Tag “coprogettazione”

Terzo settore

Il lungo (e tortuoso) cammino della coprogettazione

Se è possibile acclarare che la coprogettazione non costituisca per sé un istituto nuovo nell’ordinamento giuridico italiano, nondimeno è evidente che, soprattutto a seguito dell’approvazione del Codice del Terzo settore, questo istituto giuridico collaborativo tra P.A. ed enti non profit ha registrato una significativa evoluzione. Come spesso accade nei percorsi evolutivi, non sono mancate le difficoltà, interpretative e applicative. Leggi >

Terzo settore

Programmazione sociale territoriale: ci sarà la stagione dei CO?

A seguito della pandemia tuttora in corso e della disponibilità di risorse che i processi di fronteggiamento della pandemia stanno mettendo a disposizione dei policy makers (PNNR e altro), nel nostro paese sta riprendendo una fiorente stagione di programmazione sociale. In molte regioni si è ripresa la programmazione di zona che per alcuni anni era rimasta sopita; inoltre sono stati redatti piani nazionali settoriali: il Piano sociale nazionale, legato al fondo nazionale per le politiche sociali, il Piano per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà legato al fondo povertà, il Piano per la non autosufficienza, legato al fondo per le non autosufficienze. I primi due sono stati elaborati per il triennio 2018-2020 il terzo per il triennio 2019-2021. Tali strumenti settoriali sono stati recentemente accorpati e sintetizzati nel nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021/2024, che attendevamo da quasi un ventennio e che si candida ad essere un’importante strumento di indirizzo per le regioni e i territori al fine di utilizzare al meglio le risorse oggi disponibili. Leggi >

Terzo settore

2022: sarà l’anno della coprogrammazione?

L’interesse per gli strumenti dell’amministrazione condivisa stimolato dall’art. 55 del Codice del Terzo settore e diffusosi nell’ultimo biennio si è tradotto in gran parte in esperienze di coprogettazione e solo in misura assai minore in tentativi di coprogrammazione. Perché ciò è avvenuto, dal momento che, a rigor di logica, sarebbe ragionevole presumere che amministrazioni pubbliche e terzo settore interessati ad esperienze collaborative partissero a coprogrammare, per solo successivamente, poi, coprogettare? Leggi >

Terzo settore

Quando coprogettare, quando affidare servizi

Sdoganato il concetto di pari dignità fra appalto e istituti collaborativi, il cammino di coprogrammazione e coprogettazione appare meritare senz’altro ancora qualche riflessione. Innanzitutto poniamoci una domanda: come discriminare correttamente fra i due istituti? Quali elementi valorizzare nel processo di scelta del rapporto che vogliamo intrattenere all’interno del progetto che intendiamo sviluppare? Superati gli impasse di carattere giuridico e, per alcuni versi, anche quelli di carattere operativo su cui magari torneremo, risulta ora cruciale usare correttamente gli strumenti a disposizione, pennelli per dipingere un quadro dove la mescolanza dei colori potrebbe dare esiti sorprendenti. Leggi >

Terzo settore

Coprogettazione: dal cofinanziamento alla corresponsabilità

È interessante ragionare su come si sono evoluti gli interessi di chi si occupa di amministrazione condivisa. Solo due anni fa, il tema su cui si concentravano gli incontri pubblici e le domande degli operatori era quello della legittimità: la legge consente di coprogrammare e di coprogettare? Questo filone di riflessione non è scomparso, ma, soprattutto nella seconda parte del 2020, dopo che la Sentenza 131/2020 della Corte costituzionale ha dissolto ogni dubbio in merito, è stato affiancato da un altro: se oggi è ormai chiaro che collaborare si può, si tratta di capire come quando farlo, e come farlo al meglio. E dunque le buone prassi da seguire, gli errori da evitare, con un approccio misto di tipo giuridico (ad esempio, come redigere un avviso pubblico per instradare al meglio il procedimento) e relativo alle dinamiche dei tavoli (come porsi in un tavolo di lavoro e come governarlo). Leggi >

Persone con disabilità

TikiTaka “equiliberi di essere“, dal progetto alla Rete

Il contributo presenta l’evoluzione del progetto TikiTaka avviato nel 2017 all’interno del programma Welfare in Azione di Fondazione Cariplo. Il progetto, sostenuto anche dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, si è sviluppato e sta ampliando il suo campo e raggio di azione, dando valore e spessore a tutto il patrimonio relazionale e di progettazione condivisa costruiti in questi anni. Leggi >

