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Politiche e governo del welfare

Diritto e politiche del lavoro tra due crisi

Il Punto di Welforum La crisi da coronavirus scoppiata nel febbraio del 2020 è diversa da tutte le precedenti, compresa quella del 2008; così diversa che non si riesce a coglierne ancora le dimensioni e le implicazioni. La diversità sta anzitutto nella sua origine e nel suo impatto sulla salute pubblica e privata, che mette in pericolo la vita di milioni di persone. Il numero si potrà constatare solo quando si vedrà la fine della pandemia. A differenza del nostro, altri paesi europei hanno reagito alla crisi del 2008 con provvedimenti economici e sociali che hanno permesso di riprendere i livelli pre-2008. Leggi >

Politiche europee

Quattro scenari per il futuro dell’Europa dopo la crisi

Che tipo di Europa prenderà forma dopo la crisi del Coronavirus? Sono possibili quattro scenari molto diversi tra loro per quanto riguarda le conseguenze sociali ed ecologiche. È ormai chiaro che la pandemia di Covid-19 avrà conseguenze importanti e che si protrarranno a lungo. Nell’Unione Europea, le fondamenta stesse dell’integrazione europea sono messe in discussione. Leggi >

Politiche europee

Il rapporto europeo sulla sostenibilità sociale

È appena stato pubblicato il report realizzato per il Parlamento Europeo Social Sustainability: Concepts and Benchmarks (il report è scaricabile qui) al quale come IRS abbiamo ampiamente collaborato. Lo studio ha ricostruito le diverse definizioni del concetto di sostenibilità sociale andando ad evidenziare le sfide e le lacune da colmare. Sono state poi state evidenziate le modalità con le quali il concetto è stato implementato nel policy making europeo insieme ad una panoramica della sua integrazione nella pratica attraverso un approfondimento di progetti, iniziative e programmi realizzati in diversi paesi europei nell’ambito dei quali il concetto è stato sviluppato concretamente.

Il report offre spunti di interesse anche per il contesto italiano in particolare per quanto attiene ai cambiamenti che necessariamente dovranno essere introdotti nella programmazione dei servizi e delle politiche ai diversi livelli di governo in conseguenza della crisi legata all’emergenza COVID-19. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Servizio civile obbligatorio? No, meglio universale

Servizio civile obbligatorio? La proposta che in queste settimane è tornata ad emergere contiene un richiamo condivisibile, ma rischia di ignorare del tutto l’urgenza di rafforzare e ampliare l’attuale servizio civile universale. Coloro che sostengono l’introduzione dell’obbligatorietà, fanno leva sulla necessità di irrobustire l’appartenenza alla propria comunità nazionale non solo attraverso il rispetto dei diritti fondamentali dei singoli, ma anche con un esplicito richiamo ai connessi doveri senza i quali nessuna comunità è in grado di durare nel tempo. Leggi >

Terzo settore

Ricostruiamo il Paese. Il ruolo del Terzo settore nell’affrontare la crisi sociale

Il 26 aprile il Presidente del Consiglio Conte si è nuovamente rivolto ai cittadini italiani per annunciare i contenuti del dpcm con il quale si dà inizio alla “fase 2” nella gestione dell’emergenza Covid-19. Accanto alle valutazioni sul merito dei provvedimenti adottati, è il caso di far notare un aspetto che attraversa questi due lunghi mesi di pandemia, un aspetto ricorrente, si potrebbe dire quasi una “distrazione culturale” che accompagna i provvedimenti via via adottati. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Ricorre una descrizione distorta della realtà economica del nostro paese

Il Punto di Welforum La violenza della crisi sanitaria sembra avere portato a una convergenza sovranazionale nelle scelte di politica economica. Tutti riconoscono la necessità e l’urgenza di sostenere i redditi dei lavoratori che sono stati coinvolti nella crisi. Tutti poi ritengono necessari interventi finalizzati alla conservazione delle capacità produttive del sistema, evitando fenomeni di avvitamento difficilmente reversibili. Probabilmente una rivisitazione delle politiche rooseveltiane del new deal, caratterizzate dalla difesa dei livelli occupazionali e retributivi, dalla creazione di un moderno sistema di sicurezza sociale, oltre che da un forte impulso alla domanda pubblica, sarebbe istruttivo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welfare e lavoro povero

