Segnalazioni con tag “stranieri”

Migrazioni

Medici senza frontiere: precarietà ed esclusione nelle campagne lucane

Medici senza frontiere ha recentemente pubblicato il report Vite a giornata. Precarietà ed esclusione nelle campagne lucane che denuncia le condizioni dei migranti impiegati come braccianti nel Metapontino. Molti di questi hanno difficoltà ad accedere alle cure: tra luglio e novembre 2019, su un totale di 910 visite mediche, Medici senza frontiere ha riscontrato 785 casi in condizioni mediche legate alle difficili condizioni di vita e lavoro. Più di 1 paziente su 2 ha avuto difficoltà ad accedere al sistema sanitario, sebbene oltre il 30% abbia detto di essere in Italia da più di 8 anni.

Migrazioni

Diamo vera cittadinanza agli stranieri

In Italia le regole relative alla cittadinanza sono le più restrittive dell’Europa occidentale. Nonostante questo, i nuovi italiani sono in aumento: 112.500 nel 2018. Su LaVoce Maurizio Ambrosini riflette sul tema della cittadinanza, auspicando per il nostro Paese un impegno a “trasformare la cittadinanza legale in una cittadinanza sostanziale”.

Migrazioni

Legge di bilancio e immigrazione

La Legge di bilancio, nonostante preveda nuove risorse per il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (pari a 1 milione di euro), non apporta modifiche sostanziali per limitare gli effetti allarmanti prodotti dai Decreti Sicurezza. Su Percorsi di Secondo Welfare l’analisi di Francesca Prunotto e Orlando De Gregorio.

Migrazioni

Il percorso ad ostacoli della cittadinanza

Su Neodemos Gianpiero Dalla Zuanna e Navneet Kaur riflettono su come molte delle difficoltà che incontrano gli stranieri per accedere alla cittadinanza italiana possano essere attenuate attraverso alcuni semplici ritocchi alla legge vigente. Ad esempio, si potrebbe portare a otto gli anni il tempo di residenza richiesto per far domanda di cittadinanza (al posto dei 10 attuali) e dopo due anni si potrebbe introdurre il silenzio-assenso, come avviene in Germania. In questo modo la cittadinanza potrebbe arrivare dopo dieci anni effettivi di residenza permanente (al posto dei 14 attuali) e i minori potrebbero riceverla per trasmissione dei genitori, dopo un tempo di residenza allineato a quello degli altri paesi europei.

Migrazioni

Salute degli immigrati e disuguaglianze socioeconomiche

È stata pubblicata la monografia Salute degli immigrati e disuguaglianze socioeconomiche nella popolazione residente in Italia valutate attraverso la rete degli Studi Longitudinali Metropolitani, supplemento di Epidemiologia&Prevenzione, rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. Il volume, realizzato nell’ambito di due progetti coordinati e finanziati dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto nelle malattie della Povertà (INMP), analizza le disuguaglianze di salute nel nostro Paese e sulla popolazione immigrata in sei città italiane (Roma, Torino, Venezia, Bologna, Modena, Reggio-Emilia) mediante un’osservazione longitudinale della popolazione residente.

Migrazioni

VII Rapporto Carta di Roma 2019

Il 17 dicembre è stato presentato il VII Rapporto Carta di Roma 2019: Notizie senza approdo. La ricerca analizza il racconto mediatico delle migrazioni focalizzandosi in particolare sui flussi. L’elemento più interessante riguarda il confronto fra i trend relativi alla percezione degli italiani nei confronti dei migranti come minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico, la rappresentazione mediatica del fenomeno e i dati relativi alla presenza degli stranieri. Nel 2019 si registra un’assenza di correlazione tra quantità di esposizione mediatica del fenomeno e incremento della percezione di insicurezza delle persone: ad una continua attenzione al tema si accompagna un calo dell’insicurezza percepita nei confronti degli stranieri, come se nel tempo “la spettacolarizzazione della paura avesse prodotto una sua normalizzazione”.

Migrazioni

Braccia contro frane

L’Italia, territorio dissestato e ad alto rischio idro-geologico, ha un disperato bisogno di lavoro. Lavoro umile, ma socialmente utilissimo. Su Neodemos Ferruccio Pastore auspica l’avvio di un programma che si avvalga dell’apporto sistematico, guidato e professionalizzante per richiedenti asilo, migranti umanitari e rifugiati, a cui il nostro Paese, volente o nolente, sta offrendo un approdo. In questo modo il lavoro immigrato potrebbe contribuire (di più) all’interesse nazionale.

