Segnalazioni con tag “Europa”

Politiche europee

Report Caritas Europa: L’accesso ai servizi da parte delle fasce vulnerabili della popolazione

Il 19 febbraio 2020 presso lo European Policy Center è stato presentato il rapporto Europeo Caritas Care relativo all’accesso ai servizi e ai diritti da parte delle persone vulnerabili. Il report comparativo europeo, così come i 16 rapporti nazionali, sono stati realizzati dall’Istituto per la Ricerca Sociale con il coordinamento di Chiara Crepaldi. Lo studio descrive in particolare le barriere e gli ostacoli che impediscono l’accesso alle fasce più deboli della popolazione ai servizi per la prima infanzia, ai servizi per l’impiego, alla casa, al reddito minimo nelle sue varie forme, ed ad una serie di altri servizi tra cui il LTC e i servizi di accoglienza.

Il rapporto europeo può essere scaricato dal sito di Caritas Europa. Qui è inoltre possibile scaricare il rapporto sull’Italia.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il ritardo dell’Italia nelle misure di conciliazione

Il rapporto redatto da Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) “Conciliazione vita-lavoro: sviluppo di policy”, che compara vari paesi dell’UE, indica una svolta positiva nel nostro Paese con un generale aumento dell’investimento economico, legislativo e programmatico nella direzione delle misure di conciliazione. Luca Oliva, nel suo articolo per Percorsi di Secondo Welfare, segnala tuttavia un ritardo nell’investimento e il permanere di una forte asimmetria tra il ruolo maschile e quello femminile.

Altre politiche

Equità in salute: 1º Rapporto OMS Europa

Il 1º Rapporto europeo sull’equità nella salute rivela che, nel tempo, le disuguaglianze di salute in molti paesi europei sono rimaste le stesse o sono peggiorate, nonostante i tentativi da parte dei governi di affrontarle. Il Rapporto identifica inoltre i 5 fattori chiave, chiamati “condizioni di equità in salute” (salute e servizi sanitari; salute e sicurezza del reddito e protezione sociale; condizioni di salute e di vita; salute e capitale sociale e umano; salute e occupazione e condizioni di lavoro), che impediscono a molti bambini, giovani ed adulti di conseguire un buono stato di salute e di condurre un’esistenza dignitosa.

Leggi la sintesi del Rapporto in lingua italiana.

Migrazioni

L’integrazione di alunni con background migratorio

Eurydice, la rete europea di informazione sull’istruzione, ha recentemente pubblicato il rapporto Integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori nelle scuole d’Europa: politiche e misure nazionali. Il rapporto esplora le misure messe in atto dalle autorità educative europee per promuovere l’integrazione scolastica degli studenti provenienti da contesti migratori. Il documento, presentando una mappatura comparativa tra politiche e misure nazionali mirate all’inserimento nelle scuole degli studenti migranti, offre un’analisi approfondita di alcune misure volte all’accoglienza nelle scuole di alunni provenienti da contesti linguistici e culturali diversi e alla considerazione del loro benessere sociale ed emotivo.

Povertà e disuguaglianze

Rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno

Il 4 novembre scorso è stato presentato il nuovo Rapporto Svimez 2019 che si concentra sulle disuguaglianze Nord-Sud nell’ambito del contesto politico ed economico italiano ed europeo. I nuovi temi dell’antica questione meridionale, dice il Rapporto, impongono un cambio di prospettiva nell’analisi della stagnazione italiana. Nell’ultimo ventennio, la politica economica nazionale ha disinvestito dal Mezzogiorno e questo disimpegno nei confronti di politiche di riequilibrio territoriale avrebbe prodotto conseguenze negative per l’intero Paese.

In allegato le slides di presentazione del Rapporto.

Migrazioni

Viaggi disperati, gennaio-dicembre 2019

Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha pubblicato il report Viaggi disperati relativo al periodo gennaio-dicembre 2019. Da gennaio a settembre 2019 quasi 81 mila persone sono arrivate in Europa lungo le rotte del Mediterraneo, cifra in calo rispetto alle quasi 103 mila persone giunte nello stesso periodo del 2018. Quest’anno la Grecia è stata la principale meta di approdo del Mediterraneo, a cui sono arrivati oltre 12 mila bambini, di cui più di 2 mila non accompagnati, molti dei quali provenienti da Afghanistan, Siria e altri Paesi caratterizzati da conflitti e violenze.

