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Professioni sociali

Professioni sociali e managerialismo

L’impatto del managerialismo sul sistema di welfare è oggetto di un dibattito in cui lo si considera responsabile di cambiamenti esclusivamente problematici nel sistema dei servizi alla persona. Una ricerca condotta in Piemonte nell’ambito di due enti gestori di servizi socio assistenziali territoriali, operanti in un’area urbana e in una suburbana, ha permesso di avvicinare queste tematiche potendo rilevare il punto di vista di chi è impegnato quotidianamente con gli effetti dell’impatto del managerialismo sul lavoro sociale. Leggi >

Professioni sociali

L’aggressività nei confronti degli assistenti sociali

Una recente indagine sulle aggressioni subite dagli assistenti sociali in Italia evidenzia le dimensioni allarmanti di tale fenomeno: nell’arco dell’intera vita professionale ben l’88,2% dei 20.112 assistenti sociali che hanno risposto ad un questionario on-line ha ricevuto minacce, intimidazioni o aggressioni verbali e ben il 15,4% ha subito una qualche forma di aggressione fisica. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

A proposito di angeli e demoni

Si è parlato molto ultimamente di quanto è accaduto a Reggio Emilia in Val d’Enza ed è emerso dall’indagine Angeli e Demoni: i bambini allontanati dalle loro famiglie senza una valida ragione, le modalità improprie e manipolative di raccolta delle loro dichiarazioni, le terapie delegate ad un Centro privato di Torino, le responsabilità di coloro che hanno gestito queste vicende secondo una sorta di morboso afflato salvifico in cui si sono sacrificati i bambini che si volevano aiutare. Su queste responsabilità potrà fare luce l’indagine giudiziaria in atto della quale si dovranno attendere gli esiti.

Sono stati però clamorosamente sollevati problemi più generali dei quali si discute da molti anni tra gli addetti ai lavori e che meritano alcune precisazioni in merito a tre aspetti cruciali: la raccolta della testimonianza dei minori presunti vittime, le prassi di prevenzione e di contrasto del maltrattamento e la formazione degli operatori. Leggi >

Migrazioni

La mediazione interculturale come meta

La mediazione interculturale è la capacità di lavorare su ogni differenza, che in apparenza ci divide, per uscire da schemi mentali aridi e di aggiornare la visione sui contenuti del mondo. Le differenze e la diversità tra i modelli culturali rappresentano uno strumento di advocacy valido per un empowerment dell’approccio cross-cultural, indispensabile per la tanto nominata società inclusiva e globale. Leggi >

Professioni sociali

Costruire sapere nel servizio sociale

Secondo appuntamento per la Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio sociale promossa dalla SocISS (Società Italiana di Servizio sociale). Dopo l’esordio nel 2017 presso l’Ateneo torinese, l’evento è stato ospitato quest’anno dall’Università di Trento dal 31 maggio all’1 giugno 2019, registrando una consistente presenza di studiosi e professionisti del servizio sociale. Leggi >

Migrazioni

I costi dell’approccio Salvini: richiedenti e lavoratori dell’accoglienza a rischio

Con la conversione, con modifiche, del D.L. del 4 ottobre 2018 n. 113 (anche conosciuto all’opinione pubblica come “Decreto Sicurezza” o “Decreto Salvini”), è entrata in vigore la legge del 1 dicembre n. 132 del 2018 su immigrazione e pubblica sicurezza. La “Protezione umanitaria” è stata abrogata e frazionata in altre tipologie di permesso, per nulla paragonabili per qualità e quantità alla “vecchia umanitaria”. Inoltre scompare la dicitura “motivi umanitari”, segnando una svolta epocale in termini etici, morali e umani nel nostro sistema di riconoscimento di protezione. Sebbene lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria rimangano invariate perché regolamentate da leggi internazionali e malgrado l’articolo 10 comma 3 della Costituzione continui a garantire la “protezione costituzionale”, stiamo già assistendo a importanti mutamenti nelle procedure che conferiscono invece quella tipologia di protezione a riconoscimento nazionale, i nuovi permessi di soggiorno per “casi speciali”. Leggi >

Migrazioni

Minori stranieri soli dalla vita in ‘bilico’

La legge Zampa del 7 aprile 2017 riunisce e riafferma in 22 articoli quanto, nell’ordinamento italiano, sulla tutela e sulla protezione dei minori soli era stabilito in precedenti testi di legge. Essa pone l’Italia come primo Paese europeo ad avere un provvedimento normativo dedicato a questo specifico argomento minorile, nel quale la condizione giuridica del “minore non accompagnato” s’intreccia in modo considerevole con lo statuto di “straniero”. Gli operatori del settore sono, pertanto, sollecitati a riconsiderare gli aspetti storici macro e micro, educativi, formativi e sociali, che incontrano quotidianamente nella pratica, secondo la prospettiva di cambiamento tracciato dalla nuova legge. L’articolo si sofferma sull’esperienza dei servizi sociali di Trieste. Leggi >

Professioni sociali

L’educatore socio-pedagogico e il pedagogista

Il ruolo delle professioni sociali è posto, in questo periodo di incertezza sullo sviluppo del welfare, di fronte a significativi cambiamenti. Chi opera nel sociale oggi è quotidianamente messo alla prova di fronte alla necessità di lavorare con bisogni profondi, culture diverse, esigenze essenziali. In questo quadro i professionisti del sociale si trovano costantemente ad orientare i propri comportamenti professionali per accogliere tali bisogni, e a incrementare le sinergie fra professioni, nella prospettiva di sviluppare nuovi e più efficaci interventi. Le professioni sociali sono pertanto sempre più frequentemente portate a lavorare da un lato sviluppando proprie competenze specifiche e specialistiche, dall’altro mettendo a disposizione le proprie abilità e competenze in sinergia con altre professionalità e organizzazioni nella logica del lavoro di rete. Leggi >

Migrazioni

Il lavoro sociale con gli stranieri

Non è così raro trovare, in anni di “accoglienza straordinaria” dei richiedenti asilo, nuovi operatori reclutati ad hoc, o riadattati da ambiti diversi, ma non adeguatamente formati. Se il dibattito pubblico sull’immigrazione continua a replicare una logica emergenziale, discutere di formazione di studenti ed operatori sociali aiuta a oltrepassare questo approccio a favore di orizzonti di più lungo periodo: per rafforzare la qualità degli interventi sociali, motivare gli operatori, potenziare le capacità di apprendimento dei servizi, al di là delle iniziative occasionali e della buona volontà dei singoli. Leggi >