Segnalazioni nella sezione “Punti di vista”

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza: un meccanismo sfuggito di mano

Gaetano Proto, in un recente articolo su LaVoce, torna sul tema della penalizzazione delle famiglie con minori da parte del Reddito di Cittadinanza, su cui già si era espressa tempo fa su Welforum Chiara Saraceno. Come sappiamo la scala di equivalenza prevista nel meccanismo di calcolo della nuova misura risulta decisamente più sfavorevole dell’ormai collaudata scala ISEE. Quello che sostiene l’autore è che oltre ad una minore valorizzazione dei componenti minorenni nel nucleo, il fatto di avere inserito un ‘massimale’ nella scala penalizza particolarmente, ed anche dal punto di vista reddituale, le famiglie numerose, cioè quelle che in teoria dovrebbero essere più tutelate dal provvedimento.

Povertà e disuguaglianze

La dimanica della disuguaglianza in Italia dagli anni ’80 ad oggi

Negli ultimi decenni l’Italia, al pari degli altri Paesi Occidentali, ha registrato un forte aumento nella disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che ha sicuramente contribuito ad acuire le disuguaglianze. Sul Menabò di Etica ed Economia Giovanni Gallo, ricercatore presso l’INAPP e membro del CAPP, fornisce alcune evidenze e confronti tra paesi a partire dai dati messi del World Inequality Database (WID), uno degli archivi più estesi sull’evoluzione storica della distribuzione mondiale dei redditi e delle ricchezze. Quello che emerge chiaramente dai dati è ad esempio che nel 2016 il 10% più ricco della popolazione deteneva il 29% del reddito lordo totale (contro il 23% del 1980), mentre il 50% più povero concentrava solo il 24% del reddito (contro il 50% di ventisei anni prima).

Persone con disabilità

Disabilità, termometro di innovazione

Le persone con disabilità sono un peso sociale o una risorsa? Valutare il contributo che le persone con disabilità possono dare è un tema che interroga le nostre società. L’editoriale di Giampiero Griffo, coordinatore del CTS – Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, sul numero di aprile del megazine Vita.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Sulle conseguenze della denatalità

Molti studi si sono concentrati sulle cause della denatalità mettendo in luce la rilevanza delle variabili economiche nella decisione di avere o meno dei figli e sulla loro numerosità. Ma quali sarebbero invece le conseguenze a lungo termine della denatalità? Maurizio Franzini nell’articolo per Menabò di Etica ed Economia si sofferma sul legame tra invecchiamento della popolazione e innovazione, e sul perverso intreccio tra denatalità e produttività. L’invecchiamento della popolazione non metterebbe, infatti, alla prova solo il sistema pensionistico, ma l’intero sistema di produzione di beni e di servizi.

Istituzioni e governance

Integrazione sociosanitaria: quello che c’è e quello che non c’è

È stato dimostrato che il risultato migliore delle cure si realizza quando le diverse professioni sanitarie e sociali concorrono alla gestione dei pazienti cronici con un approccio pianificato, multidisciplinare ed olistico. A tal fine è necessario garantire continuità assistenziale e servizi integrati. Qual è la situazione del nostro Paese? La riflessione di Franco Pesaresi.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Conciliare vita e lavoro

I “Progetti formativi personalizzati con budget educativi” mirano ad ampliare e migliorare le opportunità educative per i ragazzi di specifici territori. In linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, tramite budget personalizzati, i ragazzi avranno accesso a maggiori chance di cultura e socialità. La novità di tale progetto consiste soprattutto nella volontà di collegare lo sviluppo sociale e psicofisico dei ragazzi e lo sviluppo del territorio. Gigliola Alfaro riporta per SIR l’intervista ad Angelo Moretti, coordinatore del progetto, e Angelo Righetti, direttore scientifico.

Migrazioni

Più che lo ius soli conta lo ius culturae

Degli oltre 60 milioni di persone che abitano il nostro Paese e che fanno strutturalmente parte della popolazione residente italiana, più di 5 milioni sono straniere, di cui oltre un milione minorenni. Ma il paese di nascita prevalente tra chi oggi è straniero in Italia è proprio l’Italia stessa. Si tratta dei membri delle cosiddette “seconde generazioni”: stranieri per legge ma non di fatto, perché è questo spesso l’unico paese che conoscono e l’italiano è la lingua che meglio sanno parlare. Su LaVoce Alessandro Rosina affronta il tema della cittadinanza, concentrandosi soprattutto sulla promozione dello ius culturae che, a differenza dello ius soli che assegna la cittadinanza alla nascita, ne condiziona la richiesta all’aver superato almeno un ciclo scolastico.

