Segnalazioni con tag “Comuni”

Povertà e disuguaglianze

Inps: Osservatorio Reddito di Cittadinanza – Appendice Statistica aprile-dicembre 2019

L’Osservatorio statistico sul Reddito/Pensione di Cittadinanza che periodicamente fornisce le statistiche essenziali sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha pubblicato gli ultimi dati. Al 7 gennaio 2020 risultano pervenute all’Inps 1 milione e 623 mila domande, di cui il 67% accolte, il 28% respinte/cancellate ed il 5% attualmente in lavorazione. La più parte dei nuclei in carico (87,9%), corrispondenti a 916 mila, riguardano nuclei percettori del Reddito di Cittadinanza, mentre i restanti 143 mila sono nuclei percettori di Pensione di Cittadinanza. Si conferma ancora una volta la maggior concentrazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza nelle regioni del Sud e nelle Isole (61%), seguite dalle regioni del Nord, (24%) e da quelle del Centro con il 15% dei nuclei beneficiari.

Povertà e disuguaglianze

Note Ministeriali n. 9227/2019 e n. 102/2020: Piattaforma GePI e controlli anagrafici

Le modalità previste nell’ambito del Reddito di Cittadinanza per le verifiche anagrafiche sono specificate nell’Accordo Conferenza Stato Città ed Autonomie Locali dello scorso 4 luglio, integrato dalle Note Ministeriali n. 9227 del 25.10.2019 e n. 102 del 10.01.2020. Per quanto riguarda il requisito di residenza, la verifica è responsabilità del Comune di ultima residenza; se tale amministrazione è in grado di verificare solo parzialmente il requisito, si inserisce in GePI la data di ultima iscrizione ed il Comune di precedente residenza dovrà verificare a sua volta le iscrizioni nei propri elenchi anagrafici con le date di inizio e di fine, e così a ritroso fino al completamento dei periodi necessari al soddisfacimento del requisito dei 10 anni, di cui gli ultimi due continuativi.

Povertà e disuguaglianze

Inps: Osservatorio RdC – Appendice Statistica aprile-novembre 2019

L’Osservatorio statistico sul Reddito/Pensione di Cittadinanza che periodicamente fornisce le statistiche essenziali sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha pubblicato gli ultimi dati. Al 6 dicembre 2019 risultano pervenute all’Inps 1 milione e 623mila domande, di cui il 65,7% accolte ed il 7% attualmente in lavorazione. La più parte dei nuclei in carico (87,8%), corrispondenti a 890.756, riguardano nuclei percettori del Reddito di Cittadinanza, mentre i restanti 123mila sono nuclei percettori di Pensione di Cittadinanza. Si conferma ancora una volta la maggior concentrazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza nelle regioni del Sud e nelle Isole (62,2%), seguite dalle regioni del Nord, (23%), e da quelle del Centro con il 14% dei nuclei beneficiari.

In allegato l’elenco delle domande RdC/PdC presentate e accolte per Comune alla data del 5 novembre.

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza: dati Inps aggiornati ad ottobre

L’Osservatorio statistico sul Reddito/Pensione di Cittadinanza che periodicamente fornisce le statistiche essenziali sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha pubblicato gli ultimi dati riferiti al periodo aprile-settembre 2019. All’8 ottobre 2019 risultano pervenute all’Inps 1 milione e 522 mila domande, di cui il 65% accolte, l’8% attualmente in lavorazione e il 28% respinte o cancellate. Le persone che beneficiano di Reddito/Pensione di Cittadinanza sono 2,3 milioni, di questi quasi il 65% vive nel Mezzogiorno.

Povertà e disuguaglianze

Senza tetto, non senza diritti

L’Associazione Avvocato di strada ha pubblicato il Rapporto Senza tetto, non senza diritti frutto di un lavoro di ricerca su residenza anagrafica e persone senza dimora. L’indagine, svoltasi su 302 comuni italiani, ha analizzato il tema sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista pratico, con lo scopo di realizzare un vademecum fruibile da parte di volontari e operatori dei servizi rivolti a persone in povertà estrema e grave emarginazione.

