ed economici provocati dall’epidemia. Nel secondo tempo le azioni di politica economica dovrebbero ripristinare un meccanismo di sviluppo equo e sostenibile, inceppatosi non solo per effetto dell’epidemia da alcuni decenni.

Precarizzazione del mercato del lavoro, rifiuto di ogni forma di politica industriale, compressione qualitativa e quantitativa dei servizi sociali, latenza della grande imprenditoria privata sono le cause di fondo del nostro declino che potrà essere fronteggiato parzialmente con i fondi europei, ma soprattutto con un diverso inquadramento di tutte le politiche economiche e sociali. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Foia, come funziona l’accesso nelle PA

Introdotto nel 2016, il Foia, o diritto di accesso generalizzato, costituisce un cambio di paradigma per la pubblica amministrazione italiana. Consente infatti a chiunque di richiedere alla Pa dati, documenti e informazioni già esistenti (ulteriori rispetto a quelli per cui già vige un obbligo di pubblicazione), senza dover motivare la propria richiesta. Abbiamo analizzato come ha attecchito nei diversi comparti della Pa: dal governo nazionale agli enti locali, dalle agenzie alle autorità garanti. Leggi >

Terzo settore

La co-progettazione nel Comune di Bologna

Lo Statuto del Comune di Bologna fissa tra gli obiettivi programmatici dell’amministrazione quello di garantire e valorizzare il diritto dei cittadini, delle formazioni sociali, degli interessati, degli utenti e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, come espressioni della comunità locale, di concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione locale, ispirando la propria azione al principio di sussidiarietà orizzontale e di collaborazione con le istanze sociali ed economiche, favorendo la crescita sostenibile e la diffusione dell’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni e valorizzando e sostenendo le attività e le iniziative del volontariato e delle libere associazioni. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il primo Rapporto del governo sul Reddito di Cittadinanza

Il governo italiano ha istituito le prime forme di reddito minimo nel 2013, ma non era mai stato divulgato un rapporto di monitoraggio (e valutazione) di queste misure. Nel novembre del 2020 è successo con la pubblicazione, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del primo Rapporto Annuale 2020 sull’attuazione del Reddito di Cittadinanza. Questo rappresenta di per sé stesso una buona notizia ed un primo importante passo in avanti nella direzione di una maggiore conoscenza della misura e della messa a disposizione di una gran mole di dati ed informazioni. Ma un’analisi attenta sembra evidenziare alcune lacune. Il presente contributo prova a ripercorrerle, a partire dalle domande di ricerca che avevano orientato in passato il monitoraggio del Reddito di Inclusione (ReI) dell’Alleanza contro la povertà. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Dopo la fase Rem: riformiamo il Reddito di Cittadinanza

Si possono trarre diversi insegnamenti dall’esperienza del Rem per riformare il RdC. Ad esempio, sarebbe opportuno correggerne alcuni requisiti (10 anni di residenza in Italia, le modalità di presentazione dell’Isee) e rivederne la scala di equivalenza. Inoltre, è necessario potenziare la parte dei servizi alla persona, rimettendo al centro i servizi sociali comunali, e avviando una riflessione più dettagliata del tipo di interventi forniti ai beneficiari, attraverso un’analisi dei dati sui servizi offerti e il loro impatto. In particolare, sarebbe utile riflettere su come vengono indirizzati i giovani, visto che quasi la metà dei beneficiari sono under-35. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Sulla proposta di istituzione dell’Assegno Unico e Universale per i Figli (AUUF)

La società italiana è afflitta da due fenomeni preoccupanti: la denatalità e la povertà minorile, sia in termini reddituali sia in termini educativi e culturali. Guardando al futuro, lo sviluppo nelle sue varie declinazioni e componenti ne sarà fortemente compromesso e occorre quindi correre ai ripari. È in questo senso che l’imminente approvazione della Legge Delega (DDL S. 1892) per il varo dell’Assegno Unico e Universale per i Figli (AUUF) rappresenta un importante momento di riforma, attraverso il riordino dei trasferimenti monetari e delle detrazioni fiscali rivolti alle famiglie con figli a carico. Il Gruppo Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia ha inteso fornire un proprio contributo nella fase di elaborazione dei Decreti attuativi, proponendosi di ragionare su tale riforma nel presupposto che il testo della Legge delega approvata alla Camera venga approvato in via definitiva al Senato. Tale proposta si inserisce nel solco tracciato da numerosi precedenti contributi, a partire dal saggio di Ermanno Gorrieri e di Luciano Guerzoni Il salario sociale. Famiglia e reddito nella crisi dello stato assistenziale, che per primo ha posto con forza il tema del sostegno dei minori, fino ad arrivare all’iniziativa parlamentare dell’on Lepri, con un disegno di legge che è alla base della Legge delega in corso di approvazione. A questi studi anche l’Istituto per la Ricerca (IRS) ha concorso, insieme al Capp dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con due ampie proposte di riforma del welfare del 2013 e del 2016. Presentiamo di seguito una sintesi del più recente lavoro, i cui dettagli sono contenuti in un documento più ampio a cui si rimanda per maggiore approfondimento. Leggi >

Terzo settore

I confini del terzo settore: un perimetro ragionevole?

La  pubblica amministrazione è investita di una responsabilità particolarmente rilevante, in specie, in questo momento storico in cui l’intervento pubblico è invocato al fine di organizzare e sostenere le risposte alle fasce di popolazione maggiormente colpite dalla pandemia. In questo contesto, si può ben comprendere come la pubblica amministrazione, in forza dei principi costituzionali di non discriminazione, di parità di trattamento e di buon andamento dell’attività amministrativa, solo per citarne alcuni, è chiamata in modo sempre più pressante ad individuare i percorsi e i metodi più adeguati a realizzare finalità di interesse generale attraverso il coinvolgimento di una ampia gamma di soggetti giuridici non profit. Leggi >

Anziani

Il Recovery plan per avviare la riforma

Il Network Non Autosufficienza ha reso nota una nuova, e più dettagliata, versione della propria proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al fine di avviare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Il progetto è sostenuto – per adesso – da Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – AIMA, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Detenuti e prigioni

Ripercorrere i problemi della giustizia italiana richiede necessariamente di parlare anche della situazione delle carceri italiane. È un argomento assai triste in sé. Ma lo è anche perché, assieme alla situazione pessima della giustizia civile, il sistema carcerario italiano è l’altro anello più o meno ottocentesco della catena della giustizia nel nostro Paese. Il Consiglio Europeo e la Corte Europea dei diritti umani hanno più e più volte chiesto all’Italia di adeguare il sistema carcerario agli standard minimi previsti a livello europeo. Finora con poca soddisfazione. Leggi >