Tag “Reddito di Cittadinanza”

Povertà e disuguaglianze

Reddito di cittadinanza e servizio sociale

L’articolo propone una serie di riflessioni sul Reddito di Cittadinanza (RdC) da poco avviato. Le considerazioni toccano i temi della collocazione degli interventi in tema di povertà nel quadro delle politiche sociali, l’equità della misura, l’utilizzo dell’ISEE, il personale dedicato, l’integrazione con le politiche del lavoro, la sicurezza e la tutela degli operatori, il ruolo dei navigator, la valutazione di impatto, i diversi volti della persona in condizione di povertà. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di cittadinanza è legge. E adesso?

E’ finalmente stata pubblicata la versione definitiva del Reddito di Cittadinanza (d.l. n. 4 del 28 gennaio 2019, coordinato con la legge di conversione n. 26 del 28 marzo 2019).  In questo articolo l’autore presenta una breve rassegna dei provvedimenti che la legge di conversione annuncia, e che ancora devono essere approvati. È fisiologico che una riforma complessa come questa preveda successive norme ed atti che completano la messa in opera. Occorre però chiedersi se e quanto i provvedimenti che vengono annunciati siano indispensabili per un corretto ed efficace funzionamento del sistema, pena con la loro mancanza, creare incertezze, dubbi interpretativi, possibili contenziosi. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Tutte le risorse per il Reddito di cittadinanza

La Legge di bilancio 2019 e la legge sul Reddito di cittadinanza (D.L. 4/2019 convertito in L. 26/2019), per il 2019,  hanno stanziato, nel complesso, 6.969 milioni per il Reddito di cittadinanza (Rdc). In realtà, per il Rdc  lo stanziamento è di 6.312 milioni di euro, circa 4 miliardi in più dello stanziamento annuo   destinato l’anno precedente al Reddito di inclusione. Lo stanziamento per il Rdc è destinato a salire nei prossimi  anni fino a 8 miliardi di euro previsti nel 2021 (cfr. tab.1). Leggi >

Povertà e disuguaglianze

E ora la parola ai fatti

Con la conversione in legge del decreto n. 4/2019 si conclude un percorso avviato quasi sei anni fa con il d.l. n. 1148/2013, il disegno di legge con cui nella precedente legislatura il M5S proponeva l’istituzione di una misura denominata reddito di cittadinanza (RdC), ciò che si sarebbe rivelato il cavallo di Troia con cui il Movimento ha scardinato gli equilibri politici del nostro paese.

Può quindi essere utile dare uno sguardo retrospettivo ai punti di forza e di debolezza di questa misura, per poi concludere con qualche suggerimento per il futuro. Se, infatti, con il RdC siamo di fronte al più ampio trasferimento di risorse pubbliche a favore dei poveri mai effettuato in Italia, non mancano punti di debolezza e vere e proprie incoerenze di progettazione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di cittadinanza e l’assegno di ricollocazione

In base al D.L. 4/2019, i beneficiari del RdC, fino al 31 dicembre 2021, riceveranno in automatico l’Assegno di ricollocazione (AdR).

Istituito dall’art. 23 del D.Lgs. 150/2015 (Jobs Act), si tratta di uno strumento riconosciuto ai soggetti disoccupati percettori della NASpI (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego), la cui durata di disoccupazione eccede i quattro mesi, e, in base a quanto disposto dalla legge di bilancio per il 2018 (art. 1, c. 136, L. 205/2017), anche ai lavoratori coinvolti negli Accordi di ricollocazione rientranti negli ambiti e profili a rischio di esubero previsti dall’Accordo stesso. L’AdR consiste in una somma graduata in funzione del profilo personale di occupabilità. L’importo non viene percepito dal beneficiario ma è spendibile presso i centri per l’impiego o i servizi accreditati scelti dal disoccupato titolare dell’assegno di ricollocazione per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro. Il servizio ha una durata di sei mesi (prorogabile per altri sei nel caso non sia stato consumato l’intero suo ammontare) e deve essere richiesto dal disoccupato, a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro due mesi dalla data di rilascio dell’assegno. Il servizio di assistenza alla ricollocazione deve prevedere una serie di attività indicate nella tabella 1. Con delibera 14/2018, il CdA dell’Anpal ha definito l’ammontare dell’assegno, compreso tra 250 e 5.000 euro. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

RdC: il percorso per l’avvio al lavoro

I beneficiari del Rdc che saranno invitati a presentarsi ai Centri per l’impiego saranno da 628.000 a 800.000 persone. Un numero imponente tenendo conto che questo dovrebbe avvenire in un tempo relativamente breve. Quale è il percorso di ricerca di lavoro per i beneficiari che è stato previsto dal D.L. 4/2019? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

RdC: chi si rivolge al Centro per l’impiego?

