Segnalazioni con tag “emigrazione”

Migrazioni

Istat: meno immigrati e più italiani all’estero

Il 16 dicembre Istat ha pubblicato il Report sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente, riferito all’anno 2018. Sempre più italiani si trasferiscono all’estero, mentre diminuiscono gli immigrati verso l’Italia. Le cancellazioni anagrafiche per l’estero sono state 157mila: di queste, quasi tre su quattro riguardavano italiani (117 mila, +1,9% sul 2017). Negli ultimi 10 anni si sono trasferiti all’estero 816mila italiani, specialmente giovani. Nel 2018 le iscrizioni anagrafiche dall’estero sono invece state circa 332 mila, per la prima volta in calo sull’anno precedente (-3,2%).

Migrazioni

IX Rapporto sull’economia dell’immigrazione

È stato recentemente presentato il IX Rapporto sull’economia dell’immigrazione curato dalla Fondazione Leone Moressa. Il quadro fotografato non è roseo: crollano le nascite, aumenta l’invecchiamento e ogni anno oltre 90 mila under 35 lasciano l’Italia per recarsi all’estero in cerca di fortuna. Vi è inoltre la tendenza a sottovalutare il valore dell’immigrazione, credendo che i disoccupati italiani possano svolgere le professioni manuali e ignorando invece il fatto che gli oltre 5 milioni di stranieri residenti rappresentano una vera forza vitale per il nostro Paese, sia dal punto di vista economico che demografico.

Scarica le slide di presentazione del Rapporto e l’infografica.

Leggi a tal proposito anche l’articolo di Sergio Briguglio pubblicato su LaVoce.

Migrazioni

Dinamiche giovanili nel vecchio continente

Sebbene tutta Europa sconti un calo demografico e una diminuzione della componente giovanile, la condizione dei giovani si presenta eterogenea e nettamente peggiore nel Sud Europa rispetto al Nord. Su Neodemos Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin riflettono sulle conseguenze di tali disuguaglianze e in particolare sull’aumento dei flussi migratori intraeuropei da Sud a Nord, spesso sottovalutati perché non registrati dalle anagrafi.

Migrazioni

Gli imprenditori della paura

Sono davvero gli immigrati il problema numero uno del nostro Paese? Cosa dovremmo temere dal loro arrivo? Non dobbiamo preoccuparci, piuttosto che dell’immigrazione, dell’emigrazione, di chi scappa dall’Italia? Su LaVoce le riflessioni di Tito Boeri smentiscono quanto affermato dalla propaganda politica, chiarendo in modo puntuale e sostenuto dall’evidenza empirica la situazione migratoria dell’Italia.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Allarme fuga cervelli

L’articolo di Jacopo Bassetto per LaVoce illustra con alcuni dati come la fuga di cervelli in Italia riguardi soprattutto giovani e, sempre di più, laureati, in particolare nel campo delle scienze sociopolitiche e in quelle scientifico-tecnologiche. La fuga di cervelli significa spesso la perdita di capitale umano e quindi una brusca frenata per quanto riguarda innovazione e crescita. Tuttavia, se il bilancio tra chi fugge e chi torna è equilibrato, questo tipo di migrazione può avere effetti positivi in termini di circolazione di competenze, valori e conoscenze che possano stimolare il cambiamento sociale. Per un ulteriore approfondimento, si veda il report del Think Thank Tortuga in collaborazione con Algebris.

Migrazioni

Di nuovo emigranti

Su Neodemos Corrado Bonifazi e Frank Heins riflettono sul tema dell’emigrazione italiana. La recente ripresa del fenomeno nel nostro Paese ha suscitato un ampio interesse, anche per la sorpresa di trovarsi di fronte a un fenomeno che si considerava ormai superato. L’emigrazione italiana degli anni recenti coinvolge soprattutto gli uomini, per circa la metà di età compresa tra i 20 e i 39 anni, e nel 31-32% dei casi laureati. Poco meno del 70% dei nuovi emigranti proviene dal Centro-Nord Italia ed è diretto in un paese dell’Unione Europea o dell’EFTA (Islanda, Norvegia, Svizzera, Liechtenstein), con preferenze per Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia.

