Segnalazioni nella sezione “Punti di vista”

Istituzioni e governance

Che cos’è la cittadinanza attiva?

Il concetto di cittadinanza attiva, ormai fatto proprio da istituzioni, organizzazioni della società civile, comunità scientifiche e sistema dei media, può essere considerato una delle espressioni-chiave del discorso sulla partecipazione dei cittadini alla vita civile. Ma cosa si intende con questa precisa espressione? Su La rivista de Il Mulino Giovanni Moro offre interessanti spunti di riflessione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Abbassare l’età imputabile, una proposta infondata e pericolosa

Un disegno di legge prevede di abbassare l’età imputabile dai 14 ai 12 anni, sulla base di una supposta emergenza criminale tra i minori. Liviana Marelli, responsabile Infanzia e adolescenza del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, nel suo intervento per RedattoreSociale sottolinea come si tratti di un provvedimento nato da alcuni episodi che hanno avuto grande risalto sui media, e non da una reale emergenza, smentita dai dati. Aggiunge, inoltre, che tali avvenimenti denunciano piuttosto una grave assenza o insufficienza di politiche sociali a sostegno delle famiglie, delle comunità locali, delle scuole e degli enti di formazione.

Povertà e disuguaglianze

RdC: memorie presentate alle Commissioni riunite della Camera dei Deputati

L’elenco delle memorie presentate alle Commissioni riunite della Camera dei Deputati XI (Lavoro pubblico e privato) e XII (Affari sociali), in occasione delle audizioni sul Disegno di legge AC 1637 per la conversione in legge del DL 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni:

Le memorie presentate alla XI Commissione Lavoro del Senato della Repubblica sono raccolte nel nuovo Punto di Welforum.

Migrazioni

L’importanza dell’accoglienza nelle aree interne

Ad oggi buona parte dei progetti del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) insiste su territori classificabili come aree interne, ossia aree marginali rispetto ai centri produttivi e di servizi del territorio italiano. Secondo alcuni responsabili di Cittalia di Anci, la presenza di tali interventi rappresenterebbe un’opportunità di crescita e sviluppo sia per il territorio che per la popolazione residente, favorendo lo sviluppo locale mediante la messa in rete degli attori.

Leggi su Percorsi di SecondoWelfare il contributo di Nicolò Marchesini, Monia Giovannetti e Luca Pacini.

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Cittadinanza non fa i conti con i differenziali territoriali

Gianfranco Cerea, noto professore dell’Università di Trento, approfondisce su LaVoce, il tema degli squilibri territoriali connessi al Reddito di Cittadinanza. La nuova misura prevede importi uniformi in tutta Italia, ma come sappiamo la soglia di povertà assoluta varia di molto da Nord a Sud. Per far sì che il beneficio possa avere degli effetti correlati ai differenti livelli di bisogno occorrerebbe differenziare per lo meno gli importi della componente a copertura delle spese per l’affitto, facendo riferimento ad esempio ai dati dell’Istat o a quelli dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Altro articolo de LaVoce che torna sulla questione dei differenziali territoriali è quello di Carlo Hanau che qui linkiamo.

Persone con disabilità

Dalla logica dei bisogni a quella dei diritti

Per un decisivo passaggio dalla logica dei bisogni alla logica dei diritti nella progettazione degli interventi per le persone con disabilità, attraverso un percorso – unitario, certo, rassicurante e condiviso – per il “Dopo di Noi”. Fausto Giancaterina lo disegna in un articolo calato nell’esperienza in Regione Lazio.

Persone con disabilità

Reddito di cittadinanza, disabilità e famiglie caregiver

Individuare la “famiglia” come beneficiario è corretto per definire i Livelli Essenziali. Per questo occorre considerare, tra le condizioni di fragilità, la presenza nel nucleo di una persona con disabilità, a prescindere dalle condizioni reddituali. Il Decreto sul RdC non considera questa prospettiva. L’articolo di Sara Bonanno su Superando.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Le raccomandazioni dell’ONU all’Italia sui diritti dell’infanzia

L’ONU ha pubblicato un documento di analisi degli avanzamenti e delle criticità del nostro paese rispetto all’applicazione della CRC (Convention on the Rights of the Child). Se alcune leggi hanno rappresentato un significativo passo avanti, per esempio in materia di cyber-bullismo o di protezione dei minori non accompagnati, d’altra parte l’Organizzazione richiama l’attenzione dell’Italia sul tema delle risorse destinate all’infanzia, della non-discriminazione, delle condizioni degli immigrati e dei richiedenti asilo. Da superare, infine, anche le forti disparità regionali nell’accesso ai servizi sanitari e scolastici.

Migrazioni

Da giugno 2018 ad oggi 40 mila irregolari in più

“Nel 2018 ci sono stati meno morti, 23.370 sbarchi contro i 119.369 dell’anno precedente […] Per la prima volta dopo anni, i rimpatri sono superiori agli arrivi […] Nel 2018 gli immigrati in accoglienza erano 183 mila, oggi scesi a 133 mila” queste le parole del Ministro dell’Interno in una lettera al Corriere della sera. Quanto di ciò che dice è vero e quanto è pura propaganda? Su Vita Riccardo Bonacina ne realizza un fact checking punto per punto, smentendo buona parte delle affermazioni.

Leggi, sempre su Vita, il commento alle analisi effettuate dall’Ispi su tale tema.

Migrazioni

Le cifre dell’accoglienza in Italia

Su LaVoce Alfonso Langastro e Mariasole Lisciandro riflettono sul complesso sistema di accoglienza dei richiedenti asilo nel nostro Paese. Con il Decreto Salvini le risorse destinate all’accoglienza sono state progressivamente ridotte senza ottimizzare i processi esistenti, a discapito di una reale possibilità di integrazione degli stranieri. Quali sono le differenze tra Cpa, Cara, Cas e Sprar? Quante persone vi sono accolte?

Sul tema si veda anche l’articolo di Maurizio Ambrosini e Chiara Marchetti sempre su LaVoce.