Tag “Reddito di Cittadinanza”

Mese sociale. Più welfare all’orizzonte?

Le aspettative di cambiamento che si addensano sul nuovo governo sono molte, troppe. Ma sacrosante se prese una ad una, non foss’altro per il tanto tempo atteso, su molti fronti. A cominciare dalla gestione dei rifugiati, che attende una svolta radicale ma anche politiche migratorie degne di questo nome: la programmazione annuale di flussi di ingresso realistici, collegati ai fabbisogni di manodopera di questo paese. Saranno più “sociali” i mesi che ci attendono? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Cittadinanza e l’attivazione dei beneficiari rispetto al mercato del lavoro

I beneficiari del Reddito di Cittadinanza presentano caratteristiche molto diversificate tra loro: giovani drop out, donne con figli a carico, disoccupati di lunga durata e over 50-enni, ecc. Dal momento che il legislatore ha individuato dei criteri formali per la prima distribuzione degli utenti tra servizi per l’impiego e servizi sociali, assume importanza centrale la questione di come valutarne correttamente e realisticamente la riattivabilità rispetto al mercato del lavoro. Quali sono le condizioni in presenza delle quali è realistico un percorso lavorativo e quali no? Leggi >

Istituzioni e governance

Anche in Italia si consolida il welfare chauvinism

Il welfare italiano sta cambiando nei suoi principi e nei suoi orientamenti di fondo. Quello che emerge non è un progetto di cambiamento definito in un documento, in una proposta di legge, ma per lo più una successione di atti, di iniziative, di procedure complesse, che delineano e svelano con sostanziale chiarezza il mutamento in corso e la sua direzione di sviluppo. Rispetto al welfare condizionale che applica severamente sanzioni e sospensioni dei benefici a beneficiari che non si comportano in modo responsabile, questa configurazione emergente è un ulteriore passo in avanti verso un welfare che crea distinzioni, gruppi sociali ai quali è favorito l’accesso alle prestazioni e gruppi esclusi da ogni diritto a ricevere un beneficio. Leggi >

Istituzioni e governance

Utilità dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente

E’ in costruzione da tempo un’Anagrafe nazionale dei residenti (ANPR) che includerà gli archivi anagrafici di tutti i Comuni italiani. Abbiamo chiesto al Dott. Mirko Calvaresi, responsabile del progetto ANPR nel “Team per la trasformazione digitale” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di rispondere ad alcune domande su possibili utilità per i servizi di welfare pubblici. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Le misure regionali di sostegno al reddito in Friuli Venezia Giulia

MIA (Misura attiva di sostegno al reddito), MIA bis e REI FVG sono le misure regionali di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale presenti in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di interventi di sostegno economico volti all’attivazione dei nuclei famigliari residenti in Regione e al superamento delle loro condizioni di difficoltà. In cosa consistono e quali sono i requisiti richiesti per l’accesso? In che modo si integrano con il nuovo Reddito di Cittadinanza? Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza: una lettura di genere

Adottare la prospettiva di genere (gender mainstreaming) nella definizione, programmazione, implementazione e valutazione di politiche è un principio sancito già dai primi anni ’90 dall’ONU ed uno strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze. Insieme a Luca Fanelli ed Isabella Orfano di Action Aid, proviamo a riflettere sull’approccio di genere applicato alla nuova norma che ha introdotto il Reddito di Cittadinanza. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’esperienza del REI nell’azione della Caritas sui territori

In che termini le Caritas diocesane sono state coinvolte nella partita REI, con che intensità, quali le principali attività svolte e quali collaborazioni sono state avviate e rafforzate? Ce ne parla Andrea Gollini, Vicedirettore della Caritas Diocesana di Reggio Emilia e Guastalla, anticipandoci le principali risultanze di un monitoraggio che verrà presentato nei prossimi mesi. Utili spunti e riflessioni anche in vista dell’implementazione del Reddito di Cittadinanza nei territori, oltre che per interrogarsi sul ruolo che Caritas potrà svolgere nell’ambito della nuova misura. L’articolo, preparato per il convegno di Welforum dello scorso 14 maggio, anticipa una sintesi dei principali risultati del monitoraggio che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Leggi >

Mese sociale. Se il lavoro domestico entra nel RdC

In collaborazione con Redattore Sociale

 

