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Politiche e governo del welfare

L’indennità di accompagnamento nel post-pandemia

L’indennità di accompagnamento è un contributo monetario erogato ad individui portatori di invalidità totale (al 100%) e permanente. La misura è stata introdotta nel 1980, ed è rimasta sostanzialmente invariata fino ad oggi. Nel 1988 è stata estesa a tutte le età. Ogni anno la somma erogata ai beneficiari viene aggiornata in base al tasso di inflazione. L’indennità fu introdotta per sostenere l’autonomia delle persone disabili, in prevalenza adulti. Con l’invecchiamento della popolazione, l’indennità è stata via via “catturata” da persone non autosufficienti di età sempre più avanzata, sino a diventare oggi la misura più diffusa di tutela della non autosufficienza delle persone anziane esistente nel nostro paese. Nel 2018 il 70% degli attuali beneficiari era rappresentato da persone oltre i 65 anni di età. Nonostante questo cambiamento radicale dell’utenza, il design istituzionale dell’indennità è rimasto uguale all’originale. Leggi >

Politiche e governo del welfare

2.3. La riforma del Long-term care e il PNRR

Il Punto di Welforum Pur senza allocare risorse finanziarie ad hoc, il PNRR sembra compiere un miracolo: fa ricomparire nell’agenda politica italiana la possibilità di una riforma per la non autosufficienza, a quasi 25 anni di distanza dalla proposta della Commissione Onofri. In questo ambito delle politiche sociali l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa. Dopo il pesantissimo tributo pagato dagli anziani nel corso della pandemia, ci pare un atto più che dovuto che il tema ritorni nell’agenda politica. Vale quindi la pena prenderne atto con un plauso al governo, attendendo ora che al pronunciamento seguano atti concreti. Leggi >

Anziani

Invecchiamento attivo: un percorso da costruire

Destinato a diventare rapidamente un tema centrale nelle politiche per la terza età, sull’invecchiamento attivo il nostro paese sconta ritardi rilevanti in termini di politiche coordinate e di funzioni facilitanti. Una prospettiva in cui vanno considerate diverse condizioni di salute per offrire anche ad individui in condizioni non buone delle valide opportunità per invecchiare in maniera attiva. Manca una legge quadro nazionale, mentre solo quattro regioni (Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Umbria) hanno una legge ad hoc. Leggi >