Segnalazioni con tag “esclusione sociale”

Migrazioni

Save the Children: piccoli schiavi invisibili 2020

Il 28 luglio Save the Children ha pubblicato la X edizione del rapporto Piccoli schiavi invisibili 2020, che analizza l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla tratta e lo sfruttamento in Italia. Secondo le stime, nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta, di cui 10 milioni minori. In Italia, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale. Una vittima su 12 ha meno di 18 anni, la nazionalità di origine è principalmente nigeriana, ivoriana e tunisina, mentre la Regione con più casi emersi è la Sicilia, seguita da Liguria, Piemonte e Campania.

Migrazioni

Detenzione migrante ai tempi del Coronavirus

La Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (Cild) ha recentemente pubblicato il report Detenzione migrante ai tempi del Covid, nel quale vengono analizzati i dati tra febbraio e giugno 2020 relativi agli arrivi via mare, i trattenimenti presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), gli hotspot, le strutture ad hoc e le navi-quarantena. Il documento riporta i seguenti numeri: 451 persone negli hotspot, 332 nei CPR, 207 sulla nave Moby Zazà e un numero indefinito di persone detenute in strutture ad hoc aperte durante l’emergenza per far espletare la quarantena a chi è approdato sulle coste italiane.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Donne e bambini. Un’Italia divisa

Per quanto riguarda le condizioni di donne, bambini e bambine l’Italia non è solo divisa tra Nord e Sud, ma vede anche una spaccatura che separa l’Italia orientale da quella occidentale. L’Onlus WeWorld ha creato un indice che misura la marginalità di questi due gruppi di popolazione e l’ha applicato alle regioni italiane. Oltre a sottolineare le differenze regionali, il rapporto Mai più invisibili 2020 sottolinea anche come l’esclusione delle donne dal mercato del lavoro sia direttamente correlata al rischio di cadere nella povertà educativa per i figli. Dopo aver mappato l’indice sulla condizione delle donne, dei bambini e delle bambine in Italia, il rapporto prende in considerazione alcuni fattori di contesto e le dimensioni della salute, dell’educazione, del capitale umano e sociale.

Migrazioni

Grandi centri per grandi gestori

ActionAid e Openpolis hanno pubblicato il terzo capitolo del Rapporto “Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione” che rivela gli effetti dei cambiamenti prodotti dal Decreto sicurezza del primo Governo Conte sul sistema di accoglienza dei migranti. Nello specifico, questa terza parte del lavoro si concentra sul fatto che in alcune province le aggiudicazioni dei nuovi bandi stanno drasticamente modificando la struttura del sistema di accoglienza, sia rispetto alla distribuzione dei migranti nei centri sia rispetto al tipo di organizzazioni che li gestiscono. Su welforum.it abbiamo già segnalato l’uscita del primo e del secondo capitolo del Rapporto.

Leggi anche il commento di Greta Ardito e Silvia Picalarga su LaVoce.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Uno sguardo sui care leavers

Nel 2018 erano circa 2.400 i giovani tra i 18 e i 21 anni che stavano uscendo dal sistema di accoglienza in Italia. Si tratta dei cosiddetti care leavers, costretti a precoci percorsi di autonomia, soprattutto se equiparati ai coetanei che vivono in famiglia. Valerio Bellotti e Diletta Mauri, a partire dall’indagine di Agevolando “In viaggio verso il nostro futuro. L’accoglienza fuori famiglia con gli occhi di chi l’ha vissuta”, riflettono su questa popolazione marginale, spesso invisibile al welfare, e sugli esiti ambivalenti dei percorsi che intraprendono nella rete dei servizi per l’accoglienza e la tutela. Leggi l’articolo su Vita.

Migrazioni

Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione

ActionAid e Openpolis hanno realizzato il Rapporto “Centri d’Italia: la sicurezza dell’esclusione” che rivela gli effetti dei cambiamenti prodotti dal Decreto sicurezza del primo Governo Conte sul sistema di accoglienza dei migranti gestito dalle Prefetture. La ricerca è suddivisa in due capitoli: il primo, pubblicato ad ottobre, e il secondo, pubblicato a dicembre. Nell’analisi complessiva si evidenzia come la riduzione degli importi messi a disposizione per la gestione dei centri, abbia provocato il rifiuto da parte del terzo settore di partecipare ai nuovi bandi del sistema di accoglienza, causando per molte Prefetture un’effettiva difficoltà ad assegnare tutti i posti ritenuti necessari.