Altre politiche

La condizione abitativa in Europa: pubblicato il Rapporto 2019

È stato recentemente pubblicato The State of Housing in the EU, il rapporto biennale curato dall’Housing Europe Observatory che fotografa la condizione abitativa in Europa. Il rapporto contiene anche gli approfondimenti sui singoli paesi. Per quanto riguarda l’Italia, emerge come solo il 4% della popolazione abbia accesso ad un alloggio con affitto calmierato. Elevato invece il tasso di deprivazione abitativa, pari all’11%, contro una media UE del 5,6%.

Leggi la sintesi di Chiara Lodi Rizzini su Percorsi di Secondo Welfare.

Migrazioni

Uno sguardo alle probabili migrazioni dall’Africa all’Europa nei prossimi 30 anni

Su Neodemos Gustavo De Santis ragiona sulle previsioni dei flussi migratori dall’Africa all’Europa nei prossimi 30 anni. Secondo l’autore, una ragionevole stima è nell’ordine di mezzo milione di immigrati netti all’anno, che porterebbe gli africani in Europa dagli attuali 9 milioni a circa 25 milioni, il 5% del totale degli residenti nel vecchio continente. Un afflusso che sarebbe, se ben gestito, non solo sopportabile ma addirittura benefico.

Altre politiche

Primo Rapporto sulle carceri in Europa

Il 14 ottobre è stato presentato il primo Rapporto sulle carceri in Europa, curato da Antigone e dallo European Prison Observatory. Nell’Unione Europea sono attualmente detenute più di 584 mila persone. Negli ultimi dieci anni sono diminuiti i reati, così come la popolazione detenuta, ma le situazioni variano molto da paese a paese: in Italia, ad esempio, nonostante un calo dei reati, il numero dei detenuti è in crescita. Le carceri più sovraffollate si trovano in Francia, Italia, Ungheria e Romania. Quasi il 50% dei detenuti ha una pena inferiore ai 3 anni.

Leggi l’approfondimento sui primi dati su Redattore Sociale.

Migrazioni

Sfide e benefici dell’inclusione dei migranti nel mercato del lavoro

Sono stati recentemente resi noti i risultati del Progetto europeo Mile (Migrants Integration in the Labour market in Europe), co-finanziato dal Fondo Fami dell’UE, in collaborazione con 7 enti provenienti da Italia, Austria, Grecia e Spagna. La ricerca si è focalizzata sull’analisi di ostacoli e opportunità per l’integrazione lavorativa di cittadini di paesi terzi. Basso livello di conoscenza da parte delle aziende relativamente alle politiche di assunzione che incoraggiano la diversità, complessità del quadro normativo e basso livello di conoscenza da parte dei cittadini extra-UE della lingua del paese ospitante sono le principali barriere emerse.

Leggi il Rapporto di ricerca completo e la sintesi.

Migrazioni

Migranti e UE: cosa c’è da sapere sul vertice di Malta

Il 23 settembre scorso si è tenuto a Malta un mini-summit tra i ministri dell’Interno di 5 paesi europei, Italia inclusa. Si tratta del primo tentativo formale per trovare una soluzione condivisa sulla gestione degli sbarchi nel Mediterraneo centrale: un primo accordo tra paesi che, riconoscendo la difficoltà di cambiare le regole dell’UE in senso più solidale, si dichiarano disponibili ad agire al di fuori dei trattati. Quale accordo potrebbe uscire dal vertice? E quali conseguenze questo potrebbe avere per l’Europa in generale, e per l’Italia in particolare? Le riflessioni di Matteo Villa e Elena Corradi sul sito dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale).

Sul tema leggi anche l’articolo di Maurizio Ambrosini su LaVoce.

Migrazioni

Migranti, il ruolo italiano per una strategia UE

Sul Corriere della Sera Valerio Onida riflette su tre punti di attenzione che il nostro Paese dovrebbe adottare per fronteggiare la crisi migratoria. Innanzitutto, l’Italia dovrebbe considerare gli immigrati come richiedenti asilo in Europa, e quindi identificarli e ospitarli come tali, per conto e a spese dell’UE. Il secondo punto riguarda l’adozione – da parte di tutti i paesi – di misure volte ad ostacolare i traffici di esseri umani e a promuovere vie sicure e legali di ingresso. In terzo luogo, il nostro Paese dovrebbe attivare una seria politica di integrazione dei migranti: non solo fornire vitto e alloggio temporanei e decidere sulle domande di protezione internazionale, ma fare – sempre per conto dell’UE – uno sforzo di conoscenza, formazione e orientamento dei singoli individui.