Segnalazioni con tag “istruzione”

Altre politiche

Neet: i giovani italiani primi in Europa

Secondo l’indagine Eurostat del giugno 2019, nel nostro Paese l’incidenza dei Neet nella fascia 20-34 anni raggiunge il 28,9%, posizionando l’Italia al primo posto all’interno dell’Unione Europea (16,5%). Dal punto di vista territoriale si riscontrano differenze molto marcate: la maggior percentuale di Neet si concentrata infatti nel Mezzogiorno (34% vs 15,5% del Nord). Il 10 ottobre Unicef ha presentato la ricerca Il silenzio dei Neet per avviare una riflessione collettiva verso una progettazione comune, con lo scopo di descrivere l’entità del fenomeno nelle tre città italiane oggetto del progetto Neet Equity (Napoli, Taranto e Carbonia), i principali stakeholder, le politiche adottate e i servizi attivati a contrasto del fenomeno.

Approfondisci il progetto sul sito dell’Unicef.

Altre politiche

Istat: livelli di istruzione della popolazione e ritorni occupazionali 2018

In Italia i livelli di istruzione della popolazione sono in aumento, ma restano ancora inferiori a quelli medi europei. Il vantaggio occupazionale dei laureati è decisamente in crescita, seppur con marcate differenze di genere: rispetto agli uomini, le donne conseguono più elevati livelli di istruzione e maggiori vantaggi occupazionali al crescere del livello di istruzione, ma i tassi di occupazione restano ampiamente inferiori. Questi i principali risultati pubblicati il 15 luglio 2019 da Istat nel report Livelli di istruzione e ritorni occupazionali relativi all’anno 2018.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Nuovo portale del Miur per gli studenti ospedalizzati o assistiti a casa

Nasce il nuovo Portale Nazionale per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare del Miur per garantire la continuità della formazione nonostante la malattia. Il Portale vuole essere un punto di riferimento importante per l’informazione di studenti, famiglie, scuole e ospedali, garantendo non solo il diritto di apprendere e conoscere a quegli studenti che non possono fisicamente recarsi a scuola per periodi più o meno lunghi, ma anche assicurando un contatto con l’ambiente scolastico, fondamentale per la crescita cognitiva ed emotiva.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’Italia ancora lontana dagli obiettivi 2030 per l’istruzione

Tra gli obiettivi 2030 fissati dalle Nazioni Uniti vi è anche un’istruzione di maggiore qualità. 36 indicatori permettono di avere un quadro piuttosto dettagliato di ogni paese. L’Italia, sebbene abbia conosciuto un forte miglioramento negli ultimi venti anni, risulta ancora essere il fanalino di coda dell’Europa per numero di laureati, competenze e tasso di abbandono. Inoltre, disaggregando i dati, emergono sia le forti differenze territoriali che di genere e di nazionalità. L’articolo di Openpolis riassume e analizza queste evidenze.

Altre politiche

Siamo un paese che non premia l’istruzione

In Italia chi è in possesso di titoli di studio più elevati ha maggiori opportunità occupazionali e guadagna di più. Anche se meno che negli altri Paesi OCSE. Il rendimento però non tende ad aumentare al crescere del livello d’istruzione. Tutto ciò ad indicare che il mercato del lavoro italiano risulta incapace di premiare i livelli più elevati di qualificazione. Su LaVoce Daniele Checchi e Maria De Paola riflettono, partendo dai dati dell’indagine biennale della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane, sui benefici monetari di una maggior istruzione.

Altre politiche

OCSE: uno sguardo sull’istruzione 2018

Uno sguardo sull’istruzione: indicatori dell’OCSE è un’autorevole fonte d’informazioni sullo stato dell’istruzione nel mondo. La ricerca presenta dati sulla struttura, il finanziamento e le prestazioni dei sistemi d’istruzione nei Paesi dell’OCSE. Per l’Italia il basso livello d’istruzione conseguito è correlato alle disuguaglianze nella partecipazione all’educazione della prima infanzia e all’istruzione terziaria; nonostante l’aumento della percentuale di giovani con un titolo di istruzione terziaria, persistono difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro; il corpo docente è tra i più anziani dei Paesi dell’OCSE, ma tale quota è iniziata a diminuire nel 2016 in seguito a nuove assunzioni. Queste sono solo alcune delle evidenze contenute nel documento.

Altre politiche

Istat: livelli d’istruzione e ritorni occupazionali

Istat ha pubblicato il Report Livelli d’istruzione e ritorni occupazionali dell’istruzione: i principali indicatori. Nel 2017 in Italia il 60,9% della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha almeno un titolo di studio secondario superiore, valore distante da quello medio europeo pari a 77,5%. Sulla differenza pesa in particolare la bassa quota di titoli terziari: il 18,7% in Italia, contro il 31,4% nella media UE. Ma quanto il livello d’istruzione influenza le condizioni occupazionali nel nostro Paese?

Famiglia, infanzia e adolescenza

Laureati e famiglia: ritardo o rinuncia?

Laureati e laureate tendono a posticipare la formazione di una nuova famiglia, per la durata più lunga degli studi e l’investimento nella carriera. Mentre negli altri paesi il ritardo viene poi recuperato, in Italia ciò accade solo per gli uomini laureati. Per le donne italiane laureate, invece, nel lungo periodo il ritardo diviene spesso rinuncia, a causa dei costi indiretti di matrimonio e maternità sulla carriera che deprimono la bassa fecondità totale del nostro paese. Leggi l’articolo di Stefano Cantalini su Neodemos.