Segnalazioni con tag “lavoro”

Migrazioni

Dossier Statistico Immigrazione 2019

È stato recentemente presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2019, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in partenariato con il Centro Studi e Rivista Confronti. Il rapporto si concentra su quello che viene definito annus horribilis per i migranti a causa dei due decreti sicurezza, immediatamente convertiti in legge, che tra le estati 2018 e 2019 hanno duramente colpito sia gli immigrati già presenti in Italia sia quelli diretti verso il Paese. Viene poi affrontato il tema delle discriminazioni nell’inserimento nel mercato del lavoro e nell’integrazione sociale e nell’accesso ai servizi di welfare.

Povertà e disuguaglianze

Rapporto annuale Inps su disuguaglianze ed iniquità sociali

È stato recentemente presentato il Rapporto annuale dell’Inps sulla situazione del paese. I dati evidenziano pressanti sfide per il prossimo futuro per combattere il progressivo e persistente declino demografico, le diseguaglianze di genere, la deflazione salariale, i bassi tassi di occupazione, in particolar modo giovanile. Due i segnali di pur timida ripresa quali l’aumento del ricorso ai contratti a tempo indeterminato, grazie all’introduzione del Decreto Dignità, ed un iniziale impatto espansivo sui consumi dato dall’integrazione al reddito delle famiglie al di sotto della soglia di povertà, determinato dall’introduzione del Reddito e della Pensione di Cittadinanza.

Migrazioni

Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia: IX Rapporto annuale

Il 12 luglio è stato presentato il IX Rapporto annuale Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia, curato dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Rapporto analizza il mercato del lavoro, le politiche attive e passive e il sistema di welfare del nostro Paese, mettendo in relazione i dati sui cittadini stranieri con quelli relativi agli italiani. Il lavoro è arricchito da un contributo di prospettiva internazionale dell’Ocse e dagli approfondimenti su posizione nell’occupazione e over-qualification, sul livello di soddisfazione e sulla condizione occupazionale delle donne.

Famiglia, infanzia e adolescenza

I segnali di arretratezza del mercato del lavoro italiano

Chiara Saraceno propone nel suo articolo per Neodemos un’attenta e interessante analisi dei dati Istat dell’indagine Forze di Lavoro. In particolare sottolinea come non vi siano segnali di miglioramento rispetto al 2013 per quanto riguarda il numero di famiglie in cui non vi sono occupati e come l’Italia rimanga un paese in cui le famiglie monoreddito sono più della metà. L’autrice si sofferma poi sull’arretratezza del meridione, sulla condizione delle donne e delle famiglie con figli, concludendo con un’osservazione più generale sull’incidenza della povertà nel nostro paese.

Istituzioni e governance

Istat: Rapporto annuale 2019

Il 20 giugno Istat ha pubblicato la 27esima edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese. Il volume offre attraverso grafici interattivi una panoramica relativa ai temi affrontati nei 5 capitoli: sistema macroeconomico e sociale, tendenze demografiche, sviluppo sostenibile, mercato del lavoro e crescita economica. Grazie all’utilizzo di mappe interattive sono disponibili numerosi dati territoriali, anche con confronti temporali e per settore di attività.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Mercato del lavoro in ripresa, ma non per tutti

Più dell’80% delle famiglie italiane ha almeno un membro occupato. Il report Istat su Famiglie e Mercato del Lavoro sottolinea come tale percentuale sia vicina al livello pre-crisi. Questa tendenza positiva sembra però essere l’esito di dinamiche di ripresa che interessano prevalentemente il Nord Italia. A tal proposito sono, per esempio, molto indicativi i dati sul genere: a livello nazionale quasi la metà delle coppie vede entrambi i coniugi occupati, ma se tale tasso supera la metà al Nord, nel Sud Italia scende a un quarto.