Quante sono le famiglie che entro 30 giorni dal riconoscimento del RdC saranno invitate a presentarsi al Centro per l’impiego? La relazione allegata al Decreto legge non lo spiega. Ci sono però due stime autorevoli dell’Ufficio Parlamentare di bilancio (UPB) e dell’Istituto Nazionale per le Politiche Pubbliche (INAPP) che stimano rispettivamente nel 26% e nel 22% le famiglie che verranno avviate prontamente al Centro per l’impiego. C’è pertanto una notevole sintonia fra le due fonti che lasciano intendere che circa un quarto delle famiglie verranno avviate verso il percorso della  ricerca del lavoro. Leggi >

Istituzioni e governance

I fondi sociali nella legge di bilancio 2019

La legge di bilancio 2019 prosegue nell’incremento delle risorse per le politiche sociali iniziato nel corso del 2018. L’introduzione del Reddito di Cittadinanza costituisce un significativo investimento, ed anche molti altri fondi destinati allo sviluppo dei servizi sociali realizzati dagli enti locali vengono potenziati. Tuttavia, l’aumento delle risorse non viene adeguatamente valorizzato a causa dell’impostazione della governance contenuta nel decreto del Reddito di Cittadinanza, che semplicisticamente considera la povertà come condizione legata alla mancanza del lavoro, non considerandone, invece il carattere multidimensionale. Leggi >

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RdC: cronaca di una morte (non) annunciata

Il Punto di Welforum Dopo numerosi annunci e tante anticipazioni di una misura (che ormai non sarà più), abbiamo avuto finalmente la possibilità di leggere la bozza finale del Decreto che disciplina il Reddito di cittadinanza e alcune misure previdenziali, come la pensione di cittadinanza e la cosiddetta “quota 100”. E se fino ad oggi l’opinione pubblica e gli stessi addetti ai lavori si dividevano tra quanti si attendevano una rivoluzione copernicana nelle politiche attive del lavoro, e quanti pensavano ad un mero restyling poco più che nominalistico del pre-esistente ReI, in realtà il quadro che comincia delinearsi dinanzi a tutti noi è ben più complesso. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welforum.it sul Reddito di cittadinanza

Il Punto di Welforum In queste settimane la XI Commissione Lavoro del Senato della Repubblica ha effettuato le audizioni sul ddl AS 1018 per la conversione in legge del dl 28.01.2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di Reddito di cittadinanza e di Pensioni e il tema acquisisce particolare attenzione sia sui mass media che nel dibattito politico. Vi troviamo ricorrenti prese di posizione propagandistiche, stimolate anche dalle consultazioni elettorali che si prospettano nel prossimo futuro. Si denigra il Rdc come sperpero di risorse pubbliche in mero assistenzialismo, o lo si glorifica come quello che abolirà la povertà e rilancerà gli anni gloriosi dello sviluppo del nostro Paese. Trascurando queste derive, riteniamo che il Reddito di cittadinanza offra una preziosa opportunità di sviluppo di una politica contro la povertà, su cui occorre impegnarsi per migliorarla, correggerne le criticità e superarne i molti limiti.

 

Come Welforum.it abbiamo seguito con attenzione il tema pubblicando articoli e segnalando scritti interessanti ripresi da altre fonti. In questa fase cruciale, per un serio confronto nel merito della misura e al fine di proporre auspicabili correzioni e miglioramenti, abbiamo dedicato al tema una newsletter monografica e la home page del sito, presentando nuovi articoli e riproponendo alcuni di recente pubblicazione, riprendendo il testo del DL 28 gennaio 2019, n.4 e un buon numero delle memorie presentate da enti e organizzazioni in occasione delle audizioni della commissione senatoriale. Gli stessi vengono ora raccolti in un nuovo “Punto di Welforum”.

Pubblichiamo inoltre le schede di lettura degli emendamenti al testo del DL 4/2019 approvati il 21 febbraio scorso dalla Commissione Lavoro del Senato. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Un Reddito di cittadinanza da riequilibrare

Il Punto di Welforum Il Reddito di cittadinanza introdotto dal recente decreto è senz’altro una misura particolarmente simbolica per questo governo ma è anche significativa sia dal punto di vista delle risorse impiegate che dal punto di vista dell’impatto che può generare. Mentre sul maggior impiego di risorse per il contrasto alla povertà c’è un generale consenso sia da parte delle Amministrazioni interessate, che delle Parti Sociali e delle Organizzazioni impegnate da tempo sul territorio ad arginare tale fenomeno, sulle modalità di definizione della nuova misura indicate dal decreto sono emerse, anche nel corso delle recenti audizioni al Senato, diverse perplessità. Sarebbe dunque particolarmente importante se già in sede di conversione in Legge si potessero operare dei cambiamenti migliorativi, che orientassero le risorse in maniera più adeguata ai bisogni delle famiglie in difficoltà economica. In quest’articolo abbiamo selezionato due grossi temi sui quali a nostro parere occorrerebbe intervenire a breve: l’allargamento della platea nei confronti dei cittadini stranieri; lo spostamento dei benefici a favore delle famiglie con minori o con disabili. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il nuovo Reddito di cittadinanza

Il Punto di Welforum Grazie all’aumento delle risorse, il Reddito di cittadinanza (RdC) potrà erogare in media alle famiglie beneficiarie un importo significativamente maggiore di quello previsto dal Reddito di Inclusione (ReI), che per la maggior parte delle tipologie familiari copre soltanto circa un terzo della linea di povertà assoluta. Rispetto al ReI, il nuovo RdC prevede un raddoppio (102,1%) del beneficio medio per i singoli e, per gli altri beneficiari, aumenti meno significativi: circa l’80% in più per le famiglie di due persone, il 74% per quelle di tre, fino al 40,5% per quelle con cinque o più componenti. Le famiglie numerose avranno, in altri termini, aumenti meno che proporzionali rispetto al numero dei componenti. Il RdC raggiungerà inoltre un maggior numero di beneficiari, che viene stimato dalla Relazione tecnica allegata al decreto in circa un milione e 248 mila famiglie. Leggi >