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Istituzioni e governance

La contrattazione sociale territoriale fuori dall’ombra

La contrattazione sociale territoriale contribuisce da tempo all’infrastrutturazione del welfare nei territori e alla promozione del benessere sociale di lavoratori e cittadini. Eppure la sua conoscenza appare ancora limitata, così come sua la piena valorizzazione. I dati dell’Osservatorio sociale sulla contrattazione territoriale della Cisl e Fnp Cisl, raccolti nel Rapporto 2019, offrono l’opportunità di entrare nel merito di questa azione negoziale e di cogliere come oggi essa viva “una finestra di opportunità”. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Cittadinanza e i servizi per l’inserimento lavorativo

La regolazione della componente di inclusione sociale e lavorativa del Reddito di Cittadinanza è avvenuta in momenti successivi all’emanazione del decreto istitutivo (d.l.4/2019, modificato dalla legge di conversione n.26 del marzo 2019), attraverso specifici decreti attuativi e circolari operative. Facciamo qui il punto sullo stato dell’arte del sistema dei servizi per l’inserimento lavorativo, per dare conto degli elementi rispetto ai quali esiste ad oggi un quadro di regole compiuto e di quelli in fase di definizione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Cittadinanza è entrato nel vivo (anche) per il sociale

Da qualche mese, dopo una fase di latenza iniziale, il Reddito di Cittadinanza è entrato nel vivo anche per il sociale. Tanti i fronti aperti, le procedure amministrative da avviare e gli adempimenti da assolvere, in un quadro che permane fluido e soggetto a frequenti modifiche, dettate da quanto definito via via dal susseguirsi dei provvedimenti attuativi. La ri-programmazione del PON-Inclusione, la nuova piattaforma informatica per la gestione delle verifiche sui requisiti di residenza e soggiorno e l’attivazione dei Patti per l’Inclusione Sociale sono solo alcune delle novità introdotte. Vediamole nel dettaglio. Leggi >

Mese sociale. Lo strano caso dei bonus che non piacciono alle famiglie

C’è il bonus mamma domani, il bonus bebè, il bonus nido e così via. Poi saliamo con l’età e arriviamo a quelli che riguardano gli anziani, come gli assegni di cura, oppure interventi più canalizzati in termini di utilizzo. E qui il vento cambia. È il caso del cosiddetto “bonus badanti”, un contributo economico alle famiglie che assumono regolarmente un’assistente familiare, introdotto da alcune regioni e un anno fa anche da Regione Lombardia. Con un esito inaspettato. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il salario minimo in Italia. Possibili effetti sui costi e sui beneficiari

Il Punto di Welforum Nel vivace recente dibattito sull’introduzione del salario minimo legale (SML) in Italia sono emerse numerose chiavi di lettura, accanto ad elementi e criteri di valutazione vari ed eterogenei, che attengono a diverse sfere del lavoro. Tra le questioni in gioco vanno segnalati aspetti legati al sistema di relazioni industriali, ai costi stimati per le imprese dovuti all’adeguamento al minimo fissato e alle possibili reazioni della domanda di lavoro all’introduzione di un tetto minimo salariale. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Note a margine delle attuali proposte sul salario minimo: il parere di Cisl

Il Punto di Welforum Parlare di contrasto alla povertà o anche soltanto di innalzamento di salari bassi attraverso una azione legislativa sul livello minimo retributivo orario, definendo una cifra senza riferimenti analitici di contesto e di merito, a nostro avviso è estremamente riduttivo e rischia di essere fuorviante rispetto ai veri problemi che riguardano invece il tema del salario che ha la necessità di essere affrontato in un quadro molto più ampio di interventi volto ad affrontare la “questione salariale” dentro una più ampia politica dei redditi che interessa le persone, le famiglie. Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, anzi un tale approccio crea ulteriori squilibri e produrre effetti indesiderati. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Note a margine delle attuali proposte sul salario minimo: il parere di Cgil

Il Punto di Welforum La questione salariale è ormai riconosciuta come tale da tutti gli attori istituzionali, italiani ed europei. Si tratta di una questione che incrocia il tema più generale del contrasto alle forme di povertà; povertà vecchie e nuove, quali sono le condizioni di povertà in cui versa un segmento di persone che pur risulta essere occupato. Qui, la questione della povertà non richiama il tema di forme di sostegno al reddito nei casi di assenza di lavoro (per intenderci, il reddito di cittadinanza, comunque inteso) ma richiama il tema dei livelli salariali che sovente sono talmente bassi da provocare oggettivamente un problema sociale, oltre che economico. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il lavoro povero: radici strutturali e rimedi

