Segnalazioni nella sezione “Punti di vista”

Famiglia, infanzia e adolescenza

In attesa del Family Act

Avere figli in Italia sembra diventare sempre più difficile a causa di un mercato del lavoro discriminatorio nei confronti delle donne e della scarsa efficacia delle misure esistenti per la conciliazione, soprattutto a causa della loro frammentarietà. In questo articolo per LaVoce Chiara Saraceno si augura che il governo vada oltre la retorica sulla famiglia e prenda sul serio la proposta del Family Act della ministra Elena Bonetti, nella speranza che si tratti di un disegno effettivamente comprensivo e strutturato. Un articolo del Redattore Sociale sottolinea come tale riforma rischi, però, di essere minacciata dai dissapori all’interno del Governo e vedere, di conseguenza, deluse le speranze delle famiglie.

Povertà e disuguaglianze

Le tante Italie della diseguaglianza

Massimo Baldini e Francesca Patriarca su LaVoce approfondiscono il tema delle diseguaglianze a partire dall’analisi dei dati di reddito disponibile familiare, disaggregati per regione. Non c’è più solo lo storico divario Nord-Sud Italia. Ora emerge anche quello tra Est e Ovest, perché la crisi ha accentuato le disuguaglianze nelle regioni più fragili, ma in modo diverso tra aree adriatiche e tirreniche. Tra le regioni più diseguali c’è il Lazio che in quanto a concentrazione dei redditi è secondo solo alla Sicilia.

Migrazioni

Diamo vera cittadinanza agli stranieri

In Italia le regole relative alla cittadinanza sono le più restrittive dell’Europa occidentale. Nonostante questo, i nuovi italiani sono in aumento: 112.500 nel 2018. Su LaVoce Maurizio Ambrosini riflette sul tema della cittadinanza, auspicando per il nostro Paese un impegno a “trasformare la cittadinanza legale in una cittadinanza sostanziale”.

Altre politiche

OMS: Obiettivi di salute 2030

Elevare l’attenzione sulla salute nel dibattito sul clima, garantire salute in occasione di conflitti e crisi, rendere più equa l’assistenza sanitaria, ampliare l’accesso ai medicinali. Sono solo alcune delle sfide per la salute individuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per i prossimi 10 anni. Il 2030 sarà infatti un anno-traguardo per molti target di salute fissati dai Sustainable Development Goals dell’ONU.

Approfondisci la notizia sul sito dell’OMS.

Povertà e disuguaglianze

Fabrizio Barca: più giustizia sociale per cambiare rotta

È stato recentemente pubblicato il nuovo libro di Fabrizio Barca, economista, esperto di politiche di sviluppo territoriale, presidente del Comitato per le politiche territoriali dell’Ocse dal 1999 al 2006, e Ministro per la Coesione territoriale dal 2011 al 2013. Il volume analizza sapientemente, anche in termini storico evolutivi, il concetto di disuguaglianza e le sue determinanti. Solo con una base di conoscenza condivisa e diffusa – afferma Barca – è possibile cambiare rotta e combattere le diversità sociali nel nostro paese.

Povertà e disuguaglianze

Cos’è diventato in concreto il Reddito di Cittadinanza

Su LaVoce Cristiano Gori riflette sulle divergenze tra la campagna mediatica costruita intorno al Reddito di Cittadinanza e la sua effettiva essenza. Nell’applicazione della misura, le eccessive aspettative iniziali di inserimento occupazionale e la grande enfasi lavoristica si sono via via smorzate. E anche se oggi il M5s sta difendendo il RdC per quello che è realmente – un contributo economico che assicura un insieme di servizi, sociali e per l’occupazione, che possono aiutare oltre 2 milioni di persone a migliorare la propria esistenza – è difficile cancellare la martellante campagna comunicativa che, per un anno, ha trascurato il fatto che numerosi poveri non sono nelle condizioni di lavorare e che, se anche lo fossero, le offerte d’impiego devono effettivamente esistere. Tra l’opinione pubblica si sta diffondendo la percezione dell’insuccesso della misura, e a farne le spese sono, ancora una volta, i poveri.