Migrazioni

Dall’Italia si emigra sempre più

La popolazione italiana è da anni in costante declino demografico, sia perché è sempre più anziana e meno feconda, sia perché sempre più persone, soprattutto giovani, lasciano il Paese per cercare lavoro all’estero. Secondo gli ultimi dati IDOS (Dossier Statistico Immigrazione) nel 2017 il numero degli italiani residenti all’estero è analogo a quello degli stranieri in Italia. Mentre gli italiani all’estero nell’ultimo anno sono aumentati del 2,9%, gli italiani in Italia sono diminuiti di 200 mila unità, nonostante le circa 147 mila acquisizioni di cittadinanza italiana avvenute da parte di cittadini stranieri residenti in Italia.

Anche il recente Rapporto di Migrantes “Italiani nel mondo 2018” affronta lo stesso tema, mettendo in evidenza l’aumento di cosiddetti “migranti maturi disoccupati”, ossia gli espatriati over50. Leggi il commento di Redattore Sociale.

Migrazioni

State fermi, per carità!

Su Neodemos Massimo Livi Bacci torna a riflettere sul fenomeno migratorio in Italia. L’autore, pur ritenendo insensato l’allarme per la crescita dell’emigrazione degli italiani, giustifica la preoccupazione relativa al rischio di progressiva desertificazione del Mezzogiorno, dovuta ai flussi migratori interni. La debole natalità, l’eccesso dei decessi sulle nascite, la continua emigrazione di giovani relativamente istruiti verso le altre Regioni hanno avuto come conseguenza diretta la perdita di peso demografico del Sud all’interno del contesto nazionale: dal 36% del 2001, al 34% nel 2018 e al 33% previsto per il 2031.

Migrazioni

L’influenza nascosta della scolarizzazione superiore sulle migrazioni

Le migrazioni non forzate dipendono, oltre che da fattori economici, anche da elementi di tipo demografico: una zona tende a diventare attrattiva quando la popolazione in età 20-24 è meno numerosa rispetto a quella in età 60-64. In Italia ciò è avvenuto a partire dalla fine del XX secolo. Su Neodemos Gianpiero Dalla Zuanna e Asher Colombo riflettono sulla correlazione, finora poco studiata, tra lo squilibrio del titolo di studio tra le generazioni nel nostro Paese, la crescente richiesta di manodopera poco qualificata e l’aumento dell’emigrazione dei giovani italiani.

Migrazioni

Le dinamiche dei ricongiungimenti familiari in Italia

Il ricongiungimento familiare è attualmente la ragione più frequente nelle richieste di permesso di soggiorno. Dietro questo fenomeno vi sono dinamiche complesse, che recenti dati longitudinali ISTAT consentono di iniziare a dipanare. Genere del primo migrante del nucleo familiare e paese d’origine sono le caratteristiche strutturali che meglio spiegano le traiettorie familiari, ovvero chi si ricongiunge a chi, e in che ordine. Le donne primo-migranti sono meno degli uomini, provengono da società più egualitarie, e meno spesso sono promotrici di ricongiungimento, specie dei figli, salvo quando siano madri sole. Conta poi il progetto migratorio: se orientato all’insediamento definitivo, e se condiviso, questo conta più delle condizioni economiche contingenti. Leggi l’articolo di Elisa Barbiano e Laura Terzera su Neodemos.

Migrazioni

Le emigrazioni degli italiani nell’ultimo decennio

Nell’ultimo decennio le emigrazioni degli italiani verso l’estero sono costantemente cresciute. Su Neodemos Antonio Cortese ne illustra le caratteristiche peculiari: tra il 2008 e il 2016 sono complessivamente 623.885 gli italiani che hanno deciso di emigrare all’estero. Più della metà provengono dall’Italia settentrionale, e in particolare dalla Lombardia che da sola alimenta per circa un quinto la corrente emigratoria. Seguono le regioni del Mezzogiorno dalle quali è partito quasi il 31%. Tra i paesi di arrivo si annoverano soprattutto quelli europei, in primis il Regno Unito, e gli Emirati Arabi.