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Altre politiche

Un focus sulla violenza di genere: capire per intervenire

Secondo le ultime rilevazioni Istat (2014) sono complessivamente 2 milioni 435 mila le donne che hanno subito almeno una forma di violenza negli ultimi cinque anni. Nonostante il numero elevato di episodi, le denunce e la ricerca di aiuto sono tuttora poco diffuse (solo il 12,2% dei casi). Questo non è un paradosso e ha in realtà più di una spiegazione, come pure ha più di una soluzione. Prendendo l’avvio da tutto ciò, anche al fine di veicolare una migliore informazione sulla violenza di genere, in questo articolo si cercherà di illustrare il punto di vista di chi ne è oggetto e si cercherà inoltre di avvalorare l’idea positiva che sulle situazioni disfunzionali è invece possibile intervenire, anche felicemente. Qui ci si focalizzerà sul contributo offerto dai Centri antiviolenza, con l’auspicio che la diffusione dell’informazione sui servizi esistenti aumenti anche il numero delle richieste di aiuto o quantomeno la conoscenza dell’esistenza dei Centri di supporto (nota solo al 12,8% delle vittime secondo l’Istat, 2014). Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Part-time involontario nel Sud Europa. Una nuova forma di precarietà per le donne?

Gli studiosi sono concordi nel sottolineare come tra i (pochi) effetti positivi della crisi del 2008-2014 ci sia stato un parziale riequilibrio della partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne. In alcuni paesi questo ha significato un balzo in avanti notevole nella parità tra uomini e donne sul mercato del lavoro: per esempio, in Spagna il gender gap è passato dal 23,6% del 2007 al 12,1% del 2018 (fonte: Eurostat, gender gap in employment). Anche in Italia si è verificato un processo di questo tipo, sebbene in misura minore (25,8% nel 2007, 19,8% nel 2018). Bene? Non del tutto. Leggi >

Altre politiche

Violenza ostetrica: di cosa si tratta e perché riflettervi

La violenza ostetrica è una pratica considerata lesiva del diritto ad una assistenza sanitaria rispettosa e dignitosa. Sul tema si è pronunciato anche il WHO World Health Organization, indicando una serie di misure concrete per porvi fine. Questo fenomeno impatta infatti sulla qualità della vita delle donne ed è diffuso e discusso soprattutto in America Latina, tuttavia recenti studi ne mostrano l’esistenza anche in paesi ad alto reddito. Qual è la situazione in Italia? Riflettere sui livelli di sensibilizzazione e di attivazione per ri-orientare i protocolli attuali e cambiare in meglio può apportare benefici diffusi. Leggi >

Altre politiche

Medicina di genere per cure eque e appropriate

La medicina di genere è una disciplina recente che prende in considerazione tutti i fattori biologicamente differenzianti le donne e gli uomini e cerca di ovviare a una tradizione che sottostima la presenza femminile negli studi clinici e nelle sperimentazioni farmacologiche. Sulla definizione di protocolli ad hoc molto lavoro è ancora da svolgere, ma così si potrebbero produrre effetti concreti nelle diagnosi e nei percorsi riabilitativi, come ad esempio in caso di autismo. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Persone, donne, famiglie: difendere i diritti, ampliare i sostegni

Lo scorso 30 marzo a Verona un corteo molto partecipato ha portato istanze relative alla parità di genere, alla tutela dei diritti civili, al rispetto dei diversi orientamenti di genere, al riconoscimento della varietà delle forme familiari. La dott.ssa Geneth, presidente di AIED Verona, sottolinea il ruolo fondamentale di migliori condizioni di lavoro e maggiori sostegni per le madri lavoratrici al fine di contrastare la denatalità, nonché l’importanza di una generalizzata educazione sessuale e affettiva nelle scuole, anche al fine di ridurre ulteriormente le interruzioni volontarie di gravidanza. Leggi >

Migrazioni

Un volto nascosto dell’immigrazione

Il dibattito sull’immigrazione è spesso appiattito sulle dimensioni più drammatiche e anche patologiche, quando non su voci enfatiche e persino false. Basti pensare alla confusione tra immigrati e rifugiati, all’equazione tra sbarcati e richiedenti asilo, alla sbrigativa spiegazione dell’immigrazione in termini di fuga dalla povertà. L’immigrazione è invece un fenomeno articolato e sempre più differenziato, in cui non mancano gli aspetti inattesi. Leggi >