Tag “Reddito di Cittadinanza”

Mese sociale. 2020 sociale: ripartiamo da tre numeri

In collaborazione con Redattore Sociale

 

Quest’anno per la prima volta la popolazione mondiale con più di 30 anni supererà quella con un’età inferiore. Un valore che in Europa corrisponde a 43 anni e in Italia si attesterà quest’anno a 47: una misura di quanto siamo sbilanciati, nel bene e nel male. Secondo: il numero di persone sole sta sorpassando quello delle coppie con figli. Terzo: continua a crescere il numero dei giovani inattivi, i cosiddetti Neet. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Cittadinanza e i servizi per l’inserimento lavorativo

La regolazione della componente di inclusione sociale e lavorativa del Reddito di Cittadinanza è avvenuta in momenti successivi all’emanazione del decreto istitutivo (d.l.4/2019, modificato dalla legge di conversione n.26 del marzo 2019), attraverso specifici decreti attuativi e circolari operative. Facciamo qui il punto sullo stato dell’arte del sistema dei servizi per l’inserimento lavorativo, per dare conto degli elementi rispetto ai quali esiste ad oggi un quadro di regole compiuto e di quelli in fase di definizione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Cittadinanza è entrato nel vivo (anche) per il sociale

Da qualche mese, dopo una fase di latenza iniziale, il Reddito di Cittadinanza è entrato nel vivo anche per il sociale. Tanti i fronti aperti, le procedure amministrative da avviare e gli adempimenti da assolvere, in un quadro che permane fluido e soggetto a frequenti modifiche, dettate da quanto definito via via dal susseguirsi dei provvedimenti attuativi. La ri-programmazione del PON-Inclusione, la nuova piattaforma informatica per la gestione delle verifiche sui requisiti di residenza e soggiorno e l’attivazione dei Patti per l’Inclusione Sociale sono solo alcune delle novità introdotte. Vediamole nel dettaglio. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’intervento con le famiglie beneficiarie del RdC

Il Reddito di Cittadinanza ha fatta salva la logica di attivazione del REI e gli strumenti per la valutazione multidimensionale del bisogno delle famiglie vulnerabili. La suddetta modalità di valutazione partecipata e trasformativa si inserisce nel solco del programma nazionale P.I.P.P.I e si basa sull’analisi non solo delle criticità, che hanno dato luogo a fragilità, ma anche delle risorse e potenzialità di resilienza delle persone e delle famiglie. Approfondiamo di seguito l’approccio culturale e metodologico che sta alla base delle Linee guida e degli strumenti per l’attivazione dei Patti per l’Inclusione Sociale (PaIS) e da cui discende uno specifico programma di alta formazione per case-manager a livello nazionale. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di cittadinanza e oltre: per contrastare la povertà combinare più politiche

Il Punto di Welforum Quando parliamo di povertà tendiamo istintivamente a vederla in termini di carenza di reddito e talora di beni patrimoniali, come povertà economica quindi. Spesso però a tale componente, certamente fondamentale, se ne associano altre, relative ad altri fattori di povertà, già di per sé rilevanti, che tendono a interagire e a cumularsi con la povertà economica, e anche fra loro, configurando situazioni composite, complesse, multifattoriali. Oltre che di povertà economica è quindi opportuno considerare nelle situazioni concrete altri fattori di povertà: fattori personali; familiari; carenze relazionali e marginalità sociale; impossibilità di lavorare, lavoro povero, disoccupazione; disagio abitativo. Contro la povertà intesa e trattata prioritariamente come povertà economica, i sistemi di welfare attivano misure di integrazione di redditi insufficienti, individuati assumendo come selettore un indicatore della situazione economica non esaustivo rispetto alle varie forme e ai diversi fattori di povertà che abbiamo richiamato. Ma una comparazione evidenzia e la debole efficacia delle misure specifiche contro la povertà e l’emarginazione sociale, e il peso invece di altre politiche mirate su componenti specifiche della povertà.  Per contrastare efficacemente la povertà si propone quindi un problema di coordinamento tra le politiche esplicitamente mirate a contrastare la povertà e le politiche generali su famiglia, casa e lavoro, per fermarsi alle voci principali.