Povertà e disuguaglianze

Caritas: flash report su povertà ed esclusione sociale

Caritas Italiana ha rilasciato il Flash Report sulla povertà ed esclusione sociale 2019. Questa edizione, oltre a riportare i dati provenienti dagli oltre 3.300 Centri di Ascolto di tutta Italia, si caratterizza per la presenza di un originale focus curato insieme a Legambiente, dedicato alle connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale. È ad oggi disponibile anche un’infografica di sintesi a cui farà seguito, nel corso del 2020, un report strutturato con ulteriori risultati ed elaborazioni sul tema.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Atlante di Save the Children: una foto preoccupante della condizione minorile

I minori in povertà assoluta sono passati da mezzo milione nel 2007 a 1,2 milioni nel 2019. La crisi ha colpito soprattutto le famiglie con figli piccoli, i migranti e ha inasprito i divari territoriali. Oltre a mostrare i dati sulla povertà assoluta dei minori, l’Atlante di Save the Children Il Tempo dei Bambini. Atlante dell’Infanzia a Rischio 2019 si occupa approfonditamente di povertà educativa, di cambiamento climatico e infanzia, e di politiche, dividendo in modo evocativo la discussione di queste tematiche in tre parti: bambini nel tempo nuovo, bambini nel tempo perduto, bambini nel tempo ritrovato. L’iniziativa mette anche a disposizione una mappa interattiva sulla povertà infantile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Le famiglie monogenitoriali a rischio di povertà ed esclusione sociale

Negli ultimi decenni il numero di famiglie con un solo genitore è più che raddoppiato: attualmente il 14% dei minori vive in nuclei familiari monoparentali. Oltre il 90% è rappresentato da famiglie con madri sole. L’articolo di Openpolis, tramite un approfondimento dei profili di queste famiglie, evidenzia come presentino più spesso della media serie difficoltà economiche, risultando a rischio di esclusione sociale. Il contributo prende in considerazione anche la distribuzione territoriale del fenomeno e propone un focus sulla Liguria per evidenziare le differenze a livello comunale.

Migrazioni

I costi sociali nascosti nel pugno duro sull’immigrazione

Su Neodemos Irene Ponzo riflette sulle riforme promosse dal Ministero dell’Interno in tema di immigrazione, e in particolare sull’abolizione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e sui tagli drastici alle spese per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Secondo l’autrice, i risparmi realizzati dallo Stato attraverso questo tipo di politica non solo saranno modesti, ma porteranno ad un notevole aumento dell’irregolarità ed a un progressivo depauperamento del sistema di accoglienza.

Migrazioni

Il welfare separato per immigrati

Se complessivamente le famiglie in condizione di povertà assoluta sono il 6,9% del totale, tra le famiglie di soli stranieri l’incidenza sale al 29,2%. È da questi numeri che nasce l’idea secondo cui la componente immigrata rappresenti più un costo che un beneficio per il nostro Paese. Tuttavia, se è vero che nelle misure di contrasto alla povertà la componente immigrata è rilevante, nel complesso l’incidenza degli stranieri sulla spesa pubblica italiana risulta modesta: in Italia le voci di spesa più consistenti sono infatti quelle rivolte agli anziani, fascia di età in cui gli immigrati sono poco presenti. Secondo le riflessioni di Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce, non si tratterebbe quindi di concepire provvedimenti separati per gli immigrati, ma di gestire in maniera più efficace le politiche di integrazione e il mercato del lavoro. Solo così il nesso tra immigrazione e povertà potrà affievolirsi.

Migrazioni

RdC per gli stranieri? Quasi impossibile ottenerlo

Per ottenere il Reddito di Cittadinanza gli stranieri devono certificare il possesso di alcuni requisiti aggiuntivi. Oltre a soddisfare le condizioni previste per tutti i richiedenti, i cittadini stranieri dovranno infatti presentare una “certificazione rilasciata dalla competente autorità dello stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana” attestante la composizione del nucleo famigliare e il possesso dei requisiti relativi a limite di reddito, Isee, patrimonio mobiliare e patrimonio immobiliare. Si tratta però di condizioni molto difficili da accertare, spesso anche negli stessi paesi UE. Su LaVoce le riflessioni di Raffaele Lungarella.

Sul tema leggi anche il commento di Maurizio Ambrosini e Alberto Guariso sempre su LaVoce.