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Povertà e disuguaglianze

Povertà mai così alta negli ultimi 15 anni

Nel 2020 sono oltre 2 milioni le famiglie italiane in povertà assoluta, per un totale di 5,6 milioni di individui, ben un milione in più rispetto al 2019. A dirlo è la versione definitiva delle statistiche sulla povertà pubblicata dall’ISTAT lo scorso 16 giugno, contenente anche i dati inerenti alla povertà relativa assenti nelle stime preliminari di marzo. Nel nostro Paese, la pandemia ha colpito in particolare le condizioni di vita delle famiglie con minori (oltre 767 mila), specie residenti al Nord, di quelle composte da cittadini stranieri (più di 568 mila) e di quelle con abitazione in affitto (oltre 866 mila). Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Impennata della povertà assoluta

Sono un milione in più rispetto all’anno precedente gli individui scivolati in povertà assoluta nel 2020. L’ha reso noto l’ISTAT lo scorso 4 marzo, diffondendo alcune stime preliminari relative agli effetti della pandemia sulle condizione di vita delle famiglie italiane. L’incidenza della povertà si impenna raggiungendo i livelli del 2005 ed azzerando completamente i progressi degli ultimi anni. Più colpite le famiglie numerose, quelle con persona di riferimento occupata, residenti al Nord ed i giovani tra i 18 e 34 anni. Di contro la spesa media per consumi si riduce in maniera significativa, crollando ai livelli del 2000. Salve sole le spese per beni essenziali (cibo, casa), mentre crollano drasticamente tutte le altre (abbigliamento, cultura, servizi ricettivi, trasporti). Ma vediamo e commentiamo i principali dati. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Covid e disuguaglianze nel mercato del lavoro

Il Punto di Welforum La pandemia si è abbattuta su un mercato del lavoro già caratterizzato da forti diseguaglianze, allargando il dualismo tra lavoratori più e meno garantiti. E questo nonostante le misure di sostegno messe in campo dal Governo. I giovani e le donne tra le categorie più colpite, perché prevalentemente occupati in settori considerati “non essenziali” e particolarmente penalizzati dalle misure di lockdown e distanziamento sociale. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Dobbiamo andare “oltre il Pil” senza ignorare il Pil

Il lavoro sugli indicatori di benessere collettivo ha fatto molti passi avanti negli ultimi quindici anni, ma l’incidenza sulle scelte politiche è ancora limitata. Il Pil ha il pregio della metodologia omogenea e della confrontabilità tra i diversi Paesi, ma in futuro sarà sempre meno adatto a misurare il progresso compiuto, perché molte scelte di qualità della vita incideranno negativamente sulla misura tradizionale della produzione di ricchezza. La nascita all’Ocse del nuovo centro Wise (Well being, Inlcusion, Sustainability and Equal opportunity) segna un passo avanti nell’elaborazione di misure (e conseguentemente di politiche) del benessere collettivo, proprio quando, a seguito della pandemia, queste misure sono diventate ancor più importanti. I nodi dell’indicatore unico e della misura della sostenibilità. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Health at a Glance – Europe 2020

Nel mese di novembre è uscita la pubblicazione dell’OECD dedicata ai sistemi sanitari europei, quali si configuravano negli anni immediatamente precedenti alla crisi del Covid-19. In questo articolo, l’autore ha raccolto i dati, per i suoi interessi più significativi, riferiti a sei Paesi europei: oltre all’Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito. Leggi >

Politiche e governo del welfare

Reddito e benessere non sono la stessa cosa

Progresso sociale: Italia batte Stati Uniti. E Portogallo batte Italia. Non è il risultato di un campionato di calcio, ma di un campionato più importante. È il risultato che si ottiene se si guarda all’Indice di Progresso Sociale dei tre Paesi. È un indice che è stato pubblicato due settimane fa e che viene pubblicato ogni anno a partire dal 2013.  Se si guarda invece al Reddito pro-capite il risultato è esattamente opposto: Stati Uniti batte Italia, Italia batte Portogallo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

