Sezione “Punti di vista”

Altre politiche

Benessere: una sfida ed un dovere

Il benessere è fine delle politiche ma non deve essere inteso in maniera decorativa o rituale. Per questo, bisogna considerare il benessere nella sua interezza, adottare protocolli condivisi e monitorarne l’adeguatezza. È inoltre necessario comprendere le relazioni tra i vari capitoli del benessere e riflettere sugli impatti in termini di organizzazione della pubblica amministrazione, comunicazione con i cittadini, futuro e diseguaglianze. Leggi >

Altre politiche

Demografia, benessere e città nel XXI secolo

La tensione verso il futuro in cui si inserisce la capacità delle città di produrre nuovo benessere deve inserirsi in una tripla dimensione: quella dell’inclusione rivolta a tutti i cittadini, con particolare attenzione alle categorie sociali e aree territoriali che si trovano in condizioni più svantaggiate; quella dell’integrazione virtuosa con il contesto regionale in cui la città è inserita; quella internazionale che prevede confronto e collaborazione continua con le realtà urbane più avanzate europee e mondiali. Leggi >

Politiche e governo del welfare

La non autosufficienza riguarda il servizio sanitario nazionale?

La domanda del titolo pare condurre ad un’ovvia risposta positiva, non foss’altro perché da sempre ci sono nel sistema sanitario sia professioni (come la geriatria o la psichiatria) sia servizi, che di non autosufficienza si occupano. Ma merita chiarire, perché vorremmo discutere degli interventi per la tutela di chi non è autosufficiente nelle funzioni della vita quotidiana: per la cura di sé e per la cura dell’ambiente. Non quindi degli interventi di natura esclusivamente sanitaria, né solo di assistenza sociale. È persino banale ricordare che senza questi supporti, quando la persona non è autonoma, è inutile anche una consistente assistenza sanitaria al domicilio. Ed altrettanto banale è ricordare come l’aumento di persone (prevalentemente anziane) con questi bisogni mette in crisi le risposte del welfare, e produce sofferenze nelle famiglie che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili. Dunque vorremmo discutere di un ruolo del SSN non solo nel costruire interventi/percorsi coordinati con altri (come quelli socio-assistenziali), ma nell’assumere meglio titolarietà primaria della competenza nella tutela dei non autosufficienti, e dei conseguenti impegni di spesa. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il salario minimo in Italia. Possibili effetti sui costi e sui beneficiari

Il Punto di Welforum Nel vivace recente dibattito sull’introduzione del salario minimo legale (SML) in Italia sono emerse numerose chiavi di lettura, accanto ad elementi e criteri di valutazione vari ed eterogenei, che attengono a diverse sfere del lavoro. Tra le questioni in gioco vanno segnalati aspetti legati al sistema di relazioni industriali, ai costi stimati per le imprese dovuti all’adeguamento al minimo fissato e alle possibili reazioni della domanda di lavoro all’introduzione di un tetto minimo salariale. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Note a margine delle attuali proposte sul salario minimo: il parere di Cisl

Il Punto di Welforum Parlare di contrasto alla povertà o anche soltanto di innalzamento di salari bassi attraverso una azione legislativa sul livello minimo retributivo orario, definendo una cifra senza riferimenti analitici di contesto e di merito, a nostro avviso è estremamente riduttivo e rischia di essere fuorviante rispetto ai veri problemi che riguardano invece il tema del salario che ha la necessità di essere affrontato in un quadro molto più ampio di interventi volto ad affrontare la “questione salariale” dentro una più ampia politica dei redditi che interessa le persone, le famiglie. Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, anzi un tale approccio crea ulteriori squilibri e produrre effetti indesiderati. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Note a margine delle attuali proposte sul salario minimo: il parere di Cgil

Il Punto di Welforum La questione salariale è ormai riconosciuta come tale da tutti gli attori istituzionali, italiani ed europei. Si tratta di una questione che incrocia il tema più generale del contrasto alle forme di povertà; povertà vecchie e nuove, quali sono le condizioni di povertà in cui versa un segmento di persone che pur risulta essere occupato. Qui, la questione della povertà non richiama il tema di forme di sostegno al reddito nei casi di assenza di lavoro (per intenderci, il reddito di cittadinanza, comunque inteso) ma richiama il tema dei livelli salariali che sovente sono talmente bassi da provocare oggettivamente un problema sociale, oltre che economico. Leggi >

Altre politiche

La Summer School sul benessere e la sostenibilità delle città

Nell’ambito della collaborazione fra Welforum e la Summer School di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città, promossa da ASviS e da Milano2046, pubblichiamo tre contributi che mettono a fuoco alcune delle sfide che la nostra società si trova ad affrontare e le opportunità di una pianificazione di lungo periodo, che vede le città come protagoniste attive. Partiremo con l’articolo di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune di Milano, che descrive gli obiettivi di Milano2046 e della Summer school tenutasi a settembre, per poi proseguire con un intervento di Alessandro Rosina, che illustra le sfide sociali che i cambiamenti demografici pongono alla programmazione delle politiche pubbliche, concludendo infine con un contributo di Sergio Sorgi, che propone 7 passi per il perseguimento del benessere sociale. Leggi >

Terzo settore

Valutare l’impatto del volontariato è possibile?

