Segnalazioni nella sezione “Punti di vista”

Migrazioni

Il percorso ad ostacoli della cittadinanza

Su Neodemos Gianpiero Dalla Zuanna e Navneet Kaur riflettono su come molte delle difficoltà che incontrano gli stranieri per accedere alla cittadinanza italiana possano essere attenuate attraverso alcuni semplici ritocchi alla legge vigente. Ad esempio, si potrebbe portare a otto gli anni il tempo di residenza richiesto per far domanda di cittadinanza (al posto dei 10 attuali) e dopo due anni si potrebbe introdurre il silenzio-assenso, come avviene in Germania. In questo modo la cittadinanza potrebbe arrivare dopo dieci anni effettivi di residenza permanente (al posto dei 14 attuali) e i minori potrebbero riceverla per trasmissione dei genitori, dopo un tempo di residenza allineato a quello degli altri paesi europei.

Migrazioni

Braccia contro frane

L’Italia, territorio dissestato e ad alto rischio idro-geologico, ha un disperato bisogno di lavoro. Lavoro umile, ma socialmente utilissimo. Su Neodemos Ferruccio Pastore auspica l’avvio di un programma che si avvalga dell’apporto sistematico, guidato e professionalizzante per richiedenti asilo, migranti umanitari e rifugiati, a cui il nostro Paese, volente o nolente, sta offrendo un approdo. In questo modo il lavoro immigrato potrebbe contribuire (di più) all’interesse nazionale.

Altre politiche

SSN: il diritto e il rovescio

Su SaluteInternazionale Gavino Maciocco riflette sull’affermazione di Corrado Formigli in occasione del primo convegno nazionale dell’associazione Salute Diritto Fondamentale: “Il Servizio sanitario nazionale non rappresenta più il primo riferimento, la prima risposta per il bisogno dei cittadini”. Perché non offre quello di cui maggiormente soffrono i cittadini italiani, ovvero la mancanza di punti di riferimento e di un’efficace presa in carico, che sia in grado di garantire al paziente il coordinamento, la continuità e la proattività delle cure, l’integrazione tra medico di famiglia, infermieri, specialisti e operatori sociali.

Altre politiche

Contro la fabbrica dei luoghi comuni sul lavoro

Su la rivista de Il Mulino Valerio De Stefano riflette sugli stereotipi e luoghi comuni sul lavoro, partendo da alcune recenti dichiarazioni di politici ed esperti in materia. Per porre fine a tale circolo, l’autore sottolinea la necessità da parte di ricercatori, ma anche giornalisti, editorialisti e politici, di astenersi dal propagare narrazioni solo perché confermano quello di cui sono convinti. In assenza di questo atteggiamento, ci si deve inevitabilmente rassegnare ad un dibattito sterile senza trovare una reale soluzione ai problemi che lavoratori, sindacati e imprese affrontano ogni giorno.

Migrazioni

C’è persino chi rifiuta i fondi per l’integrazione

Su LaVoce Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin riflettono sulle risorse finanziare che il nostro Paese dedica all’integrazione degli stranieri. Le risorse riservate dai comuni alle politiche di questo tipo sono particolarmente scarse: circa 340 milioni di euro nel 2016, pari al 4,8% delle loro spese sociali, in buona parte assorbite dalla gestione dell’accoglienza. Sempre più spesso oggi si cade nell’equivoco che i soldi spesi per l’integrazione degli immigrati siano soldi “per gli immigrati”, dimenticando che invece queste politiche favoriscono il finanziamento di servizi e professionalità del territorio (educatori, insegnanti o formatori), sostenendo la convivenza e quindi l’intera comunità.

