Tag “coprogettazione”

Persone con disabilità

TikiTaka “equiliberi di essere“, dal progetto alla Rete

Il contributo presenta l’evoluzione del progetto TikiTaka avviato nel 2017 all’interno del programma Welfare in Azione di Fondazione Cariplo. Il progetto, sostenuto anche dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, si è sviluppato e sta ampliando il suo campo e raggio di azione, dando valore e spessore a tutto il patrimonio relazionale e di progettazione condivisa costruiti in questi anni. Leggi >

Terzo settore

Linee guida sul rapporto tra PA ed Enti del Terzo settore

Con l’adozione, da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del decreto n. 72 del 31 marzo 2021, contenente le attese Linee guida sul rapporto tra Pubbliche amministrazioni ed Enti del Terzo settore (ETS), si suggella in modo completo e definitivo un percorso a ostacoli per chi vi era coinvolto operativamente. Stiamo parlando dei cosiddetti “istituti collaborativi” già salutati dalla Corte costituzionale con la storica sentenza n. 131 del maggio 2020 come “una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale valorizzato dall’art. 118 quarto comma Cost.” ed ai quali ora è di fatto spianata la strada della piena operatività, argomento su cui abbiamo anche recentemente riflettuto. Leggi >

Terzo settore

Co-progettazione: il ruolo delle fondazioni bancarie

Il welfare state spesso fa fatica a gestire la coprogettazione e la partecipazione responsabile. Talvolta la cappa burocratica – amministrativa diventa limitante. Ci rendiamo conto che spesso il modello bipolare pubblico – privato fatica a rispondere alle sfide in atto. È un dualismo fallace che necessita di adeguarsi al tempo attuale caratterizzato da profondi cambiamenti. In questo contesto, sono almeno tre le dimensioni della rete di protezione sociale che chiamiamo welfare; tre enti che concorrono ciascuno con le proprie caratteristiche: pubblico, privato e civile, quest’ultimo rappresentato dall’associazionismo, dalle cooperative, dalle imprese sociali, dal volontariato. La vera sfida è quella di trovare nuovi format per tenere vivi i valori comunitari in un contesto che cambia, e veicolarli presso Istituzioni, mercati, proponendo percorsi condivisi. Leggi >

Terzo settore

La co-progettazione nel Comune di Bologna

Lo Statuto del Comune di Bologna fissa tra gli obiettivi programmatici dell’amministrazione quello di garantire e valorizzare il diritto dei cittadini, delle formazioni sociali, degli interessati, degli utenti e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, come espressioni della comunità locale, di concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione locale, ispirando la propria azione al principio di sussidiarietà orizzontale e di collaborazione con le istanze sociali ed economiche, favorendo la crescita sostenibile e la diffusione dell’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni e valorizzando e sostenendo le attività e le iniziative del volontariato e delle libere associazioni. Leggi >

Terzo settore

Collaborare stanca?

È un paradosso, ma è proprio il successo delle iniziative di coprogrammazione e coprogettazione e delle altre iniziative amministrative ispirate al principio di collaborazione, diffusesi in proporzioni inattese negli ultimi due o tre anni nel nostro Paese, a portare con sé una potenziale fatica che vale la pena di esaminare. Non ci si riferisce alle esperienze collaborative che deludono perché sono “fatte male”, ma ai casi in cui le fatiche emergono in occasioni di collaborazione di buona qualità; anzi, forse proprio perché di buona qualità e quindi prevedono accurati processi di decisione collettiva. Leggi >

Terzo settore

Legge 328/2000 e Terzo settore: fu vera svolta?

La legge 328/2000, di indiscutibile rilievo per l’evoluzione del welfare del nostro Paese, è una legge importante anche rispetto al ruolo e alla concezione del Terzo settore, che ne rappresenta uno dei principali attori? La domanda è più complessa di quanto sembra; richiede un esame sia del dato giuridico, sia delle effettive prassi che sono seguite all’approvazione della legge e richiede di interrogarsi sulla misura in cui la legge 328/2000 abbia marcato, relativamente al Terzo settore, la differenza tra un “prima” e un “dopo”, se quindi sia cambiata, grazie alla legge, la considerazione del Terzo settore e in che modo. Richiede inoltre di guardare ad un complesso di atti che insieme definiscono l’effettiva declinazione della 328/2000 su questi temi. Leggi >