Migrazioni

Decreto flussi 2019

Il 9 aprile 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2019 con il quale vengono fissate le quote dei lavoratori stranieri che per l’anno 2019 possono fare ingresso in Italia per motivi di lavoro. Il Decreto stabilisce una quota massima di ingressi pari a 30.850 unità, 18 mila delle quali riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale, quasi 13 mila riservate all’ingresso di lavoratori appartenenti a determinate categorie e le restanti riservate alle conversioni del permesso di soggiorno in permesso di soggiorno per lavoro. Le quote per lavoro subordinato e autonomo sono attribuite a livello territoriale dalla Circolare n. 9 del 16 aprile 2019.

Leggi l’articolo di commento di Maurizio Ambrosini su LaVoce.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Garanzia giovani, un bilancio a 5 anni dall’avvio

A cinque anni dall’avvio del programma “Garanzia Giovani”, l’articolo di Patrik Vesan su Percorsi di SecondoWelfare propone un primo bilancio sui risultati raggiunti e sulle mancanze. Oltre il 70% di coloro che si sono iscritti sono stati presi in carico. Più della metà ha potuto effettuare tirocini e quasi un quarto ha ricevuto incentivi occupazionali. Inoltre, il 48% dei tirocinanti ha ricevuto un’offerta di lavoro dal datore che li aveva accolti, mentre il 30% è stato assunto potendo sfruttare le incentivazioni offerte. Tuttavia, se tali dati vengono letti in un’ottica più ampia, è evidente la carenza di una politica nazionale per l’occupazione giovanile in cui tale programma avrebbe dovuto inserirsi.

Altre politiche

Rapporto sul mercato del lavoro 2018

È stato presentato il secondo Rapporto sulla situazione occupazionale nel nostro Paese, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal. Il rapporto, dopo aver ricostruito un bilancio degli ultimi dieci anni del mercato del lavoro in Italia, si concentra sul sottoutilizzo della forza lavoro, sull’occupazione giovanile e sul tema degli infortuni e delle malattie professionali. Il documento (qui una sintesi) rileva, tra l’altro, una ripresa a “bassa intensità lavorativa”, caratterizzata quindi da un maggior numero di occupati ma da un minor numero di ore.

Migrazioni

Focus 2018 sui lavoratori stranieri in Emilia-Romagna

L’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio ha pubblicato un focus di approfondimento sui lavoratori stranieri in Emilia-Romagna. Lo studio utilizza una pluralità di statistiche ufficiali e rende disponibili due tipi di analisi: la situazione aggiornata al 2017 e il trend nell’ultimo decennio. I risultati segnalano il superamento della fase più acuta della crisi economica e del lavoro che ha caratterizzato il periodo 2008-2014.

Migrazioni

Se a Visegrád mancano i lavoratori

I Paesi UE del gruppo di Visegrád (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) sono tra i più rigidi per quanto riguarda le politiche migratorie: tale opposizione si è manifestata duramente con il rifiuto di rispettare la quota stabilita dei ricollocamenti di migranti da Italia e Grecia tra il 2015 e il 2017. Si tratta di Paesi con una bassissima presenza straniera, un significativo calo della popolazione in età lavorativa e una forte tendenza all’invecchiamento. Complessivamente, nel 2050 questi Paesi avranno quasi 10 milioni di persone in meno in età lavorativa e quasi 7 milioni di persone in più in età pensionabile. Quali sono allora le loro strategie per mantenere sostenibile il sistema produttivo? Ne parlano su LaVoce Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin

Migrazioni

Gli immigrati in Italia lavorano di più dei nativi

Il Rapporto Settling In 2018. Indicators of Immigrant Integration, redatto dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e dalla Commissione europea, presenta un bilancio sull’integrazione degli stranieri, intesa come l’abilità di ottenere gli stessi risultati sociali ed economici dei nativi. Secondo il dossier, presentato a Marrakech durante la firma del Global Compact, il 60% degli immigrati residenti in Italia ha un impiego, rispetto al 58% degli italiani, ma svolge un lavoro poco qualificato, temporaneo e che mette a rischio la salute fisica.