Tag “coprogettazione”

Terzo settore

Co-progettazione e gare d’appalto: è una contaminazione positiva?

Attraverso quello che in gergo si definisce “public procurement”, le pubbliche amministrazioni ricorrono al mercato degli operatori economici per acquisire beni, servizi e prestazioni in conformità alla disciplina che regola le procedure ad evidenza pubblica. Queste ultime presuppongono la presenza di prestazioni corrispettive aventi natura sinallagmatica: l’operatore economico selezionato per produrre il bene, e/o erogare il servizio o la prestazione, matura un diritto a vedersi riconosciuto un corrispettivo a fronte del suo obbligo a realizzare l’attività ovvero ad erogare il servizio/prestazione. Leggi >

Terzo settore

La sfida del PNRR per Imprese Sociali e PA

L’annuale indagine dell’Osservatorio Isnet sull’impresa ad impatto sociale in Italia che interpella un Panel di 500 imprese rappresentativo della popolazione statistica, ha dedicato un approfondimento sul ruolo del PNRR, a partire dal vissuto delle imprese. Dalla ricerca emergono tre fattori correlati ovvero un forte protagonismo delle organizzazioni negli ambiti di attività designati dal PNRR, un elevato livello di fiducia e un accentuato realismo nel riconoscere criticità e sfide in atto. I dati dicono della volontà delle imprese sociali di uscire da un senso di autoesclusione e marginalità con la possibilità di contribuire alla definizione di una grammatica ispirata ai principi della co-programmazione e co-progettazione come rimarcato anche nel PNRR. Vanno attivati processi dinamici, capaci di integrare ascolto, verifica e revisione lungo un circolo virtuoso di azione, apprendimento e miglioramento. Sarà importante sia per la parte pubblica che per il terzo settore, non farsi trovare sprovvisti delle competenze partecipative necessarie. Leggi >

Terzo settore

Amministrazione condivisa: il momento delle pratiche

Il Punto di Welforum Perché ha senso oggi un nuovo punto di Welforum sull’amministrazione condivisa, tema sul quale già sono stati pubblicati consistenti materiali in anni passati, frutto anche di eventi pubblici che hanno visto un’ampia partecipazione di operatori e ricercatori? Cosa vi è di nuovo da dire e perché è utile dirlo? La risposta sta innanzitutto nell’evoluzione, imprevedibilmente veloce, delle pratiche di coprogrammazione e coprogettazione di questi anni. Con le pratiche si presentano nuove domande e Welforum.it si confronta quindi con le tante questioni concrete che emergono lavorando, con gli aspetti controversi, con i dubbi interpretativi e applicativi. Leggi >

Terzo settore

Chi partecipa ad una coprogettazione

Il Punto di Welforum Ci sono talune scelte, in un procedimento di amministrazione condivisa, in cui gli aspetti tecnici si combinano con elementi che influiscono in modo significativo nel definire la sostanza della collaborazione; ciò avviene, ad esempio, quando, nel definire i criteri per individuare i partecipanti ad un tavolo di coprogettazione, ci confrontiamo con forze contrapposte che ci portano l’una a privilegiare orientamenti inclusivi, l’altra orientamenti selettivi. Leggi >

Terzo settore

Il rischio di “sindrome di Stoccolma” nei partenariati delle coprogettazioni

Il Punto di Welforum Questo articolo si riferisce al momento in cui un tavolo di coprogettazione è stato costituito e i soggetti partecipanti si trovano a lavorare assieme. Ebbene, una volta composto tale tavolo, la co-costruzione del progetto che in quella sede si svolge può essere anche fortemente influenzata dalla qualità delle relazioni che vengono messe in campo fra gli attori e una maggiore o minore passività o proattività di questi influenzano con evidenza l’efficacia del processo di progettazione condivisa. Leggi >

Terzo settore

Coprogettare il welfare consolidato

Il Punto di Welforum Dopo alcuni mesi di applicazione dei procedimenti di coprogettazioni, iniziano a emergere una mole consistente di dati di esperienza. E in queste esperienze ci confrontiamo con domande che nascono quando un fenomeno diventa effettivamente praticato. In questo articolo ci si occuperà di come inquadrare i casi in cui si intende procedere ad una coprogettazione nell’ambito dei servizi core del welfare. Leggi >

Terzo settore

Il lungo (e tortuoso) cammino della coprogettazione

Se è possibile acclarare che la coprogettazione non costituisca per sé un istituto nuovo nell’ordinamento giuridico italiano, nondimeno è evidente che, soprattutto a seguito dell’approvazione del Codice del Terzo settore, questo istituto giuridico collaborativo tra P.A. ed enti non profit ha registrato una significativa evoluzione. Come spesso accade nei percorsi evolutivi, non sono mancate le difficoltà, interpretative e applicative. Leggi >

Terzo settore

Programmazione sociale territoriale: ci sarà la stagione dei CO?