 

Abbiamo raccolto i contributi di questo Punto di Welforum in una  pubblicazione in pdf scaricabile qui
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Povertà e disuguaglianze

RdC, redistribuzione dei redditi, lavoro

Il Punto di Welforum La prima parte di questo intervento è dedicata ad una sintesi dei principali punti critici della spesa sociale  contro la povertà in Italia; la seconda si concentrerà su alcune caratteristiche del Reddito di cittadinanza, in particolare sulla sua relazione con le condizioni lavorative dei beneficiari. È possibile rendere il Rdc più compatibile con il lavoro, soprattutto nei confronti di occupazioni poco qualificate o con basso numero di ore? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Politiche per le famiglie e per i minori come strumento di contrasto alla povertà

Il Punto di Welforum Per comprendere l’importanza che possono avere politiche a sostegno delle responsabilità familiari e del benessere dei bambini e ragazzi occorre richiamare le caratteristiche specifiche della povertà in Italia. Come è noto, la povertà in Italia è molto concentrata a livello territoriale, con forti divari tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno che sono tornati ad aumentare negli anni della crisi. Anche l’intensità della povertà è maggiore nel Mezzogiorno, ovvero chi è povero nel Mezzogiorno è in generale più povero di chi lo è nel Centro-Nord. La povertà riguarda anche più le famiglie che non le persone che vivono da sole. Di conseguenza, sono sovra-rappresentati tra i poveri i bambini e ragazzi. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il lavoro povero: radici strutturali e rimedi

Il Punto di Welforum Le tendenze e le criticità del lavoro sono oggetto di molte indagini, fra cui quelle contenute nel rapporto sul mercato del lavoro elaborati di recente dal CNEL. Un punto comune di queste analisi, peraltro condiviso dagli osservatori più attenti e imparziali, è che tutte le criticità rilevate non sono una conseguenza contingente della crisi degli anni passati. Questa le ha solo aggravate. Esse riflettono caratteri strutturali dell’economia italiana che ormai da parecchi anni non vede crescere quei settori e quelle attività ad elevata produttività e alto valore aggiunto che soli sarebbero in grado di offrire posti di lavoro molo qualificati e a tempo pieno. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welfare e lavoro povero

Il Punto di Welforum Dopo la crisi economica la povertà è aumentata e, con questa, anche il lavoro povero. La crisi ha però messo in evidenza come la crescita del lavoro povero non sia semplicemente legata a fattori ciclici, ma anche a fenomeni di natura strutturale legati alla globalizzazione dei mercati e alla delocalizzazione dei processi manifatturieri, alla diffusione di tecnologie digitali, alla crescente terziarizzazione dei sistemi economici e, non ultimo, alla progressiva erosione del potere del sindacato nella contrattazione collettiva. Sebbene la povertà e l’esclusione sociale siano state tradizionalmente associate alla disoccupazione di lunga durata e alla diffusa inattività di alcune fasce della popolazione, oggi anche alcune forme di lavoro sono spesso associate a situazioni di povertà, a testimoniare come il lavoro non sia più sufficiente a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori e ai nuclei familiari a cui appartengono. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di cittadinanza e la povertà abitativa

Il Punto di Welforum Se non altro perché vi è previsto, in aggiunta al contributo di integrazione al reddito, un supplemento per pagare l’affitto o il mutuo, l’introduzione del Reddito di cittadinanza solleva diverse domande sul ruolo  che potrebbe avere nel contrastare la povertà abitativa e nel ridurre la povertà in generale. Ma non è facile dare una risposta a queste domande, per diverse ragioni: mancano sufficienti dati di ricerca sulla povertà abitativa in Italia; la logica del Reddito di cittadinanza prescinde totalmente da considerazioni relative alle politiche abitative; il ridimensionamento dell’operazione rispetto al progetto iniziale rende difficile valutarne l’efficacia complessiva (anche) dal punto di vista abitativo. Alcune osservazioni sono tuttavia possibili derivandole dalla impostazione generale del provvedimento. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Inclusione: la parola ai beneficiari

Nell’ambito del Progetto “Oltre la povertà, percorsi di inclusione sociale”, è stata prevista una specifica azione di valutazione da parte di beneficiari del REI attraverso la realizzazione di 5 focus group in alcuni ambiti della Regione Piemonte. La fase operativa ha consentito di esplicitare i punti di forza del progetto Rei co-costruito con i singoli destinatari dell’intervento, le risorse e competenze messe in campo, le problematiche e le criticità̀prevalenti. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’attuale configurazione del RdC: una mappa cognitiva

A distanza di oltre un anno è possibile aggiornare la mappa cognitiva del Reddito di Cittadinanza posizionando la nuova misura secondo i contenuti effettivi della Legge 26/2019, che si sono rivelati piuttosto distanti dalle ipotesi iniziali. Tra le dimensioni considerate: la struttura interna del RdC ed il suo attuale regime di regolazione; il rapporto tra le singole misure del RdC e le politiche di settore, a cui fanno riferimento, e la questione ineludibile del lavoro di comunità. Leggi >