Il Punto di Welforum Dopo la crisi economica la povertà è aumentata e, con questa, anche il lavoro povero. La crisi ha però messo in evidenza come la crescita del lavoro povero non sia semplicemente legata a fattori ciclici, ma anche a fenomeni di natura strutturale legati alla globalizzazione dei mercati e alla delocalizzazione dei processi manifatturieri, alla diffusione di tecnologie digitali, alla crescente terziarizzazione dei sistemi economici e, non ultimo, alla progressiva erosione del potere del sindacato nella contrattazione collettiva. Sebbene la povertà e l’esclusione sociale siano state tradizionalmente associate alla disoccupazione di lunga durata e alla diffusa inattività di alcune fasce della popolazione, oggi anche alcune forme di lavoro sono spesso associate a situazioni di povertà, a testimoniare come il lavoro non sia più sufficiente a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori e ai nuclei familiari a cui appartengono. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Elezioni 2018: politiche sociali fra bilanci e prospettive

Il Punto di Welforum Il 24 e 25 febbraio 2013 si sono svolte le ultime elezioni legislative. Il 28 aprile dello stesso anno ottiene la fiducia del Parlamento il primo Governo della XVII legislatura, con Enrico Letta Presidente del Consiglio e Elio Giovannini Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Dopo meno di un anno il primo avvicendamento: il 22 febbraio del 2014 Matteo Renzi, qualche mese dopo aver vinto il congresso del Partito Democratico, assume la Presidenza del Consiglio e Giuliano Poletti diviene Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il 25 maggio 2014 alle elezioni europee il Partito Democratico ottiene una significativa affermazione, ma il 4 dicembre 2016 perde il referendum confermativo della riforma costituzionale che il Parlamento aveva approvato e, dopo una settimana, Renzi presenta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le sue dimissioni. Abbiamo così un secondo avvicendamento e il 12 dicembre 2016 Paolo Gentiloni diventa Presidente del Consiglio mentre Poletti rimane Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Con questo Governo si conclude la legislatura per l’indizione delle elezioni politiche con le quali, il 4 e 5 marzo prossimo, verranno rinnovati i componenti sia della Camera dei deputati che del Senato. Quale Governo uscirà dalle elezioni è per ora impossibile pronosticare. Leggi >

Migrazioni

Gli scenari dell’immigrazione nel 2018

I migranti internazionali, secondo le statistiche delle Nazioni Unite, sono oggi 243,7 milioni nel mondo. Aumentano nel tempo in valore assoluto (erano 175 milioni nel 2000), ma crescendo nello stesso tempo la popolazione mondiale, che ha superato i 7 miliardi, il rapporto resta sostanzialmente stabile da parecchi decenni: poco più del 3%. Sul piano internazionale, escludendo migrazioni interne, il dato di fondo è che il 97% degli esseri umani non si sposta dal paese in cui è nato e cresciuto, per male che ci viva. In Italia, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, il volume della popolazione immigrata è da anni stazionario. Poco sopra i 5 milioni di persone, compresi 1,2 milioni di cittadini rumeni e altri immigrati dall’interno dell’UE. La lunga crisi economica ne è la spiegazione principale. Sono diminuite persino le nascite da genitori stranieri: erano quasi 80.000 nel 2012, sono scese a 69.000 nel 2016, il 14,7% del totale. Gli immigrati patiscono la crisi, hanno rallentato i ricongiungimenti familiari e ridotto o differito i progetti genitoriali. Subiscono i vincoli strutturali, ma tendono anche ad adeguarsi agli stili di vita italiani. Dunque non ci salveranno dal declino demografico, ma neppure sono avviati a sostituire la cosiddetta “razza bianca”. Leggi >