Segnalazioni con tag “fecondità”

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Assegno Unico tra innovazione e margini di miglioramento

L’Assegno Unico costituisce una novità per l’Italia nel campo delle politiche per la famiglia sia per il tentativo di semplificazione delle misure sia per un’impostazione che va al di là del contrasto alla povertà, nel tentativo di incentivare la fecondità e supportare la genitorialità. Alessandro Rosina e Francesca Luppi, nel loro articolo per Neodemos, ne sottolineano questi e altri punti di forza, ma individuano anche alcune criticità, tra cui un importo ridotto rispetto ad altri contesti europei.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Classe sociale e fecondità

Marco Albertini, Teodora Maksimovic, Letizia Mencarini e Giorgio Piccitto hanno stimato per Neodemos il ruolo della classe sociale sulla possibilità di avere un figlio in 14 paesi europei, nel periodo compreso tra il 2005 e il 2017. Lo studio evidenzia come la classe sociale, in particolare modo quella della donna, influenzi i comportamenti riproduttivi. Le probabilità di avere figli risultano più alte nelle coppie in cui la donna occupa posizioni di lavoro con maggiore sicurezza contrattuale, autonomia organizzativa e con significative prospettive di carriera, tanto che gli autori parlano di “gentrificazione della fecondità”.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La resilienza lavorativa supporta la fecondità

Su Neodemos Arianna Gatta, Francesco Mattioli, Letizia Mencarini e Daniele Vignoli analizzano come la percezione dell’incertezza lavorativa influenzi le scelte riproduttive degli italiani attraverso la rielaborazione dei dati raccolti da Trustlab nel 2017. Dallo studio emerge che le intenzioni di fecondità non sono correlate alla percezione della stabilità lavorativa, ma alla percezione di resilienza lavorativa, cioè da quanto si ritiene probabile trovare, in caso di perdita del lavoro attuale, una nuova occupazione con salario simile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’impatto della prima ondata pandemica sulle nascite

Su Neodemos Marcantonio Caltabiano e Alessandro Rosina analizzano l’impatto della prima ondata sull’andamento delle nascite. Il primo lockdown ha ridotto le nascite tra l’8% e il 14% tra novembre 2020 e febbraio 2021. A partire da marzo 2021 le nascite, corrispondenti ai concepimenti durante la fase 2, riprendono a crescere del 4%. L’andamento varia a livello territoriale: la diminuzione maggiore, del 24%, si è verificata nel Nord-Ovest e ha colpito soprattutto le famiglie straniere. Nell’area la ripresa di marzo 2021 è attribuita esclusivamente ai nati italiani: +6% di cui 2/3 da madri laureate.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La natalità nel 2021

Su Neodemos, Alessandro Rosina e Marcantonio Caltabiano riflettono sull’impatto del primo anno di pandemia sulle nascite del 2021, a fronte di un 2020 in linea con la denatalità dell’ultimo decennio. Pur in assenza di dati, è possibile ipotizzare che l’instabilità economica e organizzativa dovute all’emergenza sanitaria abbiano indebolito ulteriormente i progetti riproduttivi delle famiglie. I ritardi legati ai sostegni dedicati alle famiglie, come l’assegno unico, contribuiscono ad rinforzare ulteriormente l’incertezza.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Una mappa della fecondità italiana

Su Neodemos, Chiara Degan mostra i risultati di un metodo di stima indiretta della fecondità a livello comunale, basato sulla struttura d’età della popolazione. Le evidenze dell’analisi mostrano forti differenze territoriali, e livelli di fecondità maggiori nel Nord del Paese. Un risultato che viene ricondotto alla maggiore attrattività della macro-area per i soggetti in età fertile, e ai conseguenti flussi migratori interni provenienti dalle regioni del Mezzogiorno.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’impatto dell’emergenza sanitaria sulle nascite

