Segnalazioni con tag “invecchiamento”

Anziani

Europa: tendenza all’invecchiamento e al calo della popolazione

Da uno studio del servizio di ricerca del Parlamento Europeo emerge che, da qui al 2080, si potrebbe avere una riduzione della popolazione europea di 9 milioni di persone, passando dagli attuali 513,5 milioni ai 504,5 nel 2080. La riduzione non sarà in ogni caso costante: per il 2040, ad esempio, sono previsti 524,7 milioni di abitanti in Europa. L’articolo di Antonella Carrino su Centro Studi 50&Più.

Anziani

Due domande sull’invecchiamento

L’età di riferimento alla quale si usa riferirsi per definire l’inizio della vecchiaia è stata ripetutamente aumentata negli ultimi decenni. Su Neodemos Vittorio Filippi riflette sulla qualità della vita degli anziani e sulle conseguenze negative del loro crescente isolamento e degli effetti che il riscaldamento globale, assai forte nelle aree urbanizzate dell’Europa e del Mediterraneo orientale, potrà avere sul loro stato di salute.

Anziani

Le trasformazioni della terza età

Su Neodemos Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo hanno pubblicato una sorta di “trittico” denso di informazioni utili e aggiornate e di osservazioni anche inedite sulle trasformazioni che attraversano la terza età e le strutture familiari, anche a seguito dei processi di invecchiamento della popolazione che ci accompagneranno ancora per lunghi anni. Leggi il primo, il secondo e il terzo articolo.

Politiche e governo del welfare

La popolazione continua a diminuire: quale impatto sul welfare italiano?

I nuovi dati Istat sugli indicatori demografici confermano l’andamento demografico negativo del nostro Paese: nel 2019 si è registrato il “ricambio naturale” più basso dal 1918. Quali sono le ricadute del fenomeno sul sistema di welfare italiano? Le riflessioni di Valentino Santoni su Percorsi di Secondo Welfare.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’inarrestabile declino delle nascite

Il Report Istat sulla natalità e fecondità della popolazione residente italiana approfondisce l’ulteriore diminuzione di nuovi nati che ha registrato il 2018. Oltre a un calo del 4% delle nascite, diminuisce ulteriormente il numero medio di figli per donna (1,29) e aumenta l’età media del primo figlio (32 anni). I dati mostrano inoltre che la funzione di contenimento del cosiddetto baby-bust data dai flussi migratori sta diminuendo a causa dell’invecchiamento della popolazione immigrata. Diminuiscono anche le nascite da genitori stranieri, che rimangono tuttavia rilevanti soprattutto al Nord (uno su cinque). Marcantonio Caltabiano sottolinea nel suo articolo per Neodemos la gravità della situazione mettendo in luce i dati più salienti del report e approfondendone alcune implicazioni.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Calo demografico: come prepararsi al punto di non ritorno

Tra quattro anni la popolazione anziana (over 60) in Italia, secondo le previsioni dell’Istat, dovrebbe superare la soglia del 30%, il cosiddetto punto di non ritorno. L’articolo di Di Pasquale, Stoppin e Tronchin per LaVoce sottolinea le conseguenze di questo calo e la necessità, oltre a prendere provvedimenti che abbiano impatto sul lungo-termine, di pensare a misure i cui effetti siano apprezzabili entro un arco temporale più breve, soprattutto nell’ambito della scuola, dell’immigrazione e pensioni.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La sfida demografica resta inascoltata dai politici italiani

Se il calo delle nascite non si arresta e non si torna al tasso di ricambio naturale (2,1 figli per donna), nel 2050 la popolazione italiana passerà da 60 a 50 milioni. Maurizio Ferrera, nel suo articolo per Percorsi di Secondo Welfare, dopo aver spiegato brevemente l’insostenibilità di tale scenario, volge lo sguardo ad altre esperienze europee (virtuose e non) per riflettere sulle politiche adottate negli ultimi anni. Conclude l’articolo denunciando la gravità della situazione italiana, in cui i politici non sembrano essere consapevoli dell’urgenza e della serietà della sfida demografica. Lo stesso allarme è lanciato da Alessandro Rosina, nell’intervista rilasciata a Sara De Carli per Vita, che mette l’accento sulla necessità di strumenti integrati all’interno di misure strutturali a sostegno della natalità.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La questione demografica: natalità, invecchiamento, mercato del lavoro e crescita

Il 16 ottobre presso Arel si è tenuto un seminario volto a promuovere la discussione sulla questione demografica, tema che sta assumendo un ruolo sempre più centrale all’interno del dibattito pubblico nazionale ed internazionale. Nel corso della giornata si è parlato in particolare di interventi sul fronte delle politiche per la famiglia, misure di conciliazione e promozione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Sul sito di Arel è possibile scaricare il resoconto del seminario.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Un voto, una testa. Un incentivo alle politiche contro la denatalità

Sebbene sembri esserci ampio consenso sulla necessità di attuare politiche di contrasto alla denatalità, quando si tratta di distribuire le risorse spesso le priorità sono altre. Visto l’invecchiamento della popolazione e la riduzione della popolazione composta da genitori con figli, l’interesse verso questo tipo di misure è destinato a scemare ulteriormente. Mirco Tonin e Federico Boffa, nell’articolo per LaVoce, propongono quindi di concedere il diritto di voto, ovviamente tramite i genitori, ai bambini, in modo da aumentare il peso elettorale della popolazione con figli minori, rispettando però  la rappresentatività democratica.

Politiche e governo del welfare

Istat: Bilancio demografico nazionale 2018

In Italia nel 2018, secondo i dati Istat pubblicati il 3 luglio scorso, la popolazione residente è diminuita di 124mila unità. Si tratta del quarto anno consecutivo di decrescita: dal 2015 sono oltre 400mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. Nello stesso anno si registrano un livello minimo di nascite, meno decessi e meno iscrizioni dall’estero rispetto al 2017. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%), ma è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%).

Leggi anche il commento di Angela Silvestrini e Maura Simone su Neodemos.