Segnalazioni con tag “maltrattamento”

Famiglia, infanzia e adolescenza

È uscito il rapporto di valutazione del programma PIPPI

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con l’Università di Padova ha redatto il rapporto di valutazione del Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione. Tale programma ha come obiettivo primario il sostegno alla genitorialità vulnerabile. Più nello specifico, PIPPI mira a innovare le pratiche di intervento rivolte alle famiglie cosiddette negligenti, al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e di allontanamento dei minori dalla famiglia di origine, tenendo al centro il ventaglio di ambiti di azione possibili per il soddisfacimento dei bisogni dei bambini.

Altre politiche

Se il lavoro non è un posto sicuro

Alcuni dati diffusi negli ultimi anni da enti nazionali ed internazionali mostrano come l’emancipazione delle donne e le molestie sul lavoro sembrino andare di pari passo. Su InGenere Claudia Bruno mette in evidenza come i luoghi di lavoro possano fare molto per sostenere le donne nella fuoriuscita dalla violenza domestica, senza però essere di per sé luoghi sicuri. Infatti, se maggiori livelli di istruzione ed emancipazione economica corrispondono a una più alta probabilità per le donne di uscire da situazioni di violenza domestica, questi coincidono anche con una loro maggiore esposizione a molestie e ricatti sul posto di lavoro. A tal proposito, il 21 giugno 2019 la Conferenza Internazionale del Lavoro ha adottato i primi strumenti internazionali sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro: la Convenzione n. 190 e la Raccomandazione n. 206 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Altre politiche

ActionAid: centri antiviolenza e case rifugio a rischio

Gravi ritardi nell’assegnazione e nello stanziamento delle risorse rischiano, in alcuni territori, di far chiudere i centri antiviolenza e le case rifugio, negando alle donne che subiscono violenza il diritto ad essere assistite. Questo il quadro allarmante che emerge dal monitoraggio che ActionAid ha condotto sui Fondi statali antiviolenza dal 2015 al 2019, previsti dalla legge 119/2013 e ripartiti dal Dipartimento delle Pari Opportunità alle Regioni per finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio.

Visita la pagina dedicata e scarica il rapporto.

Altre politiche

Istat: indagine sui centri antiviolenza

Istat, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità, il CNR e le Regioni, ha condotto la prima indagine sui 281 Centri antiviolenza (CAV) che svolgono attività a sostegno delle donne maltrattate e dei loro figli. Nel 2017 si sono rivolte ai CAV più di 43 mila donne; di queste il 67% ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Tra le donne che hanno iniziato tale percorso, il 64% ha figli, la maggior parte dei quali minorenni. La quasi totalità dei CAV offre servizi di accoglienza, supporto psicologico e legale. Meno diffusi i servizi di accompagnamento verso l’autonomia abitativa e lavorativa, di sostegno alla genitorialità e di mediazione linguistica.

Scarica il testo integrale e le tavole statistiche.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Minori fuori famiglia

I fatti di cronaca accaduti in Val d’Enza hanno portato alla ribalta il tema della formazione professionale degli operatori sociali, troppo spesso abbandonati a se stessi e alla loro esperienza. Sara De Carli, nell’articolo per Vita, raccoglie la testimonianza di Rosa Rosnati, ordinario di Psicologia sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, specializzata in psicologia dell’adozione, dell’affido e della famiglia. Il contributo evidenzia soprattutto la necessità di colmare il gap tra ricerca e intervento in questo settore.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Ancora a proposito di affidi in Val d’Enza

Ancora intorno alle questioni sollevate dall’inchiesta sugli affidi in Val d’Enza, segnaliamo il comunicato dell’AIMMF (Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) e le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza a Parlamento, Governo, Regioni, Comuni, magistratura, avvocati, assistenti sociali, psicologi e giornalisti.