È bene precisare, come chiarito dal DM 23/2019, che “la valutazione dell’impatto sociale degli Enti di Terzo settore ha per oggetto gli effetti conseguiti dalle attività di interesse generale da essi svolte”. Tuttavia, non esisteste un modus operandi univoco per la misurazione degli effetti sociali conseguiti, ma, al contrario, il DM 23/2019 riconosce l’esistenza (nonché la facoltà di scelta per ciascun Ente) di diversi approcci per misurare l’impatto sociale, che potrebbero (e/o dovrebbero) variare in base al tipo di attività e/o progetto svolto da ciascun ente del Terzo Settore. Il DM 23/2019 fissa, però, principi e contenuti minimi comuni ai sistemi di valutazione. Avute le indicazioni ministeriali, gli Enti del Terzo settore dovrebbero iniziare a interrogarsi su quali strumenti possono essere loro utili per auto (ed etero) valutarsi nell’ottica della creazione del valore sociale, patrimonio collettivo e capitale della collettività. Leggi >

Terzo settore

Se si valutassero le valutazioni di impatto…

Oggi, che l’idea di valutazione di impatto sociale sta prendendo piede al punto di essere diventata quasi un obbligo per progetti ed organizzazioni del Terzo settore, se si valutassero, in una sorta di meta valutazione, le esperienze di valutazione di impatto confrontando metodologie, risultati ottenuti e indicazioni di sviluppo e cambiamento che queste producono, credo che ci troveremmo spesso a constatare che “il re è nudo”, ovvero che nonostante la denominazione roboante, di valutazione di impatto se ne faccia ben poca. Da circa 25 anni sono impegnato a realizzare ricerche valutative nel campo degli interventi e delle politiche sociali e ho la netta sensazione che in molti casi chi è impegnato a fare (per obblighi contrattuali) valutazioni di impatto di progetti complessi, quantitativamente e qualitativamente articolati, spesso chiami “valutazioni di impatto” ciò che anni fa chiamavamo semplicemente “valutazione”… Leggi >

Migrazioni

Tutela dell’ambiente e difesa dell’accoglienza dei migranti: due battaglie giuste ma distinte

L’allarme per il cambiamento climatico è stato rilanciato recentemente da un rapporto dell’ICCP, l’agenzia dell’ONU preposta al tema. Il rapporto sottolinea che il cambiamento climatico sta minacciando tutti e quattro i pilastri della sicurezza alimentare: la disponibilità di cibo, l’accesso, l’utilizzo e la stabilità. Ma la divulgazione del rapporto ha fatto ricorso a una narrativa ormai invalsa quando si parla di cambiamento climatico, disegnando scenari di guerre e soprattutto di apocalittiche migrazioni per cause ambientali. Il nesso sembra logico e difficilmente contestabile. Ma in realtà la questione è un po’ più complessa. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Nasce l’Alleanza per l’Infanzia

Il calo demografico, la povertà delle famiglie con minori a carico, la povertà educativa sono fenomeni in crescita nel nostro paese, ai quali è urgente rispondere con misure adeguate. Per richiamare l’attenzione dei decisori su questi temi è nata l’Alleanza per l’Infanzia. I soggetti promotori, appartenenti al terzo settore, alla società civile e al mondo della ricerca, intendono sensibilizzare e fare pressione sulla politica, sulle imprese e sulle comunità locali, perché si costruiscano condizioni più favorevoli a bambini/e, ragazzi/e e alle loro famiglie. Welforum seguirà con continuità le proposte e le iniziative dell’Alleanza per l’Infanzia, che toccano snodi cruciali per una maggiore appropriatezza delle politiche sociali in Italia. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Alleanza per l’Infanzia sulle proposte di legge a sostegno delle famiglie

Pubblichiamo il parere dell’Alleanza per l’Infanzia sul DDL Del Rio e altri sul riordino del sostegno economico alle famiglie con figli (verso l’assegno unico), sulle disposizioni a favore delle famiglie contenute nel Disegno di Legge di Bilancio per il 2020, e sulle possibili relazioni tra i due dispositivi. L’Alleanza per l’Infanzia è stata recentemente costituita da soggetti dell’associazionismo, della società civile, della ricerca, al fine di sensibilizzare in merito all’urgenza di introdurre adeguate misure a contrasto della denatalità, della povertà infantile e della povertà educativa. Leggi >