Sul tema dello ius culturae leggi anche l’articolo di Maurizio Ambrosini pubblicato su LaVoce.

Terzo settore

Le piattaforme digitali possono insegnare qualcosa al Terzo settore?

Interessante articolo di Marta Mainieri su Vita: le piattaforme digitali (quelle a cui ci si rivolge per trovare ospitalità quando si viaggia, un passaggio, o altro), spesso oggi al centro di polemiche per l’utilizzo dei dati personali, per il loro assetto proprietario e talvolta per l’assenza di garanzie offerte ai lavoratori, hanno, secondo l’autrice, anche alcune cose da insegnare al Terzo settore. L’utilizzo di dati, se corretto, è un modo per “ascoltare” i bisogni; spesso queste piattaforme riescono a “creare comunità” – uno degli intenti che il Terzo settore persegue. sono alla costante ricerca di modalità che favoriscano la loro usabilità, sanno spesso costruire una narrazione positiva della condivisione e creano fiducia. Tutti elementi sui quali il Terzo settore può trovare sintonie e spunti di riflessione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La genitorialità compartecipata secondo Pillon

Il DDL Pillon promuove la genitorialità compartecipata, vale a dire il superamento della figura del genitore affidatario principale. Due sono le principali misure proposte dal decreto: l’obbligo di doppio domicilio e il mantenimento in forma diretta da parte di entrambi. L’articolo di Brugiavini e Macchioni Giaquinto su LaVoce mette in luce come l’obiettivo della parità dei genitori nel caso di una separazione sia perseguito in realtà in un contesto di disuguaglianza di genere, sia sul mercato del lavoro che all’interno della famiglia ed arrivi, quindi, a nuocere ancora una volta alle donne. Il DDL Pillon sembra infatti ignorare i gravi squilibri di genere che caratterizzano la società italiana. Se si vuole promuovere la genitorialità compartecipata, occorre promuovere anche l’indipendenza di entrambi i genitori e l’uguaglianza quando la famiglia è ancora in essere.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Quello che serve davvero alle famiglie

In Italia le politiche di sostegno alle famiglie sono sempre state scarse, marginali e frammentarie. Su LaVoce Chiara Saraceno riflette sui bisogni delle famiglie, sottolineando la necessità di rendere maggiormente agevole la combinazione tra occupazione e maternità, incoraggiando anche un più ampio coinvolgimento dei padri. Oltre ad intervenire sui servizi e sull’organizzazione del lavoro, secondo l’autrice risulta prioritario mettere ordine nel frammentato complesso di trasferimenti monetari esistenti (assegno al nucleo famigliare, assegno per il terzo figlio, detrazioni fiscali per figli a carico, bonus bebé) in favore dell’istituzione di un unico trasferimento, eventualmente commisurato al reddito famigliare, che sia in grado di produrre maggiore equità ed efficienza.

Migrazioni

Quell’umanità perduta nella “guerra” ai migranti

Su LaVoce Maurizio Ambrosini riflette sugli effetti che il Decreto Salvini sta avendo sull’accoglienza dei migranti nel nostro Paese, tra cui la nascita di sempre più numerose risposte informali di intervento. Secondo l’autore è quanto mai opportuno tornare a un mondo in cui accogliere le persone e sostenere chi chiede aiuto costituisce una semplice espressione di umanità.

Anziani

Anziani sempre più giovanili

A pochi giorni dall’annuncio dell’Istat di un ulteriore allungamento delle speranze di vita in Italia, è opportuno domandarsi se la quantità degli anni e la loro qualità stiano andando a braccetto. Su Neodemos Vittorio Filippi ci mette in guardia da interpretazioni superficiali, che non cogliendo la complessità del fenomeno dell’invecchiamento potrebbero condurre a scelte infelici sul piano delle politiche sanitarie e previdenziali.