Terzo settore

Linee guida sul rapporto tra PA ed Enti del Terzo settore

Con l’adozione, da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del decreto n. 72 del 31 marzo 2021, contenente le attese Linee guida sul rapporto tra Pubbliche amministrazioni ed Enti del Terzo settore (ETS), si suggella in modo completo e definitivo un percorso a ostacoli per chi vi era coinvolto operativamente. Stiamo parlando dei cosiddetti “istituti collaborativi” già salutati dalla Corte costituzionale con la storica sentenza n. 131 del maggio 2020 come “una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale valorizzato dall’art. 118 quarto comma Cost.” ed ai quali ora è di fatto spianata la strada della piena operatività, argomento su cui abbiamo anche recentemente riflettuto. Leggi >

Terzo settore

Co-progettazione: il ruolo delle fondazioni bancarie

Il welfare state spesso fa fatica a gestire la coprogettazione e la partecipazione responsabile. Talvolta la cappa burocratica – amministrativa diventa limitante. Ci rendiamo conto che spesso il modello bipolare pubblico – privato fatica a rispondere alle sfide in atto. È un dualismo fallace che necessita di adeguarsi al tempo attuale caratterizzato da profondi cambiamenti. In questo contesto, sono almeno tre le dimensioni della rete di protezione sociale che chiamiamo welfare; tre enti che concorrono ciascuno con le proprie caratteristiche: pubblico, privato e civile, quest’ultimo rappresentato dall’associazionismo, dalle cooperative, dalle imprese sociali, dal volontariato. La vera sfida è quella di trovare nuovi format per tenere vivi i valori comunitari in un contesto che cambia, e veicolarli presso Istituzioni, mercati, proponendo percorsi condivisi. Leggi >

Terzo settore

La co-progettazione nel Comune di Bologna

Lo Statuto del Comune di Bologna fissa tra gli obiettivi programmatici dell’amministrazione quello di garantire e valorizzare il diritto dei cittadini, delle formazioni sociali, degli interessati, degli utenti e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, come espressioni della comunità locale, di concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione locale, ispirando la propria azione al principio di sussidiarietà orizzontale e di collaborazione con le istanze sociali ed economiche, favorendo la crescita sostenibile e la diffusione dell’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni e valorizzando e sostenendo le attività e le iniziative del volontariato e delle libere associazioni. Leggi >

Terzo settore

Collaborare stanca?

È un paradosso, ma è proprio il successo delle iniziative di coprogrammazione e coprogettazione e delle altre iniziative amministrative ispirate al principio di collaborazione, diffusesi in proporzioni inattese negli ultimi due o tre anni nel nostro Paese, a portare con sé una potenziale fatica che vale la pena di esaminare. Non ci si riferisce alle esperienze collaborative che deludono perché sono “fatte male”, ma ai casi in cui le fatiche emergono in occasioni di collaborazione di buona qualità; anzi, forse proprio perché di buona qualità e quindi prevedono accurati processi di decisione collettiva. Leggi >

Terzo settore

Legge 328/2000 e Terzo settore: fu vera svolta?

La legge 328/2000, di indiscutibile rilievo per l’evoluzione del welfare del nostro Paese, è una legge importante anche rispetto al ruolo e alla concezione del Terzo settore, che ne rappresenta uno dei principali attori? La domanda è più complessa di quanto sembra; richiede un esame sia del dato giuridico, sia delle effettive prassi che sono seguite all’approvazione della legge e richiede di interrogarsi sulla misura in cui la legge 328/2000 abbia marcato, relativamente al Terzo settore, la differenza tra un “prima” e un “dopo”, se quindi sia cambiata, grazie alla legge, la considerazione del Terzo settore e in che modo. Richiede inoltre di guardare ad un complesso di atti che insieme definiscono l’effettiva declinazione della 328/2000 su questi temi. Leggi >

Terzo settore

Co-progettazione e iniziative della comunità

Su questa sito ci siamo già occupati di co-progettazione evidenziando come sia nell’interpretazione della Corte costituzionale sia nell’applicazione regionale, l’art. 55 del Codice del Terzo settore abbia cominciato a farsi strada. Tuttavia, non mancano – come in tutte le applicazioni di norme che si rispettino – le difficoltà. In particolare, si segnala che la vexata quaestio riguarda la configurazione del percorso o meglio della procedura di co-progettazione quale possibile aggiramento delle disposizioni in materia di appalti di servizi sociali. Leggi >