Segnalazioni con tag “lavoro”

Povertà e disuguaglianze

Perché chi riceve il Reddito di Cittadinanza non trova lavoro

Francesco Giubileo e Francesco Pastore, su LaVoce, a partire dal Rapporto di Anpal del maggio scorso, tracciano un identikit dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza finora presi in carico dal Centri per l’Impiego. Si tratta del 44% dei circa 800 mila soggetti orientati al percorso lavorativo, per lo più di età compresa tra i 35-45 anni, con titolo di studio di scuola secondaria superiore, disoccupati di lunga durata oppure occupati sporadicamente con contratti a termine, persone spesso demotivate, senza una chiara consapevolezza della propria situazione.

Povertà e disuguaglianze

Confcooperative: aumento della povertà e della rabbia sociale

In un recente articolo apparso su Vita il 30 luglio u.s., Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, lancia un monito sul preoccupante aumento della povertà dopo il lockdown. Sarebbero a rischio oltre 830 mila posti di lavoro. Servono subito risorse per politiche strutturali che tendano sia alla salvaguardia dell’attuale occupazione, ma soprattutto alla creazione di nuovo lavoro. Solo rilanciando innovazione, competitività e occupazione – afferma Gardini – potremo far fronte ai debiti che abbiamo contratto, ridurre le diseguaglianze e costruire un modello di Paese più equo, più sostenibile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Rapporto OIL su gioventù e Covid-19

Il Covid-19 ha avuto un impatto fortemente negativo sui giovani che studiano, su quelli che lavorano e su quelli che si dedicano a entrambe le attività. Secondo il rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro Youth and Covid-19 il passaggio alla formazione online, per esempio, ha comportato un peggioramento nell’apprendimento nel 65% dei casi. I giovani hanno inoltre più probabilità di essere impiegati in quei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Il rapporto approfondisce anche le differenze territoriali e chiede risposte politiche urgenti.

Politiche e governo del welfare

Le conseguenze sociali dell’epidemia Covid-19

Su Neodemos Andrea Brandolini riflette sulle conseguenze sociali del Covid-19. Nei primi sei mesi del 2020 il PIL è caduto di circa il 12% rispetto all’anno prima, il numero degli occupati è calato di 559 mila unità e il numero di ore lavorate in media alla settimana è diminuito da 34,3 a 30,6. Anche grazie agli ingenti trasferimenti pubblici, tale contrazione dell’attività si è riflessa solo in parte sui redditi familiari. Gli effetti tuttavia non sono stati gli stessi per tutti: molte delle fasce di popolazione più colpite dalla crisi – come i giovani e i lavoratori a termine – erano infatti a rischio di povertà già prima del Coronavirus.

Migrazioni

Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia: X Rapporto annuale

Il 15 luglio è stato presentato il X Rapporto annuale Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia, che indaga il lavoro dei migranti attraverso le principali fonti istituzionali. Nel 2019, i cittadini stranieri occupati sono 2,5 milioni, pari al 10,7% del totale, concentrati nella maggioranza nel settore dei servizi collettivi e alla persona (36%) e nell’agricoltura (183%). I dati risultano pressoché stabili rispetto al 2018, ma non tengono ancora conto dell’impatto dell’emergenza Covid-19, che ostacolerà i trend positivi e acuirà le criticità già esistenti, né della regolarizzazione in corso.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il primo documento della task-force “Donne per un nuovo rinascimento”

Paola Profeta ed Ersilia Vaudo presentano, nell’articolo su LaVoce, il primo documento della task-force “Donne per un nuovo rinascimento”. Creata dalla ministra Bonetti, la task-force, ha affrontato la promozione della partecipazione delle donne in ambito Stem (Science, technology, engineering, mathematics) sin dalla scuola primaria e il supporto al lavoro femminile (anche considerate le conseguenze della pandemia) con la promozione di leadership bilanciate per genere e di valutazioni di genere in tutti i processi decisionali.

Politiche e governo del welfare

Istat: Rapporto annuale 2020

Il 3 luglio Istat ha pubblicato la 28esima edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese, che esamina lo scenario generatosi con l’emergenza sanitaria e verifica gli effetti sulla società e sull’economia dell’Italia. Il volume offre, attraverso infografiche e grafici interattivi, una panoramica relativa ai temi affrontati nei 5 capitoli: quadro economico e sociale; sanità e salute di fronte all’emergenza Covid-19; mobilità sociale, diseguaglianze e lavoro; sistema delle imprese: elementi di crisi e resilienza; criticità strutturali come possibili leve della ripresa: ambiente, conoscenza, permanente bassa fecondità.

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza: nota Anpal

Una recente nota dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) presenta i dati relativi alle principali caratteristiche dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, avviati al percorso lavorativo. Alla data del 1° aprile 2020 risultavano presenti nel database dell’Agenzia oltre 991 mila individui, di cui l’82,6% soggetti alla sottoscrizione del Patto per il Lavoro, tolti gli esclusi, gli esonerati e coloro che sono stati rinviati ai servizi sociali. Si tratta per il 43,7% di individui concentrati nel Sud Italia, con un’età media di poco inferiore ai 40 anni ed un livello di istruzione medio basso, dal momento che oltre il 72% si caratterizza per un titolo non superiore alla secondaria di primo grado. Sul sito di Anpal è possibile scaricare la nota e l’allegato statistico.

Politiche e governo del welfare

DL Rilancio: guida alla lettura

Il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 interviene in maniera trasversale attraverso misure destinate alla tutela delle famiglie e dei lavoratori, alla salvaguardia e al sostegno delle imprese, degli artigiani e dei liberi professionisti, al rafforzamento degli istituti di protezione e coesione sociale. Federsanità e Anci Toscana hanno riletto il DL Rilancio, con particolare riferimento agli ambiti sanitario, sociale e del terzo settore, evidenziando sia gli elementi di merito che le risorse economiche impegnate. Lo segnaliamo come utile guida per orientarsi nella complessità del piano di interventi previsto.

Politiche e governo del welfare

DL 19.05.2020, n. 34: Decreto Rilancio

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, cosiddetto “Decreto Rilancio”. Il DL contiene un insieme di misure in tema di salute e sicurezza, sostegno alle imprese e all’economia, sostegno a lavoratori, famiglie e disabilità, enti territoriali, fisco. Contiene poi misure settoriali rispetto agli ambiti turismo e cultura, editoria, trasporti, sport, giustizia, agricoltura, ambiente, istruzione, università e ricerca, innovazione, Mezzogiorno. Questo insieme ampio e complesso di provvedimenti, che si sviluppa in oltre 250 articoli, mira a completare la risposta all’emergenza sanitaria, economica e sociale determinata dal Covid-19, intrapresa con i precedenti decreti Cura Italia (DL 18/2020) e DL Liquidità (DL 23/2020), e a delineare, in coerenza con l’inizio della cosiddetta “fase 2”, misure di rilancio.

Migrazioni

Le attività essenziali hanno bisogno degli immigrati

Alcuni settori cruciali dell’economia italiana, quali quello agricolo, del trasporto, della manifattura e dei servizi di cura, oggi sarebbero paralizzati senza la forza lavoro straniera. In tali settori spesso però è più presente il sommerso. Su LaVoce Francesco Campo, Sara Giunti e Mariapia Mendola riflettono sulle tutele e sui diritti che il governo del nostro Paese dovrebbe garantire ai lavoratori stranieri, a partire dalla regolarizzazione del lavoro nero.