Segnalazioni con tag “digital divide”

Famiglia, infanzia e adolescenza

La povertà educativa in Sicilia

Su Openpolis è disponibile un approfondimento sulla povertà educativa in Sicilia, che riprende i dati disponibili al 2019. Già prima della pandemia il tasso di abbandono scolastico per la fascia 18-24 era pari al 22,4%, a fronte di un dato nazionale al 13,5%. La Regione dispone inoltre di una contenuta offerta di asili nido (10 posti ogni 100 bambini) ed un elevato divario tra famiglie potenzialmente ed effettivamente raggiunte dalla banda larga. L’emergenza sanitaria ha contribuito ad acuire le disparità pre-esistenti.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La povertà educativa digitale per Save the Children

Nel report Riscriviamo il futuro, Save the Children analizza il fenomeno della povertà educativa digitale emerso con il ricorso alla didattica educativa a distanza. L’indagine è stata effettuata attraverso l’utilizzo di un questionario AbCD (Autovalutazione di base delle Competenze Digitali) somministrato ad un campione di 772 bambini minori di 13 anni per rilevarne le competenze e le occasioni di apprendimento, assieme alla condizione socio-economica dei genitori.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Lo svantaggio digitale

Le opportunità educative che la famiglia può offrire incidono sull’utilizzo che viene fatto del computer e di internet. Openpolis, in questo articolo, evidenzia il legame tra il background sociale e le capacità digitali, partendo dal fatto che gli studenti più svantaggiati accedono più tardi al primo computer. Mostrando dati a livello europeo, nazionale e locale, l’articolo mostra come la scuola, nei territori più fragili, diventi fondamentale nel ridurre le distanze fornendo un’alfabetizzazione digitale di base.

Povertà e disuguaglianze

Perché la presenza di pc nelle scuole non basta da sola

Il mini-report di Fondazione Openpolis, pubblicato il 22 settembre, si incentra sul tema delle disuguaglianze tra inclusi ed esclusi dal processo di digitalizzazione. In Italia tale fenomeno è molto marcato: solo il 56% dei giovani italiani con bassa istruzione raggiunge un livello di competenza digitale di base o superiore, facendo registrare un gap di oltre 30 punti di svantaggio rispetto a chi invece ha ricevuto un’istruzione più alta. In tal senso la scuola digitale ricopre un ruolo decisivo non solo nell’insegnare ai ragazzi a padroneggiare i dispositivi tecnologici, ma anche nel fornire loro gli strumenti cognitivi per potersi affermare nella società del futuro.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Disuguaglianze digitali e povertà educativa

Un report di Openpolis approfondisce la digitalizzazione del nostro Paese nel più ampio quadro della povertà educativa. Il divario digitale si va a sommare infatti a disuguaglianze già esistenti, come reso evidente dalla pandemia. L’Italia si è avvicinata a questa sfida con criticità pregresse, quali competenze digitali dei giovani inferiori alla media europea, forti disparità territoriali nell’accesso alla rete veloce e scarsa disponibilità di pc e tablet nelle scuole. È necessario un investimento tecnologico, ma anche educativo.

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Il rischio di abbandono nella scuola a distanza

La chiusura delle scuole a causa della pandemia avrà sicuramente un impatto negativo sugli studenti più svantaggiati. Marina Murat, nel suo articolo per LaVoce, si concentra in particolare sui rischi che corrono quegli studenti che non hanno accesso ad internet e che soffrivano già precedentemente di un forte svantaggio nelle competenze scolastiche rispetto ai loro compagni. Il divario nelle competenze, sebbene si riduca, rimane significativo anche isolando l’effetto della famiglia. Il rischio, per questi ragazzi e ragazze, è l’abbandono scolastico.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Le sfide per l’istruzione dopo la pandemia

Andrea De Tommasi, nel suo articolo per ASviS, dettaglia quali sono le sfide emerse dalla situazione di emergenza che ha affrontato e continua ad affrontare la scuola. Tra i temi vi sono l’integrazione della tecnologia e dell’apprendimento, la diversità dei sistemi scolastici di fronte a questa sfida, il divario digitale, la perdita di apprendimento e, in generale, il ruolo e il significato che sono assegnati alla scuola e che durante la pandemia sono stati ripetutamente chiamati in causa.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Famiglie in difficoltà per le misure di contenimento

Non da soli – cosa dicono le famiglie?, rapporto di Save the Children, indaga l’impatto delle misure di contenimento su 300 nuclei familiari. L’indagine si focalizza sulle condizioni lavorative ed economiche, fotografando un disagio diffuso ma diversificato, che rende difficile l’accesso agli aiuti per molti degli interessati. Preoccupano anche i dati relativi al divario digitale, che evidenziano una difficoltà diffusa rispetto all’accesso e alla gestione della didattica online, che riguarda famiglie in condizioni diverse e per diversi motivi, ma con un considerevole impatto sul capitale culturale e umano dei bambini e dei ragazzi.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il divario digitale e culturale in Italia

Le misure adottate per compensare, almeno parzialmente, la chiusura delle scuole hanno messo in evidenza il divario digitale e culturale che caratterizza il nostro Paese. Mara Gasbarrone, nel suo contributo per InGenere, attraverso alcuni dati enfatizza le disuguaglianze esistenti sul nostro territorio nazionale, prendendo in considerazione sia la dotazione digitale delle famiglie che il loro bagaglio culturale, dalla disponibilità di un computer, alle competenze digitali all’abitudine alla lettura.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Le conseguenze del Covid-19 sulle opportunità educative e di sviluppo

Chiara Saraceno sottolinea come l’attuale emergenza sanitaria stia acuendo le disuguaglianze educative. Il 12,3% dei bambini e dei ragazzi tra i 6 e i 7 anni non hanno infatti a disposizione la tecnologia necessaria per accedere adeguatamente alle lezioni online. Gli stessi ragazzi hanno più probabilità di vivere in situazioni famigliari svantaggiate e in condizioni abitative di sovraffollamento. Tali divari significano un diverso impatto delle misure di contenimento sulle opportunità di sviluppo dei bambini e dei ragazzi. Nell’articolo anche le proposte di politiche sul breve e sul lungo termine, avanzate da Alleanza per l’Infanzia, per limitare i danni del lockdown sui più giovani.