A seguito della pandemia tuttora in corso e della disponibilità di risorse che i processi di fronteggiamento della pandemia stanno mettendo a disposizione dei policy makers (PNNR e altro), nel nostro paese sta riprendendo una fiorente stagione di programmazione sociale. In molte regioni si è ripresa la programmazione di zona che per alcuni anni era rimasta sopita; inoltre sono stati redatti piani nazionali settoriali: il Piano sociale nazionale, legato al fondo nazionale per le politiche sociali, il Piano per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà legato al fondo povertà, il Piano per la non autosufficienza, legato al fondo per le non autosufficienze. I primi due sono stati elaborati per il triennio 2018-2020 il terzo per il triennio 2019-2021. Tali strumenti settoriali sono stati recentemente accorpati e sintetizzati nel nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021/2024, che attendevamo da quasi un ventennio e che si candida ad essere un’importante strumento di indirizzo per le regioni e i territori al fine di utilizzare al meglio le risorse oggi disponibili. Leggi >

Terzo settore

2022: sarà l’anno della coprogrammazione?

L’interesse per gli strumenti dell’amministrazione condivisa stimolato dall’art. 55 del Codice del Terzo settore e diffusosi nell’ultimo biennio si è tradotto in gran parte in esperienze di coprogettazione e solo in misura assai minore in tentativi di coprogrammazione. Perché ciò è avvenuto, dal momento che, a rigor di logica, sarebbe ragionevole presumere che amministrazioni pubbliche e terzo settore interessati ad esperienze collaborative partissero a coprogrammare, per solo successivamente, poi, coprogettare? Leggi >

Terzo settore

Quando coprogettare, quando affidare servizi

Sdoganato il concetto di pari dignità fra appalto e istituti collaborativi, il cammino di coprogrammazione e coprogettazione appare meritare senz’altro ancora qualche riflessione. Innanzitutto poniamoci una domanda: come discriminare correttamente fra i due istituti? Quali elementi valorizzare nel processo di scelta del rapporto che vogliamo intrattenere all’interno del progetto che intendiamo sviluppare? Superati gli impasse di carattere giuridico e, per alcuni versi, anche quelli di carattere operativo su cui magari torneremo, risulta ora cruciale usare correttamente gli strumenti a disposizione, pennelli per dipingere un quadro dove la mescolanza dei colori potrebbe dare esiti sorprendenti. Leggi >

Terzo settore

Coprogettazione: dal cofinanziamento alla corresponsabilità

Il Punto di Welforum È interessante ragionare su come si sono evoluti gli interessi di chi si occupa di amministrazione condivisa. Solo due anni fa, il tema su cui si concentravano gli incontri pubblici e le domande degli operatori era quello della legittimità: la legge consente di coprogrammare e di coprogettare? Questo filone di riflessione non è scomparso, ma, soprattutto nella seconda parte del 2020, dopo che la Sentenza 131/2020 della Corte costituzionale ha dissolto ogni dubbio in merito, è stato affiancato da un altro: se oggi è ormai chiaro che collaborare si può, si tratta di capire come quando farlo, e come farlo al meglio. E dunque le buone prassi da seguire, gli errori da evitare, con un approccio misto di tipo giuridico (ad esempio, come redigere un avviso pubblico per instradare al meglio il procedimento) e relativo alle dinamiche dei tavoli (come porsi in un tavolo di lavoro e come governarlo). Leggi >

Persone con disabilità

TikiTaka “equiliberi di essere“, dal progetto alla Rete

Il contributo presenta l’evoluzione del progetto TikiTaka avviato nel 2017 all’interno del programma Welfare in Azione di Fondazione Cariplo. Il progetto, sostenuto anche dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, si è sviluppato e sta ampliando il suo campo e raggio di azione, dando valore e spessore a tutto il patrimonio relazionale e di progettazione condivisa costruiti in questi anni. Leggi >