Migrazioni

C’è persino chi rifiuta i fondi per l’integrazione

Su LaVoce Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin riflettono sulle risorse finanziare che il nostro Paese dedica all’integrazione degli stranieri. Le risorse riservate dai comuni alle politiche di questo tipo sono particolarmente scarse: circa 340 milioni di euro nel 2016, pari al 4,8% delle loro spese sociali, in buona parte assorbite dalla gestione dell’accoglienza. Sempre più spesso oggi si cade nell’equivoco che i soldi spesi per l’integrazione degli immigrati siano soldi “per gli immigrati”, dimenticando che invece queste politiche favoriscono il finanziamento di servizi e professionalità del territorio (educatori, insegnanti o formatori), sostenendo la convivenza e quindi l’intera comunità.

Migrazioni

Ismu: XXV Rapporto sulle migrazioni

Il XXV Rapporto sulle migrazioni curato da Fondazione Ismu, di cui è possibile scaricare l’indice, ripercorre l’andamento dei flussi migratori e dei processi di integrazione in Italia nell’ultimo quarto di secolo. La ricerca presenta inoltre l’attuale quadro relativo al fenomeno migratorio in Italia e in Europa partendo dall’analisi di dati statistici e della normativa vigente. Oltre ad approfondire temi quali salute, lavoro e scuola, il rapporto analizza gli atteggiamenti e orientamenti degli italiani nei confronti degli immigrati, le seconde generazioni, i rifugiati e i corridoi umanitari, la tutela dei minori stranieri non accompagnati con particolare attenzione alla figura del tutore volontario.

Il volume è acquistabile sul sito di FrancoAngeli.

Povertà e disuguaglianze

DI 21.10.2019: Individuazione Paesi Esteri per i quali (non) è possibile acquisire auto-certificazione ai fini del RdC

Con un ritardo di quasi 6 mesi, è stato pubblicato il 5 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 285) il Decreto Interministeriale del 21.10 che sancisce quali sono i cittadini stranieri richiedenti il Reddito e la Pensione di Cittadinanza (non) tenuti a produrre idonea certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato o territorio estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dalla autorità consolare italiana, relativa alla propria situazione economica. La rosa di Paesi definita dal Decreto per i quali occorre produrre la certificazione è decisamente ristretta; questo significa che dal mese prossimo la maggior parte delle 54mila famiglie di stranieri le cui domande risultano in sospeso da aprile saranno sbloccate. Il Messaggio INPS n. 4516 ricorda che i richiedenti per i quali si rende necessaria la certificazione riceveranno un sms/e-mail con le indicazioni per produrre presso le sedi INPS, la documentazione integrativa.

Anziani

Rapporto Domina-Moressa: due milioni di lavoratori domestici in Italia

È stato recentemente pubblicato il Rapporto Domina-Fondazione Moressa: negli ultimi sei anni il numero di lavoratori domestici regolari è diminuito del 15,2%, tutte le componenti di origine straniera hanno subito un calo, mentre la componente italiana ha registrato un +29,6%. Quasi la metà dei lavoratori domestici si concentra al Nord. Spesi dalle famiglie circa 15 miliardi. Le proposte avanzate in questo contributo.

Leggi l’articolo di commento su Redattore Sociale.

Migrazioni

Family First: in Italia insieme alla tua famiglia

Unhcr, con Caritas Italiana e Consorzio Communitas, ha pubblicato la ricerca Family First: in Italia insieme alla tua famiglia sul tema del ricongiungimento famigliare. La separazione forzata dei membri della famiglia può avere gravi conseguenze sul benessere delle persone e sulla loro capacità di ricostruire la propria vita. La legge italiana prevede già diverse misure che dovrebbero accelerare tale processo. Tuttavia dalla ricerca emerge come, nella prassi quotidiana, la scarsa informazione, i lunghi tempi di attesa e i numerosi ostacoli burocratici rischino di compromettere tale diritto. Contestualmente all’uscita della ricerca, che contiene alcune raccomandazioni alle autorità italiane, è stata lanciata una campagna informativa rivolta a rifugiati ed operatori con l’obiettivo di fornire informazioni corrette sulla procedura di ricongiungimento famigliare.