C’è un possibile aggancio tra RdC e lavoro domestico, che renderebbe la misura, oltre che uno sbocco occupazionale potenzialmente rilevante, una leva di emersione dal mercato irregolare. Ma per il RdC ci si auspica anche l’attivazione di un sistema di coordinamento a livello nazionale, regionale e locale, con il coinvolgimento del terzo settore, per migliorare le politiche di contrasto della povertà. E poi, riconoscimento dei caregiver, il discusso disegno di legge delle telecamere in scuole e ospedali, e housing sociale a Firenze. Sono i temi di questo nuovo Mese Sociale. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Dal REI al Reddito di Cittadinanza: questioni di metodo e di merito

Il ruolo dell’Alleanza contro la povertà è stato fondamentale nel lungo e tortuoso processo che ha portato all’introduzione di una misura di reddito minimo nel nostro paese. Si ripercorrono qui le tappe principali, focalizzandosi poi sulle novità e criticità del Reddito di Cittadinanza, che necessiterebbe di opportuni correttivi nella sua configurazione. La difficoltà di tenere insieme in un’unica misura due obiettivi distinti, la penalizzazione di alcuni target di popolazione, l’eccessiva prescrittività della condizionalità, sono solo alcuni dei temi proposti e sapientemente sviluppati da Lorenzo Lusignoli nel presente contributo. L’articolo è un estratto dell’intervento effettuato in occasione del convegno organizzato da Welforum.it in collaborazione con INAPP lo scorso 14 maggio. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Reddito di Cittadinanza e politiche attive del lavoro

Molto è stato detto in questi mesi sull’impostazione marcatamente lavoristica del Reddito di Cittadinanza (RdC), che enfatizza la dimensione della ricerca di lavoro come via di uscita dalla povertà. Proviamo di seguito ad analizzare specificatamente come sono state definite le regole per l’individuazione dei destinatari e gli adempimenti connessi alla stipula del Patto per il Lavoro, mettendo a confronto il D.L.4/2019 con il D. Lgs.150/2015, al fine di evidenziare eventuali elementi di continuità o di innovazione rispetto alla normativa vigente. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

L’efficacia presunta del reddito di cittadinanza

In queste prime settimane di avvio del Reddito di cittadinanza sono stati espressi giudizi affrettati sulla sua capacità di contrastare efficacemente la povertà. Troppo spesso emergono semplificazioni nella valutazione dei primi esiti della misura, si sottolineano sprechi, comportamenti opportunistici dei beneficiari. Oppure al contrario, emerge un atteggiamento opposto che attribuisce un valore positivo alla misura perché esprime una attenzione nei confronti delle persone in condizione di povertà e destina al superamento di questa condizione rilevanti dotazioni finanziarie. Indubbiamente il Reddito di cittadinanza è una misura importante per il contrasto delle povertà, attesa da molti anni, che amplia sensibilmente la platea dei beneficiari previsti dal REI. Ma i suoi risultati non sono scontati, non dipendono linearmente dalle sue dotazioni finanziarie. Ciò che dobbiamo evitare è una sorta di “efficacia presunta”, supporre, cioè, che sia sufficiente finanziare generosamente una misura per raggiungere i risultati auspicati e dare risposta alle esigenze concrete delle famiglie e delle persone. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Welfare e lavoro povero

Dopo la crisi economica la povertà è aumentata e, con questa, anche il lavoro povero. La crisi ha però messo in evidenza come la crescita del lavoro povero non sia semplicemente legata a fattori ciclici, ma anche a fenomeni di natura strutturale legati alla globalizzazione dei mercati e alla delocalizzazione dei processi manifatturieri, alla diffusione di tecnologie digitali, alla crescente terziarizzazione dei sistemi economici e, non ultimo, alla progressiva erosione del potere del sindacato nella contrattazione collettiva. Sebbene la povertà e l’esclusione sociale siano state tradizionalmente associate alla disoccupazione di lunga durata e alla diffusa inattività di alcune fasce della popolazione, oggi anche alcune forme di lavoro sono spesso associate a situazioni di povertà, a testimoniare come il lavoro non sia più sufficiente a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori e ai nuclei familiari a cui appartengono. Leggi >