In un articolo su Neodemos, Alessandra De Rose e Alessandro Rosina riportano i risultati principali di un sondaggio somministrato a 75 demografi italiani circa l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle nascite nel nostro Paese. La maggioranza degli intervistati ritiene che la riduzione delle nascite si aggraverà nel 2021 e che le misure annunciate dal governo non saranno in grado di invertire questa tendenza, mentre maggiore fiducia è riposta, a partire dal 2022, dall’effetto combinato di un buon uso delle risorse Next Generation EU e del Family Act.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Nel 2019 prosegue il calo della natalità in Italia

Il report dell’Istat Natalità e fecondità della popolazione residente, conferma, per il settimo anno consecutivo, una contrazione della natalità in Italia pari a circa 20 mila unità rispetto al 2018. Tale diminuzione coinvolge, in particolare, le coppie di nazionalità italiana, ma inizia ad interessare anche i residenti di origine straniera. Tra i risultati principali si segnala anche un calo della fecondità, attestatasi a 1,27 figli per donna, e un aumento dell’età media delle madri, ora pari a 31,3 anni.

Migrazioni

Culle piene: la ricetta tedesca

Germania e Italia condividono il primato di paesi più anziani d’Europa. A incidere in maniera significativa su questo trend è soprattutto la natalità: il tasso di fecondità in Germania ha registrato negli ultimi anni un aumento progressivo, dovuto per buona parte al massiccio flusso migratorio, che ha visto arrivare sul territorio tedesco molti giovani stranieri. Se dal 2014 al 2018 la popolazione straniera in Italia è aumentata di 200 mila unità, in Germania è cresciuta di 2,6 milioni ed è caratterizzata, da un lato, dall’accoglienza di profughi (in particolare siriani) e, dall’altro lato, dall’ingresso di cittadini dell’Est Europa. Su LaVoce le riflessioni di Enrico Di Pasquale e Chiara Tronchin.

Famiglia, infanzia e adolescenza

In attesa del Family Act

Avere figli in Italia sembra diventare sempre più difficile a causa di un mercato del lavoro discriminatorio nei confronti delle donne e della scarsa efficacia delle misure esistenti per la conciliazione, soprattutto a causa della loro frammentarietà. In questo articolo per LaVoce Chiara Saraceno si augura che il governo vada oltre la retorica sulla famiglia e prenda sul serio la proposta del Family Act della ministra Elena Bonetti, nella speranza che si tratti di un disegno effettivamente comprensivo e strutturato. Un articolo del Redattore Sociale sottolinea come tale riforma rischi, però, di essere minacciata dai dissapori all’interno del Governo e vedere, di conseguenza, deluse le speranze delle famiglie.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’inarrestabile declino delle nascite

Il Report Istat sulla natalità e fecondità della popolazione residente italiana approfondisce l’ulteriore diminuzione di nuovi nati che ha registrato il 2018. Oltre a un calo del 4% delle nascite, diminuisce ulteriormente il numero medio di figli per donna (1,29) e aumenta l’età media del primo figlio (32 anni). I dati mostrano inoltre che la funzione di contenimento del cosiddetto baby-bust data dai flussi migratori sta diminuendo a causa dell’invecchiamento della popolazione immigrata. Diminuiscono anche le nascite da genitori stranieri, che rimangono tuttavia rilevanti soprattutto al Nord (uno su cinque). Marcantonio Caltabiano sottolinea nel suo articolo per Neodemos la gravità della situazione mettendo in luce i dati più salienti del report e approfondendone alcune implicazioni.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Per l’occupazione femminile i bonus non bastano

L’occupazione femminile sembra essere diventata una priorità per il governo, insieme a natalità e divario di genere. Salvatore Lattanzio, nel suo articolo per LaVoce, mette però in guardia dalle politiche dei “bonus” che rischiano solo di appesantire i conti dello stato senza portare a un significativo cambio di rotta per il paese e suggerisce invece di puntare, per esempio, sui congedi di paternità. Attraverso dati Istat, l’autore mostra non solo la lontananza dell’Italia dagli altri paesi avanzati, ma anche la forte divisione interna territoriale proprio in termini di occupazione femminile.