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Povertà e disuguaglianze

Politiche per le famiglie e per i minori come strumento di contrasto alla povertà

Il Punto di Welforum Per comprendere l’importanza che possono avere politiche a sostegno delle responsabilità familiari e del benessere dei bambini e ragazzi occorre richiamare le caratteristiche specifiche della povertà in Italia. Come è noto, la povertà in Italia è molto concentrata a livello territoriale, con forti divari tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno che sono tornati ad aumentare negli anni della crisi. Anche l’intensità della povertà è maggiore nel Mezzogiorno, ovvero chi è povero nel Mezzogiorno è in generale più povero di chi lo è nel Centro-Nord. La povertà riguarda anche più le famiglie che non le persone che vivono da sole. Di conseguenza, sono sovra-rappresentati tra i poveri i bambini e ragazzi. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

In merito alle misure proposte a sostegno dei figli a carico

L’obiettivo della proposta di legge, razionalizzare il frammentato sistema di trasferimenti legati alla presenza di figli per migliorarne l’efficacia e l’equità, anche al fine di un sostegno alle scelte di fecondità, è totalmente condivisibile. Le criticità e inefficienze dell’attuale situazione, sinteticamente riassunte nella nota di presentazione alla proposta di legge, sono state oggetto da tempo di analisi da parte di studiosi e di associazioni della società civile e vi è un consenso diffuso e trasversale sulla necessità di riforma. Analogamente condivisibili sono in linea di principio i due strumenti individuati a questo scopo, l’assegno unico e la dote per l’utilizzo di servizi. Le osservazioni e gli appunti critici che seguono vanno quindi collocati all’interno di questa condivisione di principio. Leggi >

Politiche europee

Povertà e disuguaglianza: una proposta provocatoria

Pubblichiamo la traduzione di uno stimolante e senz’altro provocatorio articolo scritto da Michael Dauderstädt pubblicato su Social Europe il 15 gennaio un pezzo) sul tema del contrasto alla povertà e all’ineguaglianza in Europa. Il tema trattato è tradizionale ma la proposta che l’autore formula è senz’altro spiazzante.

Utilizzare i tassi di povertà nazionali raffrontandoli alla media europea secondo l’autore è metodologicamente errato perché sottovaluta in maniera massiccia la portata reale della povertà e della disuguaglianza, e perché trascura le vaste differenze di reddito tra gli Stati membri. La disuguaglianza tra i paesi UE è uno dei fattori chiave della crescita dell’immigrazione, che a sua volta alimenta sentimenti di ansia e insicurezza e l’aumento del populismo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

I possibili effetti di una flat tax sui redditi delle famiglie

La flat tax costituisce uno dei punti principali e più noti del programma di governo tra M5S e Lega. In questo contributo ne studiamo i possibili effetti distributivi sui redditi delle famiglie italiane. Va anzitutto precisato che un’imposta sul reddito ad aliquota unica è piuttosto diffusa tra i Paesi dell’Europa dell’Est, molti dei quali l’hanno adottata sin dai primi anni successivi alla fine dei regimi comunisti; la flat tax non si ritrova invece in alcun paese dell’Europa occidentale, né sembra che in questi paesi, con la sola eccezione dell’Italia, vi siano significativi dibattiti in questa direzione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Lotta alla povertà e imposta negativa sul reddito: un miraggio?

La discussione pubblica sulle politiche di lotta alla povertà in Italia si è arricchita nei mesi recenti di un ulteriore, articolato contributo avanzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl) che propone di riformare in senso flat-rate le principali imposte del nostro sistema tributario, Irpef in primis, la cui unica aliquota marginale legale verrebbe posta al 25%, e di sostituire la totalità dei trasferimenti monetari riferibili alla spesa pubblica per l’assistenza con una misura di contrasto alla povertà denominata “minimo vitale”. Analizziamo di seguito la proposta, la sua sostenibilità finanziaria e le implicazioni redistributive ed equitative. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il Reddito di Inclusione è legge

Il 29 agosto, dopo l’esame delle Commissioni parlamentari competenti, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il Reddito di Inclusione. Si tratta del decreto che attua la Delega approvata al Senato il 9 marzo e segue il Memorandum d’intesa firmato ad aprile tra Governo ed Alleanza contro la Povertà. Il REI andrà progressivamente a sostituire il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA) e l’Asdi, cioè l’assegno di disoccupazione erogato dopo la NASpi a coloro che si trovano ancora senza lavoro ed in condizioni di particolare disagio economico. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Il “problema” povertà può dirsi risolto per la popolazione anziana?

Nell’ultimo decennio il rischio di povertà è significativamente aumentato per il complesso della popolazione italiana, soprattutto per le fasce di età più giovani, mentre risulta diminuito tra le famiglie anziane, protette dal sistema pensionistico. Questo almeno in termini aggregati. Se si analizzano invece le distribuzioni dei redditi e della diffusione della povertà per coorti di età si possono evidenziare delle differenze consistenti anche tra gli anziani. Leggi >