Tag “PNRR”

Politiche e governo del welfare

La grande incompiuta: l’assistenza primaria

I servizi sanitari territoriali, e la medicina di base in particolare, sono in profonda crisi da molti anni, finendo anche per essere additati come il capro espiatorio della pandemia. Viene loro imputato di non essersi adeguati ai cambiamenti della società, della tecnologia sanitaria e dell’informazione, continuando ad operare secondo un modello organizzativo e culturale novecentesco: quello del medico libero professionista singolo. Leggi e progetti di riforma non sono mancati nell’ultimo venti-trentennio, ma sono rimasti al palo. Ora sono stati inseriti nel PNRR 2 miliardi di investimenti nelle Case di comunità (CdC), in cui dovrebbero operare medici generalisti, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri, riabilitatori e altri professionisti sanitari, definiti i modelli a “perno e raggi” con tanto di standard per 1000 abitanti, senza aver prima verificato il realismo della proposta. Leggi >

Mese sociale. Ma i servizi domiciliari non sono alternativi alle residenze

Gli avvenimenti di quest’estate trattati nel nuovo Mese sociale: approvati nuovi criteri di accreditamento per le cure domiciliari nell’ambito del SSN. Il documento impone requisiti che le Regioni dovranno garantire adeguando strutture e processi. Un documento ambizioso, che tuttavia identifica le cure domiciliari con l’ADI, servizi oggi sostanzialmente infermieristici e che invece dovrebbero coprire uno spettro di attività. È stato varato il nuovo Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali, che colma un vuoto durato numerosi anni e contiene al suo interno il Piano sociale nazionale 2021-2023 e il Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2021-2023. Infine, i nuovi numeri del Reddito di cittadinanza. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Quando la povertà economica e la povertà abitativa entrano nella vita delle persone

Nel giugno scorso a Lisbona i ministri nazionali e i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, hanno firmato la “Lisbon Declaration on the European Platform on Combatting Homelessness”. Il lancio della piattaforma segna l’inizio di un percorso verso un impegno condiviso di tutti gli Stati membri a favore delle persone senza dimora al fine di perseguire obiettivi comuni. I progetti degli Stati membri saranno finanziati dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+), con una dotazione di 99,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Tutti gli Stati membri dell’UE investiranno almeno il 25% delle loro risorse Fondo sociale europeo Plus (FSE+) a favore dell’inclusione sociale e almeno il 3% per affrontare la deprivazione materiale. Questo impegno condiviso dagli Stati europei può essere una opportunità anche per l’Italia. Leggi >

Politiche e governo del welfare

La sanità lombarda: passi avanti e passi indietro

Si avvia alla conclusione la revisione della legge regionale 23, introdotta sperimentalmente sei anni fa e (abbondantemente) giunta al termine della sua quinquennale durata prevista. Ora abbiamo la proposta di una nuova legge da parte della Giunta regionale (d.g.r. 5068 del 22 luglio scorso). Si tratta in alcuni casi di micro aggiustamenti, in altri di modifiche di sostanza alla normativa vigente. L’articolo evidenzia alcune evoluzioni e tre macro criticità che caratterizzano la nuova proposta e che hanno colpito uno sguardo complessivo sulle direzioni della sanità lombarda. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

I servizi 0-6 nel PNRR: un’occasione irripetibile

Le risorse messe a disposizione con il PNRR rappresentano un’irripetibile opportunità per ampliare nel nostro paese la diffusione dei servizi all’infanzia, e in particolare dei nidi, riducendone al tempo stesso le sperequazioni territoriali. L’implementazione del Piano andrà attentamente monitorata e coordinata con l’attuazione del Sistema Integrato 0-6 e con il Family Act, al fine di realizzare effettivamente – e finalmente – l’approccio dell’Investimento Sociale e le pari opportunità fin dai primi anni di vita. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Reti di prossimità: obiettivi del PNRR e nodi da approfondire

Alcune riflessioni sulle priorità di scelta rispetto alle reti di prossimità, alla luce delle attuali indicazioni internazionali e delle proposte contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ritenendo opportuno che sia data la priorità, nella realizzazione della Missione Salute del PNRR, agli investimenti più coerenti con le indicazioni internazionali, come “la casa come primo luogo di cura” e la presa in carico della persona. Leggi >

Professioni sociali

La voce degli assistenti sociali sul PNRR

I contenuti del PNRR coinvolgono direttamente il servizio sociale da diversi punti di vista. Nell’interlocuzione con la politica, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali ha avuto modo di esprimere le proprie posizioni su diversi ambiti dell’intervento professionale. Al tempo stesso, nell’ambito del Piano, sono in discussione modifiche riguardanti l’abilitazione all’esercizio di alcune professioni ordinate, tra cui anche quella dell’assistente sociale. Abbiamo affrontato con la Vicepresidente del Cnoas alcune delle numerose tematiche relative alle istanze e alle proposte degli assistenti sociali, chiedendole valutazioni di carattere generale sul PNRR e soffermandoci successivamente sul dibattito attuale e sugli scenari futuri per l’accesso alla professione. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Il settore sociale nel PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nel mese di aprile 2021 e inviato all’Unione Europea per il finanziamento, prevede diversi interventi nel settore sociale distribuiti a loro volta in tre settori definiti “Missioni”, anche se la parte più significativa di questi è collocata nella Missione 5 “inclusione e coesione”. Il PNRR, in genere, per ogni settore di intervento prevede una parte riservata alle riforme che accompagnano il Piano ed una parte, quella più nota, relativa agli investimenti nelle singole azioni previste. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Proposte per l’attuazione del PNRR in sanità: i tre fattori abilitanti

Facendo seguito al precedente articolo pubblicato su welforum.it, in cui gli autori hanno illustrato la loro proposta per la governance e il riparto nell’ambito del PNRR, vengono riportati di seguito i tre i fattori abilitanti identificati come strategici e abilitanti per lo sviluppo del SSN, ovvero tre condizioni trasversali e necessarie per perseguire le diverse traiettorie evolutive identificate dal PNRR stesso: ricerca e innovazione, trasformazione digitale e capacity building. Leggi >

Politiche europee

Un confronto tra quattro Recovery Plan europei

I Piani Nazionali per la ripresa e la resilienza sono gli strumenti attraverso i quali vengono distribuite le risorse del Dispositivo di Ripresa e Resilienza (RRF), lo strumento chiave del Piano per la ripresa NEXT GENERATION EU. L’articolo propone una lettura dei piani presentati da Francia, Germania e Spagna raffrontati col piano italiano, con l’obiettivo di andare ad osservare come gli altri paesi abbiano previsto di utilizzare le risorse europee a supporto dell’inclusione e della coesione sociale. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Proposte per l’attuazione del PNRR in sanità: aree d’intervento

L’utilizzo del Next Gen. EU per la realizzazione di progettualità in grado di sviluppare e trasformare il SSN passa attraverso una progettazione operativa che coinvolge dieci principali aree di intervento, riassumibili nei seguenti ambiti: sanità pubblica, rete ospedaliera, assistenza territoriale, ammodernamento delle tecnologie e promozione dello skill-mix. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Gli ospedali di comunità nel PNRR

Fra le altre cose, il Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) si pone l’obiettivo del potenziamento dell’offerta dell’assistenza territoriale attraverso lo sviluppo degli Ospedali di Comunità o Struttura per le Cure intermedie (SCI), una struttura residenziale sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. Tale struttura contribuisce ad una maggiore appropriatezza delle cure determinando una riduzione di accessi impropri ai servizi sanitari come ad esempio quelli al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche. Leggi >