Segnalazioni con tag “governo”

Politiche e governo del welfare

DL Rilancio: guida alla lettura

Il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 interviene in maniera trasversale attraverso misure destinate alla tutela delle famiglie e dei lavoratori, alla salvaguardia e al sostegno delle imprese, degli artigiani e dei liberi professionisti, al rafforzamento degli istituti di protezione e coesione sociale. Federsanità e Anci Toscana hanno riletto il DL Rilancio, con particolare riferimento agli ambiti sanitario, sociale e del terzo settore, evidenziando sia gli elementi di merito che le risorse economiche impegnate. Lo segnaliamo come utile guida per orientarsi nella complessità del piano di interventi previsto.

Persone con disabilità

Disabilità e azione di Governo: in attesa di novità

Nell’intervista a Vincenzo Falabella, presidente della Fish – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, viene rinnovata la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di incardinare un “attore” alle più elevate competenze istituzionali che possa assumere, grazie a deleghe chiare e adeguate risorse, compiti di indirizzo e di coordinamento in materia di disabilità nell’intento di garantire, tra l’altro, dei livelli uniformi di prestazioni.

Migrazioni

Immigrazione: la svolta possibile del nuovo governo

Sergio Briguglio su LaVoce presenta le due strade che un eventuale nuovo governo M5s-PD potrebbe intraprendere in fatto di politiche migratorie: da un lato, presentare in Parlamento una riforma legislativa su migranti economici e cittadinanza e, dall’altro, limitarsi ad adottare misure di carattere amministrativo. Secondo l’autore i risultati sarebbero positivi in entrambi i casi.

Politiche e governo del welfare

Conte bis, i ministri del neo governo giallorosso

Il 4 settembre scorso il premier Giuseppe Conte ha presentato la squadra dei ministri del neo governo giallorosso: 16 uomini e 7 donne. Nunzia Catalfo è il nuovo ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ruolo ricoperto precedentemente da Luigi Di Maio, che passa al Ministero degli Affari Esteri. La Catalfo, esponente del M5s, è Presidente della 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale del Senato, nonché prima firmataria della legge sul Reddito di Cittadinanza e di quella sul salario minimo. Luciana Lamorgese è invece il nuovo ministro dell’Interno, prefetto del Comune di Milano, che succede a Matteo Salvini. Elena Bonetti è ministro delle Pari Opportunità e Famiglia, Enzo Amendola degli Affari Europei, Roberto Speranza della Salute.

Leggi su LaVoce l’articolo di commento di Francesco Daveri.

Politiche e governo del welfare

Crisi di governo: il bilancio delle promesse sociali

Su un totale di 100 promesse, 26 sono state mantenute dal Governo giallo-verde: in particolare, la chiusura dei porti per le ONG, l’introduzione di Reddito di cittadinanza, Pensione di cittadinanza e Quota 100, l’istituzione del Ministero per le disabilità e l’emanazione del Decreto dignità. È quanto emerge dal monitoraggio di CheckPoint Promesse, l’osservatorio indipendente nato dall’iniziativa di un gruppo di giovani studenti e professionisti provenienti da tutta Italia. Molti restano però i nodi non ancora sciolti in tema di welfare, istruzione, ambiente e sanità. A titolo esemplificativo, non risultano ancora mantenute le promesse relative all’aumento delle pensioni d’invalidità, all’ampliamento della platea di studenti beneficiari dell’esenzione dal pagamento delle tasse di iscrizione all’università, alla riduzione della dispersione scolastica, alla riduzione e prevenzione del consumo del suolo, e così via.

Leggi l’approfondimento di Redattore Sociale.

Migrazioni

Prima gli italiani: una politica sopra le righe

Sull’immigrazione, il contratto di governo tra Lega e M5s conteneva due impegni: il superamento del trattato di Dublino e il rimpatrio di cinquecentomila clandestini. Nessuno dei due è stato raggiunto: da un lato, al Consiglio europeo del giugno 2018 il governo decide di lasciar cadere la riforma del regolamento di Dublino schierandosi con quei paesi che non accettano le quote di ricollocamento; dall’altro lato, nel 2018 i rimpatri sono stati 6.820, in linea con i 6.514 del 2017. Si è però creato un crescente clima di ostilità verso gli stranieri, che emerge anche in altri provvedimenti, quale il Reddito di Cittadinanza in cui sono state inserite varie clausole volte a limitare il numero dei beneficiari stranieri. Su LaVoce il contributo di Andrea Stuppini.