Anche il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia ha rilasciato un comunicato in merito alla vicenda, richiamando tutti alla responsabilità di garantire con urgenza e impegno i diritti dei cittadini più piccoli. Nel frattempo, con un decreto del Ministro della Giustizia Bonafede, è stata istituita la “squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori” con l’obiettivo di creare le condizioni per un monitoraggio efficace, a partire da una banca dati nazionale omogenea.

Famiglia, infanzia e adolescenza

A proposito dell’inchiesta sulla gestione affidi in Val d’Enza

A proposito dell’inchiesta sulla gestione degli affidi in Val d’Enza, su L’Avvenire, Fabio Foghereiter riflette su importanti elementi sistemici e di contesto entro i quali si sviluppa la gestione della tutela dei minori, sui fattori di criticità e su possibili direzioni di riforma, in particolare al fine di favorire il coinvolgimento delle famiglie in difficoltà nei progetti di protezione e di recupero che le riguardano, realizzando così appieno lo spirito della legge sull’affido famigliare. Sempre su Avvenire.it un’utile ricostruzione dei principali fatto e questioni in campo.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’assessore di Napoli contro le telecamere nelle scuole d’infanzia

Annamaria Palmieri, assessore del Comune di Napoli, in una lettera indirizzata all’ANCI e al Corriere del Mezzogiorno si dichiara contraria alle telecamere nella scuola d’ infanzia. Sottolinea il rischio, con tale provvedimento, di incrinare definitivamente il patto di fiducia fondativo tra famiglie e scuole. Inoltre indica con forza la necessità di concentrare le risorse su qualità e formazione, unici mezzi effettivamente efficaci nel contrastare sia la povertà educativa che i fatti di cronaca legati alle scuole.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Contro la violenza nelle scuole servono formazione e prevenzione, non le telecamere

La presidente del CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) si pronuncia contro l’obbligo delle telecamere nelle scuole dell’infanzia in un lungo documento consegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. La proposta delle telecamere a scuola rompe, infatti, il tradizionale patto di fiducia tra scuola e famiglia, mentre prevenzione, formazione e monitoraggio dovrebbero essere i primi strumenti per contrastare la violenza nelle scuole.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Povertà e maltrattamento dell’infanzia: la seconda edizione dell’indice Cesvi

Sebbene la povertà non sia una causa diretta del maltrattamento sui minori, la mancanza o carenza di risorse economiche costituiscono un fattore di rischio ad elevata criticità. Spesso la povertà materiale è strettamente correlata a quella emotiva. Questo è il fulcro della nuova edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che evidenzia anche il divario tra Nord e Sud, la virtuosità dell’Emilia Romagna e un allarme, invece, in Campania. L’indice è il risultato di una serie di indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Le periferie educative d’Italia, tra limiti e risorse

Nella stessa città i bambini possono godere di opportunità molto diverse, anche a distanza di poche decine di metri. L’influenza dell’ambiente in cui crescono incide significativamente sulle risorse a loro disposizione. La IX edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio Le periferie dei bambini traccia la mappa dei fattori di vulnerabilità in sei città italiane, sottolineando come le disuguaglianze spesso nascano al di fuori dalla scuola e siano alimentate dalla povertà sociale, urbanistica e spaziale di certi quartieri. I fattori ambientali, il contesto socio-economico, la presenza o meno di servizi incidono anche sulla possibilità dei bambini di essere esposti a fenomeni di maltrattamento, come evidenzia il Rapporto Liberi Tutti di Cesvi.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Maltrattamento all’infanzia in Italia: i dati regionali

Presentato dal CESVI l’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #LiberiTutti, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quasi 6 milioni, tra bambini e adulti, sono o sono state vittime di maltrattamenti durante l’infanzia in Italia. Un dato certo sottostimato, poiché il fenomeno è sommerso e non abbastanza studiato. Persistono forti disparità tra Nord e Sud. Le prime regioni per capacità di prevenzione e contrasto sono l’Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia. L’indice complessivo più basso è invece rilevato per Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata.