Tag “contrasto alla povertà”

Istituzioni e governance

Come costruire il Sistema Informativo Unico dei servizi sociali (SIUSS) – Parte II

Il D.lgs 16/9/2017 n°147 (che ha istituito il Reddito di Inclusione, ReI) prevede la costruzione del “Sistema informativo unitario dei servizi sociali” (SIUSS), quale infrastruttura decisiva per migliorare gestione ed offerta dei servizi. Ma prima di occuparsi di “quali dati” raccogliere nel sistema è indispensabile riflettere sulla sua architettura, cruciale per consentire funzionalità. A questo scopo proseguiamo in una serie di articoli sul tema (qui Parte I); in questo articolo (Parte II) si discute l’interazione tra diversi sistemi e prestazioni. Leggi >

Istituzioni e governance

Come costruire il Sistema Informativo Unico dei servizi sociali (SIUSS) – Parte I

Il D.lgs 16/9/2017 n°147 (che ha istituito il Reddito di Inclusione, ReI) prevede la costruzione del “Sistema informativo unitario dei servizi sociali” (SIUSS), quale infrastruttura decisiva per migliorare gestione ed offerta dei servizi. Ma prima di occuparsi di “quali dati” raccogliere nel sistema è indispensabile riflettere sulla sua architettura, cruciale per consentire funzionalità. Iniziamo qui perciò una serie di articoli sul tema; in questo articolo (Parte I) si discute il legame con le anagrafi comunali dei residenti. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Movimenti intorno al Reddito di cittadinanza

Che il tema del contrasto alla povertà occupi ora uno spazio senza precedenti nell’agenda politica è molto importante e va ascritto a merito del Movimento 5 Stelle che lo ha inserito nel Contratto di governo e anche a Di Maio che se ne è assunto la responsabilità politica come Ministro del Lavoro. Merita quindi attenzione la mozione approvata dalla maggioranza di Governo che traccia linee per futuri interventi e in particolare per l’introduzione del Reddito di cittadinanza. Il testo della mozione richiama in apertura il Reddito di Inclusione (Rei), la misura introdotta dal governo Renzi e ampliata poi dal governo Gentiloni, riconosciuta come “misura unica nazionale di contrasto alla povertà” e come “livello essenziale delle prestazioni da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale”, ma sviluppa poi su di essa interessanti valutazioni. Leggi >

Mese sociale. Cento giorni interlocutori

E così siamo arrivati ai cento giorni del governo Conte. Sul sociale quali primi passi possiamo registrare? Finora pochi, con l’eccezione della gestione dei flussi migratori. Prendiamo in considerazione alcuni dei principali ambiti di intervento: quello dei migranti appunto, poi la riforma del terzo settore, la lotta alla povertà, la disabilità e non autosufficienza. Molti altri attendono poi di essere affrontati. Speriamo che l’attesa non sia vana. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Prove di welfare condizionale nelle misure di sostegno al reddito

La condizionalità e le sanzioni ad essa associate in caso di mancato rispetto dei vincoli previsti nel patto tra utente e sistema dei servizi sociali o del lavoro caratterizzano sempre più le nuove misure di policy dedicate al contrasto alla povertà (REI) e al sostegno al reddito in caso di perdita dell’occupazione (NASPI). Sembra dunque opportuno aprire un ragionamento di ampio respiro sull’efficacia di tali meccanismi, tenendo in considerazione anche quanto emerge da letteratura internazionale e indagini specifiche condotte in altri paesi. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Sfide e opportunità dall’introduzione del REI

È uscito, edito da Maggioli, il nuovo libro a cura di Daniela Mesini, vicedirettore di welforum.it. Ve ne proponiamo una breve presentazione.

I servizi e le professioni acquisiscono con il REI un ruolo centrale e l’inclusione delle persone e delle famiglie rappresenta la vera sfida della nuova misura e una grande opportunità per il sistema dei servizi nel suo complesso. È questo l’assunto di base del recentissimo libro curato da Daniela Mesini.

Il volume propone analisi, attenzioni attuative e indicazioni per la delicata messa in opera del Reddito di Inclusione. Spunti e riflessioni possono essere validi più in generale per l’attuazione di una politica di contrasto alla povertà che dal REI trae origine e al REI si ispira, magari ampliandolo e migliorandolo. Leggi >