DL Rilancio e sostegno lavorativo

Il Punto di Welforum Il Decreto Rilancio contiene un insieme significativo di misure in materia di salute, economia, sostegno al lavoro, istruzione, ambiente, politiche sociali finalizzate a sostenere la ripresa del paese post emergenza Covid-19. Si va dal taglio dell’IRAP per alcune tipologie di impresa, al riordino della rete ospedaliera, dall’incremento del Fondo per il Terzo Settore, alla proroga del periodo di stop ai licenziamenti. Tra tutte queste misure, particolarmente degne di nota sono quelle rivolte ai lavoratori. Vediamole nel dettaglio. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Politiche per le famiglie e per i minori come strumento di contrasto alla povertà

Il Punto di Welforum Per comprendere l’importanza che possono avere politiche a sostegno delle responsabilità familiari e del benessere dei bambini e ragazzi occorre richiamare le caratteristiche specifiche della povertà in Italia. Come è noto, la povertà in Italia è molto concentrata a livello territoriale, con forti divari tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno che sono tornati ad aumentare negli anni della crisi. Anche l’intensità della povertà è maggiore nel Mezzogiorno, ovvero chi è povero nel Mezzogiorno è in generale più povero di chi lo è nel Centro-Nord. La povertà riguarda anche più le famiglie che non le persone che vivono da sole. Di conseguenza, sono sovra-rappresentati tra i poveri i bambini e ragazzi. Leggi >

Famiglia, infanzia e adolescenza

In merito alle misure proposte a sostegno dei figli a carico

L’obiettivo della proposta di legge, razionalizzare il frammentato sistema di trasferimenti legati alla presenza di figli per migliorarne l’efficacia e l’equità, anche al fine di un sostegno alle scelte di fecondità, è totalmente condivisibile. Le criticità e inefficienze dell’attuale situazione, sinteticamente riassunte nella nota di presentazione alla proposta di legge, sono state oggetto da tempo di analisi da parte di studiosi e di associazioni della società civile e vi è un consenso diffuso e trasversale sulla necessità di riforma. Analogamente condivisibili sono in linea di principio i due strumenti individuati a questo scopo, l’assegno unico e la dote per l’utilizzo di servizi. Le osservazioni e gli appunti critici che seguono vanno quindi collocati all’interno di questa condivisione di principio. Leggi >

Politiche europee

Povertà e disuguaglianza: una proposta provocatoria

Pubblichiamo la traduzione di uno stimolante e senz’altro provocatorio articolo scritto da Michael Dauderstädt pubblicato su Social Europe il 15 gennaio un pezzo) sul tema del contrasto alla povertà e all’ineguaglianza in Europa. Il tema trattato è tradizionale ma la proposta che l’autore formula è senz’altro spiazzante.

Utilizzare i tassi di povertà nazionali raffrontandoli alla media europea secondo l’autore è metodologicamente errato perché sottovaluta in maniera massiccia la portata reale della povertà e della disuguaglianza, e perché trascura le vaste differenze di reddito tra gli Stati membri. La disuguaglianza tra i paesi UE è uno dei fattori chiave della crescita dell’immigrazione, che a sua volta alimenta sentimenti di ansia e insicurezza e l’aumento del populismo. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

I possibili effetti di una flat tax sui redditi delle famiglie

La flat tax costituisce uno dei punti principali e più noti del programma di governo tra M5S e Lega. In questo contributo ne studiamo i possibili effetti distributivi sui redditi delle famiglie italiane. Va anzitutto precisato che un’imposta sul reddito ad aliquota unica è piuttosto diffusa tra i Paesi dell’Europa dell’Est, molti dei quali l’hanno adottata sin dai primi anni successivi alla fine dei regimi comunisti; la flat tax non si ritrova invece in alcun paese dell’Europa occidentale, né sembra che in questi paesi, con la sola eccezione dell’Italia, vi siano significativi dibattiti in questa direzione. Leggi >

Povertà e disuguaglianze

Lotta alla povertà e imposta negativa sul reddito: un miraggio?

La discussione pubblica sulle politiche di lotta alla povertà in Italia si è arricchita nei mesi recenti di un ulteriore, articolato contributo avanzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl) che propone di riformare in senso flat-rate le principali imposte del nostro sistema tributario, Irpef in primis, la cui unica aliquota marginale legale verrebbe posta al 25%, e di sostituire la totalità dei trasferimenti monetari riferibili alla spesa pubblica per l’assistenza con una misura di contrasto alla povertà denominata “minimo vitale”. Analizziamo di seguito la proposta, la sua sostenibilità finanziaria e le implicazioni redistributive ed equitative. Leggi >