Emergenza Coronavirus

In questo periodo di emergenza pubblichiamo quotidianamente articoli e segnalazioni sul tema Covid-19. Gli articoli sono raccolti nel Punto di Welforum. Le segnalazioni, che quotidianamente aggiorniamo, sono distribuite su quattro percorsi di lettura:
Rassegna normativa | Dati nazionali e internazionali | Punti di vista | Prese di posizione

Segnalazioni con tag “fecondità”

Migrazioni

Culle piene: la ricetta tedesca

Germania e Italia condividono il primato di paesi più anziani d’Europa. A incidere in maniera significativa su questo trend è soprattutto la natalità: il tasso di fecondità in Germania ha registrato negli ultimi anni un aumento progressivo, dovuto per buona parte al massiccio flusso migratorio, che ha visto arrivare sul territorio tedesco molti giovani stranieri. Se dal 2014 al 2018 la popolazione straniera in Italia è aumentata di 200 mila unità, in Germania è cresciuta di 2,6 milioni ed è caratterizzata, da un lato, dall’accoglienza di profughi (in particolare siriani) e, dall’altro lato, dall’ingresso di cittadini dell’Est Europa. Su LaVoce le riflessioni di Enrico Di Pasquale e Chiara Tronchin.

Famiglia, infanzia e adolescenza

In attesa del Family Act

Avere figli in Italia sembra diventare sempre più difficile a causa di un mercato del lavoro discriminatorio nei confronti delle donne e della scarsa efficacia delle misure esistenti per la conciliazione, soprattutto a causa della loro frammentarietà. In questo articolo per LaVoce Chiara Saraceno si augura che il governo vada oltre la retorica sulla famiglia e prenda sul serio la proposta del Family Act della ministra Elena Bonetti, nella speranza che si tratti di un disegno effettivamente comprensivo e strutturato. Un articolo del Redattore Sociale sottolinea come tale riforma rischi, però, di essere minacciata dai dissapori all’interno del Governo e vedere, di conseguenza, deluse le speranze delle famiglie.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’inarrestabile declino delle nascite

Il Report Istat sulla natalità e fecondità della popolazione residente italiana approfondisce l’ulteriore diminuzione di nuovi nati che ha registrato il 2018. Oltre a un calo del 4% delle nascite, diminuisce ulteriormente il numero medio di figli per donna (1,29) e aumenta l’età media del primo figlio (32 anni). I dati mostrano inoltre che la funzione di contenimento del cosiddetto baby-bust data dai flussi migratori sta diminuendo a causa dell’invecchiamento della popolazione immigrata. Diminuiscono anche le nascite da genitori stranieri, che rimangono tuttavia rilevanti soprattutto al Nord (uno su cinque). Marcantonio Caltabiano sottolinea nel suo articolo per Neodemos la gravità della situazione mettendo in luce i dati più salienti del report e approfondendone alcune implicazioni.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Per l’occupazione femminile i bonus non bastano

L’occupazione femminile sembra essere diventata una priorità per il governo, insieme a natalità e divario di genere. Salvatore Lattanzio, nel suo articolo per LaVoce, mette però in guardia dalle politiche dei “bonus” che rischiano solo di appesantire i conti dello stato senza portare a un significativo cambio di rotta per il paese e suggerisce invece di puntare, per esempio, sui congedi di paternità. Attraverso dati Istat, l’autore mostra non solo la lontananza dell’Italia dagli altri paesi avanzati, ma anche la forte divisione interna territoriale proprio in termini di occupazione femminile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Denatalità: al di là delle semplificazioni

L’informazione è in grado di orientare il dibattito pubblico e, quando il tema in questione è la denatalità, come sottolineano Caltabiano e Rosina nell’articolo per Neodemos, la semplificazione delle spiegazioni del fenomeno e delle sue possibili ricadute forniscono un quadro limitato dentro cui pensare le politiche. Gli autori vanno oltre le semplici evidenze approfondendo e affrontando la complessità del tema, mettendo di nuovo l’accento sulla necessità di un sistema di politiche integrate.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Quale benessere aumenta la prolificità?

Il rapporto BES (Benessere equo e sostenibile) dell’Istat mette in luce il legame tra alcune dimensioni del benessere e la prolificità, concludendo che nei territori in cui si registrano livelli maggiori di benessere si riscontra anche una maggiore tendenza a fare figli. Date le profonde differenze territoriali che caratterizzano il nostro Paese, anche sotto quest’aspetto il Nord e il Sud risultano molto lontani l’uno dall’altro. Leggi l’articolo di Alessandra De Rose et al. per Neodemos.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Più figli per le donne con alti livelli di istruzione nei paesi nordici

Uno studio del 2018 di Jalovaraa et al. mostra come nei paesi nordici la fertilità tra le donne maggiormente istruite sia in crescita. Al contrario, tra le donne meno istruite aumentano quelle senza figli. Se la tendenza delle donne istruite ad avere meno figli era motivata da un bilancio tra costi e opportunità legati all’alto potenziale in termini di guadagni e di avanzamento professionale derivato dal livello di educazione, a cosa è dovuta questa inversione di tendenza? Secondo lo studio questo cambiamento potrebbe essere l’indicatore del successo di politiche di conciliazione sia in termini di offerta di servizi di cura che di un sistema di permessi più bilanciato rispetto al genere.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Sulle conseguenze della denatalità

Molti studi si sono concentrati sulle cause della denatalità mettendo in luce la rilevanza delle variabili economiche nella decisione di avere o meno dei figli e sulla loro numerosità. Ma quali sarebbero invece le conseguenze a lungo termine della denatalità? Maurizio Franzini nell’articolo per Menabò di Etica ed Economia si sofferma sul legame tra invecchiamento della popolazione e innovazione, e sul perverso intreccio tra denatalità e produttività. L’invecchiamento della popolazione non metterebbe, infatti, alla prova solo il sistema pensionistico, ma l’intero sistema di produzione di beni e di servizi.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il calo della fecondità, uno sguardo all’Italia e all’Europa

Corrado Bonifazi e Angela Paparusso nell’articolo per Neodemos illustrano alcuni dati sulla fecondità in Europa, sottolineano le differenze tra i vari paesi europei, soffermandosi in particolare sul caso italiano. Tale riflessione risulta particolarmente rilevante se si considera che una fecondità inferiore al livello di sostituzione per un lungo periodo di tempo determina cambiamenti profondi nella struttura per età di una popolazione. Tale soglia si attesta a 2,1 figli per donna nei paesi sviluppati. Quando la fecondità rimane al di sotto di tale soglia viene messa a dura prova la sostenibilità del sistema pensionistico e sanitario ed il funzionamento del mercato del lavoro e del sistema scolastico.