Tag “Reddito di Cittadinanza”

Povertà e disuguaglianze

Reddito di cittadinanza: le 8 proposte dell’Alleanza

L’Alleanza contro la povertà ha presentato, lo scorso 7 ottobre, le sue proposte di riforma del Reddito di Cittadinanza, da sottoporre a Governo e Parlamento in vista della Legge di Bilancio. Si tratta di un position paper redatto da un comitato scientifico, coordinato da Stefano Sacchi, ex presidente dell’INAPP e docente al Politecnico di Torino. Tra le proposte contenute ed argomentate nel documento la maggior attenzione alle famiglie numerose con figli minori, la necessità di rendere la misura meno selettiva nei confronti degli stranieri, la revisione di alcuni requisiti di accesso ed il maggior investimento nei confronti dell’attivazione lavorativa dei beneficiari. Riprendiamo di seguito una sintesi delle proposte, insieme al documento scaricabile per intero. Leggi >

Mese sociale. Ma i servizi domiciliari non sono alternativi alle residenze

Gli avvenimenti di quest’estate trattati nel nuovo Mese sociale: approvati nuovi criteri di accreditamento per le cure domiciliari nell’ambito del SSN. Il documento impone requisiti che le Regioni dovranno garantire adeguando strutture e processi. Un documento ambizioso, che tuttavia identifica le cure domiciliari con l’ADI, servizi oggi sostanzialmente infermieristici e che invece dovrebbero coprire uno spettro di attività. È stato varato il nuovo Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali, che colma un vuoto durato numerosi anni e contiene al suo interno il Piano sociale nazionale 2021-2023 e il Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2021-2023. Infine, i nuovi numeri del Reddito di cittadinanza. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza: il monitoraggio plurale della Caritas

Il Rapporto Caritas sulle politiche contro la povertà, inserito nella tradizione dei rapporti sulle politiche di contrasto al fenomeno, giunge quest’anno alla sesta edizione ed è dedicato al Reddito di Cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà in vigore nel nostro Paese da marzo 2019. Del RdC si è molto parlato sin dalla sua gestazione e proprio per questo che richiede un’osservazione ancora più minuziosa di come stiano andando le cose, sgombrando il campo da aneddotica e luoghi comuni e guardando alla realtà a partire dalle testimonianze dei diretti interessati e dai dati raccolti sul campo. Il Rapporto è proprio l’esito di un percorso di studio, ricerca e riflessione partecipata sulla misura, finalizzato a comprenderne a fondo le dinamiche di attuazione e a proporre delle direzioni per un suo sviluppo e miglioramento. Riprendiamo di seguito un corposo estratto dell’Executive summary, scaricabile per esteso insieme al Rapporto completo. Leggi >

Mese sociale. Se lo Stato premia il fai da te familiare

Nonostante la pandemia, il distanziamento sociale durato mesi, che per diverse lavoratrici domestiche ha significato anche distanziamento lavorativo e perdita del posto, la domanda di lavoro di assistenza non si è fermata, anzi. Molte famiglie hanno trovato sbocco ai propri bisogni proprio in questo settore, non certo nella rete ferma dei servizi domiciliari pubblici. E poi, richiesto un cambio di rotta per il Reddito di Cittadinanza e si registra un aumento delle urgenze psichiatriche tra gli adolescenti, per il quale il sistema sanitario e quello sociosanitario risultano inadeguati. Sono i temi trattati nel nuovo Mese Sociale. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Concittadinanza e PUC: pensieri a pelo d’acqua

L’autore riflette sui PUC (Progetti Utili alla Collettività) previsti dal Reddito di Cittadinanza, evidenziandone pro e contro secondo una prospettiva più ampia che chiama in causa anche i concetti di utilità collettiva e comunità. I PUC sono solo uno strumento utile per il beneficiario o possono avere ricadute positive sulla comunità? Rappresentano un pegno da pagare per poter beneficiare di un sostegno al reddito o un’opportunità per chi ne è inserito? Potrebbero rappresentare occasioni per ripensare la programmazione di offerte territoriali omogenee? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Uno a Cinquemila

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha previsto un apposito finanziamento, a valere sul Fondo Povertà, finalizzato ad incentivare l’assunzione di assistenti sociali da parte degli Ambiti Territoriali che garantiscono un livello minino di servizio di almeno 1 assistente sociale ogni 6.500 abitanti, fino a raggiungere il livello essenziale delle prestazioni assistenziali di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Ulteriori finanziamenti sono inoltre riconosciuti per le assunzioni eccedenti il rapporto di 1 a 5.000 e fino al raggiungimento del rapporto di 1 a 4.000. Il finanziamento avrà natura strutturale e non riguarderà solo le nuove assunzioni. Si tratta di un’iniziativa epocale in termini di stabilizzazione del personale del sociale, ma con alcuni elementi di complessità attuativa e di impossibilità di accesso al contributo da parte di quei territori ancora molto distanti dagli standard previsti. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il primo Rapporto del governo sul Reddito di Cittadinanza

