Segnalazioni con tag “esclusione sociale”

Migrazioni

Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione

ActionAid e Openpolis hanno realizzato il Rapporto “Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione” che rivela gli effetti dei cambiamenti prodotti dal Decreto sicurezza del primo Governo Conte sul sistema di accoglienza dei migranti gestito dalle Prefetture. La ricerca è suddivisa in due capitoli: il primo, pubblicato ad ottobre, e il secondo, pubblicato a dicembre. Nell’analisi complessiva si evidenzia come la riduzione degli importi messi a disposizione per la gestione dei centri, abbia provocato il rifiuto da parte del terzo settore di partecipare ai nuovi bandi del sistema di accoglienza, causando per molte Prefetture un’effettiva difficoltà ad assegnare tutti i posti ritenuti necessari.

Povertà e disuguaglianze

Caritas: flash report su povertà ed esclusione sociale

Caritas Italiana ha rilasciato il Flash Report sulla povertà ed esclusione sociale 2019. Questa edizione, oltre a riportare i dati provenienti dagli oltre 3.300 Centri di Ascolto di tutta Italia, si caratterizza per la presenza di un originale focus curato insieme a Legambiente, dedicato alle connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale. È ad oggi disponibile anche un’infografica di sintesi a cui farà seguito, nel corso del 2020, un report strutturato con ulteriori risultati ed elaborazioni sul tema.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Atlante di Save the Children: una foto preoccupante della condizione minorile

I minori in povertà assoluta sono passati da mezzo milione nel 2007 a 1,2 milioni nel 2019. La crisi ha colpito soprattutto le famiglie con figli piccoli, i migranti e ha inasprito i divari territoriali. Oltre a mostrare i dati sulla povertà assoluta dei minori, l’Atlante di Save the Children Il Tempo dei Bambini. Atlante dell’Infanzia a Rischio 2019 si occupa approfonditamente di povertà educativa, di cambiamento climatico e infanzia, e di politiche, dividendo in modo evocativo la discussione di queste tematiche in tre parti: bambini nel tempo nuovo, bambini nel tempo perduto, bambini nel tempo ritrovato. L’iniziativa mette anche a disposizione una mappa interattiva sulla povertà infantile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Le famiglie monogenitoriali a rischio di povertà ed esclusione sociale

Negli ultimi decenni il numero di famiglie con un solo genitore è più che raddoppiato: attualmente il 14% dei minori vive in nuclei familiari monoparentali. Oltre il 90% è rappresentato da famiglie con madri sole. L’articolo di Openpolis, tramite un approfondimento dei profili di queste famiglie, evidenzia come presentino più spesso della media serie difficoltà economiche, risultando a rischio di esclusione sociale. Il contributo prende in considerazione anche la distribuzione territoriale del fenomeno e propone un focus sulla Liguria per evidenziare le differenze a livello comunale.

Migrazioni

I costi sociali nascosti nel pugno duro sull’immigrazione

Su Neodemos Irene Ponzo riflette sulle riforme promosse dal Ministero dell’Interno in tema di immigrazione, e in particolare sull’abolizione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e sui tagli drastici alle spese per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Secondo l’autrice, i risparmi realizzati dallo Stato attraverso questo tipo di politica non solo saranno modesti, ma porteranno ad un notevole aumento dell’irregolarità ed a un progressivo depauperamento del sistema di accoglienza.

Migrazioni

Il welfare separato per immigrati

Se complessivamente le famiglie in condizione di povertà assoluta sono il 6,9% del totale, tra le famiglie di soli stranieri l’incidenza sale al 29,2%. È da questi numeri che nasce l’idea secondo cui la componente immigrata rappresenti più un costo che un beneficio per il nostro Paese. Tuttavia, se è vero che nelle misure di contrasto alla povertà la componente immigrata è rilevante, nel complesso l’incidenza degli stranieri sulla spesa pubblica italiana risulta modesta: in Italia le voci di spesa più consistenti sono infatti quelle rivolte agli anziani, fascia di età in cui gli immigrati sono poco presenti. Secondo le riflessioni di Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce, non si tratterebbe quindi di concepire provvedimenti separati per gli immigrati, ma di gestire in maniera più efficace le politiche di integrazione e il mercato del lavoro. Solo così il nesso tra immigrazione e povertà potrà affievolirsi.