Povertà e disuguaglianze

Piattaforma digitale per il Patto di Inclusione sociale: procedure di accreditamento

Al fine di consentire l’attivazione e la gestione dei Patti per il lavoro e dei Patti per l’inclusione sociale, la norma relativa al Reddito di Cittadinanza prevede l’istituzione di due piattaforme digitali, una presso l’Anpal, per il coordinamento dei Centri per l’impiego, l’altra presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per il coordinamento dei Comuni, nell’ambito del SIUSS. La seconda sarà operativa a breve e gestibile online, solo a seguito dell’accreditamento di operatori designati a livello comunale e di Ambito alla gestione dei vari moduli. La Piattaforma digitale per i Patti di Inclusione Sociale consentirà anche la gestione dei Progetti Utili alla Collettività e di effettuare i controlli sui requisiti di residenza e soggiorno.

Politiche e governo del welfare

Istat pubblica i dati sulla spesa dei Comuni per i servizi sociali nel 2016

Dal Rapporto Istat La spesa dei Comuni per i servizi sociali risulta che nel 2016 la spesa dei Comuni per i servizi sociali è stata di circa 7 miliardi e 56 milioni di euro, pari allo 0,4% del Pil nazionale, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Al Sud, in cui risiede il 23% della popolazione, si spende solo il 10% delle risorse destinate ai servizi socio-assistenziali. La principale fonte finanziaria sono le risorse proprie dei Comuni (per il 61,8%); seguono i fondi regionali per le politiche sociali (17,8%).

Politiche e governo del welfare

Le performance dei servizi comunali

I Comuni italiani hanno ridotto le proprie spese amministrative di quasi il 6% fra il 2013 e il 2015, segno di una evidente efficacia delle politiche di spending review. Questi e molti altri dati sono contenuti nel secondo Quaderno del Cnel Le performance dei servizi comunali: i servizi amministrativi e sociali nelle Regioni a statuto ordinario, curato da Emanuele Padovani. Il testo, proponendosi di misurare i livelli di prestazione delle amministrazioni comunali, misura l’efficienza e l’efficacia delle amministrazioni comunali delle Regioni a statuto ordinario.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Comuni amici della famiglia, dal Trentino alla rete nazionale

Dal 2007 esiste nella Provincia Autonoma di Trento il marchio Family, con l’obiettivo di orientare le politiche dei Comuni in ottica family friendly. Sinora più di 60 Comuni trentini hanno ottenuto la Certificazione per i Comuni amici della famiglia. Dall’estensione di questa esperienza al di fuori dei confini provinciali, è nato nel 2017 il Network nazionale dei Comuni amici della famiglia, al fine di attivare un laboratorio nazionale sulle politiche familiari, per sperimentare nuovi modelli gestionali e sostenere il capitale sociale e relazionale in una logica di sussidiarietà orizzontale. Leggi l’articolo su Percorsi di SecondoWelfare.

Politiche e governo del welfare

Anci: i Comuni della Lombardia 2018

È online il volume I Comuni della Lombardia 2018 redatto da Anci Lombardia e Ifel (Istituto per la Finanzia e l’Economia Locale, Fondazione di Anci). Il documento, prendendo come unità di rilevazione il singolo Comune, illustra le principali caratteristiche territoriali, istituzionali, economiche e socio-demografiche dei Comuni lombardi. Nella parte conclusiva, la guida si concentra su elementi quali la densità abitativa, il tasso di natalità, mortalità e incremento naturale, gli indicatori demografici, il tasso migratorio e la popolazione straniera.

Persone con disabilità

Spesa sociale dei Comuni per la disabilità, anno 2015

L’Istat ha diffuso i dati (provvisori) sulla spesa sociale dei comuni singoli o associati relativi agli anni 2014 e 2015. Nel 2015 la spesa dei Comuni per i servizi sociali, al netto del contributo degli utenti e del Servizio Sanitario Nazionale, ha quasi toccato i 7 miliardi di euro (lo 0,42% del PIL), con forti differenziazioni a livello territoriale. Il report dell’Istat e un’analisi sull’area disabilità pubblicata su Condicio.it.

Povertà e disuguaglianze

REI: passa l’emendamento che autorizza le assunzioni di assistenti sociali

Sara De Carli su Vita approfondisce la notizia circa il passaggio dell’emendamento relativo all’assunzione di assistenti sociali per l’attuazione del REI. Si tratta di un risultato sicuramente importante per il servizio sociale professionale, seppur parziale in quanto vengono autorizzate solo le assunzioni a tempo determinato e comunque nei limiti di un terzo del budget destinato al rafforzamento dei servizi per l’attuazione del REI previsto nel decreto 147.