Il governo italiano ha istituito le prime forme di reddito minimo nel 2013, ma non era mai stato divulgato un rapporto di monitoraggio (e valutazione) di queste misure. Nel novembre del 2020 è successo con la pubblicazione, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del primo Rapporto Annuale 2020 sull’attuazione del Reddito di Cittadinanza. Questo rappresenta di per sé stesso una buona notizia ed un primo importante passo in avanti nella direzione di una maggiore conoscenza della misura e della messa a disposizione di una gran mole di dati ed informazioni. Ma un’analisi attenta sembra evidenziare alcune lacune. Il presente contributo prova a ripercorrerle, a partire dalle domande di ricerca che avevano orientato in passato il monitoraggio del Reddito di Inclusione (ReI) dell’Alleanza contro la povertà. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Dopo la fase Rem: riformiamo il Reddito di Cittadinanza

Si possono trarre diversi insegnamenti dall’esperienza del Rem per riformare il RdC. Ad esempio, sarebbe opportuno correggerne alcuni requisiti (10 anni di residenza in Italia, le modalità di presentazione dell’Isee) e rivederne la scala di equivalenza. Inoltre, è necessario potenziare la parte dei servizi alla persona, rimettendo al centro i servizi sociali comunali, e avviando una riflessione più dettagliata del tipo di interventi forniti ai beneficiari, attraverso un’analisi dei dati sui servizi offerti e il loro impatto. In particolare, sarebbe utile riflettere su come vengono indirizzati i giovani, visto che quasi la metà dei beneficiari sono under-35. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’attuazione del Reddito di Cittadinanza

L’attuazione del Reddito di Cittadinanza prosegue nei territori. Questo tempo di pandemia e di progressivo acuirsi dei bisogni ha portato alcuni contesti a consolidare e sviluppare l’organizzazione dei servizi di contrasto alla povertà già esistenti, a partire dall’irrobustimento delle équipe multidisciplinari, che hanno visto l’innesto di nuove figure professionali. Vediamo come si è attrezzato in proposito il territorio del Rhodense, in provincia di Milano, e a quali cambiamenti ha dovuto far fronte. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Considerazioni per un approccio evolutivo ai LEP

Sotto la pressione dell’emergenza epidemica, e in previsione delle nuove risorse pubbliche disponibili, si sono riaperti temi un tempo di primissimo piano ma che sono stati progressivamente messi nella bacheca delle cose belle e mai usate. Si torna a discutere apertamente di livelli essenziali delle prestazioni, integrazione sociosanitaria, riorganizzazione per processi e non per categorie assistenziali, programmazione territoriale, reti comunitarie. A venti anni dalla legge 328/2000 e dal D.Lgs. 229/1999 si riprendono esattamente i principali istituti introdotti in quella stagione di inizio secolo per riproporli dopo un periodo così lungo di sostanziale inutilizzo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Opportunità e criticità nell’attuazione dei PUC

Presentiamo su Welforum.it un’altra esperienza di attivazione dei PUC da parte dell’Ambito piemontese Consorzio C.I.S.S.A.B.O./Consorzio I.R.I.S, in provincia di Biella. Riteniamo possa essere un’utile occasione di riflessione e di contaminazione per i servizi interessati ad attivarli nell’ambito dei Patti per il Lavoro e/o per l’Inclusione Sociale rivolti ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

Il Consorzio Cissabo è membro, insieme ad altri 15/16 territori del Centro/Nord Italia, della Comunità di Pratica IRS, attiva dal 2017 sulle misure di contrasto alla povertà. L’articolo riprende e sintetizza le testimonianze portate appunto durante l’ultimo incontro della Comunità di Pratica, tenutosi il 9.10 u.s Leggi >

Povertà e disuguaglianze

I PUC: l’esperienza del Consorzio Desio Brianza

Il Consorzio Desio Brianza è uno dei pochi territori lombardi che ha già attivato i PUC. Si sono orientati per un coordinamento unitario a livello di Ambito, in linea con la gestione dei PaIS, e per una centralizzazione dei costi per la sicurezza e per le visite mediche. Gli ambiti prevalenti dei progetti riguardano ora la gestione dell’emergenza Covid e cioè sorveglianza e sanificazione degli ambienti, ma in collaborazione con il terzo settore stanno impostando progettazioni più innovative, tra i quali gli orti sociali. Vediamo nel dettaglio tempistiche di avvio, caratteristiche principali e difficoltà incontrate in fase di start up. Leggi >