Migrazioni

RdC per gli stranieri? Quasi impossibile ottenerlo

Per ottenere il Reddito di Cittadinanza gli stranieri devono certificare il possesso di alcuni requisiti aggiuntivi. Oltre a soddisfare le condizioni previste per tutti i richiedenti, i cittadini stranieri dovranno infatti presentare una “certificazione rilasciata dalla competente autorità dello stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana” attestante la composizione del nucleo famigliare e il possesso dei requisiti relativi a limite di reddito, Isee, patrimonio mobiliare e patrimonio immobiliare. Si tratta però di condizioni molto difficili da accertare, spesso anche negli stessi paesi UE. Su LaVoce le riflessioni di Raffaele Lungarella.

Sul tema leggi anche il commento di Maurizio Ambrosini e Alberto Guariso sempre su LaVoce.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La povertà educativa nelle periferie: come leggere i dati

I fattori che contribuiscono alla fragilità del tessuto sociale che caratterizza le periferie sono molteplici. Per coglierli è necessario aumentare la qualità e la quantità dei dati. Nonostante i passi avanti degli ultimi anni, le carenze nei dati sono ancora notevoli. Openpolis, utilizzando il caso di Roma come esempio, mette in luce come la profondità territoriale dei dati faccia la differenza in termini di analisi. Evidenzia inoltre l’associazione tra povertà materiale e povertà educativa. Leggi l’approfondimento.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La spesa per il welfare: a rischio di esclusione i più bisognosi

La spesa delle famiglie italiane per le prestazioni sociali ammonta a 143 miliardi di euro per il 2018. Nel complesso, il welfare rappresenta una delle principali industrie del paese, costituendo l’8,3% del Pil. Rispetto al Rapporto di welfare delle famiglie italiane del 2017, il nuovo documento presentato da Mbs Counsulting sottolinea una crescita che interessa soprattutto le spese per la salute. La spesa per i servizi di welfare grava in media per circa il 16,8% sul reddito di una famiglia, anche se tale incidenza varia moltissimo in base alle condizioni economiche. Sono soprattutto le famiglie meno abbienti a far fronte alle spese più elevate in proporzione al reddito, tanto che la rinuncia al welfare a causa dei costi insostenibili sta diventando un vero e proprio problema sociale.

Altre politiche

Esclusione abitativa in Europa

Il 22 marzo è stata presentata a Bruxelles la quarta panoramica sull’esclusione abitativa in Europa realizzata, in lingua inglese, da Feantsa e Fondazione Abbé Pierre. Dalla ricerca emerge come la spesa per l’alloggio continui ad assorbire quantità sempre crescenti di bilancio delle famiglie, in particolare di quelle povere. Negli ultimi dieci anni, l’esistenza di alloggi inadeguati sta incidendo negativamente sulla qualità della vita di molti cittadini: i più vulnerabili e colpiti dall’esclusione abitativa risultano essere i bambini, i giovani tra i 18 e il 24 anni, gli extracomunitari e i genitori soli con figli a carico. A queste problematiche si aggiunge inoltre una presenza sempre più elevata di homeless, che sta raggiungendo numeri record: le stime parlano di 700 mila senza dimora, registrando un aumento del 70% dal 2009.

Leggi l’articolo di commento su Vita.

Migrazioni

Stranieri e Reddito di Cittadinanza: prime osservazioni

Sul sito dell’Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) Alberto Guariso commenta l’esclusione dal Reddito di cittadinanza di buona parte delle famiglie straniere che vivono in Italia. In particolare, viene contestata l’esclusione dalla prestazione degli stranieri titolari del permesso unico lavoro, che spesso vertono in condizioni economiche difficili; l’esclusione dalla prestazione dei  rifugiati politici e dei titolari di protezione sussidiaria; l’introduzione del requisito di dieci anni di residenza, in contrasto con una consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia europea e della Corte costituzionale, oltre che con l’art. 45 del Trattato sul funzionamento dell’Unione.

Povertà e disuguaglianze

Povertà in attesa, il nuovo rapporto Caritas

Il 17 ottobre 2018, nella Giornata mondiale di lotta contro la povertà, Caritas Italiana ha presentato a Roma il suo Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto dal titolo “Povertà in attesa”. Questa edizione integra per la prima volta in un unico testo il 17° “Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia” e il 5° “Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia”, con l’intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, nonché per stimolare l’azione delle istituzioni civili, e per questo analizza in particolare l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI).

Qui una sintesi del Rapporto e un’infografica.

Leggi su Vita il commento di Sara De Carli.