Terzo settore

Co-progettazione e iniziative della comunità

Su questa sito ci siamo già occupati di co-progettazione evidenziando come sia nell’interpretazione della Corte costituzionale sia nell’applicazione regionale, l’art. 55 del Codice del Terzo settore abbia cominciato a farsi strada. Tuttavia, non mancano – come in tutte le applicazioni di norme che si rispettino – le difficoltà. In particolare, si segnala che la vexata quaestio riguarda la configurazione del percorso o meglio della procedura di co-progettazione quale possibile aggiramento delle disposizioni in materia di appalti di servizi sociali. Leggi >

Terzo settore

Il Codice degli appalti ora legittima l’art. 55

In sede di conversione in legge del “DL semplificazioni” (DL 76/2000) sono stati inseriti nel Codice degli appalti (d.lgs. 50/2016) alcuni importanti riferimenti alla coprogrammazione e coprogettazione previste dal Codice del Terzo settore. Si tratta di modifiche solo in apparenza secondarie, che potrebbero contribuire in modo significativo a rasserenare gli amministratori pubblici circa la praticabilità giuridica della coprogrammazione e della coprogettazione e quindi a diffondere questi strumenti. L’articolo presenta e commenta le modifiche apportate. Leggi >

Terzo settore

Coprogettazione: modalità di interazione tra pubblico e privato sociale

Ad oggi il welfare state si pone quale soggetto sempre più mutevole e dinamico, in particolare per quanto riguarda le relazioni tra attori pubblici e privati. Questo comporta la necessità di sperimentare nuove modalità di interazione, quali ad esempio la coprogettazione. Questa tendenza, nel 2017, ha portato anche l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Cuneo a voler sperimentare tale strumento e le sue potenzialità mediante il progetto Comunicare. Leggi >

Terzo settore

L.r. Toscana 65/2020

Con la l.r. Toscana 22 luglio 2020, n. 65, recante “Norme di sostegno e promozione degli enti del Terzo settore toscano”, il legislatore regionale ha compiuto una netta scelta di campo indicando nella co-programmazione, nella co-progettazione e nel convenzionamento diretto gli strumenti a disposizione degli enti pubblici per definire percorsi, azioni, progetti ed interventi degli ETS. La volontà del legislatore toscano di ribadire il perimetro di azione degli ETS deve essere apprezzata, in specie perché conferma la convinzione che un intervento regolatore regionale sia opportuno soprattutto in funzione di supporto e di indirizzo per gli enti locali, i quali, in particolare, sono chiamati in via ordinaria a rapportarsi con gli ETS e gli altri enti non profit nella realizzazione di servizi e attività di interesse generale. Leggi >

Terzo settore

La Corte Costituzionale sulla coprogettazione

L’art. 55 del Codice del Terzo Settore stabilisce che la coprogettazione, ancorata sia all’art. 118 Cost., sia alla legge n. 241/1990, “è finalizzata alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni definiti[…]”. Gli enti locali hanno dunque la possibilità di condividere, stabilire insieme, individuare i percorsi più adeguati in forma congiunta con gli ETS interessati per definire progettualità che permettano di realizzare la finalità di cui all’art. 55 CTS. Leggi >

Terzo settore

Piena legittimazione dell’art. 55 da parte della Corte costituzionale

La coprogettazione e la coprogrammazione, e in generale le strategie di amministrazione della cosa pubblica basate sul principio di collaborazione, sono da tempo al centro di crescenti attenzioni da parte di enti locali e Terzo settore e sono sempre più numerosi i casi in cui si ricorre a questo tipo di strumenti per realizzare in ottica collaborativa interventi nei settori di interesse generale.

Questo orientamento, che ben traduce nei fatti il principio costituzionale di sussidiarietà, ha avuto un punto di snodo nell’art. 55 del Codice del Terzo settore, che considera l’approccio collaborativo in qualche modo “ordinario”, nel senso di non legato a fattori specifici quali la particolare sperimentalità dell’intervento come avveniva nella legge 328/2000, ma al reciproco riconoscimento di istituzioni e Terzo settore delle comuni finalità perseguite. Leggi >