Tag “sicurezza”

Migrazioni

Dei delitti e delle paure

In Italia, negli ultimi 10 anni, il totale generale dei delitti ha mostrato un trend altalenante ma dal 2014 in forte riduzione. Questa costante diminuzione dei reati segue una tendenza che si registra in tutta Europa. In Italia, la riduzione è determinata dall’andamento dei reati degli stranieri anche se non nel senso che in prima battuta si potrebbe ritenere. Gli stranieri mantengono un  tasso di criminalità più elevato, anche significativamente, di quello degli italiani ma questo si va riducendo costantemente ed in modo radicale di anno in anno tanto che dal 2006 al 2016 si è quasi dimezzato. La tendenza costante e pluriennale alla riduzione del tasso di criminalità degli immigrati sembra essere collegato alla stanzialità duratura degli stranieri nel territorio italiano ed in definitiva al loro livello di integrazione. Leggi >

Migrazioni

I costi dell’approccio Salvini: richiedenti e lavoratori dell’accoglienza a rischio

Con la conversione, con modifiche, del D.L. del 4 ottobre 2018 n. 113 (anche conosciuto all’opinione pubblica come “Decreto Sicurezza” o “Decreto Salvini”), è entrata in vigore la legge del 1 dicembre n. 132 del 2018 su immigrazione e pubblica sicurezza. La “Protezione umanitaria” è stata abrogata e frazionata in altre tipologie di permesso, per nulla paragonabili per qualità e quantità alla “vecchia umanitaria”. Inoltre scompare la dicitura “motivi umanitari”, segnando una svolta epocale in termini etici, morali e umani nel nostro sistema di riconoscimento di protezione. Sebbene lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria rimangano invariate perché regolamentate da leggi internazionali e malgrado l’articolo 10 comma 3 della Costituzione continui a garantire la “protezione costituzionale”, stiamo già assistendo a importanti mutamenti nelle procedure che conferiscono invece quella tipologia di protezione a riconoscimento nazionale, i nuovi permessi di soggiorno per “casi speciali”. Leggi >

Mese sociale. (In)sicurezza e incertezze

In collaborazione con Redattore Sociale

 

Con il moltiplicarsi delle chiusure di centri di accoglienza, rischia di impennarsi il numero di immigrati che diventano improvvisamente fuorilegge, con una protezione umanitaria che scade, la revoca del diritto d’asilo e di conseguenza del permesso di soggiorno. Ma ci sono anche buone notizie: sempre più Comuni “aprono le porte” e i “corridoi umanitari” continuano a funzionare.

In questo Mese Sociale si parla anche di Reddito di Cittadinanza da migliorare prima dell’avvio e di ragazzi adottati alla ricerca dalla madre biologica. Leggi >

Migrazioni

Migrazioni. A che punto siamo

Il Punto di Welforum Nel contratto di governo si fa riferimento alla necessità di superare il Regolamento di Dublino e di ridurre la pressione dei flussi sulle frontiere esterne e il conseguente traffico di esseri umani. Si prevede la realizzazione di un più attento controllo dei costi per il sistema di accoglienza, anche mediante un maggiore coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, volto ad eliminare l’infiltrazione della criminalità organizzata. Leggi >

Migrazioni

Le politiche migratorie del governo Conte

Le politiche migratorie sono state indubbiamente il terreno su cui il governo giallo-verde ha inciso maggiormente nei suoi primi mesi di attività. Il sigillo impresso dal ministro Salvini all’azione della coalizione è ben visibile. Va altresì ricordato che i provvedimenti in materia di immigrazione, soprattutto quelli che vanno nella direzione della chiusura, hanno in genere un’elevata risonanza politica e un basso costo economico. Leggi >

Migrazioni

Immigrati e rifugiati sul territorio: le motivazioni dell’ostilità

La cosiddetta crisi dei rifugiati degli ultimi anni ha esercitato un vasto impatto sul dibattito politico nell’Unione Europea e segnatamente in Italia. Anche le recenti elezioni generali ne hanno certamente risentito. Tuttavia, mentre la percezione della maggior parte dell’opinione pubblica è quella di un flusso enorme e sregolato di esseri umani, l’84% dei rifugiati sono accolti in paesi del cosiddetto Terzo Mondo (UNHCR, 2017). L’Unione Europea ne accoglie meno del 10%. Leggi >