Tag “registro unico degli enti del terzo settore”

Terzo settore

Trasmigrazione degli enti nel Registro Unico, ecco le tempistiche

Come è noto, uno degli aspetti più significativi della riforma è costituito dall’Istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts); sino ad oggi però si era ancora in attesa del decreto attuativo che lo istituisse, ora firmato dal Ministro Catalfo e in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma comunque diffuso ieri sul sito del Ministero del Lavoro. Secondo quanto previsto dal Codice del Terzo settore, alla sua nascita, il nuovo Runts non sarà vuoto, ma popolato da enti che già oggi sono riconosciuti dalle disposizioni transitorie della Riforma come Enti di Terzo settore; potranno quindi richiedere l’iscrizione al Runts anche altri enti aventi i requisiti. Questo articolo si occupa dei modi attraverso cui da una parte Organizzazioni di Volontariato (OdV) e Associazioni di Promozione Sociale (APS) e dall’altra le Onlus trasmigreranno dagli attuali registri o elenchi al nuovo Registro unico, evidenziando le tempistiche connesse ai diversi passaggi. Leggi >

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Al via il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Nella riunione della Conferenza Stato-Regioni tenutasi in data 10 settembre 2020 si è sancita l’intesa sull’avvio del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), che interessa una platea di 336.000 enti non profit e che, verosimilmente (così come dichiarato dalla società telematica delle Camere di commercio incaricata della sua gestione) dovrebbe essere effettivamente operativo nel primo semestre del 2021. La bozza di decreto ministeriale disponibile, che attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dà attuazione alle disposizioni normative contenute nel d. lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore), in primis ribadendo che il Runts si sostituisce ai diversi registri previsti dalle discipline normative antecedenti alla Riforma del Terzo settore. In questa sede, forse non è superfluo ricordare, infatti, che ad oggi le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni non governative e altre formule giuridiche sono registrate negli albi regionali ovvero in altri elenchi tenuti a livello nazionale, con una conseguente difficoltà ad operare una efficace reductio ad unum del vasto universo non profit. Leggi >

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Regione Toscana: “Norme di sostegno e promozione degli enti del terzo settore”

La Regione Toscana ha approvato il 14 luglio la legge “Norme di sostegno e promozione degli enti del terzo settore toscano”.  Si tratta di un testo di grande rilievo per diversi motivi, che vengono illustrati in questo breve articolo. L’approvazione di questa legge apre, in un quadro reso più sereno dalle conferme della Corte costituzionale, un nuovo capitolo per le relazioni di partenariato tra Enti pubblici e Terzo settore, costituito dalle implementazioni regionali su cui la Toscana fa oggi da apripista. Leggi >

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Ma l’art. 56 del CTS necessita ancora di interpretazioni?

L’art. 56, comma 1, d. lgs. n. 117/17 (Codice del terzo settore) stabilisce quanto segue: “Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono sottoscrivere con le organizzazioni di volontariato (OdV) e le associazioni di promozione sociale (APS), iscritte da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del Terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato.” Leggi >

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Terzo settore: prospettive e urgenze

Se l’emergenza fosse predittiva del futuro, non dovrebbero esservi dubbi: il domani vedrà il Terzo Settore, con tutti gli enti che lo compongono, occupare uno spazio ancora più rilevante nei diversi ambiti del tessuto sociale ed economico del paese. La sua capacità di reagire, riorganizzandosi e mettendosi al servizio della collettività in questi tempi particolarmente duri è sotto gli occhi di tutti, e innumerevoli sono le iniziative che potrebbero essere ricordate. Molteplici sono gli esempi ormai noti di una capacità complessiva che, su tutto il territorio nazionale si sta esprimendo lungo tre fondamentali direttrici: della tenuta, della innovazione adattiva, e del ripensamento strategico. Leggi >

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Codice del Terzo settore e rapporti di lavoro

Il Codice del Terzo settore comprende alcune disposizioni relative ai rapporti di lavoro, rispetto alle quali il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in risposta ad alcuni quesiti posti dal Forum Nazionale del Terzo settore, ha recentemente rilasciato una nota. Le questioni affrontate dal Ministero del Lavoro sono riconducibili a quattro temi. Leggi >

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Terzo settore, benefici fiscali anche per chi fa donazioni di beni

È senz’altro positiva la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 24 del 30 gennaio 2020 del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 novembre 2019 “Erogazioni liberali in natura a favore degli enti del Terzo settore”. Si era infatti in attesa del decreto che specificasse le modalità con cui computare i benefici fiscali da attribuire al donatore la cui liberalità consistesse in un bene anziché in denaro, in assenza delle quali questa seconda forma di donazione non poteva portare all’attribuzione di alcun beneficio. Leggi >

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Terzo settore, il punto sulla Riforma

Come è noto, la Riforma del Terzo settore ha la forma di un “cantiere aperto”: dall’approvazione della Legge 106/2016 sono discesi i successivi decreti applicativi del 2017 (d.lgs. 40/2017, sul Servizio Civile Universale; d.lgs. 102/2017, sull’impresa sociale; d.lgs. 111/2017, sul 5 per mille; d.lgs. 117/2017, il Codice del Terzo settore) che a loro volta prevedono però successivi atti applicativi affinché la Riforma sia completamente operativa. Gli ultimi atti significativi sono state le Linee guida per la redazione del bilancio sociale, le Linee guida sull’impatto sociale e, il 30 gennaio scorso, il Decreto del Ministro del lavoro sulle “Erogazioni liberali in natura a favore degli Enti di Terzo settore”, temi trattati sulle pagine di Welforum. Leggi >

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Perché il Terzo settore vale!

Nel recente dibattito sulla Legge di Bilancio 2019 alcuni gruppi parlamentari dell’opposizione hanno fatto notare che con l’articolo 51 il dispositivo “pesa” sulle organizzazioni non profit in quanto va ad abrogare una norma che prevedeva la riduzione dell’Imposta sul Reddito delle Società (IRES) con aliquota al 12% a favore di tali Enti e degli Istituti autonomi per le case popolari, riportandola al 24%. Si tratta, come è noto, dell’imposta per le Società e gli Enti privati, disciplinata nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, come indicato nel DPR 917/1986), prevista in misura ridotta già nel 2015 ma applicata solo con la legge di Stabilità del 2016 (L. 208/2015) e risalente a quanto disciplinato dall’articolo 6 del D.P.R. n. 601 del 1973 (!). Leggi >

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Riforma del Terzo settore: cosa è entrato in vigore e cosa ancora no

La legge 106/2016, la Riforma del Terzo settore, ha avuto un momento fondamentale del suo ciclo attuativo con l’approvazione del d.lgs. 117/2017 (il “Codice del Terzo settore), ma l’effettiva operatività delle sue disposizioni è in molti casi procrastinata nel tempo. Una circolare del 29/12/2017 fa il punto sulle parti del Codice già oggi in vigore e sulle future scadenze per la sua piena operatività. Leggi >

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Il Terzo settore di fronte al Codice: una sfida impegnativa

La definizione giuridica di Enti di Terzo settore introdotta dalla Riforma prevede un insieme di vantaggi e di vincoli e ambisce a orientare gli Enti verso due possibili modelli. Come si posizioneranno rispetto a ciò gli enti di Terzo settore? Troveranno convenienti le opzioni disponibili o cercheranno altre strade? Leggi >