Segnalazioni con tag “sostegno alla natalità”

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’assegno unico universale: quattro scenari

La Camera ha approvato la proposta di legge sull’assegno unico universale per tutti i figli sino ai 21 anni, modulato sull’Isee, che sostituirebbe le frammentate misure esistenti a sostegno di natalità e famiglie. Un passo a favore di bambini, adolescenti e famiglie, come sottolinea Giampiero della Zuanna nel suo articolo per Neodemos. Martina Bazzoli, Sonia Marzadro e Federico Pieri, nel loro contributo per LaVoce, ne stimano l’impatto sulle finanze pubbliche e sui redditi delle famiglie attraverso quattro diversi scenari.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il Consiglio dei Ministri approva il Family Act

L’11 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega sul Family Act, una riforma importante e attesa nell’ambito delle politiche per la famiglia, atta a sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità e favorire la conciliazione famiglia-lavoro. La notizia, pubblicata sul sito del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia, riassume gli impegni presi dal governo, i principi e i criteri direttivi a cui dovrà attenersi e i prossimi passaggi e scadenze dell’iter di approvazione.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’assegno unico deve ancora attendere

Elena Barzetta, nell’articolo per Percorsi di Secondo Welfare, passa in rassegna le misure confermate o potenziate dalla legge di Bilancio 2020 per quanto riguarda gli interventi a favore delle famiglie, e le novità. Oltre ai bonus, vecchi e nuovi, viene aumentato a 7 giorni il congedo di paternità. Tuttavia, l’assegno unico, misura che avrebbe potuto rappresentare un significativo passo avanti verso una strategia integrata, mettendo un punto a una frammentazione ormai nota, sembra dover attendere fino al 2021.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Per l’occupazione femminile i bonus non bastano

L’occupazione femminile sembra essere diventata una priorità per il governo, insieme a natalità e divario di genere. Salvatore Lattanzio, nel suo articolo per LaVoce, mette però in guardia dalle politiche dei “bonus” che rischiano solo di appesantire i conti dello stato senza portare a un significativo cambio di rotta per il paese e suggerisce invece di puntare, per esempio, sui congedi di paternità. Attraverso dati Istat, l’autore mostra non solo la lontananza dell’Italia dagli altri paesi avanzati, ma anche la forte divisione interna territoriale proprio in termini di occupazione femminile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La questione demografica: natalità, invecchiamento, mercato del lavoro e crescita

Il 16 ottobre presso Arel si è tenuto un seminario volto a promuovere la discussione sulla questione demografica, tema che sta assumendo un ruolo sempre più centrale all’interno del dibattito pubblico nazionale ed internazionale. Nel corso della giornata si è parlato in particolare di interventi sul fronte delle politiche per la famiglia, misure di conciliazione e promozione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Sul sito di Arel è possibile scaricare il resoconto del seminario.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il miliardo avanzato dal RdC vola lontano dalle riforme per la famiglia

Le risorse risparmiate dal Reddito di Cittadinanza, a causa del minor numero di domande accolte rispetto a quelle previste, sono state dirottate sul miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Svanisce quindi l’ipotesi avanzata da Di Maio di indirizzare tali risorse al rafforzamento delle politiche a favore della natalità. La famiglia è in realtà la grande assente dalle misure approvate dal Consiglio dei Ministri tenutosi l’1 Luglio, come sottolinea l’articolo di Redattore Sociale.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’effetto lungo della crisi sulle nascite in Europa

Non è solo l’Italia a dover fare i conti con problemi di fecondità, un trend negativo ha colpito anche i paesi nordici, in particolare la Finlandia e la Norvegia. Caltabiano e Comolli nel loro articolo per Neodemos vedono nell’incertezza rispetto al futuro la principale causa di questo declino. Le conseguenze di medio e lungo termine della crisi economico-finanziaria del 2008 si rifletterebbero sulla scelta di avere figli non solo a fronte di condizioni socio-economiche soggettive, ma soprattutto a causa di una percezione poco rosea del futuro. A sostegno di tale tesi, gli autori indicano la tendenza invece positiva che ha investito i paesi in cui sono state messe in atto politiche pro-nataliste, come la Germania.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Il Fondo per le politiche della famiglia punta sul welfare aziendale

Il Fondo 2019 per le Politiche per la famiglia ammonta a 94 milioni di euro. Di questi, 75 milioni verranno destinati al welfare aziendale tramite un bando ministeriale, mentre 15 milioni saranno ripartiti tra Regioni ed enti locali per politiche a favore della natalità.

Famiglia, infanzia e adolescenza

Politiche per la famiglia

Il governo sta pensando a due nuove politiche per la famiglia. Tramite la costituzione di un fondo della natalità, con le risorse avanzate dal Reddito di Cittadinanza, si vuole introdurre un assegno per i figli, aumentando la soglia dell’ISEE dei potenziali beneficiari. Inoltre, si vogliono rendere detraibili le spese per pannolini e latte in polvere. L’articolo di Chiara Saraceno per LaVoce evidenzia i limiti di tali misure e ne mette in dubbio sia la fattibilità che l’efficacia.

Famiglia, infanzia e adolescenza

L’infanzia nella Legge di Bilancio per il 2018

Le valutazioni del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza sulle misure introdotte nell’ultima Legge di Bilancio e nel corso della legislatura a favore dell’infanzia. Il REI a contrasto della povertà, misure a sostegno dei genitori, riordino dei servizi, risorse per la cultura. Si segnala un modello di governance entro il quale ogni istituzione pare muoversi autonomamente con scarse sinergie.

Famiglia, infanzia e adolescenza

La denatalità in Italia, l’impatto della recessione, l’esempio francese

I dati Istat fotografano il persistere in Italia del calo delle nascite (-12mila nel 2016 rispetto al 2015) e della fecondità (1,34 figli per donna, contro l’1,46 del 2010). A tali trend, che pregiudicano la sostenibilità del nostro sistema economico e di welfare, contribuiscono sia obiettivi e strumenti di policy, sia gli impatti della recessione. Rosina su LaVoce mostra come la Francia raggiunga un tasso di fecondità realizzata più elevato (di un terzo rispetto a quello italiano) anche grazie a obiettivi e strumenti di policy più mirati, generosi, organici ed efficaci. Comolli su Neodemos mette in luce come la recessione abbia influito sulla scelta di posticipare il primo figlio delle donne italiane vicine ai 40 anni, un’età alla quale un rinvio può con più probabilità divenire irreversibile.

Famiglia, infanzia e adolescenza

“Patto dei sindaci” a sostegno della natalità

Dal meeting di Rimini l’impegno di sette sindaci per misure e programmi che contrastino la riduzione del numero medio di figli per donna (stimato da ISTAT a 1,34 nel 2016, contro i 2,1 necessari per il tasso di sostituzione) e anzi ne promuovano l’aumento. Una questione che investe la politica ad ogni livello, dal locale al nazionale.