Politiche e governo del welfare

Osservatorio Astrid sull’attuazione del Contratto di governo

Astrid propone un interessante strumento, impiegato per il momento in via sperimentale, destinato ad indagare in modo oggettivo e fondato sui dati lo stato di avanzamento nell’attuazione del Contratto di governo. A fronte di ciascun punto del documento, l’Osservatorio indica i provvedimenti che il Governo ha già adottato per la sua attuazione. L’aggiornamento è effettuato mensilmente, salvo in caso di provvedimenti di particolare rilevanza, inserendo nelle apposite caselle il riferimento ai provvedimenti adottati nei trenta giorni precedenti.

Politiche e governo del welfare

Il populismo in Italia arriva da lontano

“Se è populista un movimento politico che abusa della regola della maggioranza, contesta le élite fino a quando non arriva al potere e tende a negare il pluralismo, allora l’attuale situazione italiana è stata preparata dai 25 anni precedenti”. Su LaVoce Henri Schmit ci spiega il perché, riflettendo sulla logica e sui sintomi della deriva populistica di cui oggi molto si parla.

Politiche e governo del welfare

L’azzardo dei conti del governo Lega-M5S

Questa segnalazione tratta in via eccezionale un tema, la legge di bilancio, che va oltre le politiche sociali, ma che può avere grosse influenze su di esse. Dato che notevole è la confusione in merito, anche per le notizie frammentate e non ufficiali che escono quotidianamente, pensiamo utile ai nostri lettori presentare una serie di contributi di qualificati esperti che riflettono su LaVoce in merito alla discussione sulla legge di bilancio a cui stiamo assistendo in questi giorni.

Nel suo articolo Massimo Bordignon definisce l’idea del finanziamento in deficit come pessima: pensare che spendere in disavanzo non comporti alcun costo, o almeno nessun costo percettibile dagli elettori, è un’illusione. Il legame immaginario tra deficit e crescita economica è infatti dimostrato anche dal fatto che l’Italia presenta contemporaneamente il più alto debito pubblico sul Pil e la più bassa crescita.

Paolo Balduzzi riflette invece sulla ricerca di possibili coperture: o si aumentano le imposte o diminuiscono le spese o si crea deficit. L’unica via percorribile sembra essere quella della riduzione della spesa. Ma quali e quante spese si possono effettivamente tagliare per trovare le risorse necessarie? Qualche indicazione può derivare dall’analisi delle spending review degli ultimi anni.

Nel commentare la manovra giallo-verde, il presidente Mattarella ha richiamato il dovere costituzionale del pareggio di bilancio. In realtà la Costituzione direbbe qualcosa di diverso, che peraltro renderebbe incostituzionali tutti i bilanci dal 2014 ad oggi. Nel suo contributo Roberto Perotti spiega il perché confrontando numeri e fatti.

Infine, Francesco Daveri dà una valutazione preliminare dei contenuti della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che sembra nettamente sottostimare il costo per il bilancio delle misure proposte.

Politiche e governo del welfare

I cento giorni del Governo

Su Redattore Sociale il nostro direttore Emanuele Ranci Ortigosa riflette sui primi cento giorni del governo Conte che, almeno dal punto di vista delle politiche sociali, possono essere definiti piuttosto confusi. L’unico intervento con ricadute in termini di politiche sociali è il cosiddetto “decreto dignità”, ma non è certo sufficiente. Il vero banco di prova sarà infatti costituito dalla legge di bilancio, dove al centro del dibattito sarà posto il reddito di cittadinanza. Secondo l’autore la cosa più sensata sarebbe quella di ripartire dal REI, potenziandolo soprattutto in termini di risorse, per poi rilanciare i Centri per l’impiego, oggi assolutamente inadeguati.