Terzo settore

Coprogettazione tra competizione e collaborazione

Pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare un contributo di Flaviano Zandonai che esplora la relazione tra coprogettazione e competizione. L’articolo sostiene che la coprogettazione richiede di fare i conti anche con forme di competizione e non solo orientamenti collaborativi: dalla competizione per essere ammessi ai tavoli e le dinamiche che si instaurano con la pubblica amministrazione. In generale l’autore si concentra sul nodo costituito dalla necessità di delineare regole costitutive dei tavoli che consentano la collaborazione in un contesto, come quello dell’innovazione, che spesso rappresenta un fronte sensibile per la competizione tra imprese.

Migrazioni

Il percorso ad ostacoli della cittadinanza

Su Neodemos Gianpiero Dalla Zuanna e Navneet Kaur riflettono su come molte delle difficoltà che incontrano gli stranieri per accedere alla cittadinanza italiana possano essere attenuate attraverso alcuni semplici ritocchi alla legge vigente. Ad esempio, si potrebbe portare a otto gli anni il tempo di residenza richiesto per far domanda di cittadinanza (al posto dei 10 attuali) e dopo due anni si potrebbe introdurre il silenzio-assenso, come avviene in Germania. In questo modo la cittadinanza potrebbe arrivare dopo dieci anni effettivi di residenza permanente (al posto dei 14 attuali) e i minori potrebbero riceverla per trasmissione dei genitori, dopo un tempo di residenza allineato a quello degli altri paesi europei.

Migrazioni

Braccia contro frane

L’Italia, territorio dissestato e ad alto rischio idro-geologico, ha un disperato bisogno di lavoro. Lavoro umile, ma socialmente utilissimo. Su Neodemos Ferruccio Pastore auspica l’avvio di un programma che si avvalga dell’apporto sistematico, guidato e professionalizzante per richiedenti asilo, migranti umanitari e rifugiati, a cui il nostro Paese, volente o nolente, sta offrendo un approdo. In questo modo il lavoro immigrato potrebbe contribuire (di più) all’interesse nazionale.

Altre politiche

SSN: il diritto e il rovescio

Su SaluteInternazionale Gavino Maciocco riflette sull’affermazione di Corrado Formigli in occasione del primo convegno nazionale dell’associazione Salute Diritto Fondamentale: “Il Servizio sanitario nazionale non rappresenta più il primo riferimento, la prima risposta per il bisogno dei cittadini”. Perché non offre quello di cui maggiormente soffrono i cittadini italiani, ovvero la mancanza di punti di riferimento e di un’efficace presa in carico, che sia in grado di garantire al paziente il coordinamento, la continuità e la proattività delle cure, l’integrazione tra medico di famiglia, infermieri, specialisti e operatori sociali.

Altre politiche

Contro la fabbrica dei luoghi comuni sul lavoro

Su la rivista de Il Mulino Valerio De Stefano riflette sugli stereotipi e luoghi comuni sul lavoro, partendo da alcune recenti dichiarazioni di politici ed esperti in materia. Per porre fine a tale circolo, l’autore sottolinea la necessità da parte di ricercatori, ma anche giornalisti, editorialisti e politici, di astenersi dal propagare narrazioni solo perché confermano quello di cui sono convinti. In assenza di questo atteggiamento, ci si deve inevitabilmente rassegnare ad un dibattito sterile senza trovare una reale soluzione ai problemi che lavoratori, sindacati e imprese affrontano ogni giorno.

Migrazioni

C’è persino chi rifiuta i fondi per l’integrazione

Su LaVoce Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin riflettono sulle risorse finanziare che il nostro Paese dedica all’integrazione degli stranieri. Le risorse riservate dai comuni alle politiche di questo tipo sono particolarmente scarse: circa 340 milioni di euro nel 2016, pari al 4,8% delle loro spese sociali, in buona parte assorbite dalla gestione dell’accoglienza. Sempre più spesso oggi si cade nell’equivoco che i soldi spesi per l’integrazione degli immigrati siano soldi “per gli immigrati”, dimenticando che invece queste politiche favoriscono il finanziamento di servizi e professionalità del territorio (educatori, insegnanti o formatori), sostenendo la convivenza e quindi l’intera comunità.