Il Punto di Welforum Le tendenze e le criticità del lavoro sono oggetto di molte indagini, fra cui quelle contenute nel rapporto sul mercato del lavoro elaborati di recente dal CNEL. Un punto comune di queste analisi, peraltro condiviso dagli osservatori più attenti e imparziali, è che tutte le criticità rilevate non sono una conseguenza contingente della crisi degli anni passati. Questa le ha solo aggravate. Esse riflettono caratteri strutturali dell’economia italiana che ormai da parecchi anni non vede crescere quei settori e quelle attività ad elevata produttività e alto valore aggiunto che soli sarebbero in grado di offrire posti di lavoro molo qualificati e a tempo pieno. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welfare e lavoro povero

Il Punto di Welforum Dopo la crisi economica la povertà è aumentata e, con questa, anche il lavoro povero. La crisi ha però messo in evidenza come la crescita del lavoro povero non sia semplicemente legata a fattori ciclici, ma anche a fenomeni di natura strutturale legati alla globalizzazione dei mercati e alla delocalizzazione dei processi manifatturieri, alla diffusione di tecnologie digitali, alla crescente terziarizzazione dei sistemi economici e, non ultimo, alla progressiva erosione del potere del sindacato nella contrattazione collettiva. Sebbene la povertà e l’esclusione sociale siano state tradizionalmente associate alla disoccupazione di lunga durata e alla diffusa inattività di alcune fasce della popolazione, oggi anche alcune forme di lavoro sono spesso associate a situazioni di povertà, a testimoniare come il lavoro non sia più sufficiente a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori e ai nuclei familiari a cui appartengono. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il salario minimo: paure e speranze

Il Punto di Welforum Perché questo Punto di welforum è dedicato al Salario Minimo

 

Su povertà e esclusione sociale l’attenzione di Welforum è costante. Dalle analisi delle famiglie in povertà emerge che queste sono sempre di più, anche se uno dei componenti lavora.

I fattori di disoccupazione di lunga durata e di inattività ricorrente e diffusa sono individuati nella globalizzazione, nell’evoluzione tecnologica, nella debolezza del mercato del lavoro. Sul piano individuale pesano e spesso concorrono a produrre povertà il basso livello di istruzione, il tipo di contratto, l’orario di lavoro. Entro la povertà c’è, e cresce, un’area di working poor, di famiglie per le quali il lavoro non basta a uscire dalla povertà: il lavoro c’è, ma è fragile, precario, poco intenso perché riguarda un solo percettore.

Uno dei fattori di creazione di lavoro povero, l’abbiamo detto, è il livello della retribuzione. Vi sono proposte di varia fonte che propongono allora di introdurre il salario minimo, cioè di rendere obbligatoria un’adeguata retribuzione del lavoro. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

Part-time involontario nel Sud Europa. Una nuova forma di precarietà per le donne?

Gli studiosi sono concordi nel sottolineare come tra i (pochi) effetti positivi della crisi del 2008-2014 ci sia stato un parziale riequilibrio della partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne. In alcuni paesi questo ha significato un balzo in avanti notevole nella parità tra uomini e donne sul mercato del lavoro: per esempio, in Spagna il gender gap è passato dal 23,6% del 2007 al 12,1% del 2018 (fonte: Eurostat, gender gap in employment). Anche in Italia si è verificato un processo di questo tipo, sebbene in misura minore (25,8% nel 2007, 19,8% nel 2018). Bene? Non del tutto. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza e politiche attive del lavoro

Molto è stato detto in questi mesi sull’impostazione marcatamente lavoristica del Reddito di Cittadinanza (RdC), che enfatizza la dimensione della ricerca di lavoro come via di uscita dalla povertà. Proviamo di seguito ad analizzare specificatamente come sono state definite le regole per l’individuazione dei destinatari e gli adempimenti connessi alla stipula del Patto per il Lavoro, mettendo a confronto il D.L.4/2019 con il D. Lgs.150/2015, al fine di evidenziare eventuali elementi di continuità o di innovazione rispetto alla normativa vigente. Leggi >