Istituzioni e governance

L’auspicabile cambiamento nelle politiche sociali

Nel nostro paese in questi anni si susseguono e si confrontano con vario esito proposte di revisione del sistema pensionistico che comportano anche effetti redistributivi diretti o indiretti fra le generazioni e fra le categorie di beneficiari. Stupisce invece che a fronte del clamoroso fallimento del nostro sistema assistenziale nel contenere i più gravi effetti sociali della crisi economica la dirigenza politica non abbia finora aperto alcuna riflessione critica sulla passata e tuttora operante distribuzione dei benefici della spesa assistenziale. Certo, a fronte dell’esplodere del problema povertà si è denunciata l’assenza di una specifica protezione a questo mirata, e si sono avviati prima il SIA e poi il REI, ma con tanto ritardo e tanta difficoltà a reperire risorse che l’incidenza di queste misure è tuttora assai limitata, potremmo dire che ne beneficiano solo un quarto delle famiglie povere, e con una integrazione dei loro redditi molto molto limitata. La difficoltà a reperire risorse adeguate è anche una delle ricorrenti obiezioni alla fattibilità del Reddito di Cittadinanza, cavallo di battaglia elettorale del M5S ora assunto nel Contratto di Governo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’Assegno Unico della Provincia Autonoma di Trento: un primo bilancio

L’Assegno Unico Provinciale, attivato lo scorso ottobre, ha già raggiunto circa un quarto della popolazione trentina ed il 40% delle famiglie con minori. E’ una misura più solidale ed inclusiva di quelle che l’hanno preceduta, a detta del vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi, che il 21 giugno scorso ha presentato il primo bilancio sull’attuazione del nuovo strumento. Riportiamo di seguito il comunicato, già pubblicato sia sul sito della Provincia che su quello dell’Agenzia per la Famiglia, corredato dalle slide discusse durante la presentazione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di inclusione: la figura del manutentore di rete e coordinatore di equipe

Il D.Lgs 147, oltre ad aver istituito il Reddito di Inclusione (REI), ha investito gli Enti locali di nuovi stimoli per ripensare e riorganizzare i Servizi sociali, cui è attribuito il ruolo di regia e di promozione di una comunità protagonista e solidale. Con il “Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà” approvato lo scorso 22 marzo, le prestazioni sociali previste dal REI acquisiscono la natura di Livelli essenziali delle prestazioni: i concetti di valutazione multidimensionale e di corresponsabilità nella presa in carico tra servizi territoriali, terzo settore e famiglia, sperimentati con il programma ministeriale PIPPI e con il SIA, diventano ora un paradigma  per i Servizi sociali. Focus centrale di questo modello di welfare è la famiglia, a cui viene restituita la dignità di scegliere e di autodeterminarsi, ma anche l’onere di riassumersi la responsabilità del proprio percorso di cambiamento. Leggi >

Politiche europee

Reddito di cittadinanza e inserimento lavorativo: apprendimenti dall’Europa

Il reddito di cittadinanza previsto dal contratto di governo prevede da un lato una forte condizionalità con l’impegno attivo del beneficiario e dall’altro lo sviluppo della professionalità del lavoratore coerente con la strategia di sviluppo economico del paese. Questa seconda dimensione del programma di governo prevede un investimento di 2 miliardi di euro per la “riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego che fungeranno da catalizzatore e riconversione lavorativa dei lavoratori. L’articolo confronta questa impostazione con l’approccio e le azioni intraprese in altri paesi europei. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il rafforzamento dei servizi territoriali contro la povertà

La vera rivoluzione del ReI, oltre all’introduzione per la prima volta in Italia di una misura unitaria di contrasto alla povertà, è l’impostazione di una strategia di sviluppo del welfare territoriale finalmente in linea con lo spirito della Legge 328/2000. Sono state messe a disposizione risorse ingenti sia di fonte nazionale che europea, che mai prima d’ora erano state stanziate, a riconoscimento del ruolo centrale dei servizi e delle professioni nell’inclusione delle persone e delle loro famiglie. Il Piano Nazionale Povertà è il documento di programmazione nazionale volto ad individuare le priorità nell’utilizzo delle risorse afferenti al Fondo Povertà, cui seguiranno a breve i Piani Regionali e poi apposite sezioni dei documenti di programmazione zonale. Si aprono opportunità considerevoli ma anche sfide programmatorie, ricompositive e poi di capacità di spesa ed attuative. Ma andiamo per ordine, a partire dagli adempimenti richiesti alle Regioni. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Lotta alla povertà: e adesso? (I)

Dal prossimo 1° luglio il Reddito di Inclusione assumerà una logica universale, venendo meno i requisiti familiari di accesso. Molto, tuttavia, rimane da fare per migliorare ulteriormente la definizione dell’utenza. Ce ne parla Cristiano Gori, ideatore e coordinatore scientifico dell’Alleanza contro la Povertà, ripercorrendo le varie tappe che nell’ultimo quinquennio hanno portato all’introduzione per la prima volta in Italia di un reddito minimo rivolto ai più poveri. La strada migliore per andare avanti sembra quella di apprendere dall’esperienza, tenuto conto dei risultati raggiunti e puntando ad affinare la configurazione esistente. In questo articolo l’autore si dedica alla definizione dell’utenza, mentre in un prossimo contributo si soffermerà sui percorsi d’inclusione sociale e lavorativa. Leggi >