Povertà e disuguaglianze

Una rivoluzione per il mercato del lavoro: il payoff sparito del Reddito di Cittadinanza

L’enfasi lavoristica martellante delle prime fasi di introduzione del Reddito di Cittadinanza sembra essersi un po’ sopita. Lo stesso Presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha recentemente sottolineato la valenza della misura nel ridurre l’intensità della povertà piuttosto che nel garantire l’inserimento nel mercato del lavoro. Il trade off tra opportunità di inclusione lavorativa e lotta all’esclusione sociale è al centro dell’articolo di Sara del Carli su Vita del 13 novembre scorso. La consapevolezza che considerare il Reddito di Cittadinanza una misura di politica attiva del lavoro sia un grave errore di politica pubblica è una convinzione della redazione di welforum.it da diverso tempo. Per approfondimenti si rimanda all’articolo di Mesini e Medicina del novembre 2018.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Un difficile equilibrio

Alessandra Casarico e Salvatore Lattanzio, nell’articolo per LaVoce, sottolineano l’inadeguatezza di alcune misure, come il bonus nido, di fronte a un problema strutturale di mancanza di servizi di cura. In particolare, gli autori sottolineano le difficoltà di conciliazione dei genitori con bambini molto piccoli: i servizi di cura nei primi anni di vita sono fondamentali per l’investimento in capitale umano e anche per evitare che la momentanea interruzione non si trasformi in un’uscita definitiva dal mercato del lavoro, soprattutto per le donne.

Anziani

Acrobazie fiscali: i lavoratori domestici e gli 80 euro

Su LaVoce Edoardo Di Porto e Silvia Vannutelli presentano un interessante contributo che valuta le conseguenze legate alla possibilità di estendere il bonus di 80 euro ai lavoratori domestici, in termini di emersione dal lavoro nero. Domestici che, considerati dal fisco lavoratori dipendenti, tendono ad adottare comportamenti economici simili agli autonomi. Possono evadere più facilmente, ma con gli incentivi “giusti” pagano di più le tasse. Ne è prova la loro reazione al bonus di 80 euro.

Anziani

Silver economy: non una questione di se, ma di quanto e come

Che la Silver Economy sia uno dei temi-chiave del futuro non è più una questione di se, ma di quanto e di come. Su Il Punto Pensioni&Lavoro Giovanni Gazzoli presenta, a partire da dati demografici attuali e in proiezione, un interessante contributo sulle esigenze e bisogni delle persone che stanno vivendo una “seconda giovinezza” o una “terza età”. La Commissione Europea sta lavorando a una roadmap sul Silver Tourism che aiuti le aziende nell’agguantare l’opportunità di crescita: questi implica rispondere ai bisogni di migliori infrastrutture, trasporti accessibili – specialmente a cavallo dei confini nazionali – hotel age-friendly e soluzioni tecnologiche inclusive, o anche solo l’inclusione di una specifica assistenza medica nei pacchetti di viaggio.

Famiglia, infanzia e adolescenza

E se il bonus nido andasse ai Comuni?

La misura del bonus nido, per come è attualmente proposta nella Legge di Bilancio per il 2020, non risolve la mancanza di posti nei servizi per la primissima infanzia, e lascia anche parte delle risorse inutilizzate poiché la cifra allocata è superiore a quella spesa dalle famiglie con reddito medio-basso che potranno usufruire del bonus. Massimo Baldini e Andrea Barigazzi discutono del malfunzionamento del bonus nido nel loro articolo per LaVoce utilizzando l’esempio dell’Emilia Romagna e propongono come alternativa il trasferimento del bonus ai comuni. In tal modo le risorse potrebbero essere utilizzate per ampliare il servizio e ne gioverebbero anche i comuni in cui attualmente non vi sono nidi.

Famiglia, infanzia e adolescenza

I diritti dei minori compiono 30 anni

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza compie 30 anni. Sara De Carli nel suo contributo per Vita riassume gli interventi più incisivi della giornata dedicata a tale ricorrenza, intitolata “Diritti in crescita”, ad indicare l’evoluzione e i cambiamenti che hanno interessato i bambini e i giovani nel corso di questi trent’anni. Per approfondimenti ulteriori si veda anche il decimo rapporto di aggiornamento a cura del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Gruppo CRC).

Altre politiche

25 novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 28 Novembre ha avuto luogo a Roma il convegno dal titolo “Ora che sappiamo. La violenza contro le donne riguarda tutti”, organizzato dal Coordinamento Donne Acli. Vita riporta l’intervento di Agnese Ranghelli, responsabile del Coordinamento, che evidenza un cambiamento nelle forme di violenza contro le donne. Anche Actionaid nel suo contributo riporta l’attenzione sulla diffusione del fenomeno e sulla sua manifestazione soprattutto tra le mura domestiche.